Altın Gün: nuovo album e tre date italiane

Altın Gün: nuovo album e tre date italiane

Gli Altın Gün, formazione turca che molti di voi hanno conosciuto grazie alle frequenze di Controradio in Italia per ben tre concerti nel dicembre del 2021!

Con uno slancio di ottimismo Radar Concerti annuncia gli Altın Gün in concerto! Si tratta della band portabandiera dell’Anatolian Rock candidata ai Grammy Awards 2019.

La formazione di base ad Amsterdam arriva in Italia per presentare dal vivo il nuovo album YOL, in uscita il 26 febbraio per Glitterbeat Records, dopo la pubblicazione dei singoli Ordunun Dereleri” / “Bir Of Çeksem, Yüce Dağ Başında e Kara Toprak. 

 

Guarda e ascolta il video del nuovo brano “Yüce Dağ Başında” (in programmazione nelle nostre trasmissioni musicali ormai da diverse settimane)

Al momento queste le date annunciate:

01.12.2021 –

LOCOMOTIV CLUB Bologna

– Bologna

02.12.2021 –

Largo venue

– Roma

03.12.2021 –

Circolo Magnolia

– Milano

BIO BAND
Altın Gün is an Anatolian rock and Psychedelic Turkish Folk band from Amsterdam, Netherlands. It was founded by bassist Jasper Verhulst. Their debut album was On, released in 2018. In 2019, they released Gece which was nominated for the 62nd Annual Grammy Awards (2019) in the Best World Music Album category. Their style has been described as “psychedelic” with a “dirty blend of funk rhythms, wah-wah guitars and analogue organs”. (fonte Wikipedia)

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Siria: iniziativa a Firenze per popolo curdo, ‘Europa faccia di più’

Siria: iniziativa a Firenze per popolo curdo, ‘Europa faccia di più’

Nuova iniziativa a Firenze per sostenere il popolo curdo, sempre più in sofferenza dopo l’attacco della Turchia. Alle Murate si è svolto un dibattito nel quale è stata ribadita l’esigenza di un maggiore impegno dell’Europa per i curdi.

Nell’iniziativa a favore del popolo curdo svolta alle Murate, erano presenti anche Alessandro e Annalisa Orsetti, i genitori di Lorenzo, il 33enne fiorentino ucciso negli scontri in Siria con l’Isis mentre militava come volontario a fianco delle milizie curde.

“A Firenze – ha detto Alessandro Orsetti – ci sono sempre molte persone a seguire queste iniziative: significa che si è preso a cuore la situazione del popolo curdo”. Anche le istituzioni stanno facendo la loro parte, come il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi: “Ci ha dato la sua disponibilità”, ha ribadito Orsetti spiegando che l’obiettivo è fissare “un incontro, anche con i curdi, per la prossima settimana”. Orsetti si è detto soddisfatto perché “in tutta Italia, da Roma a Milano” ci sono eventi a favore di curdi: “Credo che la loro storia – ha concluso – abbia toccato e colpito molte persone”.

Tra i presenti padre Bernardo Francesco Gianni, abate di San Miniato al Monte: “La mia presenza è per sottolineare – ha affermato – il legame con Lorenzo Orsetti, che è sepolto a San Miniato”. Secondo il vicesindaco di Firenze Cristina Giachi è necessario promuovere “azioni di sensibilizzazione con la cittadinanza” ma anche “fare pressing sul Governo perché” si riesca ad attuare una “politica di disarmo nei confronti della Turchia”. Giachi ha sottolineato che “l’Europa potrebbe fare molto di più per cambiare i destini di questo popolo”.

All’iniziativa è intervenuto anche l’artista curdo-fiorentino Fuad Aziz: “Tutto questo sta accadendo sotto il silenzio dell’Europa – ha detto -. Non basta condannare, bisogna agire e fare azioni concrete”.

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Arci, indetta manifestazione in difesa del popolo curdo per sabato 19

Arci, indetta manifestazione in difesa del popolo curdo per sabato 19

Secondo quanto riportato dal comunicato rilasciato, l’Arci Toscana e l’Arci Firenze aderiscono alla mobilitazione indetta dal ‘Coordinamento Toscano per il Kurdistan’ per il prossimo sabato contro l’aggressione turca in Siria del Nord ed invitano comitati e circoli Arci della Toscana a partecipare al corteo con le bandiere dell’Associazione. La manifestazione si terrà sabato 19 alle 15.00 in piazza Santa Maria Novella a Firenze.

Il comunicato stampa ricorda che “Arci è da sempre schierata a fianco del popolo curdo, per la sua autoderminazione ed il raggiungimento dei suoi inalienabili diritti. L’escalation militare che in questi giorni sta avendo luogo nel Nord della Siria va a colpire ancora una volta la popolazione inerme, già sofferente per i lunghi anni di guerra e di lotta di liberazione dall’occupazione dell’ISIS e delle milizie fondamentaliste”.

“Il Confederalismo democratico sviluppatosi nel Rojava – continua – è un esempio di democrazia partecipativa diventata in questi anni un esempio fondamentale per chi mira a costruire una società migliore e più giusta, e ha sempre avuto il sostegno, ideale e politico, dell’Arci. Lo testimoniano i numerosissimi di eventi organizzati in questi anni di conflitto nei circoli Arci: le nostre basi hanno contribuito alla diffusione dell’esperimento sociale curdo nella Siria del Nord e hanno dato sostegno ad azioni di solidarietà come la realizzazione di un ospedale della Mezzaluna Rossa nell’area e la riabilitazione della rete idrica di tre villaggi nella regione dell’Eufrate, che ha ridato accesso all’acqua ad oltre 11000 persone”.

Arci vuole fermamente condannare “l’offensiva della Turchia nel territorio Nord-Orientale della Siria che ha già provocato molte vittime civili nelle popolazioni curda e araba già duramente provate da anni di conflitto nella regione”, e per questo ha organizzato per sabato 19 ottobre una manifestazione per stare “al fianco della comunità curda della Toscana per chiedere un’azione decisa della comunità internazionale contro la guerra, per il riconoscimento delle legittime aspirazioni di un intero popolo e in favore della popolazione civile dell’area”.

“Troppo debole la voce dell’Europa e del Governo Italiano – conclude Arci – di fronte alla tragedia umanitaria che sta avendo luogo, e che merita invece un’azione decisa e risoluta. Anche per questo Arci richiede al Governo Italiano l’immediato arresto della vendita di armi alla Turchia, l’interruzione di ogni collaborazione militare con quel paese, la richiesta, da avanzare in ambito internazionale, di istituire immediatamente una no fly zone sul territorio del nord est della Siria”.

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“Occupato’ ingresso Uffizi contro attacco Turchia in Siria del Nord

“Occupato’ ingresso Uffizi contro attacco Turchia in Siria del Nord

Per protestare contro l’attacco della Turchia, giovani appartenenti allo Iam (Iniziativa autonoma metropolitana) hanno ‘occupato’ l’ingresso degli Uffizi a Firenze. “Uffizi bloccati per chiedere la fine dell’attacco turco alla Siria del nord”, scrivono in una nota.

Oltre una cinquantina i giovani che hanno partecipato alla protesta, tra l’ingresso del museo e il piazzale degli Uffizi. “Siamo qui per pretendere che Ue e comunità internazionale fermino il massacro portato avanti dalla Turchia. Oggi a Firenze i turisti che vengono da ogni parte del mondo non potranno ammirare la Venere di Botticelli e i tesori del Rinascimento degli Uffizi”.

“Rimanere a guardare mentre i popoli vengono massacrati sotto le bombe è distruggere quella civiltà che diciamo di rappresentare – si legge ancora nella nota di Iam -. Chi sta morendo è chi sta cercando di costruire una alternativa democratica e di convivenza pacifica in Medio Oriente. Le Sdf (Forze Siriane Democratiche), e le unità di protezione del popolo maschili e femminili YPG e YPJ, uniscono tutti i popoli del Medio Oriente nella lotta per un futuro di pace e democrazia”.
“L’Europa – prosegue la nota – non deve cedere al ricatto di Erdogan, che minaccia di aprire le porte a milioni di profughi. Il vero pericolo è che se i bombardamenti in Rojava non cesseranno, centinaia di jihadisti si riverseranno in Europa e in tutto il mondo attraverso la Turchia”.
Intervista di Chiara Brilli a Sarah, attivista di Iam

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