Tramvia, Bocci: “Farla passare da Gavinana è follia”

Tramvia, Bocci: “Farla passare da Gavinana è follia”

“Per quello che si sente dire in giro l’unico dato certo è che andremo al ballottaggio”. Lo ha detto il candidato a sindaco di Firenze del centrodestra, Ubaldo Bocci, a margine di un incontro coi commercianti del quartiere di Gavinana, parlando della sfida con il sindaco uscente Dario Nardella.

“Sono assolutamente convinto che qui la tramvia, come è stata immaginata, sia una follia. Non si può permettere di bloccare l’attività commerciale per anni, cosa che è successa purtroppo anche in altre zone dove è stata fatta la tramvia”.ha aggiunto lo sfidante di Nardella.

Per Bocci se nella zona “passa una tramvia” la gente potrà spostarsi solo con “l’elicottero. Qui una delle possibilità è fare una corsia preferenziale che sia realmente preferenziale per autobus e per taxi, garantendo comunque la possibilità di parcheggiare”. Bocci si è intrattenuto con i residenti di Gavinana (“E’ la terza volta che vengo qui”, ha puntualizzato), parlando del futuro dell’area e del problema traffico. “Si tratta di un bel quartiere ma va rivitalizzato, ci sono spazi che vanno riqualificati”, ha sottolineato.

Il candidato del centrodestra ha poi ripetuto che Firenze “deve essere una città a misura di uomo, deve essere la tramvia a disposizione della città, non la città che si mette in ginocchio” e diventa “a disposizione della tramvia. Va cambiato il modo di ragionare, il 26 maggio Firenze deve cambiare”.

“L’obiettivo – ha evidenziato- è di andare a governare la città, ma perché questo succeda c’è bisogno del 26 maggio, giorno delle elezioni, ma anche del 9 giugno, cioè la data di un eventuale ballottaggio. “Noi correremo al massimo delle nostre forze fino al 26 maggio, poi faremo un’altra ulteriore corsa per i giorni che ci portano al 9 giugno”, ha concluso Bocci.

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Elezioni: Firenze, primo confronto tra tutti candidati sindaco alla Certosa

Elezioni: Firenze, primo confronto tra tutti candidati sindaco alla Certosa

Postazione personale all’americana, un minuto e trenta secondi al massimo a risposta (con il tempo scandito da un countdown) e con possibilita’ di replica. Il tutto all’interno della Certosa. Dopo le vacanze di Pasqua, i ponti del 25 aprile e del primo maggio e dopo aver depositato le liste, la campagna elettorale entra nel vivo.

E la partenza e’ di quelle rumorose, visto che lunedi’ prossimo, alle 18.30, andra’ in scena il primo confronto tra i nove candidati a sindaco. Ad organizzarlo SaveTheCity, l’associazione no profit fondata da un gruppo di professionisti e di imprenditori fiorentini che si pone come scopo sociale lo sviluppo e la realizzazione di progetti e di iniziative volte a migliorare la qualita’ della vita.

I nove candidati, posizionati sul ‘ring’ con sorteggio pubblico, ci saranno tutti. A quanto apprende la ‘Dire’, infatti, hanno confermato la presenza il sindaco uscente Dario Nardella, il candidato del centrodestra Ubaldo Bocci e quello del M5s Roberto De Blasi. Con loro anche Antonella Bundu, volto della sinistra unita, Andres Lasso dei Verdi, Mustafa Watte di Punto e a Capo, Saverio Di Giulio di CasaPound, Fabrizio Valleri, capofila della civica ‘Libera Firenze’ e Gabriele Giacomelli, il 23enne candidato del Partito Comunista.

Sara’ un confronto a nove, ma anche il primo atteso ‘match’ tra Nardella e Bocci, i volti di una delle sfide simbolo delle prossime amministrative.

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Bocci: ipocrita andare a cimitero Usa

Bocci: ipocrita andare a cimitero Usa

“Se ho detto di no ad andare in piazza della Signoria perché la trovavo una festa di parte, trovavo assurdo andare al cimitero degli americani e degli inglesi, perché sarebbe stato ipocrita”. Lo ha affermato Ubaldo Bocci, candidato sindaco di Firenze per il centrodestra, a proposito della sua mancata partecipazione alle celebrazioni del 25 aprile.

“Ieri mi hanno detto che invece di andare in piazza della Signoria potevo andare al cimitero” ha detto Bocci, a margine di una iniziativa col ministro Gian Marco Centinaio a Firenze, riferendosi al cimitero americano dei Falciani che è stato visitato da altri esponenti del centrodestra locale. “Allora – ha aggiunto – non mi sono spiegato bene: quello che contesto è che una festa grande, un festa per un evento che ha ridato la libertà all’Italia… non credo alla festa di parte”. Per Bocci “il problema è che dopo 74 anni dalla fine della guerra questo Paese non sia riuscito a trovare una coscienza condivisa, questo è il vero problema, e non si può dopo 74 anni continuare a discutere. Non ci si può provare a tirar fuori una giornata grande che sia veramente la festa di tutti? E sentirmi dire che se io non vado è perché non amo Firenze.. se questi sono gli argomenti del mio competitor, questo mi rassicura”.

“Sicuramente va rivista la gestione del turismo: non è possibile che 14 milioni di turisti vengano a Firenze, e che poi se non lasciano, consumano”ha affermato Bocci in seguito al suo incontro con Centinaio, a cui ha chiesto attenzione per i problemi del turismo in città. “Il problema – ha spiegato – è che Firenze è conosciuta prevalentemente per quelle bellezze, il museo a cielo aperto più bello del mondo, ma se noi si pensa che Firenze sia soltanto questo secondo me è non voler bene a Firenze, perché Firenze ha una ricchezza dell’artigianato, delle botteghe storiche, di tanti altri musei che non sono conosciuti. Pensavo al Museo Bardini: se qualsiasi città del mondo avesse la possibilità di avere un Museo Bardini, considerato un museo minore, diventerebbe il punto di riferimento della città”.

Per Bocci “dobbiamo spiegare ai turisti che Firenze non è soltanto quelle quattro piazze che sono sicuramente il quadrilatero più bello del mondo, ma a Firenze c’è tanto altro. E’ per questo che sostengo che vada rilanciata l’idea delle botteghe storiche, dell’artigianato: sono le nostre eccellenze, e come tali vanno sapute vendere al mondo”.

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Elezioni Firenze; Centinaio, Lega partecipa per vincere

Elezioni Firenze; Centinaio, Lega partecipa per vincere

“La Lega non partecipa alle elezioni per partecipare”, ma “per vincere”. Lo ha affermato Gian Marco Centinaio, ministro leghista delle Politiche agricole e del turismo, rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito della sfida delle amministrative per il sindaco di Firenze, dove il centrodestra schiera il candidato civico in quota Lega Ubaldo Bocci contro il sindaco uscente del centrosinistra Dario Nardella.

Centinaio oggi ha partecipato a un incontro con le categorie economiche fiorentine alla villa medicea del Poggio Imperiale, iniziativa a cui ha preso parte anche lo stesso Bocci. “Se
partecipassimo alle elezioni solo per partecipare un po’, in versione olimpionica alla De Coubertin – ha aggiunto Centinaio – potremmo fare altro, e io oggi sarei a casa con mio figlio. Io sono qua per vincere, noi siamo qua per vincere, e quindi noi vogliamo vincere”.

“Non rompiamo l’alleanza” di governo col M5s “perché abbiamo promesso agli italiani che andremo avanti 5 anni, con un alleato col quale abbiamo fatto un contratto di governo e col quale vogliamo risolvere i problemi di questo Paese”. Lo ha affermato il ministro a margine dell’incontro con le categorie economiche a Firenze.
“Se andiamo a guardare quello che stiamo facendo a livello governativo – ha risposto – penso che stiamo lavorando bene. Si può sempre migliorare, non dico che siamo perfetti. Su quello che chiede l’opinione pubblica… io sento anche tanta gente checi dice ‘andate avanti’. E di conseguenza pensiamo che se Matteo Salvini stia proseguendo nell’azione di governo vuol dire che sono più quelli che gli dicono ‘andate avanti'”.

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Comunali, Bocci: “Pressioni sui candidati delle mie liste”

Comunali, Bocci: “Pressioni sui candidati delle mie liste”

“In questa città giustamente medaglia d’oro alla Resistenza, una città che ha fatto l’impossibile per liberare Firenze dal nazifascismo, oggi, 2019, tantissimi miei candidati hanno delle pressioni inverosimili perché si tolgano dalle liste”. Lo ha affermato Ubaldo Bocci, candidato sindaco del centrodestra a Firenze, parlando coi cronisti a margine della Mostra internazionale dell’Artigianato.

Se ai miei candidati “mandano i messaggini – ha proseguito Bocci – o prendono a braccetto qualcuno e gli dicono ‘Ma chi te lo fa fare, guarda, magari se vieni con noi forse è meglio’, non sono cose belle. Qui non c’entra niente il 25 aprile: ma io speravo, ero convinto che questa fosse una città libera, dove ognuno liberamente potesse fare le sue scelte anche politiche. Mi rendo conto che purtroppo non è così”. Secondo Bocci, “a Firenze c’è una cappa, se non sei iscritto a quel ‘club’ si fa fatica a partecipare a tutte le attività che quel ‘club’ mette a disposizione. Io non mi sono mai iscritto, è un ‘club’ che non conosco: ma mi par di capire che Firenze sia una città dove c’è un sistema che ha tutto l’interesse ad autorigenerarsi”. Non è in discussione “quanto tutti noi dobbiamo al 25 aprile come data simbolica”, ma “è tutto il contorno che mi ha lasciato molto perplesso”.

Bocci, che domani parteciperà ad una iniziativa in una parrocchia della città con persone in difficoltà invece di prendere parte alle celebrazioni per la Liberazione, ha affermato: “E’ quello che facciamo un po’ tutti gli anni con altri amici, stare insieme a persone meno fortunate”. “La mia perplessità – ha proseguito – è sul partecipare ad una manifestazione che non è tanto la manifestazione di tutti quelli che hanno liberato la città, ma purtroppo, e la storia ce lo insegna, è diventata una manifestazione di parte. Una manifestazione che doveva essere realmente condivisa, dove il tricolore deve essere l’unica bandiera presente nella piazza, purtroppo è diventata una manifestazione di parte”. Bocci ha ribadito di essere “profondamente contrario ad ogni tipo di tirannide, sia quella che è stata abbattuta il 25 aprile dai partigiani, dalle forze alleate eccetera, così come a dittature rosse, verdi e turchine. Questo lo dico nella maniera più assoluta”.

In merito alla Mostra internazionale dell’artigianato, Bocci ha detto: “Firenze è una capitale dell’artigianato: bisognerebbe rivalorizzare questa storia creando delle scuole vere di artigianato, ma soprattutto facendo in modo che un po’ in tutta la città si rinnovassero queste botteghe di artigianato, lavorando anche su incentivi fiscali e possibilità per i giovani”. “Sappiamo che il turismo è concentrato in quei 3-4 chilometri quadrati – ha osservato -: se noi facessimo dei percorsi affinché i turisti possano vedere come si fa l’artigianato, a qualsiasi livello, che sia di pelletteria, di moda, di tutto quello su cui siamo stati i campioni, probabilmente riusciremmo a rivalorizzare veramente l’artigianato, potremmo ridare posti di lavoro, e potremmo fare in maniera tale che il turismo non si concentri soltanto su quei pochi chilometri quadrati, ma si possano valorizzare anche le periferie attraverso una bella rete di botteghe dell’artigianato”.

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