Etichette energetiche anti-spreco per docce e rubinetti. Consumi troppo alti ad eccezione di Firenze, dove l’acqua costa di più

L’eco-desfaucet-686958_640ign non è solo una moda, ma una necessità per il risparmio delle risorse idriche. In Europa si consuma tantissima acqua, ed è per questo che l’Unione Europea ha deciso di porre un freno a questo enorme spreco: da Bruxelles, infatti, filtrano voci relative ad una legge anti-spreco che renderà obbligatori i cosiddetti rubinetti intelligenti, in grado di regolarsi autonomamente e limitare al minimo il consumo eccessivo di acqua.

L’etichetta anti-spreco proposta dall’Unione Europea

L’idea è quella di proporre un’etichetta energetica per aiutare i consumatori a scegliere i prodotti realmente efficienti. In Italia abbiamo già Ideal Standard che offre una linea di rubinetti a risparmio idrico affidabili e di qualità. Ma il rischio di incappare in truffe è molto alto: in Europa e nel Bel paese, infatti, esistono numerose marche che si fregiano di questa etichetta ma che in realtà rappresentano solo un bluff. Regolamentare le etichette con un provvedimento ufficiale sarà il primo passo verso un risparmio intelligente delle risorse idriche.

Jack Hunter, membro dell’European Environmental Bureau, e Davide Sabbatin, di Legambiente, hanno di recente spezzato più di una lancia in favore dei rubinetti a consumo intelligente: un rubinetto intelligente non solo si ripaga in un anno, ma consente un risparmio di circa 42 euro in 10 anni. Un risparmio che diventerebbero astronomico se esteso a tutti i rubinetti del mondo. Installando miscelatori termostatici il risparmio arriverebbe addirittura sui 400 euro in 10 anni.

Ed è proprio per questo che molte aziende si stanno muovendo nell’ottica dell’eco-design: tali aziende verranno premiate dall’Unione Europea con un’etichetta che le esporrà maggiormente all’attenzione dei clienti, guadagnando così in competitività sul mercato. Ed i consumatori? Anche loro avranno interesse a cambiare i loro elettrodomestici, per risparmiare sulle bollette e per usufruire di ulteriori incentivi.

I dati sul consumo idrico in Italia

In Italia si spreca tantissima acqua, come evidenziano chiaramente i dati sul consumo idrico esposti da Davide Sabbatin: ogni anno si usano circa 152 metri cubi di acqua per abitante, e da noi il consumo è nettamente superiore rispetto alla media degli altri paesi europei. Ad esempio, in Spagna se ne consumano 126, in Gran Bretagna 113 ed in Germania addirittura 62. Il cartellino rosso va alla Lombardia: in particolare Monza con 248 metri cubi, Lodi con 234 metri cubi e Milano, dove se ne consumano complessivamente 228. Per questo motivo, a livello nazionale, si parla sempre più spesso di reti colabrodo, in grado di perdere circa 1/3 di preziosissima acqua già nelle tubature. L’Italia si dimostra arretrata persino da un punto di vista politico: da noi non si redige un bilancio idrico dal lontano 1999. Gli unici dati (aggiornati al 2011) provengono dall’Istat: l’Italia avrebbe aumentato i consumi del 2,6%. Le istituzioni dovrebbero aggiornare i bilanci, visto che i dati sul consumo idrico sono fondamentali per capire dove e come rendere più efficiente il sistema.

La medaglia d’oro del risparmio a Firenze

Firenze pare essere la città dove si consuma (e dunque si spreca) meno acqua: questo, però, non è dovuto ad impianti e rubinetti eco-sostenibili, o ad un’azione consapevole delle aziende o dei consumatori. Si tratta semplicemente di nudo e crudo risparmio. In Toscana, infatti, i costi delle bollette idriche sono schizzati alle stelle dal 2013: nel 2014 è stato calcolato un aumento del costo dell’acqua del 6,6%, e addirittura del 52,3% rispetto al 2007. L’acqua, a conti fatti, in certe zone d’Italia costa più dell’elettricità.

Ed è Firenze la città con l’acqua più cara: 509 euro annui per una famiglia media di tre persone, quando la media nazionale si ferma a 310. Le principali variazioni si registrano al Nord (+6,8), seguito dal Centro (6,3%) e dal Sud (3,1%). Il confronto con le altre grandi città è impietoso: a Milano la media di consumo idrico annua per famiglia è di 310 euro. L’aumento vertiginoso del costo dell’acqua, a Firenze e in altre città toscane, è dovuto alla privatizzazione della rete idrica: questo il risultato dell’indagine sul Servizio Idrico Integrato effettuata dall’Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. La città ad avere il costo dell’acqua più basso è invece Isernia (120 euro per famiglia).