Firenze Musei, Schmidt: Uffizi più fruibili con la Loggia di Isozaki 

Firenze Musei, Schmidt: Uffizi più fruibili con la Loggia di Isozaki 

Eike Schmidt, direttore generale delle Gallerie degli Uffizi, ha affermato che ”con il completamento del progetto Nuovi Uffizi e la costruzione della Loggia di Isozaki questo museo potrà in pochi anni diventare quello che dovrebbe essere: cioè uno dei musei principali al mondo anche per quanto riguarda la fruizione”.

Lo ha fatto commentando l’annuncio del governo, in risposta a una interrogazione presentata da alcuni deputati, secondo cui il progetto della Loggia rimane valido e va realizzato entro il 2024, dovendo trovare risorse per 13 milioni di euro.

“Senza una decisione sulla Loggia i lavori si sarebbero fermati, quindi avremmo avuto un’altra grande opera incompiuta qui a Firenze, e questo non è accettabile”, ha detto Schmidt, a margine della presentazione degli archivi digitali degli Uffizi, osservando che “se rimane un buco nero da una parte del museo” allora “ci sono meno persone che possono vedere il museo, che hanno più problemi a vedere il museo perché devono sempre andare in strani giri per entrare e uscire”, mentre col nuovo progetto “sarà un museo più logico, che si inserisce perfettamente nel tessuto urbano”.

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Firenze: dal 4 all’11 agosto gli eventi per la Liberazione

A Firenze dal 4 all’11 Agosto si terranno degli eventi per commemorare la Liberazione di Firenze dal fascismo, promossi dal comune e dall’Anpi, che coinvolgeranno tutto l’oltrano. Agli Uffizi torna Apriti Cinema che per l’occasione proietterà pellicole sul tema.

Pronte le iniziative che si svolgeranno nel mese di Agosto per la commemorazione della Liberazione di Firenze, ecco il programma:
Sabato 4 Agosto – ore 9,00 – Via Lupo ang. Lungarno Serristori, cerimonia per ricordare il primo ufficiale alleato caduto per la Liberazione di Firenze.
Mercoledì 8 agosto – Piazza Santo Spirito e Rondinella del Torrino, ONORE A POTENTE

ore 19,30  – Piazza Santo Spirito, Commemorazione, deposizione  corona e Canto a Potente.

ore 20,30 – Rondinella del Torrino, Deposizione Corona alla Targa dedicata a Potente. Concerto del Coro “Terra Canto Memoria” di San Niccolò, Buffet costo Euro 5,00
Proiezione del Film “All’armi siam fascisti” I° parte.
ore 22 del giorno 9 agosto :   II° parte – segue cocomerata.
Giovedì 9 Agosto – ore 12 – in Via Bolognese 84, scoprimento della Lapide di fronte a “Villa Triste” in memoria dell’eroico sacrificio di alcuni per la Libertà di tutti.
Sabato 11 agosto – 74° Anniversario della Liberazione di Firenze, alleghiamo volantino con il programma dettagliato.
Vi aspettiamo numerosi!!
Venite a trovarci su Facebook: cercate Sezione Anpi Oltrarno Firenze e cliccate MI PIACE!!!!!
Dopo il successo dell’anno scorso torna Apriti Cinema: l’arena nel piazzale degli uffizi, il quale per l’occasione della liberazione proietterà:

3 agosto: 22:00 Libera Italia! Cronache di poveri amanti di Lizzani (Ita, 1953, 115′)

4 agosto: alle 22:00 Libera Italia! Roma città aperta di Rossellini (Ita, 1945, 98′)

5 agosto: 22:00 Libera Italia! Con la Compagnia delle Seggiole, 3/4 agosto ’44 Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana dov’era e com’era. La ricostruzione del ponte di Santa Trinita di Riccardo Melani e Bernardo Seeber (Ita, 1958)

6 agosto: 22:00 Libera Italia! Tuttia a casa di Comencini (Ita, 1960, 120′)

7 agosto: 22:00 Libera Italia! C’eravamo tanto amati di Scola (Ita, 1974, 127′)

8 agosto: 22:00 Libera Italia! L’uomo che verrà di Giorgio Diritti (Ita, 2009, 117′)

9 agosto: 22:00 Libera Italia! Achtung! Banditi! di Lizzani (Ita, 1951, 95′)

10 agosto: 22:00 Omaggio a Vittorio Taviani La notte si San Lorenzo di Vittorio e Paolo Taviani (Ita, 1982, 105′)

11 agosto: 22:00 Libera Italia! Company in blu – danza e arti performative Destinata guerriera di e con Isabella Giustina (20′) Pisà di Rossellini (Ita, 1946, 125′)

Qui il sito: http://www.firenzetoday.it/eventi/cinema-piazzale-uffizi-programma-film-2018.html

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Festival dei Popoli: documentario su Cesaria Evora

Festival dei Popoli: documentario su Cesaria Evora

Il ritratto e la straordinaria vita di Cesaria Evora
nel documentario del Festival dei Popoli a Apriti Cinema.

Il documentario Cesaria Evora Morna Blues di Eric Mulet, Anais Prosaic (Francia, 1996, 52’) sul ritratto dell’omonima star internazionale, sarà proiettato, domani, mercoledì 18 luglio (ore 22, ingresso libero), all’arena estiva Apriti Cinema nel piazzale degli Uffizi e inserita nel programma dell’Estate Fiorentina 2018 del Comune di Firenze organizzata dal Festival dei Popoli, festival internazionale del film documentario.

Il documentario ripercorre la vita della cantante capoverdiana, soprannominata la “diva a piedi nudi” per la sua abitudine di esibirsi scalza. Cesária Évora è probabilmente la cantante di morna (genere di musica e di danza tipica di Capo Verde) più conosciuta al mondo.

Tra estratti di concerti e conversazioni, il film alterna la visione distaccata di una star internazionale a quella della donna fiera e tenace, regina della sua isola sperduta in mezzo all’oceano. Lafayette, Louisiana: è qui che comincia il documentario alla fine della sua seconda tournée americana e, come sempre, Cesaria conquista il suo pubblico. Dopo lo scalo a New York, si torna a Capo Verde, alla scoperta dei luoghi della sua vita.

Le proiezioni sono inserite nella rassegna dal titolo “Notti Doc, documentari musicali dall’archivio del Festival dei Popoli”, programma in quattro serate che, dal rock al jazz, dal punk alla world music, propone un viaggio nella musica attraverso le icone senza tempo di diversi generi musicali dall’archivio del Festival dei Popoli.

Piazzale degli Uffizi, Firenze, Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

 

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“Islam e Firenze: arte e collezionismo dai Medici al Novecento”

“Islam e Firenze: arte e collezionismo dai Medici al Novecento”

“Islam e Firenze: Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è la nuova mostra che apre in due locations fiorentine, ovvero l’ Aula Magliabechiana delle Gallerie degli Uffizi e il Museo Nazionale del Bargello. Entrambe le mostre rimangono aperte dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

 

“Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è una sontuosa rassegna di arte islamica curata da Giovanni Curatola e organizzata dagli Uffizi con il Museo Nazionale del Bargello. Rappresenta una bella occasione per scoprire manufatti di grande bellezza e per cominciare davvero a capire che tra la cultura occidentale, qui considerata nella sua espressione soprattutto fiorentina, e quella orientale e mediorientale, sono sempre esistite fittissime reti di scambi, sia commerciali che politici e culturali. 

 

“Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” nasce dal lavoro di un comitato scientifico internazionale composto da un nutrito gruppo di esperti della materia, che mettono in chiaro il ruolo importantissimo di Firenze negli scambi interreligiosi e interculturali intercorsi nel lungo periodo che va dal Quattrocento al primo Novecento.

 

Tessere reti commerciali e instaurare rapporti economici sono sempre stati mezzi efficaci per cercare, garantire e mantenere la pace, ieri come oggi. E i mercanti e i banchieri fiorentini andavano dappertutto e dappertutto lavoravano. Si è già visto nella recente, bellissima mostra all’Accademia come furono proprio gli scambi commerciali fiorentini con il medio e il lontano oriente ad  influire enormemente sulla nascita dell’industria tessile toscana e sullo sviluppo della moda; oggi  “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”  conferma questi legami, utilizzando anche gli affascinanti diari di mercanti fiorentini – come Simone Sigoli, Leonardo Frescobaldi e Giorgio Gucci che nel 1384, durante il loro pellegrinaggio in Terrasanta visitarono anche il Cairo e Damasco, e che, stupiti dalla quantità e dalla straordinaria bellezza dei manufatti scrivevano : “… veramente tutta cristianità per un anno si potrebbe fornire di mercatanzia in Damasco”.

 

Tanta di questa “mercatanzia” arrivò a Firenze, come testimoniano gli oggetti presenti in mostra. Andò di moda per anni e anni tra le famiglie che se lo potevano permettere servirsi a tavola dei delicati “mesciroba” e brocche di fattura mediorientale, ed utilizzare servizi di piatti e di vassoi di maiolica – così chiamati perché provenienti da Maiorca, ultimo porto d’imbarco dalla Spagna dove i “mori” producevano grandi quantità di questi oggetti per il commercio interno ed estero.

 

Per lungo tempo insomma andarono di moda le preziose lavorature mediorientali sui metalli, sui tessuti, sulle armi. Per non parlare dei tappeti, che erano veri e propri inarrivabili status symbols, come si direbbe oggi, tanto che erano spesso raffigurati nei dipinti religiosi a marcare uno spazio inaccessibile ai meri mortali, a cavallo tra il reale e il divino. E poi c’erano i più accessibili vetri smaltati, i cristalli di rocca, gli avori… Così come oggi le nostre case sono piene di plastica cinese, mutadis mutandis per secoli le case fiorentine furono piene proprio di quegli oggetti che oggi sono al centro di “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”.

 

“Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” mette in luce anche come Firenze continuò ad avere un ruolo importante fino all’epoca in cui fu capitale.

Alla fine dell’Ottocento infatti Firenze divenne un centro di primaria importanza per un gran numero di importanti collezionisti italiani e stranieri, direttori di musei, curatori, conoscitori, tra i quali anche gli importantissimi Wilhelm von Bode e Bernard Berenson,  antiquari (nonché anche per tanti falsari, ma questa é un’altra storia…) Fu allora che furono organizzati e sistemati i nuclei museali di arte islamica. Come testimoniano le importanti collezioni del Bargello, che è tutt’oggi uno dei più importanti in Italia.

 

Non è così risaputo, ma dopo queste mostre lo sarà, che a Firenze è conservato un nucleo importantissimo di arte islamica: si tratta di quasi 3.300 opere donate nel 1889 dall’antiquario lionese Louis Carrand al Museo Nazionale del Bargello. Dal 1982 alcune di queste si possono ammirare nella sala islamica, allestita da Marco Spallanzani e da Giovanni Curatola, su impulso di Paola Barocchi e dell’allora direttrice, Giovanna Gaeta Bertelà, che posero i pezzi migliori in una fruttuosa relazione con Donatello e i capolavori della statuaria del Rinascimento.

 

Oggi “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” si articola in due sedi espositive: al Bargello viene illustrato un periodo fondamentale di ricerca, collezionismo e allestimenti museali di fine Ottocento e inizio Novecento, con opere della donazione di Carrand e di un altro grande collezionista inglese, cioè Frederick Stibbert, insieme ad altre dei toscani Stefano Bardini e Giulio Franchetti.

Agli Uffizi invece sono raccolte le testimonianze artistiche dei contatti fra Oriente e Occidente. Che sono evidenti non solo nei tanti oggetti dei quali si è già detto ma anche in luoghi insospettati, come nelle vesti e addirittura nelle aureole di varie Madonne e Santi, dove compaiono caratteri cufici, cioè arabi. Sorprendente, vero? Eppure basta guardare per vederlo. Per esempio nelle aureole della Vergine e di San Giuseppe e nei costumi nell’Adorazione dei Magi di Gentile da Fabriano, opera meravigliosa targata 1423.

E poi ci sono gli splendidi manoscritti. Tra questi spiccano le pagine del più antico codice datato (1217) del “Libro dei Re” del persiano Firdusi, che si trova alla Biblioteca Nazionale, e gli esemplari orientali della Biblioteca Medicea Laurenziana, tutti rari per datazione e provenienza.

 

“Firenze e l’Islam. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento” è una mostra importante. Anche socialmente, in questi nostri tempi di navi respinte, gommoni e hotspots.

Margherita Abbozzo.

Info pratiche qui e qui.

In ordine cronologico, le foto sono:

Piatto con decoro a spirali (“Tug˘rakes¸ spiral style”), Iznik (Turchia), 1525-1535 circa, Ceramica smaltata, Kuwait City, Al Sabah Collection, Dar al Athar al Islamiyyah.

Bruciaprofumi sferico, Mosul, 1317-1335, Ottone battuto, inciso, traforato e incrostato, ageminato in argento e oro, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Telo, Istanbul, Turchia, dinastia ottomana, seconda metà del XVI secolo. Lampasso kemha in seta lanciato e broccato, trame supplementari broccate in oro filato, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Cofanetto rettangolare, Spagna omayyade (Cordoba), X secolo, Lamine d’avorio scolpite e incise con montatura rinascimentale in argento con pietre semipreziose e vetri colorati, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Bottiglia, Egitto, X secolo, Cristallo di rocca scolpito e intagliato con montatura rinascimentale, Firenze, Opera Medicea Laurenziana, Insigne Basilica di San Lorenzo, in deposito alle Cappelle Medicee

Tappeto cosiddetto Capponi, a medaglione con animali e figure umane, Persia centrale (Isfahan), manifattura safavide, seconda metà del XVI secolo, Vello in lana su armatura in seta e cotone, New York, The Metropolitan Museum of Art

Sipar (rotella), Persia, inizio del XVII secolo, Acciaio ageminato in oro, canna d’india, seta, madreperla su pasta nera, cuoio, velluto marrone, Firenze, Museo Nazionale del Bargello

Gentile da Fabriano (Fabriano 1370 circa – Roma 1427), Adorazione dei Magi, 1423, Tempera d’uovo su legno e tela di lino, lamine d’oro e d’argento e lacche trasparenti o colorate, Firenze, Gallerie degli Uffizi, Galleria delle Statue e delle Pitture

Mattonella con decoro e iscrizione in rilievo, Kashan (Iran), 1270 circa, Ceramica a lustro metallico, Firenze, Museo Nazionale del Bargello.

 

 

 

 

 

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‘Islam e Firenze’, tra Uffizi e Bargello 500 anni di arte islamica

‘Islam e Firenze’, tra Uffizi e Bargello 500 anni di arte islamica

Centinaia di pezzi da collezione in mostra nell’ambito di “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”, allestita nel capoluogo toscano negli spazi di Uffizi e museo del Bargello dal 22 giugno al 23 settembre 2018.

Il celebre vaso in ottone con la firma del Saladino, un immenso tappeto mamelucco di oltre 12 metri cucito nel 1500, una vera e propria giraffa impagliata, donata dal viceré egizio nell’Ottocento al granduca Leopoldo: sono solo alcune delle Centinaia di pezzi da collezione in mostra nell’ambito di “Islam e Firenze. Arte e collezionismo dai Medici al Novecento”, allestita nel capoluogo toscano negli spazi di Uffizi e museo del Bargello dal 22 giugno al 23 settembre 2018 (con una ‘estensione’ documentaria alla Biblioteca nazionale).

Curata da Giovanni Curatola, ha richiesto oltre due anni di studi ed approfondimenti: arricchita da numerosi prestiti internazionali dal Louvre di Parigi, dal Metropolitan Museum di New York, dal British di Londra e da gallerie di svariati paesi tra i quali anche il Kuwait, alla sua presentazione hanno preso parte, oltre al direttore degli Uffizi Eike Schmidt e a quello del Bargello Paola D’Agostino, il responsabile della Biblioteca nazionale Luca Bellingeri, il presidente Ucoii Izzedin Elzir e l’ambasciatore dell’Algeria in Italia Abdelhamid Sedouci Bereksi.

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