Spiagge: come andremo al mare nell’estate del covid?

Spiagge: come andremo al mare nell’estate del covid?

Intervista con UMBERTO MAZZANTINI di Legambiente. “Giù le mani dalle spiagge libere. Per la stagione balneare nessun cedimento alle loro privatizzazioni, sono beni comuni”

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Ecoballa ritrovata all’Isola d’Elba

Ecoballa ritrovata all’Isola d’Elba

La Capitaneria di Porto di Portoferraio ha ritrovato un’ecoballa a mezzo miglio marino al largo di Capo Calvo, nell’Isola d’Elba. Probabilmente si tratta di una di quelle che nel 2015 erano cadute al largo dell’isola di Cerboli dalla motonave Ivy. Informato il commissario straordinario Aurelio Caligiore incaricato di gestire l’emergenza delle 56 ecoballe finite nel canale dal 2015.

Secondo Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana: “Il ritrovamento di un’ecoballa persa in mare dalla Ivy, che batteva battiera fantasma delle isole Cook, in un’area così delicata dal punto di vista ambientale è un fatto molto preoccupante. Potrebbe spiegare l’incremento dei rifiuti trovati e censiti, contestato quest’anno, in quella costa da Vele Spiegate, iniziativa di volontariato velico di Legambiente e Diversamente Marinai”.

Mazzantini ha osservato infatti come da due anni a questa parte si siano ritrovati molti rifiuti proprio in queste spiagge, specie al Pisciatoio ma anche in quei tratti che non sono raggiungibili. Non si tratta della prima ritrovata. Infatti, alcune sono state rinvenute sulla Costa est di Piombino nell’estate del 2018, mentre altre due rispettivamente a Baratti e nel Canale di Piombino. L’area interessata dal ritrovamente si trova tra Capoliveri e Porto Azzurro, all’interno del Santuario internazionale dei mammiferi marini Pelagos e vicino al Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Il responsabile mare di Legambiente Toscana ha inoltre sottolineato come si sia sottovalutato per anni il disastro ambientale derivante da questa emergenza soprattutto dall’impatto delle microplastiche sui fondali sulla catena alimentare marina. Queste operazioni però, conclude, richiederebbero un maggiore controllo sulla filiera che va dal trasporto al cofermento.

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Goletta Verde, nove punti inquinati in costa Toscana

Goletta Verde, nove punti inquinati in costa Toscana

Su 20 punti monitorati dai tecnici di Goletta Verde lungo le coste della Toscana, sette sono risultati fortemente inquinati e due inquinati. Lo sostiene l’associazione ambientalista impegnata nella consueta campagna estiva di monitoraggio del mare che ora fa tappa in Toscana.

Responsabili dell’inquinamento microbiologico, che arriva al mare, – viene spiegato – canali e foci a causa della cattiva depurazione o della presenza di scarichi illegali.
‘Maglia nera’ alle foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, dei fossi Motrone, dell’Abate, Mola, e della Madonnina, a Portoferraio, dove le cariche batteriche sono
risultate oltre i limiti di legge.
“Sebbene la situazione in Toscana sia prevalentemente positiva, va riscontrata comunque la presenza di cariche batteriche elevate in nove casi su venti dove le analisi
microbiologiche mostrano porzioni di litorale a rischio a causa di fogne non depurate o carenze depurative – dichiara Umberto Mazzantini, responsabile mare Legambiente Toscana e responsabile nazionale Isole Minori Legambiente – Tutto ciò molto spesso senza che i bagnanti ne siano a conoscenza, visto che in sei casi, peraltro giudicati ‘fortemente inquinati’, ovvero alle foci del torrente Lavello, dei fiumi Brugiano e Gora, del fosso Motrone, e allo scarico in via Salivoli a Marina di Salivoli, i tecnici non hanno riscontrato la presenza dei cartelli col ‘divieto di balneazione’. In nessuno dei punti monitorati, poi, è stata notata la presenza dei cartelli informativi rivolti ai cittadini sulla qualità delle acque nonostante sia obbligatoria per legge ormai da anni per i Comuni”.

 

Su nove i prelievi effettuati in provincia di Grosseto soltanto uno è risultato “fortemente inquinato”, ovvero a Follonica, alla foce del fiume Gora. “Entro i limiti”, invece, i
risultati emersi a Scarlino, in località Puntone di Scarlino, alla foce del canale Solmine; a Grosseto, in località Marina di Grosseto, sulla spiaggia presso la foce del canale di San Rocco; a Orbetello, in località Fonteblanda, alla foce del fiume Osa; in località Bocche di Albegna, alla foce del fiume Albegna; e in località Neghelli, sulla spiaggia in prossimità di uno scarico; a Monte Argentario, in località Pozzello, sulla spiaggia in prossimità di una stazione di pompaggio, e in località Poggio Pertuso-Cala Galera, sulla spiaggia fronte canale; e ad Ansedonia, località Tagliata Etrusca sulla spiaggia di fronte al
fosso Tagliata Etrusca.
All’Isola d’Elba, quattro punti campionati: uno è risultato “fortemente inquinato”, a Portoferraio, in località Punta della Renna, in corrispondenza del fosso della Madonnina (confermando i recenti dati di Arpat); due sono risultati “inquinati”, a Capoliveri, in località Mola, alla foce del fosso di Mola/Fossone centrale, e a Marciana Marina, al Moletto del
Pesce, confermando, pur con qualche miglioramento, i dati degli anni precedenti; mentre il prelievo effettuato sulla spiaggia La Pianotta, a Porto Azzurro, dove i cittadini avevano segnalato criticità a Legambiente, è risultato “entro i limiti”.

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Elba: anche a Capoliveri no plastica usa e getta

Elba: anche a Capoliveri no plastica usa e getta

Dopo Marciana Marina, Campo nell’Elba e Porto Azzurro anche il Comune di Capoliveri, con i suoi molti campeggi, alberghi e negozi, ha detto no alla vendita di prodotti di plastica monouso, aderendo così alla campagna Palagos Plastic Free lanciata da Legambiente e Parco Nazionale Arcipelago Toscano.

«L’adesione di Capoliveri, anche se si è preso un po’ più tempo (il divieto entrerà in vigore il primo novembre 2019) per consentire lo smaltimento delle scorte, è molto importante – dice Umberto Mazzantini, responsabile mare di Legambiente Toscana – perché è, insieme a Campo nell’Elba, il Comune con la maggiore quota di turismo e, messi insieme, i 4 comuni che hanno preso provvedimenti contro la plastica monouso rappresentano oltre l’80% dell’economia turistica elbana. L’Elba è davvero diventata un’isola “plastic free”, mettendosi alla testa di chi vuole fare da apripista alla direttiva europea che va in quella direzione e anticipando provvedimenti che comunque dovranno essere presi e implementati a partire dai prossimi anni e entro il 2025».

La seconda ordinanza del sindaco del Comune di Capoliveri vieta, a partire dal 15 maggio 2019,  l’utilizzo di sacchi di plastica neri o comunque non trasparenti, tali da impedire al Gestore della raccolta e/o alle squadre atte alla vigilanza la verifica del corretto conferimento.

Restano ancora fuori dal club dei comuni virtuosi Rio (che si appresterebbe a prendere un provvedimento anti-plastica monouso) e Marciana e il capoluogo elbano Portoferraio, dove una scelta coraggiosa in questo senso sembra ostacolata dalle prossime elezioni comunali e dalla contrarietà di alcuni dettaglianti con grosse scorte da smaltire.  Ma grosse novità sembrano venire proprio dal mondo della grande distribuzione organizzata e i troppo prudenti sindaci ritardatari potrebbero trovarsi scavalcati dai supermercati.

Capoliveri

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