Unesco accetta nel suo patrimonio la ‘Cerca e cavatura del tartufo’

Unesco accetta nel suo patrimonio la ‘Cerca e cavatura del tartufo’

La tradizionale pratica della ‘Cerca e cavatura del tartufo in Italia’ entra nella Lista rappresentativa del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanita dell’Unesco.

Dall’Unesco a Parigi, il sì ufficiale al riconoscimento della candidatura che valorizza una pratica rurale nei numerosi territori tartufigeni italiani. Un iter avviato dall’istanza delle associazioni dei tartufai ai ministeri della Cultura e dell’Agricoltura otto anni fa, fino alla presentazione a marzo 2020 dalla Farnesina della candidatura illustrata dalla sottosegretaria alla Cultura Borgonzoni.

La proclamazione da parte della XVI sessione del Comitato Intergovernativo della Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale dell’iscrizione nella Lista Rappresentativa Unesco della “Cerca e cavatura del tartufo è “un’ottima notizia”, commenta la sottosegretaria alla Cultura, Lucia Borgonzoni, sottolineando come “con questa iscrizione salgono a 15 gli elementi italiani che fanno parte del patrimonio culturale immateriale dell’umanità riconosciuto dall’Unesco”.

Il percorso di patrimonializzazione e l’iter istruttorio di candidatura sono stati seguiti e coordinati dal Servizio II- Ufficio Unesco del Segretariato Generale del Ministero della Cultura con la partecipazione attiva della comunità di detentori e praticanti, rappresentati dall’Associazione Nazionale Città del Tartufo e dalla Federazione Nazionale dei Tartufai.

Si tratta della prima candidatura nazionale del patrimonio immateriale che rappresenta il tema della biodiversità culturale come fattore chiave per l’identificazione di un elemento capace di unire ai tratti storici ed antropologici millenari la dimensione della trasmissione intergenerazionale non-formale e l’interdipendenza tra uomo e natura nei diversi habitat naturali e territori vocati.

Una rete che unisce circa 70.000 tartufai, 14 Regioni Italiane e numerosi comuni anche di aree interne. Il riconoscimento Unesco è frutto della pluriennale cooperazione tra il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Maeci), la Rappresentanza Permanente Italiana presso l’Unesco e la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco.

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Unesco: Montecatini Terme in lista patrimonio, 8/o riconoscimento per Toscana

Unesco: Montecatini Terme in lista patrimonio, 8/o riconoscimento per Toscana

“E’ una grande soddisfazione per tutti noi. Con l’inserimento di Montecatini (Pistoia) nella lista dei luoghi dichiarati patrimonio Unesco”, dichiara il presidente della Regione Eugenio Giani

 

“Oggi è una giornata storica per l’Italia: Montecatini Terme è iscritto nella lista del patrimonio Unesco” così il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni, che sta partecipando in collegamento da Roma alla sessione del 44/o Comitato del Patrimonio Mondiale riunito a Fuzhou, in Cina. “Montecatini Terme – dice Borgonzoni -, che rientra in una candidatura transanazionale “The Great Spas of Europe” assieme ad altri 7 Stati, è l’esempio di sistema termale italiano unico, da tutelare e valorizzare. Il riconoscimento – conclude – è il risultato di un impegnativo percorso compiuto dal Ministero della Cultura e dal Comune”.

“E’ una grande soddisfazione per tutti noi. Con l’inserimento di Montecatini (Pistoia) nella lista dei luoghi dichiarati patrimonio Unesco, la Toscana inanella l’ottava perla della sua splendida collana. Montecatini si aggiunge così ai centri storici di Firenze e Siena, a Pienza, San Gimignano, alla Valdorcia, ai giardini e alle ville medicee e a piazza del Duomo di Pisa, e si conferma come una delle regioni più notevoli al mondo”. Così il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani. “Siamo di fronte ad un graditissimo riconoscimento della qualità della cittadina pistoiese – aggiunge in una nota -, ottenuto grazie alla sua storia, ai suoi monumenti, al verde dei suoi parchi e ai suoi straordinari stabilimenti termali”. Per Giani, “si tratta di una buonissima notizia anche per i riflessi positivi che, ne sono certo, questa visibilità mondiale porterà sulle presenze turistiche: un riconoscimento importante che giunge dopo troppi mesi di crisi dovuta alla pandemia e che ci auguriamo consentirà alla città termale e al suo tessuto economico di risollevarsi più rapidamente”.

Anche l’assessore regionale ai rapporti con gli enti locali, Stefano Ciuoffo, ha espresso la sua soddisfazione per l’iscrizione di Montecatini Terme nell’elenco dei siti patrimonio Unesco. “Montecatini Terme è iscritto nella lista del patrimonio Unesco: un risultato non scontato – afferma – che è stato raggiunto grazie ad un lavoro corale, durato dieci anni, e alla determinazione di chi all’epoca avviò questo percorso, in primo luogo l’ex sindaco Beppe Bellandi, ed i suoi collaboratori. Complimenti all’Amministrazione Comunale che, pur nelle alternanze politiche ha perseguito con tenacia questo obiettivo, che oggi è ufficialmente arrivato. Uno stimolo ulteriore a proseguire nell’impegno affinché questo patrimonio termale e culturale possa tornare ad essere un volano per la città e l’intera Toscana”.

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Bocelli apre a Firenze laboratorio per giovani talenti

Bocelli apre a Firenze laboratorio per giovani talenti

Avrà sede nel complesso di San Firenze: il 24 gennaio ci sarà l’inaugurazione con l’esibizione del tenore

Andrea Bocelli inaugurerà il 24 gennaio la nuova sede della sua Fondazione a Firenze, nel complesso di San Firenze, che ospiterà anche un laboratorio, ‘Abf Globalab‘, per incentivare e guidare il talento dei giovani. L’attenzione, è stato spiegato nel corso di una conferenza stampa, sarà alla fascia tra i 16 e i 25 anni.

La sede ospiterà workshop, conferenze, eventi culturali: tra le altre attività ci saranno pure proiezioni di immagini statiche e in movimento sulla facciata di San Firenze. Il ‘Globalab’ potrà contare su alcune personalità come la vicedirettore generale dell’Unesco Stefania Giannini, l’imprenditore Mike Ferry, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, il cantautore Giovanni Caccamo e l’artista Max Frieder. “Tanti ragazzi potranno trarre ispirazione da qui”, ha dichiarato Bocelli. In occasione dell’inaugurazione Bocelli si esibirà, per la prima volta, nel grande classico di Narciso Parigi e Claudio Villa ‘Firenze sogna’.

“Avere qui la fondazione che porta il mio nome per me è motivo di grande soddisfazione e orgoglio perché ritengo che nell’educazione stia la speranza del domani. In questo periodo l’educazione fa sentire la sua importanza. Mi auguro che tanti ragazzi di talento trarranno ispirazione da quello che si respira qui. E che possano trovare il coronamento e la realizzazione di tutti i loro sogni”. Lo ha detto il maestro Andrea Bocelli, in occasione della conferenza stampa online che anticipa l’inaugurazione del 24 gennaio della nuova sede della Andrea Bocelli Foundation. Il complesso di San Firenze, ha aggiunto Bocelli, “è un luogo molto bello e suggestivo. Non c’è intelligenza che possa rendersi utile se non è ben coltivata. Ho abbracciato questa mission: ritengo sia estremamente importante per il futuro nostro e dei nostri figli”

Proprio quest’anno la Abf compie dieci anni: il maestro ha ricordato come è nata l’idea della Fondazione, “dopo che mia moglie Veronica mi ha svegliato in lacrime avendo sentito la tragedia del terremoto di Haiti. Lì ho capito che ci sono situazioni in cui da lontano il cuore comincia a battere e bisogna mettersi a fare qualcosa”. “Il nuovo ‘Abf Globalab’ – ha detto il presidente della Fondazione Stefano Aversa – sarà un luogo di impegno e di crescita per i giovani. Un luogo dove potranno imparare ad esprimere il loro massimo potenziale”. Per Nardella l’inaugurazione “è un messaggio di luce e di speranza in un momento di incertezze. Con questo progetto dimostriamo che il pubblico e il privato possono lavorare insieme. Contro tanti tabù e pregiudizi, soprattutto se esiste un progetto chiaro”. Andrea Bocelli, ha aggiunto il sindaco, “avvierà qui un progetto di grande spessore, cultura e umanità per Firenze e per il mondo”. Nardella ha citato anche “Nelson Mandela che amava sempre dire che l’educazione è l’arma più potente per cambiare il mondo”

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Nucleare: Pienza e Val d’Orcia chiedono intervento Unesco

Nucleare: Pienza e Val d’Orcia chiedono intervento Unesco

Pienza e la Val d’Orcia, dichiarate bene dell’Umanità, chiedono l’intervento dell’Unesco contro l’ipotesi di creare nel territorio un sito per le scorie nucleari. Lo fa sapere dal suo profilo Facebook il sindaco di Pienza (Siena) Manolo Garosi.

“Sono partite tra ieri ed oggi le pec a firma congiunta mia e del sindaco di Castiglione d’Orcia Claudio Galletti come siti Unesco Pienza e Valdorcia – annuncia Garosi – per chiedere l’intervento dell’Unesco in sede di osservazioni contro la costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi tra Pienza e Trequanda, indirizzate ad Associazione italiana siti Unesco, delegazione italiana Unesco a Parigi e sede centrale Unesco di Parigi”. “Oggi si riunisce il gruppo di lavoro a Montepulciano tra Comune di Trequanda e Pienza, Unione dei Comuni Valdichiana e i tecnici comunali e dell’Unione”, aggiunge il primo cittadino. Al riguardo, in Consiglio regionale della Toscana, nella seduta del 12 gennaio, sono previste due mozioni sul tema, una a firma dei consiglieri Pd e una a firma del consigliere Stefano Scaramelli di Italia Viva. Garosi auspica che “a livello locale si riesca a presentare una sola mozione unita da votare all’unanimità contro questo intervento dannoso per le nostre terre”.
La Provincia di Grosseto non esclude di ricorrere a una class action contro l’individuazione nel territorio maremmano da parte della Sogin di un deposito di scorie radioattive.
“Proprio in queste ore la Provincia formalizzerà l’invito ai Comuni interessati ad un incontro in tal senso – ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna -, in modo da condividere gli approfondimenti del caso e procedere con un fronte comune all’interno del procedimento avviato con l’inchiesta pubblica ed, ove necessario, anche con una class action nelle sedi processuali competenti”.
“La Provincia, così come i singoli Comuni, – aggiunge Vivarelli Colonna – sta seguendo la vicenda con attenzione ed è intenzionata a tutelare la vocazione agricola e turistica del territorio e l’investimento che ogni Ente sta facendo in questo senso, assieme ai privati, al settore economico, alle associazioni e ai cittadini”. Non si fermano intanto in Toscana le polemiche contro l’individuazione dei possibili siti per le scorie.
I parlamentari toscani di Forza Italia, Stefano Mugnai, Maurizio D’Ettore ed Elisabetta Ripani, si dicono “indiginati e interdetti” per “una scelta, quella del governo nazionale, priva di senso e del tutto irragionevole che pare anche presentare profili di illegittimità. Noi daremo battaglia in tutte le sedi istituzionali, e se necess
ario di fronte all’autorità giudiziaria competente, per dire il nostro no ad un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi a Pienza, Trequanda e Campagnatico, realtà ad alto pregio ambientale, paesaggistico e rurale”. Un fermo no all’ipotesi che le scorie possano essere stoccate nel territorio toscano arriva anche dalla Cna e dalla Confcommercio di Siena e dalla Cia e Confartigianato di Grosseto.

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Nucleare: Pienza e Val d’Orcia chiedono intervento Unesco

Nucleare: Pienza e Val d’Orcia chiedono intervento Unesco

Pienza e la Val d’Orcia, dichiarate bene dell’Umanità, chiedono l’intervento dell’Unesco contro l’ipotesi di creare nel territorio un sito per le scorie nucleari. Lo fa sapere dal suo profilo Facebook il sindaco di Pienza (Siena) Manolo Garosi.

“Sono partite tra ieri ed oggi le pec a firma congiunta mia e del sindaco di Castiglione d’Orcia Claudio Galletti come siti Unesco Pienza e Valdorcia – annuncia Garosi – per chiedere l’intervento dell’Unesco in sede di osservazioni contro la costruzione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi tra Pienza e Trequanda, indirizzate ad Associazione italiana siti Unesco, delegazione italiana Unesco a Parigi e sede centrale Unesco di Parigi”. “Oggi si riunisce il gruppo di lavoro a Montepulciano tra Comune di Trequanda e Pienza, Unione dei Comuni Valdichiana e i tecnici comunali e dell’Unione”, aggiunge il primo cittadino. Al riguardo, in Consiglio regionale della Toscana, nella seduta del 12 gennaio, sono previste due mozioni sul tema, una a firma dei consiglieri Pd e una a firma del consigliere Stefano Scaramelli di Italia Viva. Garosi auspica che “a livello locale si riesca a presentare una sola mozione unita da votare all’unanimità contro questo intervento dannoso per le nostre terre”.
La Provincia di Grosseto non esclude di ricorrere a una class action contro l’individuazione nel territorio maremmano da parte della Sogin di un deposito di scorie radioattive.
“Proprio in queste ore la Provincia formalizzerà l’invito ai Comuni interessati ad un incontro in tal senso – ha detto il presidente della Provincia e sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna -, in modo da condividere gli approfondimenti del caso e procedere con un fronte comune all’interno del procedimento avviato con l’inchiesta pubblica ed, ove necessario, anche con una class action nelle sedi processuali competenti”.
“La Provincia, così come i singoli Comuni, – aggiunge Vivarelli Colonna – sta seguendo la vicenda con attenzione ed è intenzionata a tutelare la vocazione agricola e turistica del territorio e l’investimento che ogni Ente sta facendo in questo senso, assieme ai privati, al settore economico, alle associazioni e ai cittadini”. Non si fermano intanto in Toscana le polemiche contro l’individuazione dei possibili siti per le scorie.
I parlamentari toscani di Forza Italia, Stefano Mugnai, Maurizio D’Ettore ed Elisabetta Ripani, si dicono “indiginati e interdetti” per “una scelta, quella del governo nazionale, priva di senso e del tutto irragionevole che pare anche presentare profili di illegittimità. Noi daremo battaglia in tutte le sedi istituzionali, e se necess
ario di fronte all’autorità giudiziaria competente, per dire il nostro no ad un sito di stoccaggio di rifiuti radioattivi a Pienza, Trequanda e Campagnatico, realtà ad alto pregio ambientale, paesaggistico e rurale”. Un fermo no all’ipotesi che le scorie possano essere stoccate nel territorio toscano arriva anche dalla Cna e dalla Confcommercio di Siena e dalla Cia e Confartigianato di Grosseto.

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