SANTA VERDIANA, “NEL CHIOSTRO DELLE GEOMETRIE” ARCHITETTURA E NUOVI LINGUAGGI ARTE

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Dal 19 giugno al 19 ottobre 2017 “Nel Chiostro delle Geometrie” giunge alla sua quarta edizione: nel Complesso di Santa Verdiana incontri e laboratori di  teatro, performance, architettura, arte e musica all’insegna di “SimmetrieAsimmetrie”.

“Nel Chiostro delle Geometrie”, il progetto-laboratorio di teatro-architettura nato nel 2014 dall’intesa tra Compagnia Teatro Studio Krypton e il DIDA-Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze giunge alla sua quarta edizione.Un’esperienza creativa e operativa che unisce alta formazione interdisciplinare sui linguaggi artistici e performativi a una prestigiosa offerta culturale. L’evento, con la direzione artistica di Giancarlo Cauteruccio e la direzione scientifica del prof. Carlo Terpolilli, è pensato per offrire agli allievi sia i fondamenti teorici sia la possibilità di una sperimentazione con le tecniche e con le tecnologie innovative, questo grazie alla presenza di noti artisti e professionisti. La partecipazione degli studenti di architettura garantirà loro 12 cfu.

Santa Verdiana

La metodologia del progetto-laboratorio implica infatti un coinvolgimento attivo degli studenti. Le tre edizioni precedenti hanno visto la partecipazione di più di 100 studenti e oltre 10.000 spettatori“SimmetrieAsimmetrie”, che dà il nome al programma di questa quarta edizione, ha l’intento di mettere in relazione le “simmetrie” rinascimentali, create da Filippo Brunelleschi, e le “asimmetrie” generate dalla complessità del contemporaneo negli ambiti artistici, per concentrarsi sulla relazione tra architettura, teatro e arte. “Per il quarto anno” dichiara Tommaso Sacchi, curatore dell’Estate Fiorentina “il complesso di Santa Verdiana si anima attraverso performance teatrali, lezioni aperte, installazioni multimediali e laboratori.”

Luoghi di rado aperti alla città, che si prestano a diventare, per vocazione naturale, scenografie magiche e spettacolari per ospitare i 16 importanti eventi. Il programma si inaugura lunedì 19 giugno, alle ore 20.30, con Electric Church Le voci dello Spazio, ambiente/installazione diretto da Giancarlo Cauteruccio con Massimo Bevilacqua, Alessio Bianciardi e Anna Giusi Lufrano realizzato con gli studenti del TEARC Laboratorio di Teatro-Architettura.  Da giovedì 22 giugno, alle 21.15, nel Chiostro di Santa Verdiana si inaugura Oltre il giardino paesaggio scenico creato degli allievi del laboratorio, coordinati da Andrè Benaim e Massimo Bevilacqua. Tutti gli altri eventi, sempre ad ingresso gratuito, si svolgono alle ore 21.15.

Santa Verdiana Nel chiostro

Giovedì 29 giugno l’artista Alfredo Pirri e il direttore di Domus Nicola di Battista saranno i protagonisti di una lezione scenica su “Arte e Architettura”, per l’occasione sarà presentata la rivista Domus. Per tre giorni gli allievi realizzeranno un allestimento sul rapporto fra Arte e Architettura. Martedì 4 luglio lo studioso e docente di Estetica Dario Evola, dell’ABA di Roma, sarà chiamato a percorrere un viaggio nel teatro di ricerca italiano dagli anni ’70 ad oggi. Giovedì 6 luglio la direttrice dell’ABA di Bergamo Alessandra Pioselli e il direttore dell’ABA di Perugia Paolo Belardi saranno protagonisti di una lezione scenica su “L’arte nello spazio urbano”, presentando rari materiali visivi.

Giovedì 13 luglio Fabio Cavallucci, Direttore del Centro Pecci, condurrà un incontro dal titolo “Il mio metodo. Dialogo tra arte e società”, frutto della sua ricca esperienza negli scenari dell’arte. Venerdì 14 luglio reading dell’attore Fulvio Cauteruccio sulle poesie di Francesco Capaldo. Giovedì 27 luglio Temenos, recente formazione guidata dal polistrumentista Gianfranco De Franco e dallo scenografo Massimo Bevilacqua, realizzerà un concerto-performance dal titolo S.M.I (spazio musica immagine). Il lavoro si concentrerà sulla visualità del suono nello spazio, dove il corpo, con le coreografie del Gruppo M.U.D. e l’interpretazione di Francesca Valeri, diventa proiezione ed espansione del movimento oscillatorio dell’onda sonora per creare forme nuove e inconsuete.

Architettura e linguaggi arte

La rassegna ripartirà a settembre con altri preziosi appuntamenti: giovedì 7 settembre l’attore Maurizio Donadoni si misurerà con gli scritti di G. K. Koenig, in un inedito recital. Giovedì 14 settembre Francesca Della Monica sarà protagonista, con Francesco Gesualdi alla fisarmonica, di un concerto per voce e spazio da una riflessione sullo spazio teatrale. Una conversazione dell’azione vocale con l’esecuzione di partiture sperimentali. Lunedì 18, con un dialogo fra cinema e architettura, sarà in scena l’architetto Maurizio De Vita in una performance audiovisuale, con la sonorizzazione live del giovane pianista Marcello De Vita. Venerdì 22 settembre sarà la volta del gruppo emergente OHT – Office for a Human Theatre con “Delirious New York”. Lo spettacolo si ispira all’omonimo testo di Rem Koolhaas: l’immaginazione alla base del delirio architettonico di New York. Martedì 26 settembre Mario Cristiani, fondatore con Lorenzo Fiaschi e Maurizio Rigillo di “Galleria Continua”, darà voce a “Galleria Continua/Numero 17”, un viaggio nell’arte contemporanea.

Architettura Tra Santa Verdiana

Giovedì 5 ottobre incontro–azione “Corpo/Gesto/Negazione” sui temi della performance contemporanea del critico, studioso e curatore Pietro Gaglianò. Mercoledì 11 ottobre lo scenografo-architetto Andrè Benaim, con la partecipazione straordinaria del professor Siro Ferrone, affronterà il tema   “Scenografia/Architettura”. Da martedì 17 a giovedì 19 ottobre l’attore Roberto Visconti vestirà i panni di un inedito Filippo Brunelleschi in “Muovere un cielo pieno di figure vive”, drammaturgia originale di Giancarlo Di Giovine con la regia di Giancarlo Cauteruccio. La manifestazione è realizzata con il sostegno di Estate Fiorentina 2017/Comune di Firenze e di Fondazione Cr Firenze, con il patrocinio della Regione Toscana.

 

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Il 1 aprile riapre il Giardino dei Semplici

Il 1 aprile riapre il Giardino dei Semplici. Da martedì 1° aprile riapre al pubblico l’Orto botanico del Museo di Storia Naturale dell’Unifi (via Micheli, 3), con orario estivo: dal lunedì alla domenica, tranne il mercoledì, dalle ore 10 alle 19. E per tutto il mese di aprile il biglietto d’ingresso è ridotto a 3 euro.

orto botanico di firenze

L’Orto Botanico è nato come Giardino di piante medicinali (i Semplici) nel 1545 ed è fra i tre Orti più antichi al mondo insieme con quelli di Pisa e Padova.
Oggi il Giardino dei Semplici, secondo la definizione del Botanic Garden Conservation Interational (Organismo che annovera gli orti botanici di tutto il mondo), è “un’istituzione che possiede documentate collezioni di piante viventi per le finalità di ricerca scientifica, conservazione, esposizione ed educazione”.
Nel 2004 l’Orto è stato nominato CESFL (Centro  per la conservazione ex situ della flora) dalla Regione Toscana e svolge tale attività in collaborazione con gli Orti di Pisa e Siena.
Con visite guidate, laboratori e attività culturali l’Orto si apre alla cittadinanza e alle scuole per diffondere la cultura botanica.
Da maggio 2008 sono disponibili percorsi multisensoriali tattili e olfattivi per non vedenti.

Un Giorno all’Università

Un Giorno all’Università di Firenze: l’appuntamento per i futuri studenti.L’edizione 2014 dell’iniziativa di orientamento “Un Giorno all’Università” si svolgerà sabato 29 marzo nel cortile del Rettorato (piazza San Marco, 4).

Aperta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, ai familiari e a tutti gli interessati a conoscere l’offerta formativa dell’Ateneo per l’anno accademico 2014-15, prevede punti informativi sulle attività didattiche e sui vari servizi offerti dall’Ateneo: dall’orientamento al lavoro alle attività di divulgazione, dalla rete museale ai servizi per i diversamente abili.
Per tutta la mattina (ore 9 – 13) i docenti si alterneranno in una serie di lezioni e illustreranno le principali caratteristiche dei corsi di studi, le peculiarità degli specifici campi di studio, come questi rispondono alle evoluzioni delle professioni, quali sono gli ambiti di ricerca più innovativi.
Durante la mattinata sarà possibile visitare gratuitamente le sezioni di Geologia e Paleontologia e Mineralogia e Litologia del Museo di Storia Naturale dell’Ateneo (ingresso da via la Pira, 4).
Nel pomeriggio (ore 15-17 – Scuola Studi Umanistici e della Formazione – Via Laura, 48) si terranno in contemporanea alcune attività. Ci si potrà esercitare per la prova di ammissione ai corsi di laurea di Architettura, Medicina e chirurgia, Odontoiatria e Protesi Dentaria, a numero programmato nazionale: i test per questi corsi sono in programma nella prima settimana di aprile.
Verranno proposti, inoltre, nello stesso orario, due seminari – per gli studenti e per genitori e docenti – dedicati ad approfondire tematiche e motivazioni della scelta individuale del percorso di studio.

Start-up innovative

Start-up innovative, online il bando BEST Program per giovani ricercatori. Soggiorno nella Silicon Valley per sviluppare idee d’impresa .Investire sulla ricerca e sulle proprie competenze e tradurle in un’idea imprenditoriale basata su innovazione e trasferimento tecnologico. L’incubatore Universitario Fiorentino, con il supporto di Invitalia, l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa, presenta il bando 2014/2015 del BEST Program – Business Exchange and Student Training.
BEST Program assegna a giovani ricercatori sotto i 35 anni borse di studio per creare start-up in Italia, nei campi dell’ICT, biotech, tools and machinery, energy and green technology e, da quest’anno, anche design e fashion. I partecipanti avranno l’opportunità di trascorrere un periodo di formazione negli Stati Uniti dove frequenteranno corsi su imprenditorialità innovativa, marketing, finanza e gestione aziendale alla Santa Clara University (California) e svolgeranno stage presso aziende ad alto potenziale di crescita della Silicon Valley.
Il programma è promosso dall’Ambasciata degli Stati Uniti d’America a Roma ed è attuato in collaborazione con la Commissione Fulbright Italia – USA che cura la selezione dei partecipanti e l’amministrazione delle borse di studio.
L’incontro di presentazione dell’iniziativa si terrà lunedì 3 marzo alle ore 10, presso la sede dell’Incubatore (via Madonna del Piano, 6 Sesto fiorentino). Dopo l’introduzione di Marco Bellandi, presidente del Centro di Servizi di Ateneo per la Valorizzazione della Ricerca e la gestione dell’Incubatore universitario – CsaVRI,  Fabio Finazzer, di Invitalia, parlerà del programma

La Villa di Galileo

Sabato 15 febbraio 2014 dalle 10 alle 18 possibile visitare gratuitamente la Villa di Galileo,la bellissima Villa Il Gioiello dove lo scienziato  visse gli ultimi anni della sua vita. Scelta del giorno non casuale da parte dell’Università di Firenze,in quanto il 15 febbraio ricorre il 450° anniversario della nascita di Galileo. Le prenotazioni per partecipare a questa iniziativa straordinaria si aprono lunedì 3 febbraio (informazioni sul sito del Museo di Storia Naturale dell’Università di Firenze).

Qui visse gli ultimi anni della sua vita, afflitto dall’incipiente cecità, intento nella cura dell’orto e nello studio segreto di quel moto universale che gli era stato proibito dal Tribunale del Sant’Uffizio. Si tratta della villa “Il Gioiello” a Firenze, l’ultima dimora di Galileo Galilei.La villa, che si trova in via Pian dei Giullari n. 42, è stata oggetto di un lungo periodo di ristrutturazione iniziato nel 1986 e terminato nel 2008. Riaperta al pubblico in occasione delle celebrazioni dell’Anno Galileiano nel 2009, oggi è visitabile su prenotazione contattando l’Università di Firenze cui appartiene.Le prime testimonianze sull’esistenza della villa risalgono al secolo XIV, ma acquisisce il suo attuale nome solo nel 1525.Galileo Galilei la affitta nel settembre del 1631 su suggerimento della figlia Virginia che era monaca francescana col nome di Suor Maria Celeste nel contiguo convento di San Matteo in Arcetri. Nello stesso convento si era fatta monaca anche l’altra figlia, Livia, col nome di Suor Arcangela.Nel 1633, dopo l’abiura e la condanna da parte del Tribunale del Sant’Uffizio per il sostegno dato alla teoria eliocentrica, e dichiarato nell’opera “Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo”, Galilei ottiene di poter scontare gli arresti domiciliari nella villa sulle colline fiorentine dove gli è severamente proibito di proseguire i suoi studi astronomici e di incontrare persone con le quali poter discutere di essi. A villa “Il Gioiello” Galilei vive la dolorosa perdita della figlia Suor Maria Celeste e il sopraggiungere della malattia agli occhi che lo porterà in breve tempo, nel 1638, alla completa cecità. Entro le mura della villa, nonostante i severi controlli ed impedimenti, Galilei porta a compimento una delle sue più grandi opere “Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze”. Vi risiedono anche Vincenzo Viviani ed Evangelista Torricelli, cui fu concesso di poter vivere con Galilei, assistendolo negli ultimi anni di vita, fino alla morte avvenuta l’8 gennaio 1642.Nel 1920 la villa venne dichiarata monumento nazionale, ma fu solo nel 1942 che la proprietà passò all’Università di Firenze per volere di Giorgio Abetti, allora direttore dell’Osservatorio di Arcetri, che ottenne da Mussolini 300mila lire per comprarla. La cifra, purtroppo, non bastò per acquisire tutta la proprietà, ma solo la casa di Galileo e l’orto che coltivava.La residenza è “Il Gioiello” di nome e di fatto per la sua felice ubicazione sulle colline di Arcetri, vicino alla Torre del Gallo. Vi si giunge attraverso strade strette e poco agevoli, ma lo spettacolo panoramico che si può godere da questo punto vale tutto il nome che la villa ha assunto. La facciata esterna, semplice e lineare, è interrotta da alcune finestre incorniciate con pietra serena e da una nicchia in cui, nel 1843, fu posto il busto di Galilei e, nel 1942, fu aggiunta una lapide commemorativa.Sebbene spoglia e senza arredi, la villa conserva intatto il suo fascino. Al piano terra gli interventi di ristrutturazione sono stati più lievi per preservare quanto più possibile i locali dove Galileo Galilei visse. Il primo piano, invece, che era riservato alla servitù, è stato maggiormente restaurato ed è composto da alcune stanze con travi a vista e da un ampio loggiato che dà sulla corte interna. Il loggiato, che offre una vista suggestiva, era l’unico locale usato dall’astronomo al primo piano per poter proseguire, nelle ore notturne, quelle osservazioni astronomiche che tanti guai gli avevano procurato.Continuando la visita al piano terra si può entrare nel salotto dove Galilei riceveva i suoi ospiti, nello studio posto nella parte più soleggiata della casa e nella camera da letto dove sono ancora visibili sulle pareti tracce degli originali decori, come originale è anche il pavimento in cotto. L’unica finestra della camera permetteva allo scienziato di scorgere il convento dove si trovavano le figlie, anche se oggi la vista è impedita da un alto cipresso. Dalla camera padronale si accede ad un’altra camera appartenuta agli allievi Viviani e Torricelli che qui dormivano per essere sempre vicini al maestro. La sala da pranzo, stretta e lunga, più simile ad un corridoio che ad una living room, è collegata con il seminterrato dove si trovavano le cucine e i locali adibiti a dispensa e magazzino. Nella vecchia cucina sono rimasti intatti l’ampio lavandino in pietra e il focolare, mentre il magazzino, con il soffitto basso arcuato e il pavimento in pietra, è interamente originale. Qui, una piccola finestra a livello dell’orto consentiva il passaggio diretto dei recipienti per il vino, l’olio e gli altri prodotti agricoli coltivati da Galileo stesso che, come narra il biografo Niccolò Gherardini, “si tratteneva molte ore continue in un suo orticello, e tutte quelle pergolette ed anguillari voleva accomodare di sua mano, con tanta simmetria e proporzioni ch’era cosa degna d’esser veduta”.La villa è strutturata intorno al cortile interno con la caratteristica forma a U e la facciata interna presenta, sui due lati corti, due ordini di colonne tuscaniche senza archi né volte. La parte sottostante il loggiato del primo piano fu chiusa in epoche successive per ricavarne nuove stanze abitabili. Sul lato lungo, invece, alle ampie finestre esistenti ne fu aggiunta una identica, ma dipinta, per donare simmetria alla facciata.Il cortile interno è separato dall’orto mediante un muro interrotto solo dal cancello che consentiva il passaggio e da un pozzo che consentiva di attingere acqua sia dal cortile che dall’orto. Ai contadini, infatti, non era consentito l’accesso alla villa perciò era stata realizzata questa soluzione che permetteva loro di procurarsi l’acqua dall’orto esterno alla villa.Nel “Gioiello” Galilei morì all’età di 77 anni e, come scrisse Viviani nel suo “Racconto Istorico della vita del Sig. Galileo Galilei”, “con filosofica e cristiana constanza rese l’anima al suo Creatore, inviandosi questa, per quanto creder ne giova, a godere e rimirar più d’appresso quelle eterne et immutabili meraviglie, che per mezzo di fragile artifizio con tanta avidità et impazienza ella aveva procurato di avvicinare agl’occhi di noi mortali”.