Jerry Cantrell “Brighten”. Il disco della settimana.

Jerry Cantrell “Brighten”. Il disco della settimana.

Chitarrista e co-fondatore dei leggendari Alice In Chains, Jerry Cantrell torna in veste solista con “Brighten”, il quarto album in studio.

Co-prodotto con il compositore e discografico Tyler Bates (Bush, Marylin Manson) e con Paul Fig e mixato da Joe Barresi (Tool, Queens of the Stone Age, Bad Religion, Melvins), tra i musicisti che hanno registrato il nuovo album di Jerry Cantrell compaiono Gil Sharone e Abe Laboriel , Jr. (Paul McCartney), il maestro del pedal steel Michael Rozon, Vincent Jones. Tra i grandi colleghi e amici del mondo del rock hanno partecipato alle registrazioni anche Duff McKagan (Guns N’ Roses, Loaded), Greg Puciato (The Dillinger Escape Plan)e Joe Barresi (Tool, Queens of the Stone Age) supervisionando il missaggio di “Brighten”.

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Sono in una band da quasi 34 anni ormai. È sempre il mio primo e più importante impegno, ma è bello esplorare cose diverse e aggiungere un altro capitolo. Dopo la fine dell’ultimo tour degli Alice In Chains, ho orientato la mia mente verso la possibilità di fare un altro mio disco solista. È stato divertente suonare brani che non suonavo da anni da Boggy Depot e Degradation Trip. Tyler Bates non solo mi ha fatto conoscere molti musicisti fantastici, ma mi ha anche aiutato a mettere insieme la band per gli show e si è esibito con me Brighten” è nato durante quei concerti. È come un disco della vecchia scuola degli anni Settanta in cui suonavano una moltitudine di musicisti” ha aggiunto Cantrell “Quindi non c’è una formazione fissa. Ho avuto modo di fare musica con un gruppo di persone che non avevo mai avuto prima, insieme ad amici come Duff, Tyler e Gil con cui ho lavorato in precedenza”.

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Insieme, hanno registrato otto tracce originali e l’LP si chiude con una cover approvata da Elton John stesso, “Goodbye”: “Madman Across The Water è uno dei miei dischi preferiti di tutti i tempi” ha dichiarato Jerry Cantrell, “Per rispetto a Elton, non avrei inserito il brano se mi avesse detto che non andava bene. Aveva già suonato il piano in “Black Gives Way To Blue”, che scrissi Layne, quindi l’ho chiamato, l’ha ascoltato e mi ha detto “Dovresti assolutamente usarlo”. Ho avuto l’autorizzazione da Elton stesso. Non potevo pensare a un modo migliore per chiudere il disco!”.

Brighten è il nostro Disco della settimana.

La tracklist:

1. “Atone”
2. “Brighten”
3. “Prism of Doubt”
4. “Black Hearts and Evil Done”
5. “Siren Song”
6. “Had To Know”
7. “Nobody Breaks You”
8. “Dismembered”
9. “Goodbye” (Elton John cover)

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Renee, il live negli studi di Controradio

Renee, il live negli studi di Controradio

Renato D’Amico in arte Renee, presenta il suo disco d’esordio “A Casa Mia” con un mini live negli studi di Controradio. Intervista a cura di Giovanni Barbasso

“A Casa Mia” contiene viaggi, persone e parole. Le 12 canzoni sono le tappe. Il disco si muove tra la canzone pop e l’elettronica.
Ogni brano ha un vestito specifico, un mondo a se da descrivere. RENEE non ha voglia di nascondersi, i suoi testi sono cose successe: paure adolescenziali, amori sbagliati, traslochi, voglia di non definirsi. Gli arrangiamenti sono il risultato di ricerche sonore. La grande quantità di riverberi avvolge chi ascolta e lo accompagna in un mondo metafisico.
I suoni imponenti sono schiaffi sul viso.

“A Casa Mia” non è solo un disco, è una ricerca verso un’estetica personale.
In questa sua ricerca Renee, insieme a l’artigiana Francesca Lombardi, concepisce un brand di vestiti. Gli abiti sono mezzi di espressione, la componente visiva delle canzoni.
Essi nascono da un’idea di riuso, sono storie passate di altri che tornano a vivere.
Cappotti come corazze, centrini come armature fragili.

“A Casa Mia” è stato prodotto e composto da Renato D’Amico e registrato da Marco Gorini a maggio 2020 al Sam Studio di Lari di Mirco Mencacci. Andrea De Bernardis ha contribuito al master presso lo studio Eleven Mastering di Busto Arsizio. La scelta dello studio è stato fortemente influenzata dalla volontà di RENEE di cercare un sound analogico e di poter utilizzare attrezzature come nastri, riverberi analogici (EMT) e microfoni d’epoca.

Parallelamente all’attività di cantautore Renee lavora come produttore artistico:
nel 2018 produce il disco “Latte di Soia” di Postino nel Labella studio di Montelupo Fiorentino e nel 2019 produce il disco “Toccaterra” di Emma Nolde registrato al 360 Studio di Livorno

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From Dub To Club, l’intervista a Matilde Davoli

From Dub To Club, l’intervista a Matilde Davoli

Sabato 27 novembre la musica giamaicana, la cultura del sound system spiegate ai bambini nel nome di Andrea Mi: From Dub to Club presso The Stellar,  Firenze.  Dalle 19.00 i dj set con Soul Rockers, Muxima e la artista salentina Matilde Davoli che abbiamo intervistato anche per parlare del suo ultimo lavoro “Home”

Questo il programma di FROM DUB TO CLUB di sabato 27 novembre:

Dalle 17.00 alle 19.00 Laboratorio Dub to Club per bambini e ragazzi (7-12 anni)
A cura di Leonard Politi e Lapo Grossi in collaborazione con Soul Rockers.

Ore 19.00 – Soul Rockers DJ set
Ore 22.00 – Matilde Davoli dj set
Ore 23.30 – Muxima dj set

Tutti gli eventi sono GRATUITI, per gli over 12 occorre esibire il Green Pass. Associazione Culturale Andrea Mi|Mixology in collaborazione con (Associazione Culturale) Feeling, Controradio, LABA (libera Accademia delle Belle Arti), The Stellar, Sud Sonico (Associazione Culturale)

Abbiamo approfittato della presenza di Matilde Davoli (poliedrica artista salentina già negli Studiodavoli,  alla guida del progetto Girl With A Gun, con collaborazioni eccellenti  come Laetitia Sadier, Indian Wells, Giorgio Tuma e Populous) per farci raccontare la sua ultima fatica discografica intitolata Home uscito il 5 novembre scorso su etichetta Loyal To Your Dreams. L’intervista a cura di Giustina Terenzi

BIO
Matilde Davoli è una cantante, chitarrista, compositrice, produttrice e ingegnere del suono. Debutta nella scena italiana alternativa con la band avant-pop Studiodavoli realizzando due album: Megalopolis (Record Kicks, 2004) e Decibel For Dummies (Record Kicks, 2006). Sempre accompagnata dalla sua inseparabile chitarra, dal vivo colpisce per le sue brillanti esibizioni e la sua voce sensuale conquista un pubblico via via più vasto. A seguito di questi primi passi già lodati dalla critica, Matilde assembla un trio folkpop elettronico altamente eclettico, Girl With The Gun, e pubblica due album nel 2008 (s / t Cramps Music) e nel 2013 (Ages, Bad Panda / Folk Wisdom). Questi anni segnano importanti traguardi nella sua carriera, si laurea in ingegneria del suono e avvia molteplici collaborazioni tra cui quelle con Laetitia Sadier di Stereolab, Indian Wells, Giorgio Tuma e Populous.
Nel 2011 si trasferisce a Londra e dà inizio a un nuovo percorso musicale. L’etichetta Loyal To Your Dreams, di cui è cofondatrice, pubblica nel 2015 il suo primo lavoro da solista I’m Calling You From My Dreams, un perfetto compendio sonoro della sua esperienza londinese. Il disco è quasi impossibile da definire tra squilli di chitarra che riecheggiano gli Stereolab, foschie dream-pop e synth wave e immancabili rimandi alla grande musica italiana delle colonne sonore anni Sessanta / Settanta – una parte consistente della sua eredità musicale. L’album riceve un caloroso benvenuto nel Regno
Unito, in Italia e soprattutto negli Stati Uniti, dove arriva in heavy rotation sulle collage radio americane, scalando la classifica CMJ e portando Matilde sul prestigioso palco del Primavera Sound di Barcellona nel 2016. Sempre nel 2016 torna in Italia, intensificando gli spettacoli dal vivo e continuando a lavorare come produttore / ingegnere del suono.
Oggi le attività musicali di Matilde sono in continua evoluzione, sia come producer che come ingegnere del suono resident presso lo studio di registrazione Sudestudio (Salento, Italia), una delle realtà più interessanti nel panorama musicale indipendente italiano, che ha ospitato diversi artisti internazionali.

 

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Dave Gahan & Soulsavers “Imposter”. Disco della settimana

Dave Gahan & Soulsavers “Imposter”. Disco della settimana

Dave Gahan torna a collaborare con Soulsavers (stavolta solo Rich Manchin) in un nuovo album dal titolo ‘Imposter’ appena pubblicato. Gahan, già voce dei Depeche Mode, ha scelto accuratamente i 12 brani che compongono la tracklist di questo nuovo lavoro, per accompagnare gli ascoltatori in un viaggio musicale che attraversa generi e momenti diversi, includendo, tra gli altri, brani di Neil Young, Bob Dylan, PJ Harvey, Gene Clark, Cat Power e Mark Lanegan.

Imposter è la storia di canzoni, ascoltate, studiate e assorbite cui è stata data una nuova vita. Tutti i brani hanno infatti un profondo significato per Dave, rendendo quindi l’album una riflessione sulla sua stessa vita, una storia raccontata da altri, ma comunque impregnata della voce distintiva dell’artista.

“Quando ascolto le voci e le canzoni delle altre persone, e più precisamente il mondo in cui le cantano e interpretano le parole, mi sento a casa, mi ci identifico. Mi dà conforto più di qualsiasi altra cosa. Non c’è un solo artista all’interno del disco che non mi abbia fatto commuovere. So che abbiamo realizzato qualcosa di speciale, e spero che le altre persone percepiscano tutto questo e che ciò le faccia trasportare in una sorta di viaggio. Si tratta di canzoni che contengono il vissuto di chi le ha scritte e che mi hanno colpito nel corso della mia vita. Mi hanno fatto sentire parte di qualcosa. Per cantare un brano io ho sempre bisogno di trovarci dentro il mio posto, la mia idea, il mio personaggio”.

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Il primo brano estratto da “Imposter” è stato “Metal Heart”, brano del 1998 scritto da Chan Marshall (Cat Power), seguito da “The Dark End Of The Street” , una magistrale reinterpretazione del brano scritto da Chips Moman e Dan Penn, già rivisitato da artisti del calibro di Aretha Franklin, Linda Ronstadt e Elvis Costello.

A differenza dei precedenti lavori tra di Dave Gahan e i Soulsavers, che sono derivati da collaborazioni e confronti a distanza, Imposter è stata realizzato live con una band di 10 elementi ai Shangri-La Recording Studio a Malibu, in California. Questo ha portato a una collaborazione più intima, ma ha anche dato a Dave & Soulsavers la possibilità di assorbire veramente l’atmosfera dei brani e di infondere nelle tracce uno spirito diverso.

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In una recente intervista, Dave Gahan ha dichiarato che “Questa è stata la prima volta che ci siamo ritrovati tutti in un posto. È stata anche fortuna arrivare a Shangri-La ogni giorno era magico. In alcuni casi mi sono separato rapidamente dalla voce originale» ha spiegato Dave Gahan a proposito del processo creativo di Imposters, «Altre volte ci ho messo più tempo per via della presenza gigantesca e del potere dell’interprete originale. Neil Young o Elvis per esempio: ci ho messo un po’ a liberarmi di loro! Lo dico con il massimo rispetto, ovviamente».

Dave Gahan e Rich Machin si sono ispirati al lavoro fatto da Rick Rubin con Johnny Cash nei suoi album di cover, in particolare American IV: the Man Comes Around. «La sua versione di Hurt dei Nine Inch Nails mi ha sconvolto, e continua a farlo» ha detto Dave Gahan, «Ho saputo dalle persone che hanno lavorato a quel disco che Johnny Cash a volte non aveva assolutamente idea di chi fossero gli artisti che avevano fatto la versione originale di alcuni pezzi».

Questa la tracklist di quello che è il nostro nuovo “Disco della settimana”

No. Titolo Autore Versione originale di:
1. “The Dark End of the Street”
  • Dan Penn
  • Chips Moman
James Carr
2. “Strange Religion” Mark Lanegan Mark Lanegan
3. “Lilac Wine” James Shelton Eartha Kitt
4. “I Held My Baby Last Night” Elmore James Elmore James
5. “A Man Needs a Maid” Neil Young Neil Young
6. “Metal Heart” Chan Marshall Cat Power
7. “Shut Me Down” Rowland S. Howard Rowland S. Howard
8. “Where My Love Lies Asleep” Gene Clark Gene Clark
9. “Smile”
  • Charlie Chaplin
  • John Turner
  • Geoffrey Parsons
Nat King Cole recorded the first version with lyrics
10. “The Desperate Kingdom of Love” PJ Harvey PJ Harvey
11. “Not Dark Yet” Bob Dylan Bob Dylan
12. “Always on My Mind”
  • Wayne Carson
  • Mark James
  • Johnny Christopher
Gwen McCrae

 

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The War On Drugs “I Don’t Live Here Anymore” – Disco della settimana.

The War On Drugs “I Don’t Live Here Anymore” – Disco della settimana.

Quello di The War on Drugs è un rock in bilico fra classico e innovazione, una sintesi vagamente “AOR” (adult oriented rock) che a molti può far storcere il naso, ma che ha una sua indubbia efficacia, con riverberi di Springsteen, Tom Petty, Waterboys, Wilco e tanto suono, come si diceva una volta, “rock da FM” anni ’80.

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The War On Drugs, giunti dalla scena indie/alternative ad essere “una delle migliori band rock del ventunesimo secolo” per NME, hanno pubblicato il loro nuovo album in studio dal titolo “I Don’t Live Here Anymore” venerdì 29 ottobre su etichetta  Atlantic Records. “I Don’t Live Here Anymore” è un album rock fuori dal comune sul tema della resilienza di fronte alla disperazione.

“I Don’t Live Here Anymore” è il primo album in studio dei The War On Drugs dopo oltre quattro anni e il primo dopo aver vinto il Grammy come “Best Rock Album” per “A Deeper Understanding” del 2017. La particolare combinazione di complessità e immaginazione della band da corpo ai 10 brani dell’album, appoggiandosi sui sentimenti dell’odissea personale di Adam Granduciel, l’anima della band. Trattazioni più estese sui contenuti dell’album si possono trovare su Pitchfork e sul The New York Times.

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I War On Drugs saranno i protagonisti del Desert Daze il mese prossimo. Il loro tour partirà il 19 gennaio da Austin, TX e li porterà in molte delle più grandi venue in cui abbiano mai suonato fino ad ora , incluso il loro primo show da headliner al Madison Square Garden. La band sarà live anche in Italia il 5 aprile all’Alcatraz di Milano per un unico ed imperdibile show. Per tutte le date del tour vai su http://www.thewarondrugs.net/tour

“Hanno raggiunto grandissimi risultati con brani realizzati in modo meticoloso, col tempo hanno cambiando i loro suoni per ottenere qualcosa di più strutturato e diretto”- The New York Times

“The War On Drugs hanno raggiunto l’apice con “I Don’t Live Here Anymore” – Pitchfork, Best New Track

“‘I Don’t Live Here Anymore’ è il miglior album della band finora e potrebbe essere il miglior album rock del 2021” – The Wall Street Journal

“[The War On Drugs] continuano a spingere oltre ai confini del rock classico e nel farlo la loro musica è la migliore fino ad oggi” – Entertainment Weekly

“Il suono di una band che si diverte, una band che non è mai stata così sicura di ciò che fa meglio” – Rolling Stone

“I Don’t Live Here Anymore è l’album dei War On Drugs  più concreto e il migliore” – MOJO

“I Don’t Live Here Anymore” di The War On Drugs, è il nostro Disco della settimana.

 

Tracklist

  1. Living Proof
  2. Harmonia’s Dream
  3. Change
  4. I Don’t Wanna Wait
  5. Victim
  6. I Don’t Live Here Anymore
  7. Old Skin
  8. Wasted
  9. Rings Around My Father’s Eyes
  10. Occasional Rain

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