Giovani migranti puliscono le sponde dell’Arno a Firenze

Giovani migranti puliscono le sponde dell’Arno a Firenze

Il progetto è stato avviato lo scorso anno dal Consorzio bonifica Medio Valdarno e quest’anno si amplia:150 i migranti coinvolti di ogni nazionalità.

Migranti africani al lavoro (volontario) per bonificare dai rifiuti dalle sponde dell’Arno a Firenze. Riprende avvio da oggi il progetto lanciato in via sperimentale lo scorso anno dal Consorzio di bonifica del Medio Valdarno. Per tutta la mattina, alcune decine di giovani immigrati hanno lavorato sulla riva del fiume. Dopo aver effettuato un corso di formazione su sicurezza e
differenziazione dei rifiuti, adesso per tre mesi, una volta la settimana in collaborazione con i Consorzi di bonifica, i migranti coinvolti passeranno sulle sponde dell’Arno (ma anche di alcuni suoi affluenti) prima e dopo le falciature della vegetazione, per fare pulizia.

Su impulso della Regione Toscana, il Consorzio di bonifica Medio Valdarno ha coinvolto anche i Consorzi, Alto e Basso Valdarno, per una nuova edizione del
progetto che prevede la copertura sostanzialmente di tutto il fiume Arno e dei suoi principale affluenti, da Arezzo a Pisa partendo, proprio a partire da oggi, da Firenze. Del progetto faranno parte in totale circa 150 ospiti di diverse strutture, associazioni e cooperative della Toscana, ragazzi provenienti principalmente dall’Africa, ma anche da Bangladesh, Pakistan,
Afghanistan.

“Investiamo qualcosa su questi ragazzi – ha detto il presidente del Consorzio di bonifica del medio Valdarno Marco Bottino – e loro volontariamente, con molta attenzione, disponibilità e apprezzamento da parte dei cittadini che li vedono all’opera, svolgono un’attività preziosa sia da un punto di vista della sicurezza idraulica che del decoro e della bellezza del nostro Fiume”. All’avvio simbolico della seconda edizione del progetto ha preso parte, stamani, anche l’assessore regionale all’immigrazione Vittorio Bugli.

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OGGI ESAME SUL CORPO DELLA BIMBA MORTA IN AUTO

carabiniere5E’ rimasto nella caserma dei carabinieri di Castelfranco di Sopra (Arezzo) fino alla tarda serata il pm Andrea Claudiani, titolare dell’inchiesta sulla bimba di 16 mesi morta ieri nell’auto dove la madre, convinta di averla portata all’asilo, l’aveva dimenticata.

La donna, Ilaria Naldini, 38 anni, dipendente comunale, è stata ascoltata a lungo dal magistrato che insieme ai carabinieri ha condotto l’interrogatorio. La mamma, accompagnata dal marito Adriano Rossi e dall’avvocato Andrea Frosali, avrebbe confermato di essere stata convinta di aver portato la piccola al nido. In tarda serata la coppia è rientrata a casa.

Il pm, secondo quanto si apprende, starebbe valutando l’ipotesi d’accusa a carico della trentottenne che dovrebbe essere omicidio colposo e affiderà l’incarico per l’esame autoptico sul corpo anche se, stando ai sanitari che hanno cercato di rianimare la bambina, è quasi scontato che sia passata dal sonno alla morte.Il suo cuore si sarebbe fermato a causa dello stress provocato dall’alta temperatura all’interno dell’abitacolo della Y10 dove si trovava.

La madre è sotto shock e avrebbe ripetuto più volte tra le lacrime:  “Non mi sono accorta di nulla, non l’ho proprio vista”. Tatiana era la loro unica figlia.  Nei confronti della madre si ipotizza l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo e abbandono di minori. I carabinieri hanno sentito anche alcuni testimoni per meglio precisare l’accaduto. Sul posto si è recato anche il sindaco di Castelfranco-Piandiscò, Enzo Cacioli. Chi conosce bene la madre, la descrive come attenta e premurosa. La notizia ha suscitato commozione in tutto il Valdarno.

In un giorno in cui la temperatura esterna raggiunge i 30 gradi all”interno di un’auto si arriva rapidamente a 54, una temperatura insopportabile anche per un adulto. Lo sottolinea uno studio pubblicato su Pediatrics dalla Stanford University, che ha verificato che la temperatura massima si raggiunge in un’ora.

 

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Valdarno Jazz Winter Festival

Fino al 13 maggio 2014 nei comuni del Valdarno torna Valdarno Jazz Winter Festival la kermesse jazzistica diretta dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Associazione Valdarno Culture.
3 comuni (Terranuova Bracciolini, San Giovanni Valdarno, Montevarchi) per 9 appuntamenti. In arrivo gli Oregon, la più longeva jazz band del pianeta e Ravi Coltrane, il figlio del mitico John. In programma anche una retrospettiva dedicata al festival.

Dal trio con Roberto Gatto a Ravi Coltrane, figlio del gigante John Coltrane: sono alcuni dei nomi del 23° Valdarno Jazz Winter Festival, kermesse jazzistica che indaga i territori del jazz e affini, ospitando i talenti internazionali e le stelle del panorama musicale contemporaneo. Diretto dal sassofonista Daniele Malvisi e dal contrabbassista Gianmarco Scaglia, in collaborazione con  Music Pool, Associazione Valdarno Culture e Associazione I-Jazz, la nuova edizione propone 9 appuntamenti che si svolgeranno tra il 2 febbraio e il 13 maggio in 3 comuni del Valdarno,  l’Auditorium le Fornaci e il Quasi Quasi Social Cafè a Terranuova Bracciolini, il Teatro Bucci a San Giovanni Valdarno e l’Auditorium comunale a Montevarchi. Da sempre sinonimo di qualità e di legame con il territorio, il Valdarno Jazz Festival anche quest’anno rinnova la collaborazione con il tessuto sociale e con le istituzioni, che sono coinvolte a più livelli durante tutto l’anno, come per il ciclo di guide all’ascolto ‘Aspettando il festival’, appena conclusosi. Valdarno Jazz infatti vuole essere una chiave di accesso al mondo del jazz, educando, da piccoli, i fruitori del futuro.

Il prossimo appuntamento sarà domenica 9 febbraio al Quasi Quasi Social Cafè di Terranuova con ‘To Bill or not to Bill’, omaggio, in prima assoluta, alla leggenda pianistica di Bill Evans del quartetto composto da Max De Aloe all’armonica, Roberto Olzer al pianoforte, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Giovanni Paolo Liguori alla batteria (ore 18.30 aperitivo in musica, ore 22.00 concerto). Terzo appuntamento, sabato 15 febbraio a Le Fornaci, con un altro omaggio, quello al compositore e pianista Bill Strayhorn, storico e enigmatico collaboratore di Duke Ellington, interpretato dal batterista Alessandro Fabbri e dal suo settetto, composto quasi interamente di fiati, e formato da Maurizio Giammarco al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso, Roberto Rossi al trombone, Alberto Serpente al corno, Fabrizio Gaudino alla tuba (ore 21.30). Sabato 22 febbraio, all’Auditorium Le Fornaci, sarà invece di scena il ‘South Connection Quartet’, viaggio nel repertorio jazz di Broadway,tra classico e original, interpretato dall’ensemble formato dal sassofonista spagnolo Javier Vercher, dal pianista Matteo Alfonso, dal contrabbassista Lorenzo Conte e dal batterista Giovanni Paolo Liguori (ore 21.30).

Il Valdarno Jazz si racconterà poi nell’appuntamento speciale ‘Art of the Duo’, incontro-concerto in cui Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, direttori artistici del festival, parleranno, insieme ad altri artisti, amici del festival, della storia e delle produzioni delle 23 edizioni del VJ, spiegandone il percorso, spesso complesso, e interpretando poi alcuni capolavori del jazz (domenica 2 marzo ore 17.30, Auditorium comunale, Montevarchi). Il sesto appuntamento si terrà domenica 9 marzo, sempre all’Auditorium comunale di Montevarchi, con Angelo Lazzeri Trio, progetto originale composto da Angelo Lazzeri alla chitarra, Daniele Mencarelli al contrabbasso, Paolo Corsi alla batteria, che interpreteranno composizioni dello stesso Lazzeri, caratterizzate da swing, improvvisazione ed un sound originale e moderno.

Venerdì 21 marzo al Teatro Bucci di San Giovanni Valdarno (Corso Italia 3, ore 21.30) si terrà invece il concerto degli Oregon, quartetto di musica jazz – e non solo – tra i più longevi del pianeta, formato da Ralph Towner alla chitarra, Paul McCandless al sax, Glen Moore al contrabbasso e al piano, Mark Walker alle percussioni. Divenuta una vera ‘cult-band’, fra le prime ad aver unito sonorità occidentali ed orientali, creando un sound unico, il gruppo presenta l’ultimo CD, ‘Family tree’, con cui festeggia i 42 anni di attività: un lavoro che ha i colori del Mediterraneo e dell’Europa e che sarà un emozionante viaggio nel loro mondo musicale.

Sarà un’altra prima esecuzione assoluta, firmata Valdarno Jazz e Le Facezie Musicali, quella che si terrà domenica 6 aprile a Le Fornaci: la classica e il jazz si incontreranno nell’evento in cui saranno interpretate ‘Le quattro stagioni di Astor Piazzolla’, con Alessandro Perpich al violino, Marta Lazzeri al violino, Paola Rubini alla viola, Niccolò Degl’Innocenti al violoncello, Gianmarco Scaglia al contrabbasso e Fabrizio Mocata al pianoforte (produzione Valdarno Culture). Tutti conoscono infatti ‘Le quattro Stagioni’, i celeberrimi concerti di Vivaldi, ma pochi quelli che conoscono la versione che l’argentino Astor Piazzolla compose 250 anni dopo. ‘Las cuatro estaciones porteñas’, lontanissime dai colori brillanti e dai leggiadri equilibri del barocco veneziano, rappresentano un mondo fatto di struggimento e di tenerezza, che palpita al ritmo del tango.

L’ultimo appuntamento del Valdarno Jazz Winter Festival sarà, martedì 13 maggio, all’Auditorum Le Fornaci di Terranuova Bracciolini, con il concerto di Ravi Coltrane: figlio del leggendario John, Ravi Coltrane si è messo in luce come uno dei giovani jazzman più ispirati, da un lato continuando la tradizione del padre e legandosi al clima del jazz degli anni ’60, dall’altro perfezionando sempre di più il suo stile di fianco a coetanei e leader del jazz d’oggi quali Steve Coleman, Don Byron, Ralph Alessi. Coltrane è ottimo solista al soprano e anche quando suona il tenore ha una sonorità piuttosto lieve; nella sua musica sintetizza esperienze differenti in un jazz coinvolgente e moderno, riuscendo a fondere atmosfere liriche e fresche, momenti incalzanti e densi di passione, e le frasi brevi e secche del bop. Con lui, in quello che si preannuncia essere un appuntamento unico, ci saranno il contrabbassista Dezron Douglas, il batterista e compositore Jonathan Blake ed il pianista cubano David Virelles.