Viareggio: 40enne simula rapina, denunciata

Viareggio: 40enne simula rapina, denunciata

Sporge denuncia ai carabinieri per il furto di 1500 euro, ma si era inventata tutto per giustificare alcune spese effettuate all’insaputa della sua famiglia. Per questo una 40enne di Viareggio (Lucca) è stata denunciata per simulazione di reato.

Nel mentre stava ritirando del denaro presso l’uffico postale di Viareggio, la donna, di professione casalinga, ha dichiarato di essere stata aggredita da due uomini a volto coperto armati di siringa. I militari hanno accertato che la 40enne, si era effetivamente recata all’ufficio postale, ma non aveva effettuato nessun prelievo agli sportelli.

Inoltre, le immagini del sistema di sorveglianza non hanno confermato il percorso d’uscita che la donna aveva indicato in denuncia. I militari hanno quindi convocato nuovamente la 40enne in caserma la quale,, rendendosi conto di aver riportato fatti discordanti, ha ammesso di essersi inventata tutto.

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Inaugurato ‘Elianto’, catamarano senza barriere architettoniche

Inaugurato ‘Elianto’, catamarano senza barriere architettoniche

Viareggio, durante la giornata conclusiva di ‘Versilia Yachting Rendez-vous’ è stato inaugurato ‘Elianto’, un eco catamarano a vela di 60 piedi, costruito secondo nuove soluzioni tecniche e sostenibili, per dare la possibilità a persone portatrici di disabilità di vivere in modo indipendente le molteplici esperienze in mare.

Elianto sarà accessibile a tutti e potrà essere utilizzato per ricerche in mare, inoltre produrrà un minor inquinamento e un minor impatto sulla fauna marina.

Elianto, spiega un comunicato, è infatti privo di barriere architettoniche e realizzato con materiali di recupero ed ecosostenibili: alluminio e legno riciclato con propulsione a energie alternative e sole e vento sono i suoi “carburanti”.

Elianto è in grado di ospitare a bordo 16 persone di cui una decina in sedia a rotelle e, viene spiegato, rappresenta motivo di orgoglio per Viareggio e per la sua marineria, sia dal punto di vista innovativo e tecnologico, sia dal punto di vista sociale.

È stato fortemente voluto dalla fondazione ‘Mare Oltre onlus’ e costruito dal cantiere Marine Project di Viareggio, con la partecipazione di oltre 50 ditte locali che hanno fornito gratuitamente o a prezzo ridotto tutti i materiali e le consulenze, e grazie al contributo di Navigo, della fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e della fondazione Banca del Monte di Lucca.

Il progetto di cui fa parte Elianto dal titolo ‘SoleSenzaFrontiere… il mare senza più confini’ ha il patrocinio di Comune di Viareggio, Regione Toscana e Comitato Paralimpico.

Alla cerimonia di inaugurazione, sulla banchina davanti al Club Nautico Versilia, erano presenti l’assessore alla cultura e allo sport del Comune di Viareggio Sandra Mei, Katia Balducci presidente di Navigo e membro del cda della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, il vicepresidente della Fondazione Banca del Monte di Lucca Andrea Palestini, il comandante della capitaneria di Porto di Viareggio Giovanni Calvelli e Francesca Salvioli, presidente della fondazione Mare Oltre Onlus e il suo direttore Silvio Nuti.

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Uccide padre, omicida confessa: “Prima mi ha minacciato lui”

Uccide padre, omicida confessa: “Prima mi ha minacciato lui”

Sarebbe stato un momento di follia, secondo gli inquirenti, quello che ha spinto Stefano Castellari, 46 anni, a uccidere ieri a Viareggio (Lucca) il padre 79enne, Roberto Castellari, al culmine di un litigio.

Dopo che la polizia ha interrogato il 46enne è stata ricostruita la dinamica della lite, sempre più frequenti tra i due negli ultimi tempi, durante la quale secondo il racconto dell’omicida il medico avrebbe mimato di voler colpire con una pietra ornamentale il figlio. A quel punto Stefano Castellari avrebbe reagito prendendo a sua volta la pietra e colpendolo, per uccidere il padre alla testa.

Per difendersi l’anziano si sarebbe fatto scudo con un cuscino, che poi sarebbe stato utilizzato dal figlio per soffocarlo, come lui stesso ha confessato ai poliziotti. Alla base del litigio ci sarebbero futili motivi, un dissapore che si sarebbe sempre più ingigantito fra il padre, severo nei suoi modi con tutti gli otto figli, ed in particolare con Stefano, che viveva ancora con i genitori.

Nella casa anche la madre, gravemente malata da tempo a cui il figlio è molto legato, che non si sarebbe accorta di nulla. L’autopsia disposta dal pm Lucia Rugani di Lucca stabilirà quelle che sono state le cause della morte dell’uomo, se per soffocamento, oppure per le contusioni riportate con la pietra utilizzata per colpirlo alla testa. L’autopsia è stata affidata al medico legale Ilaria Marradi di Lucca.

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Viareggio: uccide il padre e poi chiama 113

Viareggio: uccide il padre e poi chiama 113

Sferra un pugno al padre 79enne, poi lo soffoca con un cuscino.

Così il figlio, 46 anni, avrebbe confessato agli agenti arrivati sul posto di aver ucciso il genitore in una lite avvenuta nel pomeriggio in un’abitazione di Viareggio (Lucca). Lo stesso 46enne ha avvisato il 113 e dato una prima versione dell’omicidio.

Ora la polizia si accinge ad arrestarlo.

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Versilia: restano ai domiciliari i 3 uomini arrestati per pedofilia

Versilia: restano ai domiciliari i 3 uomini arrestati per pedofilia

Restano agli arresti domiciliari i tre uomini di 50, 53 e 60 anni, tutti della Versilia, accusati di atti sessuali nei confronti di due ragazzine di soli 13 anni, anche loro abitanti in Versilia.

E’ quanto deciso dal gip Antonia Aracri di Lucca dopo l’interrogatorio di garanzia di stamani dove i tre si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. I loro difensori, avvocati Gianmarco Romanini ed Emanuele Fusi, hanno fatto richiesta in queste ore per avere copia del fascicolo di indagine, anche per questo motivo i tre uomini della Versilia si sono avvalsi di non rispondere. Rimarranno quindi agli arresti domiciliari, come disposto dal gip Antonia Aracri, per pericolo di reiterazione del reato.

Intanto le due ragazzine vittime degli abusi sessuali sono state trasferite dal tribunale di Lucca in una struttura protetta, anche in considerazione delle situazioni di disagio familiare in cui versano.

L’indagine, condotta dai carabinieri di Viareggio, è scattata dopo la denuncia di alcune coetanee delle giovanissime vittime e di alcuni adulti della zona che avevano notato atteggiamenti morbosi e sospetti. Abusi che si sarebbero consumati tra il giugno del 2018 e il gennaio del 2019.

Uno degli indagati, il 53enne, era già stato arrestato per una vicenda simile. Le vittime conoscevano i tre uomini. Ora l’inchiesta di procura e carabinieri prosegue per ricostruire come siano iniziati gli abusi sulle ragazzine, una brutta storia che ha scosso la Versilia per la sua gravità e per il degrado umano e sociale che sta emergendo nel contesto di Viareggio e del circondario.

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