Arriva a Fabbriche di Vergemoli la cooperativa di comunità

Arriva a Fabbriche di Vergemoli la cooperativa di comunità

Anche Fabbriche di Vergemoli, borgo della Garfagnana (Lucca), è pronta a migliorarsi grazie alla cooperativa di comunità sostenute della Regione Toscana.

L’iniziativa, spiega una nota, serve a favorire lo sviluppo di aree e territori marginali che “però un domani, se aiutati ed incentivati, potrebbero tornare ad essere trainanti per l’economia e la vita dei loro abitanti”.

“Quello che stiamo sperimentando con questi progetti di cooperative di comunità – ha affermato l’assessore alla partecipazione e alla presidenza della Regione Toscana, Vittorio Bugli, intervenuto alla presentazione della cooperativa di comunità ‘Dispensa Toscana’ nel comune della Garfagnana – è tentare di rigenerare queste comunità dal basso: ci sono tante persone e ragazzi giovani nelle aree interne, che hanno bisogno di un’opportunità per creare delle attività, che ovviamente devono contare su un sostegno, un supporto, di luoghi pubblici messi a disposizione dalle istituzioni, ma che possono costituire nuova impresa e nello stesso tempo offrire servizi pubblici per chi è rimasto in questi territori”.

“Ci sono grosse potenzialità per le aree interne – ha proseguito Bugli – se sapremo fornire i servizi giusti come le nuove tecnologie e nuove economie civili. Scopo della Regione, con questo bando, è costituire le cooperative di comunità  come strumento per rinforzare la cultura della partecipazione, per costruire progetti tesi a fare in modo che questi luoghi possano essere ulteriormente valorizzati, resi attraenti per il turismo e vivibili per i cittadini. Qui vi è un’esigenza imposta dalla situazione geografica e proprio per questo è importante avere idee nuove”.

In totale in Toscana sono 25 i progetti di cooperativa di comunità scelti: puntano, in particolare, al turismo slow, al recupero di edifici abbandonati per un utilizzo sociale, alla valorizzazione di antiche filiere che grazie alla banda ultralarga, portata anche in questi territori, possono tornare ad avere numeri per generare reddito.

E questo è quello che accadrà anche a Fabbriche di Vergemoli, dove lo scopo, si spiega, “è rilanciare il territorio cercando di ripristinare alcune sedi e rendere il paese non più meta di passaggio ma luogo di turismo e villeggiatura. L’obiettivo è creare attrazioni e servizi in grado di indurre i turisti a rimanere e soggiornare in questo antico borgo che sorge nel cuore del parco delle Alpi Apuane”.

L'articolo Arriva a Fabbriche di Vergemoli la cooperativa di comunità proviene da www.controradio.it.

Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione

È stato approvato nell’ultima seduta di giunta, così come preannunciato alla fine dell’anno, il bando della Regione Toscana che consentirà di mettere a disposizione circa un milione e 500 mila euro a sostegno del lavoro giornalistico e dell’informazione locale.

Il bando, presentato oggi in conferenza stampa dall’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, accompagnato dal presidente dell’Associazione Stampa Toscana Sandro Bennucci e dal consigliere dell’Ordine dei Giornalisti della Toscana Domenico Guarino in rappresentanza del presidente Carlo Bartoli, discende dalle previsioni della legge regionale 34/2013, “Disciplina del sostegno regionale alle imprese di informazione”: è la seconda volta che questa legge viene finanziata e permette di attivare questa opportunità. Già con il primo bando molte testate toscane riuscirono a scollinare una situazione di crisi particolarmente grave, in un periodo tra l’altro di forte contrazione del mercato pubblicitario.

Anche con questo secondo bando si punta a garantire il diritto al pluralismo dell’informazione e ad accrescere il livello di competitività ed innovazione delle imprese locali del settore, puntando a nuove produzioni, sviluppando la multimedialità e nello stesso tempo garantendo una più ampia e puntuale conoscenze delle attività istituzionali della Regione.

“Ci troviamo in una situazione – ha detto l’assessore Vittorio Bugli – in cui il sistema, a causa di fattori politici e sociali, è in forte cambiamento, con il rischio di arrivare ad una riduzione della qualità informativa o alla chiusura di alcune aziende. E’ perciò importante favorire e tutelare l’informazione di qualità, anche tramite il sostegno a lavoro giornalistico e alla formazione giornalistica: solo così è possibile garantire una maggior qualità del prodotto finale. E questi sono i cardini da cui ripartire. Oggi – ha proseguito l’assessore – ci troviamo di fronte a due diversi tipi di questioni. La prima riguarda la quantità di informazione, molto elevata ma anche deteriorata nella sua qualità; la seconda riguarda invece l’informazione a carattere locale. Essendo la Toscana una regione fortemente interessata alla tutela del lavoro giornalistico, è fondamenta le che sia promossa non solo un’informazione a livello nazionale ma che sia incentivata anche quella sul territorio”.

Ringraziando la Regione Toscana per un provvedimento fondamentale per l’emittenza locale e che dà il segnale di quella che è la informazione di qualità, il presidente dell’Ast Bennucci che ha garantito il pieno sostegno del sindacato, ha sottolineato l’importanza che assume questo bando nel contesto attuale “un momento – ha detto – che vede l’informazione libera sotto attacco, un Governo che taglia fondi e ministri che danno notizie tramite dirette Facebook che per loro natura non prevedono la possibilità di fare domande”.

Apprezzamento per la Regione anche da parte di Domenico Guarino, che ha ribadito il valore del bando sottolineando come l’informazione di qualità sia baluardo della democrazia e non è un caso che un atto del genere sia voluto e promosso dalla Toscana, fedele ancora alla sua tradizione di pluralismo e alti valori democratici”.

L’assessore Bugli e il presidente Bennucci ai microfoni di Chiara Brilli

L'articolo Emittenza radio tv locale: da Toscana bando di 1,5 mln per informazione proviene da www.controradio.it.

Sicurezza, ricorso della Toscana: tre gli articoli impugnati

Sicurezza, ricorso della Toscana: tre gli articoli impugnati

Sul decreto Salvini “la giunta, con delibera, mi autorizza a fare ricorso alla Corte costituzionale”. Lo spiega il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi al termine della riunione con gli assessori.

Tre i passaggi del testo voluto dal ministro dell’Interno Matteo Salvini, impugnati da palazzo Strozzi Sacrati: le ragioni, spiega il governatore, stanno “principalmente sull’articolo 1 del decreto Salvini, quello cioe’ che elimina la protezione umanitaria. Pensiamo, infatti, che questo sia un modo per aumentare il numero degli irregolari, non consentendo, quindi, di svolgere fino in fondo il nostro ruolo, previsto anche dalla Costituzione”, ovvero quello di “assistere in maniera universalistica le persone sul profilo delle cure, dell’assistenza sociale essenziale ed elementare, penso a un tetto o un piatto di minestra calda, e dell’istruzione come diritto fondamentale”. Questo, secondo la delibera, va contro agli articoli 2, 3, 10 e 117 della Costituzione. Altro articolo contestato del decreto e’ il 13, “che, eliminando l’iscrizione anagrafica, rende invisibili queste persone. Spariscono, non sappiamo dove cercarle e come poterle assistere. Un medico, per esempio, mi faceva presente che i ragazzi, i bambini, non essendo iscritti all’anagrafe non si possono neppure vaccinare. La Costituzione pero’ ci dice che la salute e’ un diritto fondamentale, che non appartiene al cittadino ma alla persona ed e’ allo stesso tempo interesse della collettivita’, come gia’ specificato dalla Consulta”.

“Abbiamo messo in legge di bilancio 2 milioni” per il sostegno all”accoglienza in Toscana: lo ha ricordato il presidente della Regione Enrico Rossi, a margine dell’illustrazione alla stampa del ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto sicurezza. “La nuova legge che abbiamo fatto sul diritto all’assistenza essenziale – ha aggiunto il governatore – prevede che si impieghino questi due milioni, poi verranno impiegate anche altre risorse”. Rossi ha sottolineato che “siamo per sostenere il ruolo dei Comuni: la nostra legge generale prevede che su questi temi siano i Comuni ovviamente a intervenire per primi, però vogliamo anche parlare con le associazioni di volontariato”. “Nelle prossime settimane lavoreremo a questo – ha concluso – ma anche ad altri temi, non c”è solo questo, ci sono tanti altri problemi nella società toscana che non stiamo affatto dimenticando. Vedo che Salvini mi richiamava a parlare di povertà: facciamolo, lo possiamo fare di più. Noi ci occupiamo anche così dei toscani”.

L'articolo Sicurezza, ricorso della Toscana: tre gli articoli impugnati proviene da www.controradio.it.

Decreto Salvini, Regione: “Toscana pronta a sostenere azione sindaci”

Decreto Salvini, Regione: “Toscana pronta a sostenere azione sindaci”

“Già prima della conversione del decreto avevamo denunciato insieme ad Anci gli effetti che questo può produrre sul territorio (solo in Toscana quasi 5000 persone sarebbero costrette all’irregolarità, ndr), creando problemi ai sindaci e producendo insicurezza e criticità di gestione sociale. La stessa cosa l’avevamo detta al ministro in sede di consultazione con le Regioni. A fine anno abbiamo presentato una proposta di legge dove si affermano i diritti essenziali di tutte le persone sul nostro territorio e si consente legittimamente ad istituzioni, associazioni e cittadini di operare affinché nessuno si trovi a vivere in Toscana senza questi diritti essenziali”. Così l’assessore alla presidenza Vittorio Bugli, intervenendo nel dibattito che si è aperto in queste ore sugli effetti del decreto sicurezza.

“Oggi – aggiunge Bugli – c’è una forte iniziativa dei sindaci che sta prendendo corpo e verso la quale la Regione offre la massima disponibilità e sostegno. Da giorni stiamo lavorando per produrre un ricorso contro alcune norme contenute nel decreto Salvini e tratteremo anche la problematica relativa all’iscrizione all’anagrafe, che va ad incidere negativamente sull’effettiva possibilità di accedere ai servizi essenziali, ai quali tutte le persone hanno diritto come previsto dalla nostra proposta di legge”.

“A questo proposito – dice ancora – mostriamo tutta la nostra disponibilità a valutare insieme ai sindaci l’esercizio previsto dalla legge La Loggia (norma che prevede la possibilità per i Comuni di richiedere attraverso il Consiglio delle Autonomie Locali che sia la Regione a farsi carico del ricorso alla Consulta in tempi più rapidi e modalità coerenti con il dettato costituzionale). In questo senso – conclude – si rafforzerebbe in un percorso Regione-Comuni l’obiettivo di far valutare la norma alla Consulta”

L'articolo Decreto Salvini, Regione: “Toscana pronta a sostenere azione sindaci” proviene da www.controradio.it.

Bugli alla firma del protocollo sugli Uffici di prossimità

Bugli alla firma del protocollo sugli Uffici di prossimità

Stamani Vittorio Bugli ha preso parte a Palazzo di Giustizia alla firma del protocollo sul progetto Uffici di prossimità. “La giustizia più vicina al cittadino”

“Grazie a tutti i presenti qui stamani. La fotografia di questa giornata, la presenza a uno stesso tavolo del ministro della giustizia, dei presidenti della Corte d’appello e del Tribunale di Firenze, della Regione e dei sindaci di Firenze ed Empoli, del presidente dell’Ordine degli avvocati, riassume meglio di tante parole il significato del protocollo d’intesa che tra poco firmeremo. Non è usuale, infatti, che queste istituzioni presentino insieme un progetto che si pone l’obiettivo di avvicinare i servizi della giustizia al cittadino”. E’ quanto ha detto stamani Vittorio Bugli, assessore alla presidenza, prendendo parte, a Palazzo di giustizia, alla firma del protocollo sul progetto “Uffici di prossimità”. Con lui, hanno firmato Margherita Cassano, presidente della Corte d’appello di Firenze, Marilena Rizzo, presidente del Tribunale di Firenze, Sergio Paparo, presdiente dell’Ordine degli avvocati di Firenze, Dario Nardella, sindaco di Firenze, e Brenda Barnini, sindaco di Empoli (entrambi i sindaci rappresentavano anche la città metroplitana). La firma è avvenuta alla presenza del ministro della giustizia Alfonso Bonafede.

“Grazie al protocollo d’intesa che firmiamo oggi – ha proseguito Bugli – cominciamo a sperimentare due Uffici di prossimità, uno al Quartiere 3 di Firenze e l’altro ad Empoli. Una sperimentazione che permetterà, una volta a regime, ai cittadini di questi territori di utilizzare i servizi della giustizia, nello specifico quella della Volontaria giurisdizione, senza doversi recare in Tribunale. Gli Uffici di prossimità, grazie anche alla collaborazione degli avvocati, permetteranno ai cittadini di avere un unico punto di contatto, un riferimento vicino al luogo di residenza, in grado di fornire nel tempo un servizio completo di orientamento e di consulenza”.

Nei mesi scorsi la Regione, in accordo con il Ministero, ha pubblicato un avviso pubblico per raccogliere le disponibilità dei Comuni ad ospitare gli uffici di prossimità. Coinvolti da subito i Comuni di Firenze e Empoli, che hanno manifestato immediatamente interesse per questa grande opportunità, ed oggi inaugurano i loro uffici di prossimità. Presto ne apriranno altri in Toscana, ben 15 comuni hanno aderito a questo progetto: oltre a Firenze ed Empoli, sono Abbadia San Salvatore, Capannori, Montepulciano, Montevarchi, Piombino, Poggibonsi, Po9ntedere, Pontremoli, San Giovanni Valdarno, San Miniato, Unione Comuni montani del Casentino, Unione Comuni montani della valtiberina, Volterra.

“Un progetto – sottolinea Bugli – che diventa realtà e che consentirà di interpretare nel miglior modo i bisogni dei cittadini, soprattutto delle fasce più deboli. Poi potremo pensare anche a un ampliamento del progetto per la parte sociosanitaria”.

Il progetto, promosso dal Ministero della giustizia, a valere sul PON Governance 2014/2020, prevede tre azioni pilota, operanti in stretto raccordo, portate avanti dalle Regioni Toscana, Piemonte e Liguria, che riprenderanno, e capitalizzeranno, le esperienze già maturate nei rispettivi territori per arrivare a definire un Modello di Ufficio di Prossimità che possa essere “esportato” su tutto il territorio nazionale, garantendo uguali servizi in tutto il Paese. “Come Regione – ha concluso l’assessore Bugli – noi ci poniamo due obiettivi: costruire una corretta informazione e comunicazioni ai cittadini su questo servizio, e la modellizzazione organizzativa, formativa, gestionale e tecnico-informatica, per definire un modello di Ufficio di prossimità che assicuri omogeneità e valorizzi i più recenti sviluppi informatici dei sistemi guidiziari civili. Fin dal primo momento abbiamo messo tutto l’entusiasmo per portare a vanti questo progetto, continueremo a farlo”.

“Per me è emozionante essere qui – ha detto il ministro Alfonso Bonafede – Sono particolarmente orgoglioso di presetnare questo progetto che nasce a Firenze, che è sempre stata un grande laboratorio di idee e di sfide da affrontare, sempre un passo avanti per quelli che potevano essere i nuovi sviluppi della giustizia rispetto all’attività ordinaria dei tribunali. Questo è un esperimento vero e proprio, che noi vogliamo riprodurrfe in tutta Italia. Il mio obiettivo è di avere 1.000 Uffici di prossimità entro il 2019. Dobbiamo rinnovare l’immagine della giustizia in Italia – ha detto ancora il ministro – I cittadini la considerano una realtà lontana anni luce da loro. Questo è un modo per avvicinare la giustizia ai cittadini. E’ il punto di partenza di un progetto che non solo migliorerà la vita dei cittadini, ma contribuirà anche a dare loro un’immagine nuova della giustizia”.

Subito dopo la firma al Palazzo di Giustizia, Vittorio Bugli è andato a inaugurare i due Uffici di prossimità al Quartiere 3 a Firenze (via Tagliamento 4) e a Empoli (via Raffaello Sanzio 123).

L'articolo Bugli alla firma del protocollo sugli Uffici di prossimità proviene da www.controradio.it.