Apertura caccia: WWF denuncia illeciti

Apertura caccia: WWF denuncia illeciti

Apertura della stagione di caccia prevista per il 17 settembre. La denuncia del WWF: “in Toscana si continua a cacciare secondo norme dichiarate incostituzionali dalla Corte Costituzionale”.

 

Domenica 17 settembre si apre la stagione di caccia 2017-2018, in realtà già iniziata con la preapertura ai primi di settembre, pratica che, scrive il WWF in un comunicato: “arreca dannni a molte specie faunistiche e che quest’anno ha assunto caratteri oltremodo assurdi, con la Regione che da una parte ha chiesto al Governo lo stato di calamità per la siccità e dall’altra ha mandato in giro i cacciatori a sparare come se nulla fosse (tranne minime restrizioni)”.

Continua il Wwf: “ma questo non basta. La stagione di caccia si apre infatti all’insegna ancora una volta dell’irregolarità e della illegittimità, che spesso ha contraddistinto le scelte normative della Regione Toscana in tema di caccia, tutte volte a soddisfare le richieste del mondo venatorio piuttosto che a tutelare la fauna selvatica.

Si legge ancora: “E’ così che, forse pochi lo sanno, in Toscana si continua a cacciare secondo norme che la Corte Costituzionale ha già dichiarato illegittime e incostituzionali, in quanto in contrasto con la legge quadro nazionale. Molti sono gli aspetti dell’attività venatoria che in Toscana beneficiano evidentemente di una sorta di ‘immunità’ dal dover sottostare alle leggi superiori e risultano in evidente contrasto con la Legge nazionale in materia. Fra questi, alcuni sono stati addirittura già dichiarati illegittimi dalla stessa Corte Costituzionale.

In particolare:
− la possibilità per un cacciatore di cacciare in tutte le diverse modalità di caccia (da appostamento fisso, vagante), mentre per la Legge Quadro il cacciatore deve scegliere una modalità e può esercitare la caccia in modo esclusivo solo in quella (Sentenza 139/ 2017 e Sentenza 174 /2017)
− la possibilità per semplici cacciatori di partecipare agli interventi di controllo della fauna selvatica (abbattimenti fuori stagione, in aree di divieto, ecc.), mentre la Legge quadro prevede che tali interventi dovrebbero essere effettuati solo dalla Polizia Provinciale,
eventualmente coadiuvata da pochi altri soggetti abilitati e specificamente indicati dalla norma nazionale. Ne consegue che in Toscana migliaia di cacciatori partecipano ad abbattimenti di questo tipo con i conseguenti rischi per la fauna tutta ma anche per l’incolumità delle persone (Sentenza 139/2017 e Sentenza 174/2017)
− l’individuazione di Ambiti Territoriali di Caccia corrispondenti anche ad un’intera Provincia, rendendo del tutto vano qualsiasi tentativo di giungere ad un effettivo legame cacciatore-territorio.(Sentenza 124/2016)
− la possibilità di cacciare all’interno delle aree contigue alle aree protette per tutti  cacciatori che abbiano accesso all’intero Ambito Territoriale di Caccia e non solo per i cacciatori residenti nei Comuni in cui ricade l’area protetta e l’area contigua. (Sentenza 315/2010 e Sentenza 136/2014)”.

Conclude il comunicato: “vi sono nelle norme regionali toscane anche molti altri aspetti che hanno in modo analogo, passo per passo, smantellato a fini pro- venatori l’impianto della norma nazionale. Una situazione della fauna selvatica, patrimonio di tutti i cittadini, sempre più critica e, di fronte a questo, una Regione cheinvece di tutelarla viola consapevolmente le leggi nazionali per soddisfare gli appetiti ingordi del mondo venatorio. Quanto ancora si andrà avanti così. Quanto ancora potrà resistere la nostra fauna selvatica?”.

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Grosseto, le associazioni al sindaco: basta tagliare a raso il sottobosco

Grosseto,  le associazioni  al sindaco: basta tagliare a raso  il sottobosco

Nel Consiglio comunale aperto di Grosseto dell’8 agosto 2017, le associazioni hanno presentato  un documento scientifico (sottoscritto a tutt’oggi da oltre 70 Professori e ricercatori di 23 Università italiane) che sottolinea il valore del sottobosco per la biodiversità e gli habitat presenti nelle pinete, e forniscono le evidenze scientifiche che le sclerofille del sottobosco rallentano gli incendi rispetto ai pini lasciati solo con un tappeto di aghi secchi, dove gli incendi si sviluppano più facilmente.

“Lo stesso Sindaco ha affermato che l’Ordinanza sindacale n. 57 del 17.7.2017 impone il taglio   del sottobosco ripulendolo da rifiuti e materiale secco e non. Ebbene, l nel sito SIC SIR NATURA 2000 ZPS IT51A0012 “TOMBOLO DA CASTIGLIONE DELLA PESCAIA A MARINA DI GROSSETO”, protetto dalla Normativa Europea, Nazionale e Regionale Toscana, siano iniziati estesi tagli di eradicazione totale a raso del sottobosco” questa la denuncia di ADIC EX ACU Sportello di Grosseto, Centro Parchi Internazionale, Coordinamento Associazioni e Comitati Ambientali della Provincia di Grosseto, Gruppo Spontaneo, ISDE-Medici per l’Ambiente della Provincia di Grosseto, Italia Nostra Sezione Maremma Toscana, Lipu della Provincia di Grosseto, WWF della Provincia di Grosseto.

Che aggiungono “Ciò, in base alle suddette evidenze scientifiche, aumenterebbe i rischi di incendio per il tappeto a terra di materiale secco e per il fatto che i pini sono più infiammabili delle sclerofille, che vengono totalmente rimosse”. Per i comitati e le associazioni ambientaliste  ” assieme al sottobosco possono venire eliminati animali in riproduzione penalmente protetti, tartarughe, nidi di uccelli con pulli, insetti inseriti nel Libro Rosso della Regione Toscana! Infine, risulterebbero impiegati mezzi meccanici mentre in questo periodo ci risultano vietati i decespugliatori a martelli perché possono causare scintille e innescare incendi”.

“Rivolgiamo quindi un vivo appello al Sindaco affinché si operi per fare immediatamente rispettare quanto da lui assicurato nella sua replica finale del Consiglio dell’8 agosto, quando ha garantito il rispetto del sottobosco e che non saranno mai usati decespugliatori a martelli. E ci appelliamo a Prefettura, Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Carabinieri Forestali, affinché agiscano prontamente per tutelare l’incolumità pubblica e il nostro prezioso ambiente” concludono le associazioni

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Grosseto, le associazioni al sindaco: basta tagliare a raso il sottobosco

Grosseto,  le associazioni  al sindaco: basta tagliare a raso  il sottobosco

Nel Consiglio comunale aperto di Grosseto dell’8 agosto 2017, le associazioni hanno presentato  un documento scientifico (sottoscritto a tutt’oggi da oltre 70 Professori e ricercatori di 23 Università italiane) che sottolinea il valore del sottobosco per la biodiversità e gli habitat presenti nelle pinete, e forniscono le evidenze scientifiche che le sclerofille del sottobosco rallentano gli incendi rispetto ai pini lasciati solo con un tappeto di aghi secchi, dove gli incendi si sviluppano più facilmente.

“Lo stesso Sindaco ha affermato che l’Ordinanza sindacale n. 57 del 17.7.2017 impone il taglio   del sottobosco ripulendolo da rifiuti e materiale secco e non. Ebbene, l nel sito SIC SIR NATURA 2000 ZPS IT51A0012 “TOMBOLO DA CASTIGLIONE DELLA PESCAIA A MARINA DI GROSSETO”, protetto dalla Normativa Europea, Nazionale e Regionale Toscana, siano iniziati estesi tagli di eradicazione totale a raso del sottobosco” questa la denuncia di ADIC EX ACU Sportello di Grosseto, Centro Parchi Internazionale, Coordinamento Associazioni e Comitati Ambientali della Provincia di Grosseto, Gruppo Spontaneo, ISDE-Medici per l’Ambiente della Provincia di Grosseto, Italia Nostra Sezione Maremma Toscana, Lipu della Provincia di Grosseto, WWF della Provincia di Grosseto.

Che aggiungono “Ciò, in base alle suddette evidenze scientifiche, aumenterebbe i rischi di incendio per il tappeto a terra di materiale secco e per il fatto che i pini sono più infiammabili delle sclerofille, che vengono totalmente rimosse”. Per i comitati e le associazioni ambientaliste  ” assieme al sottobosco possono venire eliminati animali in riproduzione penalmente protetti, tartarughe, nidi di uccelli con pulli, insetti inseriti nel Libro Rosso della Regione Toscana! Infine, risulterebbero impiegati mezzi meccanici mentre in questo periodo ci risultano vietati i decespugliatori a martelli perché possono causare scintille e innescare incendi”.

“Rivolgiamo quindi un vivo appello al Sindaco affinché si operi per fare immediatamente rispettare quanto da lui assicurato nella sua replica finale del Consiglio dell’8 agosto, quando ha garantito il rispetto del sottobosco e che non saranno mai usati decespugliatori a martelli. E ci appelliamo a Prefettura, Regione Toscana, Ministero dell’Ambiente, Carabinieri Forestali, affinché agiscano prontamente per tutelare l’incolumità pubblica e il nostro prezioso ambiente” concludono le associazioni

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L’ora della terra

Anche la Regione Toscana aderisce a L’ora della terra, “60+ Earth hour”, l’evento mondiale lanciato dal Wwf per alzare una voce sempre più forte contro il cambiamento climatico. Sabato 29 marzo alle 20.30 rimarranno spente per un’ora le luci di due sedi regionali, Palazzo Strozzi Sacrati in Piazza Duomo e il Centro Direzionale in via di Novoli, in contemporanea con lo spegnimento di luoghi simbolo e eventi nelle piazze di tutto il mondo.

Earth Hour è la grande mobilitazione globale del WWF che, partendo dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora, coinvolge cittadini, istituzioni e imprese in azioni concrete per dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico.
Dalla prima edizione del 2007, che ha coinvolto la sola città di Sidney, la grande ola di buio si è rapidamente propagata in ogni angolo del Pianeta, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi d’interesse, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.