Lupi lungo fiume Serchio a Monte S. Quirico. Regione: “Attenzione”

Lupi lungo fiume Serchio a Monte S. Quirico. Regione: “Attenzione”

Monte San Quirico, in provincia di Lucca, la task force lupo della Regione Toscana ha informato, con una nota ufficiale le autorità locali, della presenza di una coppia di lupi lungo il corso del Serchio.

I tecnici del settore attività faunistica della Regione hanno infatti trovato numerose tracce dalla presenza dei due lupi nei campi seminati e in prossimità delle abitazioni lungo il fiume. I resti di una carcassa di cinghiale ed altre segnalazioni fanno pensare ad un branco di lupi che si sta insediando stabilmente nella zona.

La Regione ha raccomandato alla popolazione le attenzioni da tenere: Non lasciare liberi di vagare animali da allevamento e da affezione lontani dalla sorveglianza nelle ore diurne e comunque, se liberi in giardini e resedi di abitazioni, questi devono essere recintati in modo adeguato con accorgimenti tecnici specifici.

Tenere in casa o comunque al chiuso in luogo protetto da intrusioni dall’esterno gli animali da affezione e da cortile almeno durante la notte se non si ha a disposizione un luogo recintato.

Non lasciare mai cibo di qualsiasi tipo fuori dalla abitazione in giardini e resedi; Non dare o lasciare mai cibo a un lupo che si è avvicinato a un’abitazione o che si è visto passare da un luogo abitato; Non depositare rifiuti organici fuori dai cassonetti appositi; Evitare gli sversamenti di percolato dai cassonetti dell’organico; Non lasciare all’esterno carcasse, parti o pelli di animali da cortile o di animali cacciati dopo la loro macellazione e nemmeno rifiuti organici della cucina; In caso di avvistamento di un lupo non cercare mai di avvicinarlo per fare foto o video.

Evitare di guardarlo fisso negli occhi e allontanarsi piano senza voltargli le spalle, semmai urlando e battendo le mani, sino a mettersi in luogo sicuro il più lontano possibile; Non lasciare mai fuori dalla vista e incustoditi i minori specialmente nelle ore sera. Infine, in caso di nuovi avvistamenti nella stessa zona, avvertire prima possibile il numero regionale emergenzalupo 366 6817138.

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Sesto Fiorentino, cartello su statua: ‘Green Pass come leggi razziali’

Sesto Fiorentino, cartello su statua: ‘Green Pass come leggi razziali’

Nel Giorno della Memoria, un cartello che equipara le norme sul Green pass alle Leggi razziali antisemite del 1938 è stato trovato sul Monumento al Partigiano in piazza De Amicis a Sesto Fiorentino (Firenze).

A dare la notizia del cartello è stato il sindaco di Sesto Fiorentino Lorenzo Falchi. La scritta, apparsa proprio nel giorno in cui si ricorda la Shoah, è stato prontamente rimosso dalla statua a cui era appeso.

Il cartello recitava “1938 vietato l’ingresso agli ebrei – 2022 vietato l’ingresso ai non vaccinati – non avete imparato nulla di nuovo fascisti”.

Per il sindaco Lorenzo Falchi “rimangono l’amarezza, lo sconforto e la rabbia nel leggere certi idioti vaneggiamenti nel Giorno della Memoria. Ma come si può solo lontanamente pensare ad un parallelo tra le leggi razziali e le attuali norme per fronteggiare la pandemia e cercare di salvare vite umane? La memoria della Shoah e della persecuzione contro ebrei, rom, omosessuali, prigionieri politici non deve essere abbandonata e non può essere travisata. Questo brutto episodio sarà uno stimolo in più per continuare nel nostro lavoro di promozione della memoria”.

“Ci sono persone tra i no vax che evocano il nazismo senza rendersi conto di cosa stanno facendo, offendendo doppiamente la memoria di chi ha visto la Shoah in faccia o attraverso le esperienze dei loro familiari. Lo trovo oltraggioso”. Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine della cerimonia di commemorazione del Giorno della Memoria al Memoriale italiano di Auschwitz.

“Non usiamo – ha aggiunto Nardella – il dolore immenso di milioni di persone per delle battaglie che io trovo anche sbagliate”.

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Meyer: “Ricoveri pediatrici hanno raggiunto un picco mai visto dall’inizio della pandemia”

Meyer: “Ricoveri pediatrici hanno raggiunto un picco mai visto dall’inizio della pandemia”

Firenze, appello alla vaccinazione dei bambini del direttore generale dell’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze e presidente dell’Associazione degli ospedali pediatrici Alberto Zanobini, che esprime anche preoccupazione per il numero di contagi dei prossimi 20 giorni.

“Adesso i ricoveri pediatrici hanno raggiunto un picco mai visto dall’inizio della pandemia – dice il direttore pediatrico del Meyer – Bisogna procedere velocemente alla vaccinazione dei bambini che già la possono fare, per il loro bene. Non c’è da aspettare. Con questi numeri poi a rischiare di più sono i fragili”.

Zanobini sottolinea che con la variante Omicron si registra un aumento dei ricoveri ma non di occupazione nelle terapie intensive, dove invece da novembre e fino ad ora ci sono stati molti bambini con le bronchioliti. E osserva l’aumento della pressione sugli ospedali pediatrici sia per l’incremento dei ricoveri, sia per per i casi di contagio tra gli operatori sanitari.

“Al Meyer ci sono 86 positivi tra medici e infermieri. Si rischiano rallentamenti, per esempio per gli interventi programmati. Certo non per le urgenze o in oncologia, ma in pediatria stiamo occupando sempre più posti letto per Covid”.

Stesso appello a  vaccinare i bambini viene dal Bambino Gesù di Roma: “Non è che la malattia sia più grave ma, aumentando il numero dei contagiati, aumentano anche coloro che hanno bisogno di cure ospedaliere, generalmente brevi – spiegano – i bambini sotto gli 11 anni sono meno vaccinati. Continuiamo a fare appello ai genitori per la vaccinazione”.

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Pillole antivirali Merck, arrivate all’ospedale pediatrico Meyer

Pillole antivirali Merck, arrivate all’ospedale pediatrico Meyer

Firenze, all’ospedale pediatrico Meyer sono arrivate le prime 1.440 pillole antivirale della casa farmaceutica Merck, specifiche per la cura del Covid-19.

“Sono pillole della speranza e mi ha fatto piacere che la Toscana sia stata una di quelle regioni subito raggiunte – ha detto il presidente della Regione, Eugenio Giani, che stamattina è andato all’ospedale pediatrico Meyer – Sono circa 1.500” pillole antivirali Merck “e, come l’anno scorso con i primi vaccini, andranno ai soggetti fragili, molto mirati e vedremo attraverso di loro come funzionano”.

“Devono essere somministrate entro cinque giorni dai primi sintomi di Covid – ha aggiunto Giani – e poi vedremo quali sono i loro effetti, se funzionano sono la cura. Al momento per il Covid abbiamo il vaccino che è la prevenzione, ma finora è mancata la cura”. Il direttore del Meyer Alberto Zanobini ha poi spiegato che “in questo caso il nostro impegno è a favore del sistema regionale” perché “la nostra piattaforma di magazzino è a servizio dell’intero sistema regionale”.

La terapia a base di antivirali per via orale, precisa poi la Regione Toscana in una nota, è destinata ai pazienti affetti da malattia da Covid, lieve o moderata, e che sono ad alto rischio di progressione severa della malattia.

La terapia è stata autorizzata per coloro che presentano le seguenti condizioni: sono positivi al Covid; hanno sintomi del Covid da lievi a moderati da cinque giorni o meno con età pari o superiore a 18 anni; hanno un rischio elevato di sviluppare una forma grave di Covid; tra questi vi sono coloro che hanno condizioni mediche preesistenti, quali obesità, diabete, malattia renale cronica e un sistema immunitario indebolito.

La Regione Toscana, si spiega, per mezzo dei suoi settori competenti, ha individuato un percorso organizzativo necessario a garantire la corretta individuazione e gestione dei pazienti candidabili al trattamento con il nuovo farmaco antivirale.

Le pillole antivirali Merck arrivate ieri al Meyer di Firenze fanno parte di una prima fornitura a cui, spiega Giani, “ne seguirà un’altra molto più consistente. Ancora una volta si conferma l’importanza del Meyer, non solo nel suo ruolo di riferimento per i bambini, ma anche come piattaforma logistica a servizio di tutto il sistema sanitario regionale. Da qui infatti le pillole, come già avviene per gli anticorpi monoclonali, saranno distribuite alle Asl e ai vari presidi sanitari toscani, confermando la piena sinergia tra Meyer e Regione”.

“Le pillole Merck sono un’arma in più nel nostro arsenale terapeutico contro il Coronavirus – commenta l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini – insieme ai vaccini e agli anticorpi monoclonali, collocando la Toscana tra le prime Regioni in Italia per utilizzo, ricerca e sperimentazione di farmaci antivirali per il Covid”.

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🎧 Giani: “Non vaccinati appesantiscono sistema tamponi”

🎧 Giani: “Non vaccinati appesantiscono sistema tamponi”

Firenze, nel corso di una conferenza stampa in cui veniva fatto il punto sui nuovi dati dell’epidemia di Coronavirus, a proposito della vaccinazione, il governatore della Toscana Eugenio Giani, ha evidenziato i dati dei pazienti ricoverati: “I non vaccinati generano l’84% delle posizioni in terapia intensiva, mentre i vaccinati solo il 6,8%, di cui con la terza dose sono il 2,6%”.

“Stiamo incrementando il livello di ‘tamponatura’, tanto è vero che oggi abbiamo segnato il record assoluto con 79mila tamponi – ha detto poi il presidente Giani – Vorremmo arrivare a 100mila tamponi, e ci adopereremo per questo proprio perché il tracciamento è importante. Ai cittadini dico di andare a fare il tampone se si ha qualche sintomo, non semplicemente per sicurezza come qualcuno mi ha detto”.

In podcast le dichiarazioni del presidente Giani e dell’assessore Bezzini.

“Cercheremo anche di eliminare quelle sacche di tamponi fatti per questioni occasionali – ha aggiunto -, dobbiamo ridurre quell’appesantimento sul sistema dei tamponi creato dai no vax. Per questo io sostegno che qualsiasi intervento vada verso l’obbligo vaccinale, in primis quello dei lavoratori”.

Per quanto riguarda i nuovi casi di Covid, Giani ha detto che in Toscana “abbiamo dati chiaramente alti, sopra i 18mila. Era nelle nostre previsioni perché sapevamo che dopo i giorni di festa si sono accumulati i tamponi da processare e c’è stato più contatto fra la popolazione. Ce lo aspettavamo che sarebbero stati giorni problematici. I dati di oggi li definisco ‘record di contagi e record di tamponi’. Sarà anche con l’aumento dei tamponi che affronteremo il problema del tracciamento”.

Organizzare e potenziare strutture di cure intermedie in Toscana, nelle quali ricoverare coloro che finiscono in ospedale non a causa del Covid, ma per altre patologie o necessità, e che, in quell’occasione, si scoprono positivi al tampone. Si tratta, secondo le prime stime, di circa il 30% dei ricoverati. E’ quanto poi spiegato dal presidente della Toscana, Eugenio Giani e dall’assessore regionale al diritto alla salute, Simone Bezzini.

“Cercheremo di utilizzare luoghi di cure intermedie che vadano oltre l’aspetto ospedaliero – ha detto Giani – perché si sta prefigurando una quota sempre più consistente di persone che vanno in ospedale per altre ragioni e casualmente scoprono di essere positive al Covid. E in questo caso vanno nel reparto Covid, ma in realtà dovrebbe andare in un posto diverso che andrebbe chiamato ‘ospedale di comunità’ ovvero di lunga degenza da cure intermedie”.

Per questa riorganizzazione, ha aggiunto il governatore, “ci aiuterà la Croce Rossa mettendo a disposizione i Fraticini, non solo per le vaccinazioni, ma per darci dei letti intermedi, e poi andremo a cercare altre sedi in tutte e tre le Asl. Faremo subito un sopralluogo a Camerata per capire se possiamo trasformarla in questo senso. Sulla costa si parla di Monterotondo a Livorno, dell’incremento del San Luca a Lucca con altri spazi, analoga situazione a Massa. Insomma io ho dato l’input affinché i nostri direttori generali possano pensare all’interno del nostro patrimonio sanitario di anticipare quello che nel Pnrr sarà l’ospedale di comunità”.

“Stamani – ha poi spiegato Bezzini – nella riunione degli assessori alla sanità stimavamo che questo fenomeno già si stia assestando intorno al 30%, cioè il 30% circa dei ricoverati negli ospedali nei reparti Covid in realtà sono ricoveri con Covid e non per Covid. E quindi qui si pone l’esigenza di ulteriori elementi di innovazione”.

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