Pasqua: Betori ‘tuona’ contro interessi ‘etnici o nazionali’

Pasqua: Betori ‘tuona’ contro interessi ‘etnici o nazionali’

Nella sua omelia il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo edi Firenze, si caglia contro l’egoismo. he ci domina quando mettiamo a tacere le voci dei tanti che soffrono per le guerre, per condizioni di vita inumane, per privazione di diritti e di libertà

DI SEGUITO IL TESTO DELL’OMELIA PRONUNCIATA DAL CARDINALE GIUSPEPPE BETORI

Lasciate che oggi introduca una più profonda comprensione della Pasqua del Signore con le parole di una poesia. Se lo merita, perché quest’anno compie duecento anni. Ci è utile, perché, dopo la parola di Dio, sono i poeti che riescono a dire al meglio gli interrogativi e la ricerca del senso della vita, come l’allora ventenne Giacomo Leopardi. Ascoltiamo:

L’Infinito

Sempre caro mi fu quest’ermo colle,

E questa siepe, che da tanta parte

Dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.

Ma sedendo e mirando, interminati

Spazi di là da quella, e sovrumani

Silenzi, e profondissima quiete

Io nel pensier mi fingo; ove per poco

Il cor non si spaura. E come il vento

Odo stormir tra queste piante, io quello

Infinito silenzio a questa voce

Vo comparando: e mi sovvien l’eterno,

E le morte stagioni, e la presente

E viva, e il suon di lei. Così tra questa

Immensità s’annega il pensier mio:

E il naufragar m’è dolce in questo mare.

Non mi avventuro di certo nell’interpretazione del testo. Non è nelle mie competenze e poi sto qui a fare un’omelia. A me basta ascoltare il poeta per suscitare qualche interrogativo nel nostro intimo, a partire da una constatazione, se si vuole banale, ma che colpisce ogni lettore senza pregiudizi ideologici. Ciò che è in gioco in questi versi è la tensione che si crea tra il nostro limite, che quella siepe misura, e l’attesa, perfino l’impaurirsi, il timore di ciò che è oltre, di ciò che non ha misura, l’infinito, precisamente. Perché è nel far vivere questa tensione, senza perdere i poli da cui essa si crea, che sta il senso di una vita piena, di un mare in cui, secondo la poesia, è dolce naufragare.

Dentro ciò che è circoscritto e misurato ci sono i nostri giorni – le stagioni del poeta –, giorni pieni di fatti, di cose, di persone, di relazioni, esperienze che, se vissute a prescindere dall’altro polo, quello dell’infinito, si finisce per considerarle solo in termini di possibilità, di efficienza, di utilità, di profitto. Si spiegano così la poca considerazione per la vita nella sua fragilità, in specie al suo inizio e al suo termine naturale; la preoccupazione per la salvaguardia di sé, persona, gruppo di interesse, perfino etnia e nazionalità, quasi che la dignità che è di ogni persona umana non basti a giustificare il prendersene cura, in ogni caso, senza distinzioni; la disattenzione con cui ci poniamo nei riguardi dell’ambiente, quasi che esso possa esistere a prescindere da noi, senza una responsabilità verso il futuro e, nel presente, verso i più deboli; l’egoismo che ci domina quando mettiamo a tacere le voci dei tanti che soffrono per le guerre, per condizioni di vita inumane, per privazione di diritti e di libertà; la solitudine che amareggia l’età avanzata e la malattia di uomini e donne che hanno dato tanto nella loro vita e non hanno più nessuno a cui appoggiarsi; aggiungerei anche la sempre più netta linea di demarcazione che poniamo tra i nostri interessi e quelli della comunità, il venir meno dell’impegno per il bene comune. Potemmo continuare, ma ritengo che questi esempi siano sufficienti a descrivere il mondo che limita lo sguardo al di qua della siepe, quando vien meno la forza di pensare oltre, verso l’ultimo orizzonte, gli interminati spazi, i sovrumani silenzi e la profondissima quiete.

Di questo sguardo che vada oltre abbiamo bisogno per non affogare nel quotidiano e per dare slancio e profondità alla nostra vita. E non ci mancano sollecitazioni a questo, perché al di qua della siepe non mancano i segni dell’infinito e dell’eterno, come lo stesso poeta segnala, cogliendo nel vento che stormisce tra le piante dell’ermo colle qualcosa che permette di legare tra loro la voce di quaggiù e il silenzio infinito. L’amico poeta Davide Rondoni ci invita a cogliere in quest’immagine un riflesso di una nota pagina biblica: il manifestarsi di Dio al profeta Elia sull’Oreb nel «sibilus aurae tenuis» – come leggeva Leopardi nella Bibbia, testo per lui di ripetuti e attenti studi nella sua biblioteca –, «il sussurro di una brezza leggera», leggiamo oggi, o, meglio, ancor più alla lettera: «una voce di esile silenzio» (1Re 19,12). L’oltre, il divino c’è, ed è ciò che solo può dare senso alla vita, proiettandola oltre se stessa.

Che quanto si attende possa divenire realtà è l’annuncio della Pasqua. Sì, finalmente sono giunto a parlare della Pasqua, ma il lungo cammino, che ho voluto fare con una poesia di duecento anni fa, era per dirvi che quando proclamiamo che Cristo è risorto non diciamo qualcosa che ci porta fuori dalla vita, ma stiamo annunciando qualcosa che ci deve premere assolutamente, perché in quell’evento accaduto duemila anni fa si è composta per sempre la tensione del cuore dell’uomo tra il limite e l’infinito, il tempo e l’eterno, la carne e lo spirito, l’uomo e Dio, la tensione di cui quella poesia è testimone e denuncia. Perché Pasqua è proprio questo: non solo il chinarsi di Dio sulle miserie dell’uomo – questo lo contempliamo già a Natale! –, ma l’assumere la carne dell’uomo, quella ferita, martoriata, crocifissa, e portarla nel cuore eterno di Dio. Quel che in Giacomo Leopardi, e nel cuore dell’uomo, è una tensione, diventa realtà compiuta nel corpo risorto di Cristo e, per chi si unisce a lui, diventa promessa di un compimento che si manifesterà alla sua venuta, ma che intanto già fiorisce nei segni di amore di cui siamo resi capaci. È quanto l’apostolo Paolo ci ha rammentato nel testo della lettera ai cristiani di Colossi.

Per nutrire questo legame dobbiamo saper cogliere i segni che il Signore ci offre nel cammino della vita, esili impronte di lui, l’Infinito: i gesti di amore che pur non mancano attorno a noi, i sentimenti di speranza che animano la vita di tanti e aiutano ad andare avanti pur tra sofferenze e difficoltà, la fede salda della nostra gente che non si lascia travolgere dal pensiero unico che tende tutto a materializzare. Questa gente, magari di una fede semplice e che fatica a dirsi, non si lascia turbare da venti forti, fuochi divoranti e terremoti devastanti, per usare le immagini della storia di Elia, cioè le tante manifestazioni di forza con cui i poteri di questo mondo vorrebbero farci credere che, in cambio di una presunta illusoria felicità, possiamo cedere loro la chiave del nostro cuore. Non è così Dio, perché egli si fa spazio nella nostra vita in quella tensione tra limite e infinito che ogni giorno ci interroga, e, attraverso la fragilità dei segni, si mostra e si propone, discretamente, nel pieno rispetto di una coscienza libera.

Di segni da cogliere è intessuto anche il cammino della fede nel Risorto. Lo vediamo nella pagina evangelica che è stata proclamata e che riferisce del primo incontro dei discepoli con il mistero della risurrezione del Signore: Maria di Magdala ne esce sconvolta e senza comprendere; Pietro non si sottrae a quanto la donna annuncia, ma giunto al sepolcro vede senza però riconoscere; solo il cuore dell’altro discepolo, colmo dell’amore di Gesù, dal segno dei teli di lino, posti là dove avevano fasciato il corpo di Gesù ma ora senza più quel corpo, e dal segno del sudario, misteriosamente avvolto a parte, giunge alla fede nella risurrezione di Cristo, una fede che la Scrittura confermerà e illuminerà.

Abbiamo bisogno di un cuore colmo d’amore per vedere le tracce del Risorto attorno a noi. Non lasciamoci confondere dai rumori di questo mondo, dalla voci allettanti che vorrebbero soffocare l’attesa del cuore, e prestiamo attenzione al vento leggero, alla voce di esile silenzio con cui Dio si manifesta e ci si rivela come l’infinito che finora ci ha interrogato:

«La risurrezione come un movimento

già iniziato nelle cose»

(Davide Rondoni, “Verso Sansepolcro”, in Avrebbe amato chiunque, Guanda 2003).

L'articolo Pasqua: Betori ‘tuona’ contro interessi ‘etnici o nazionali’ proviene da www.controradio.it.

Chiusi (SI): donna accoltellata in casa, carabinieri fermano figlio

Chiusi (SI): donna accoltellata in casa, carabinieri fermano figlio

La donna, 61 anni si trova ora in terapia intensiva, per le gravi ferite riportate e la perforazione di un polmone. Il figlio è stato tradotto nel carcere senese di Santo Spirito

Una donna 61enne è stata accoltellata più volte all’interno del suo appartamento ed è ricoverata in ospedale, in terapia intensiva, per le gravi ferite riportate e la perforazione di un polmone. E’ successo la sera scorsa intorno alle 21.40 a Chiusi (Siena). Fermo di indiziato di delitto per il figlio 32enne della donna, tradotto nella notte nel carcere senese di Santo Spirito a disposizione del Pm Silvia Benetti che ha coordinato le indagini. La madre è stata trovata dai soccorritori del 118 e dai carabinieri riversa in un lago di sangue. La donna è in coma farmacologico presso il reparto rianimazione. L’arma usata sarebbe un coltello da cucina lungo circa 32 cm.

L'articolo Chiusi (SI): donna accoltellata in casa, carabinieri fermano figlio proviene da www.controradio.it.

Sanità Toscana: prenotazione online fai-da-te per visite specialistiche e diagnostica strumentale

Sanità Toscana: prenotazione online fai-da-te per visite specialistiche e diagnostica strumentale

Prenotare una visita specialistica o una prestazione di diagnostica strumentale online, dal proprio computer o anche dal cellulare. Per ora è possibile nelle zone di Massa Carrara, Lucca, Viareggio, Livorno e Grosseto, nei prossimi mesi il servizio si estenderà a tutta la Toscana. La novità è stata presentata stamani dall’assessore al diritto alla salute, nel corso di una conferenza stampa durante la quale sono state date dimostrazioni pratiche di prenotazione online fai-da-te.

L’assessore ha sottolineato come, attivando questo nuovo servizio semplice, veloce, sicuro, Regione Toscana continui sulla via della semplificazione, precisando che questo intervento si inserisce nell’ambito delle misure avviate nel novembre 2016, per migliorare le liste di attesa. A inizio marzo 2019 era stato pubblicato il portale dedicato ai cittadini, sui Tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, che, in ottemperanza a quanto previsto dal Piano Nazionale di Governo delle Liste di Attesa (PNGLA), e come forte segnale di trasparenza del SSR, mostra, con aggiornamento mensili, i risultati relativi al rispetto dei tempi di attesa delle prestazioni di specialistica ambulatoriale, per ciascun ambito territoriale regionale.

Ora è il momento del nuovo servizio di prenotazione online, che sfrutta la piattaforma informatica del Cup unico regionale, il cosiddetto Cup2.0, avviato anch’esso nel 2016, ed ora pienamente attivo e funzionante nelle zone di Massa Carrara, Lucca, Viareggio, Livorno e Grosseto. Il Cup2.0 viene ad oggi utilizzato da oltre 450 operatori giornalieri contemporanei, espone oltre 2.900 agende prenotabili in Asl Toscana Nord Ovest e oltre 1.100 agende prenotabili in Asl Toscana sud est – Grosseto, e ha consentito nel periodo gennaio-marzo 2019, oltre 483.500 operazioni (prenotazioni, disdette, annullamenti e cambi). Un importante lavoro svolto quotidianamente da tanti operatori aziendali sia agli sportelli, sia al telefono, che negli uffici che gestiscono le agende.

I cittadini residenti nelle zone di Massa Carrara, Lucca, Viareggio, Livorno e Grosseto (circa 1.200.000), muniti di promemoria della ricetta medica elettronica (la ricetta dematerializzata su foglio bianco) potranno da oggi semplicemente inserire nel nuovo portale il proprio codice fiscale (CF) e il numero della ricetta elettronica (NRE) riportato sul promemoria, e il sistema proporrà automaticamente l’appuntamento più vicino nel tempo, compatibilmente con i criteri di priorità clinica Breve, Differibile e Programmata inserite dal medico. Nel caso l’appuntamento proposto non fosse di suo gradimento, il cittadino potrà selezionare liberamente altre date e orari, oppure potrà selezionare altre strutture sanitarie di erogazione.

Il sistema opera in tempo reale sul Cup centralizzato, riservando subito gli slot scelti dal cittadino. E’ importante sapere che l’utente ha 15 minuti di tempo per perfezionare la prenotazione. Trascorso tale tempo, lo slot verrà reso di nuovo disponibile ad altri utenti. Una volta confermata la prenotazione con pochi semplici passaggi, sarà generato un promemoria finale. E’ importante leggerlo attentamente, per verificare la correttezza di tutti i dati, ma soprattutto è importante prendere visione delle eventuali Note di preparazione. Se non seguite correttamente, potrebbe non essere possibile eseguire la visita/esame nel giorno prefissato.

Il portale non consente la prenotazione di prestazioni con priorità prescrizione U (urgente), e non consente la prenotazione delle prestazioni di laboratorio analisi. Tutte le transazioni sono protette dal protocollo di sicurezza SSL a 128 bit e vengono memorizzate dal sistema di prenotazione, come pure l’indirizzo IP da cui si accede al sistema. Sul portale Cup Online esiste anche la sezione “i tuoi appuntamenti”, dove è possibile visualizzare tutte le prenotazioni effettuate, eventualmente cambiarle o annullarle, stampare il promemoria o procedere con una disdetta.

E’ possibile disdire una prenotazione da portale almeno 48 ore prima dell’appuntamento fissato. In questa prima fase di avvio sarà possibile prenotare le principali visite specialistiche (urologica, pneumologica, otorinolaringoiatrica, ortopedica, oculistica, neurologica, ginecologica, gastroenterologica, endocrinologica, dermatologica, chirurgica, cardiologica e vascolare) e le prestazioni di radiologia tradizionale dei segmenti ossei. L’offerta si amplierà sempre di più nei prossimi giorni e verrà resa via via visibile sul portale. In caso di dubbi consultare comunque il Cup di riferimento. Le prestazioni non ancora prenotabili via internet si prenoteranno come sempre: telefonando ai numeri dei Cup-Tel, presentandosi agli sportelli delle Aziende sanitarie o in farmacia, laddove il servizio è disponibile.

Il dispiegamento del progetto Cup2.0, affidato ai tecnici di Estar, e in stretta collaborazione con le direzioni delle Aziende sanitarie, continua sul resto del territorio toscano. Sono già stati pianificati i successivi avvii di Siena, Pisa, Arezzo, Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli, con previsione di completamento entro l’anno.

Il portale è raggiungibile all’indirizzo https://prenota.sanita.toscana.it oppure dal sito del fascicolo sanitario elettronico (http://fascicolosanitario.regione.toscana.it).

In caso di difficoltà tecniche con il portale è disponibile il numero verde gratuito 800 00 44 77 dal lunedi al venerdi dalle ore 9.00 alle ore 19.00 o il sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00, oppure la mail help.cse@regione.toscana.it A breve la funzione di prenotazione verrà resa disponibile anche sull’APP SmartSST e sui Totem Punto Sì di Regione Toscana, per aumentare ancora di più i punti disponibili ai cittadini.

L'articolo Sanità Toscana: prenotazione online fai-da-te per visite specialistiche e diagnostica strumentale proviene da www.controradio.it.

Nardella: “Da Firenze pronti a piano di aiuto per Notre Dame”.

Nardella: “Da Firenze pronti a piano di aiuto per Notre Dame”.

“Come città di Firenze abbiamo deciso nelle prossime settimane di organizzare un piano di aiuto volontario di artigiani, restauratori e architetti fiorentini per dare da subito il nostro apporto volontario alla popolazione francese e a Parigi per una ricostruzione che sia veloce e sia il simbolo di come la cultura occidentale è forte e coesa”.

Lo ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella, a margine della presentazione dei nuovi agenti della polizia municipale assunti a tempo indeterminato in riferimento all’incendio che ha devastato a Parigi la cattedrale di Notre Dame. Si tratta di un “dolore inimmaginabile. Sappiamo che un dramma di questo tipo non colpisce solo la popolazione parigina e francese ma colpisce tutto il mondo”.

Nardella ha rivelato di aver “inviato un messaggio di cordoglio alla mia collega e sindaca di Parigi Anne Hidalgo che conosco e stimo e di cui apprezzo la passione e l’amore che ha verso Parigi”.

In merito all’incendio della cattedrale parigina si è espresso anche Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi: “Siamo tutti vicini alla Francia e alla Chiesa cattolica, è un momento di solidarietà, chiaramente poteva andare molto peggio, ma comunque quello che è successo è terribile e dobbiamo tutti quanti impegnarci per dare un mano, senz’altro lo farò anche io”. Schmidt ha detto che “è sopravvissuta alla rivoluzione francese e a due guerre mondiali, quindi questa cattedrale è già sopravvissuta ad altri tre attacchi forti, ma comunque non sarà mai più com’era. Non soltanto la parte medievale gotica, ma anche la parte dell’800 sarà da ricostruire quindi sarà un lavoro di almeno un decennio. Non è concepibile farlo in tempi più veloci e sarà un lavoro che richiede una collaborazione di tutti, un progetto nazionale della Francia, ma con ripercussione internazionale”.

Infine, il direttore delle Gallerie degli Uffizi ha ricordato l’incendio che ha interessato il museo fiorentino. “Nel 1762 anche agli Uffici c’è stato un terribile incendio doloso – ha osservato -, per fortuna con l’impegno della popolazione fiorentina è stato possibile fermare l’incendio scoppiato nella parte settentrionale dell’ala di Ponente, ma centinaia di opere d’arte furono distrutte o danneggiate. Oggi vediamo ancora il fumo nero sulla superficie del Porcellino che non si può togliere ed è un ricordo di questo incendio”

Gianluca De Felice, direttore dell’Opera primaziale pisana, la fabbriceria che custodisce la cattedrale e l’intero complesso monumentale di Piazza dei Miracoli a Pisa, ha dichiarato: “Fare valutazioni ora è presto e inopportuno e il rischio zero non esiste da nessuna parte, ma nella conservazione dei beni culturali è fondamentale operare con le migliori professionalità disponibili: dall’elettricista al restauratore”. Ha poi aggiunto: “In Francia la conservazione dei monumenti è completamente nelle mani dello Stato, ma i responsabili della cattedrale parigina sono starti nostri ospiti ad alcuni convegni annuali sulla conservazione delle cattedrali europee e se ci chiederanno aiuto in qualunque modo non ci tireremo indietro”.

Il tema dei rischi dei restauri riguarda Pisa che per anni ha convissuto con impalcature fino in quota all’interno del Duomo: “E’ determinante affidarsi a professionalità di alto livello – spiega il direttore della Primaziale – e per questo anche quando ci si affida ad aziende esterne, ritengo che tutti i passaggi debbano essere controllati da professionalità interne che conoscono perfettamente storia e materiali del monumento da conservare”. Infine, De Felice spiega che la cattedrale pisana “è dotata di un sistema di rilevazione di fumo che in caso di necessità attiva una sirena luminosa nella centrale operativa della nostra vigilanza, attiva 24 ore si 24, e un canale diretto con i vigili del fuoco per predisporre soccorsi rapidissimi”.

L'articolo Nardella: “Da Firenze pronti a piano di aiuto per Notre Dame”. proviene da www.controradio.it.

La Fura dels Baus apre Fabbrica Europa XXVI edizione

La Fura dels Baus apre Fabbrica Europa XXVI edizione

La Fura del Baus torna a Firenze e sarà  lo special guest del cartellone 2019 di Fabbrica Europa che inaugurerà il 3 maggio con la compagnia catalana alla stazione Leopolda, location del festival solo per quel giorno. Quest’anno infatti la grande novità è PARC il luogo delle Cascine dove Fabbrica Europa ha trovato casa.

Presentata oggi la 26esima edizione che si snoderà  fino a luglio proponendo eventi anche in altri spazi del territorio toscano. Un Festival diffuso sulla città animerà diversi spazi, teatrali e non, con un continuo attraversamento di gesti performativi, sonori e artistici che esprimono i segni di una geografia creativa espansa che dall’Europa arriva all’Asia, passando per il Sud del mondo.

Il Festival, dopo l’inaugurazione il 3 maggio alla Stazione Leopolda, prosegue fino a luglio coinvolgendo altri luoghi di Firenze e della Toscana. Una parte significativa della programmazione si svolgerà al Teatro della Pergola e nei nuovi spazi, versatili e modulabili, del PARC Performing Arts Research Centre (Palazzina ex Fabbri e Complesso Scuderie Granducali nel Parco delle Cascine), che da quest’anno Fondazione Fabbrica Europa gestisce progettualmente e continuativamente su assegnazione del Comune di Firenze. Inoltre, alcuni appuntamenti saranno presentati al Teatro Cantiere Florida, altri saranno diffusi sulla città coinvolgendo spazi inediti e particolari.

La Fura dels Baus porterà in scena per l’inaugurazione Free Bach 212 è un concerto-performance di musica e danza, basato sulla Cantata Contadina BWV 212 di J. S. Bach eseguita dall’ensemble barocco Divina Mysteria, con innesti di flamenco di Mariola Membrives combinati a effetti sonori di musica elettronica e a una proiezione multimediale che mette in risalto i musicisti, il bailaor, i cantanti, dando senso e prospettiva alla pièce.
Una libera versione della Bauernkantate di Bach, un tema senza tempo che fonde burlesque, commedia, critica sociale e un invito ai piaceri più mondani.

Info sul programma QUI

 
ascoltiamo le interviste realizzate da Chiara Brilli a partire dal coordinatore attività culturali di Palazzo vecchio Tommaso Sacchi

L'articolo La Fura dels Baus apre Fabbrica Europa XXVI edizione proviene da www.controradio.it.