Targetti Sankey, il 5 settembre si presenta in Regione il possibile acquirente

FIRENZE - Prospettive di rilancio della Targetti Sankey, dopo un incontro oggi pomeriggio a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza della Regione, sembrano aprirsi elementi positivi sul percorso di individuazione del nuovo azionista, garantendo al contempo la tutela dei lavoratori.

Con il consigliere per il lavoro del presidente Rossi, Gianfranco Simoncini, e l'assessore del Comune di Firenze Federico Gianassi erano presenti l'amministratore delegato di Targetti Sankey S.p.A Luigi Ferrando, accompagnato da rappresentanti dell'azienda e di Confindustria, le Rsu aziendali e Fiom Cgil e Fim Cisl territoriali.

L'ad Ferrando ha illustrato il percorso in atto per garantire l'entrata di un nuovo azionista, il Fondo Idea, e il rilancio dell'azienda basato anche sul rafforzamento del radicamento fiorentino della Targetti. Il 6 settembre prossimo si terrà un incontro al Mise, per questo la mattina del giorno prima, 5 settembre, è stato fissato un nuovo incontro in Regione nel corso del quale il Fondo Idea potrà illustrare il piano industriale in vista della possibile acquisizione dell'azienda.

Ferrando ha poi richiamato l'esigenza di affrontare il tema degli equilibri occupazionali futuri, e manifestato la disponibilità ad accedere ad un ammortizzatore sociale rispondente alle esigenze aziendali a tutela dei lavoratori. E' possibile, secondo Simoncini, attivare una cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione aziendale a fronte dell'ingresso del potenziale nuovo azionista e degli investimenti per il rilancio aziendale che sono previsti.

A tutela dei lavoratori, i rappresentanti sindacali hanno chiesto all'azienda di evitare l'apertura di procedure di mobilità prima dello svolgimento dell'incontro al Ministero, richiesta accolta dai vertici di Targetti. Per questo i sindacati hanno dichiarato la piena disponibilità a garantire tempi certi e veloci nello svolgimento della successiva fase di confronto dopo l'apertura della procedura, da chiudere comunque entro il termine dell'ammortizzatore sociale in corso al fine di evitare di determinare costi aggiuntivi per gli equilibri aziendali.

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