Terremoto nel Mugello: oltre cento scosse, in 300 fuori casa 

Terremoto nel Mugello: oltre cento scosse, in 300 fuori casa 

Un secolo preciso dopo il terribile sisma del 1919, che fece un centinaio di morti e che mise in allarme la vicina Firenze (evento di cui c’è sempre memoria tra la gente), il Mugello ha rivissuto la stessa paura ma non ha avuto né vittime, né feriti, né crolli, né esiti distruttivi come allora. Lo sciame – contate oltre cento scosse – iniziato la sera dell’8 dicembre e poi salito di intensità nella notte del 9, col picco di magnitudo 4.5 delle ore 4.37 preceduto e seguito da eventi sopra 3.0, ha effetti che le autorità tengono sotto controllo.

In sostanza al momento il sisma lascia danni al patrimonio edilizio abbastanza limitati, ha causato meno di 300 evacuati, ha bloccato il nodo ferroviario di Firenze alcune ore per controlli a binari e gallerie (poi i treni sono regolarmente ripartiti), costringe a tenere ‘accesa’ la macchina della protezione civile per diversi giorni anche perché è imprevedibile stabilire l’evoluzione del terremoto, cioè se ci saranno altre scosse e che effetti avranno. Circa 330 le verifiche tecniche che i vigili del fuoco hanno messo in elenco. La notte è stata insonne per gli abitanti di Barberino di Mugello, Galliano, Sant’Agata, Scarperia, San Piero a Sieve, Dicomano, Vicchio, Borgo San Lorenzo, località adagiate sulla faglia Ravenna-Piombino, dove il ‘colpo’ da magnitudo 4.5, che ha pure svegliato gli abitanti di Firenze, Prato e Pistoia, ha convinto tutti a uscire di casa. La popolazione, già in allerta per le avvisaglie serali, è stata trovata pronta dal terremoto più forte delle 4.37. E’ stato il momento in cui la quasi totalità degli abitanti ha lasciato terrorizzata le case e pernottato in strada, provando a dormire in auto. Gli edifici hanno retto bene, tranne la chiesa di San Silvestro a Barberino che ha avuto loggiato e facciata lesionati, il municipio inagibile per crepe al terzo piano, lo stabile che ospita poste e carabinieri forestali off limits. Altri danni evidenti al convento di Bosco de’ Frati e alla chiesa greco-ortodossa di San Bartolomeo a Petrona.
Per il resto si parla, per gli edifici più danneggiati, di cadute di calcinacci, di crepe nei muri di tramezzo degli appartamenti, di intonaci staccati: le strutture portanti in cemento armato però sembrano aver tenuto bene ovunque. Qualcuno comunque non può rientrare in casa. E’ il caso di 236 abitanti evacuati dagli edifici del centro medievale di Barberino, dove i palazzi sono in piedi ma con lesioni da valutare meglio e ci vorrà tempo. Il corso centrale e le strade limitrofe dal mattino sono ‘zona rossa’, vietato l’accesso senza autorizzazione. Fino a nuove disposizioni gli evacuati devono trovare alloggi di fortuna. Le autorità hanno previsto 300 posti per sfollati alla palestra delle scuole medie, in un parcheggio nel paese, anche nei box dell’autodromo di Scarperia.
Una decina di infermi sono stati trasferiti temporaneamente in strutture sanitarie. Indenne la viabilità: ponti e viadotti non hanno avuto lesioni e la protezione civile esclude rischi. Le scuole intanto, già chiuse oggi lo resteranno anche domani. Al centro operativo della protezione civile di Barberino di Mugello si sono riuniti, con i tecnici, i sindaci dei comuni colpiti, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, la prefetta Laura Lega, il sindaco della Città Metropolitana Dario Nardella. Situazione sotto controllo secondo il parere di tutti, ma anche grande attenzione. Intanto, per tutta la giornata è proseguita davanti al comando locale dei pompieri la fila di abitanti che, rimasti fuori casa per motivi di sicurezza, dopo la paura ora fanno i conti con l’incognita del rientro nella propria abitazione.(

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