Toscana: da investimenti esteri 25 miliardi fatturato e 56mila addetti

Toscana: da investimenti esteri 25 miliardi fatturato e 56mila addetti

Secondi i dati del Financial Times  nell’ultimo quinquennio  la Toscana, dopo Lombardia e Lazio, è stata la terza regione per investimenti diretti esteri in Italia. Secondo un’altra analisi di Ernst & Young  la Toscana è stata addirittura la seconda regione in Italia, dopo la Lombardia, per capacità di attrarre investimenti dall’estero.

Nell 2019, solo nel primo semestre si sono conclusi 50 investimenti per un valore di circa un miliardo di Euro. Sugli investimenti esteri nella nostra regione e sulla presenza delle multinazionali, si è fatto gogo il punto in un seminario a palazzo Strozzi Sacrati. Le società straniere presenti nella regione e che fanno capo a 509 diverse multinazionali a controllo estero sono 714. Un numero in progressiva  crescita: per il 59 per cento si tratta di gruppi che hanno la testa in Unione Europea, il 17 per cento in America settentrionale e il 9 per cento in Asia orientale. Il 29 per cento appartiene al manifatturiero, il 20 per cento opera nel commercio all’ingrosso. In tutto queste imprese generano, in Toscana, qualcosa come  25 miliardi di fatturato l’anno ed impiegano quasi 56 mila addetti, contribuendo, a seconda che si considerino solo i settori produttivi o anche il terziario, dal 5 al 10 per cento sul Pil regionale secondo ancora l’Irpet, che sulle multinazionali presenti in Toscana e sul loro ruolo sta conducendo una ricerca i cui risultati si conosceranno nei prossimi mesi. Per numero di imprese, la prima nazione investitrice in Toscana è la Francia (120 le società presenti), seguita da Stati Uniti (115) e Germania (80). Se si guarda al fatturato gli Stati Uniti salgono sul podio più alto (oltre 9 miliardi di euro) e subito dopo arrivano la Francia (quasi 6 miliardi, ma prima per addetti con oltre 13 mila dipendenti) e il Regno Unito (2,8 miliardi). La Cina è decima. Alcuni dati significativi degli ultimi ani: c’è espansione nel settore farmaceutico di Eli Lilly (450 milioni di investimenti dal 2010), il piano di transizione energetica di Solvay (100 milioni), il programma di ricerca “Galileo” di Nuovo Pignone (200 milioni). E poi gli investimenti in siderurgia, moda, carta, nautica, energia, ferroviario, tessile, agrifood, oro, digitale, marmo e molti altri settori ancora. Ma perché le multinazionali  scelgono la Toscana? la rispoista è semplice ma non scontata:  lo fanno per la qualità della ricerca, la competenza della forza lavoro, la coesione sociale e la stabilità istituzionale.

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