Toscana: quarta regione italiana per arresti mafia

Toscana: quarta regione italiana per arresti mafia

Negli ultimi tre anni la Toscana è risultata la prima regione italiana, dopo Calabria, Sicilia e Campania, per numero di soggetti arrestati, ben 223, o denunciati con aggravante mafiosa.

Quattro le province in Toscana che negli ultimi anni hanno mostrato un più elevato rischio di penetrazione criminale: Grosseto, Livorno, Prato e Massa Carrara. In particolare, quest’ultima, presenta un aumento in tutti gli indicatori e anche di intimidazione e violenza criminale, mentre Prato si distingue per i reati di riciclaggio.

Nonostante questo non è rilevata una “colonizzazione stabile da parte delle mafie”, e le condanne per associazione di stampo mafioso restano limitate. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla presidenza, Vittorio Bugli, illustrando oggi in Consiglio regionale il ‘Secondo rapporto sui fenomeni di criminalità organizzata e corruzione in Toscana’, realizzato dalla Regione e dalla Scuola Normale di Pisa.

“La mafia circola in Toscana – ha spiegato Bugli – e sono 78 i clan che hanno avuto o hanno proiezione criminale nella regione”, soprattutto legate al mercato degli stupefacenti, che “è il più significativo”. In Toscana i “clan puntano sul controllo del mercato più che sul controllo territorio”, con modelli organizzativi diversi, in cui “i legami criminali perdono parte della rudezza del rapporto criminale classico”.

“L’attività preferita in Toscana – aggiune Bugli – è il riciclaggio e l’occultamento dei capitali. I dati parlano di un aumento del “+35% dei beni confiscati: di questi l’86% sono immobili e il 14% aziende di settori come immobiliare, turismo, ristorazione e commercio, mentre – conclude – risultano in calo le confische nel settore costruzioni”

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