Treni Pontremoli-Firenze, Ceccarelli: “Nessuna modifica in vista. Da FI polemica strumentale”

FIRENZE – "Da quanto leggo sulla stampa locale della Lunigiana è evidente che sulla questione dei treni Pontremoli-Firenze non sono riuscito a spiegarmi, oppure c'è qualcuno che non vuol capire", lo ha detto l'assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli tornando a parlare dei presunti tagli ai collegamenti tra Pontremoli e il capoluogo regionale in risposta al vice coordinatore regionale di Forza Italia Jacopo Ferri.   
 
"Per fugare ogni dubbio, anche quelli dei più scettici - precisa Ceccarelli - sono costretto a ripetere che non sono in programma  tagli ai servizi Pontremoli-Firenze con il cambio orario di giugno, nè con quelli successivi. Al contrario di quello che si cerca di far credere l'Accordo Quadro che presto sarà firmato con RFI pone le condizioni per poter, in futuro, effettuare modifiche se queste serviranno per venire incontro alle esigenze trasportistiche locali. E', infatti, mia abitudine condividere con i territori le eventuali modifiche agli orari ed ai servizi di tpl, perchè l'obiettivo comune deve essere quello di fornire un servizio sempre più efficiente e commisurato alle esigenze di mobilità".
 
"Nessuno - aggiunge Ceccarelli - può chiedere di far viaggiare treni che in pochissimi utilizzano, magari impedendo di attivare servizi oggi mancanti. Comunque, come credevo di aver chiarito, tutte le ipotesi future di cambiamenti alla programmazione sulla tratta in questione saranno condivise con le amministrazioni territoriali e i comitati dei pendolari".
 
"Ricordo anche a  Ferri - conclude l'assessore - che l'unico taglio al trasporto pubblico locale, anche ferroviario, è stato fatto dal Governo Berlusconi con il decreto legge 78/2010 di Tremonti. Taglio che in Toscana non si è tradotto in riduzione di servizi solo perchè la Regione fece fronte con il proprio bilancio alle minori risorse trasferite. Tanto che, ad oggi, la Toscana resta la regione italiana con il più alto numero di treni programmati rispetto alla popolazione residente".

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