Treno della memoria, la commemorazione di Birkenau

BIRKENAU - "Il nostro Mediterraneo è ormai una grande fossa comune. Non possiamo continuare a vivere sicuri nelle nostre tiepide case facendo finta di nulla. Il Giorno della Memoria deve accompagnare le nostre riflessioni e i nostri comportamenti ogni momento della nostra vita. Se, come diceva Primo Levi "comprendere è impossibile, conoscere è necessario", per questo organizziamo il Treno della Memoria ormai da 15 anni". Appena finito il discorso di Ugo Caffaz, animatore da sempre del viaggio toscano ad Auschwitz, uno scrosciante e commovente applauso, attutito dai guanti, ha riempito il piazzale antistante il Monumento internazionale di Birkenau, vero e proprio simbolo per il più grande cimitero senza corpi esistente al mondo.

Pochi istanti prima i ragazzi e le ragazze del Treno avevano letto, uno per uno, oltre 560 nomi dei nomi dei deportati nel campo, molti dei quali vittime dello sterminio nazista. A Birkenau gli studenti sono arrivati nella prima mattinata, direttamente dalla stazione ferroviaria di Oswiecim, tappa di arrivo del convoglio partito ieri da Firenze.

Ad accompagnare la delegazione toscana le sorelle Andra e Tatiana Bucci, sopravvissute di Auschwitz, e Gilberto Salmoni, scampato alla morte nel campo di Buchenwald. E proprio i tre hanno commosso con i loro racconti tanti ragazzi che per la prima volta si sono confrontati con l'efficace, ma allo stesso tempo assurda "burocrazia" e "industria" dello sterminio, come l'ha definita nel suo intervento la vicepresidente Monica Barni. Molte le lacrime versate con dignità dai giovani studenti, molti gli abbracci per affrontare insieme una realtà a cui erano stati a lungo preparati ma che non può non sconvolgere.

La visita al campo di Birkenau è stata, come detto, la prima tappa del viaggio Treno. Nel pomeriggio al teatro Kijow di Cracovia è organizzato infatti il confronto diretto tra studenti, insegnanti e testimoni della deportazione. Domani la visita ad Auschwitz, quando tutta la delegazione toscana varchera' il cancello con la nota scritta "Arbeit macht frei".

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