Turismo, Ciuoffo: “Conservare la qualità del paesaggio, delle opere d’arte e dell’umanità dei toscani”

FIRENZE - Un seminario di riflessione sul momento di grande trasformazione del settore turistico, e di condivisione del lavoro intenso svolto da parte degli uffici della Giunta e del Consiglio per rimodellare complessivamente la governance del turismo. Lo ha aperto oggi l'assessore regionale a turismo e attività produttive Stefano Ciuoffo, dopo il saluto di Carlotta del Bianco, vicepresidente della Fondazione Romualdo del Bianco, seguito dagli interventi di Enrico Conti dell'Irpet, Alberto Peruzzini, direttore di Toscana promozione turistica, Stefano Romagnoli, dirigente regionale, e Paolo Chiappini, direttore di Fondazione Sistema Toscana. A concludere i lavori è intervenuto Francesco Palumbo, direttore generale Turismo del Mibact.

L'assessore è partito da un riepilogo di quanto finora fatto: "Innanzi tutto l'analisi delle funzioni un tempo delle province per riallocarle nella responsabilità degli enti locali e della Regione, con attenzione al personale ex-provinciale in modo da non disperdere il patrimonio di competenze che è essenziale per la gestione dei percorsi, dei flussi, del monitoraggio e per tutta la parte statistica, un settore questo su cui va fatto un salto di qualità in modo da leggere approfonditamente il fenomeno turistico. Secondo filone, il rimodellamento incisivo dello strumento dell'agenzia con la formazione di Toscana Promozione Turistica che si occupa esclusivamente di turismo. E, terzo punto, l'aggiornamento normativo con il lavoro fondamentale del nuovo Testo unico che questo mese verrà consegnato alle commissioni consiliari nella sua forma e stesura prossima a essere definita e che, dopo la pausa estiva, spero sarà oggetto di discussione rapida approvazione".

Un testo nuovo che parla a un mondo nuovo rispetto al 2000, "un mondo – ha detto Ciuoffo - che è stato attraversato e oggi occupato dalla sharing economy, che non esisteva 16 anni fa. Il nostro testo parla di regole ma anche di valori. Cerchiamo di costruire insieme, con un confronto accurato con le categorie economiche, un turismo sostenibile, cerchiamo di trovare la misure e il taglio con cui questa grande opportunità che la Toscana può giocare – la tendenza stimata del 2016 è di un più 3% di turisti - possa essere declinata mantenendo alto il valore della nostra cultura e del nostro patrimonio e la condivisione con le comunità locali. Un altro elemento, questo, che rischia sotto la pressione importante dei flussi, di essere messo a rischio anche nelle grandi città d'arte. La legge cui stiamo lavorando vuole un turismo accessibile, competente e sostenibile in tutto il territorio regionale, dai piccoli borghi al centro delle grandi città d'arte".

"La finalità – ha sottolineato l'assessore - è di adeguare rapidamente, dotandoci degli strumenti necessari, questa attività di impresa alle necessità della continua trasformazione che il settore ha subito negli ultimi sedici anni dall'ultima legge oggi ancora in vigore. Abbiamo  bisogno di nuove regole, ma ha anche di una nuova visione rivolta al futuro, di un modello con cui riusciamo a qualificare e non a subire il peso dei flussi turistici. Dobbiamo comunicare non solo belle immagini, ma anche contenuti, e questo richiede una crescita culturale da parte di tutti i soggetti coinvolti. Non possiamo essere solo dei contenitori, dobbiamo trasmettere a chi ci visita anche i valori fondanti delle nostre comunità".

Il seminario odierno è stata anche l'occasione "per un confronto diretto con il piano strategico nazionale che vede un ministero finalmente impegnato nel ruolo che gli compete, la promozione di questo straordinario patrimonio a livello mondiale attraverso la rinnovata agenzia Enit. Vogliamo che la nostra visione faccia parte in maniera organica del progetto nazionale".

"Nel frattempo – ha aggiunto l'assessore regionale - abbiamo intercettato altri problemi, ad esempio quello delle concessioni balneari, oggetto oggi di un confronto spero facilmente risolvibile, ma che però il 14 luglio prossimo subiranno la sentenza della Corte europea, con l'ormai atteso e quasi certo annullamento della proroga che, se non arriverà un intervento tampone, metterà i concessionari nella posizione di non avere alcuna certezza per il futuro. Ma la legge tampone arriverà, spero raccogliendo le indicazioni che la legge toscana oggi ancora in vigore ha tracciato e condiviso con le associazioni di categoria".

In merito all'impugnazione del governo della legge regionale, Ciuoffo ha precisato che alla Regione premeva marcare un punto: "Ritenere equo, etico che le concessioni siano date al gestore, a chi ci mette la fatica e il sudore, a chi investe direttamente del proprio e non dare concessioni a chi dalla comoda poltrona di una città europea possa subaffittarle dopo averle ottenute. Ci sembrava che su beni demaniali si potesse creare ricchezza, ma con il proprio lavoro e non con una posizione di rendita. E se questo collide con qualche norma mi interrogherei sul valore della norma stessa, e non sulla posizione espressa dalla Regione, che chiede che questa si traduca nel riconoscimento di un elemento preferenziale verso chi si impegna alla gestione diretta. Siamo inoltre convinti che debba essere riconosciuto al concessionario uscente il 90% del valore dell'azienda e dei suoi beni amovibili, cioè tutto ciò che sta nel soprasuolo e può essere rapidamente rimosso. La disciplina Toscana, e qui forse sta il fraintendimento, non intende riconoscere indennizzo per gli immobili inamovibili che alla scadenza della concessione producono naturale arricchimento del bene demaniale".

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