Turismo, Ciuoffo: “In Toscana siamo affamati di buoni risultati”

FIRENZE - "In Toscana siamo affamati di buoni risultati. E vogliamo trasmettere in maniera sempre più efficace i valori del nostro patrimonio culturale e ambientale a chi ha sete di conoscerli. Per farlo serve un approccio strutturale e un efficace gioco di squadra, un grande progetto industriale per governare un settore, quello turistico, che rappresenta il 10% del Pil regionale e per far conoscere la Toscana tutta, alla cui promozione dedichiamo ogni anno circa 3,5 milioni di euro".

Lo ha detto l'assessore regionale al turismo, Stefano Ciuoffo, concludendo al Teatro della Compagnia di Firenze "Destinazione Toscana 2020. Sviluppo turistico sostenibile per la valorizzazione delle identità e dei patrimoni", l'iniziativa organizzata dalla Regione e da Toscana promozione turistica, per presentare agli amministratori pubblici e agli operatori del settore il documento operativo strategico per il turismo toscano.

"Riteniamo necessaria – ha aggiunto l'assessore – la ristrutturazione organica di un settore che un tempo era affidato alla contemplazione delle nostre bellezze e che per questo ha subìto anche un arretramento delle presenze e dell'interesse sui siti mondiali. Eppure abbiamo una squadra straordinaria, che per anni non ha giocato o lo ha fatto per il pareggio. Oggi i nostri talenti devono trasformarsi in un collettivo capace di vincere, perché unito dall'obiettivo di far conoscere il nostro patrimonio e di produrre al contempo ricchezza".

L'assessore ha annunciato che il regolamento di attuazione della nuova legge regionale sul turismo è ormai pressoché ultimato e che "ha strumenti agili che ci permetteranno di raggiungere il risultato che vogliamo. Ha poi parlato di accessibilità, di superamento delle barriere architettoniche e di quelle rappresentate dall'ignoranza, di sostenibilità e della necessità di "far diventare irripetibile l'esperienza di chi viene in Toscana".

"Dobbiamo ricercare – ha concluso Stefano Ciuoffo – il giusto equilibrio tra la domanda e ciò che il territorio può sopportare, dicendo no a soluzioni di emergenza come il numero chiuso. No ai divieti e sì ai progetti di promozione di tutti i territori e di tutte le opportunità, per alleggerire la pressione turistica su ciò che è già ben conosciuto. Insomma vogliamo far meglio ciò che già facciamo abbastanza bene, passando dalla fase di indagine a quella che prevede di dare struttura alla rete rappresentata dai nostri territori e dalle associazioni di categoria, per una coordinata azione d'impresa, che segua un metodo efficace. Se ci fermiamo e non siamo protagonisti del cambiamento, saremo destinati a perdere posizioni".

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