Ue boccia Italia per concessione A12, Rossi: “Ora non ci siano nuovi ritardi, basta prendere in giro un territorio”

FIRENZE - "E adesso non si dia la colpa a Bruxelles per far ritardare ancora i lavori per la realizzazione e la messa in sicurezza di una infrastruttura autostradale assolutamente necessaria per la costa". Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ammonisce contro il rischio che il deferimento dell'Italia davanti alla Corte di giustizia europea per le concessioni senza bando di gara rilasciate alla SAT possa creare nuovi ostacoli alla realizzazione del corridoio tirrenico.

"Evidentemente – dice Rossi commentando la richiesta della Commissione Ue - non si è fatto quanto si doveva per evitare questo spiacevolissimo giudizio di Bruxelles sul governo italiano, non si sono dati i chiarimenti necessari, non si sono presi i provvedimenti per evitare che questo avvenisse. Credo – continua - che nelle prossime settimane avrò un incontro con il ministro Delrio e a lui manifesterò questa esigenza assoluta: che non ci sia nessun nuovo ritardo e che si proponga una soluzione, che garantisca, con il minor impatto ambientale e sociale possibile, quattro corsie per mettere in sicurezza una strada che ha indici di mortalità tra i più alti d'Italia".

"Altrimenti - prosegue - penso che un giorno, lo dico scherzando ma non troppo, dovremo convocare il governo davanti alla corte dei cittadini della costa, condannata da decenni di ritardi da parte di Roma ad una situazione di carenza infrastrutturale, di marginalità e di difficoltosa mobilità che si riflette non solo nel grossetano, ma anche nelle altre aree con forti problemi di sviluppo e di tenuta occupazionale come Piombino, Livorno, Massa e Carrara. Mi batto da anni per una soluzione di questo problema e da parte dell'esecutivo nazionale non si è stati in grado non dico di realizzare un centimetro di asfalto, ma neanche di fare seria manutenzione. Sono sicuro – afferma Rossi - che il ministro saprà proporci soluzioni rapide e convincenti".

"Scriverò a tutti i deputati della Toscana, di maggioranza e di opposizione, - annuncia infine Rossi - affinché si facciano sentire con il governo e facciano cessare questa autentica presa in giro che si trascina ormai da decenni verso un territorio e una regione che hanno diritto di essere rispettati".

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