Un terzo delle esportazioni italiane del settore pelletteria sono toscane

FIRENZE - Quarantamila addetti: il 13,5 per cento di tutti quelli del manifatturiero.  A tanti ammontano gli occupati in Toscana nella pelletteria, il settore industriale quantitativamente più importante della regione che contribuisce con poco meno del 9 per cento al valore aggiunto prodotto e pesa quasi il 10 per cento sull'export complessivo toscano. Conciario e calzature comprese.

La pelletteria è uno dei volani del sistema economico regionale e una punta di eccellenza anche nel panorama nazionale: un terzo delle esportazioni pellettiere italiane (il 32,78%) sono infatti toscane.

Dopo la crisi del 2008 e 2009 anche il settore della pelletteria aveva subito un contraccolpo negativo. Poi però l'export ha ripreso ad impennarsi e dal 2009 ad oggi è di fatto più che raddoppiato, con un grande contributo alle esportazioni di tutta la regione in questi anni e recuperando ampiamente le perdite. Fatta base 100 infatti (fonte Irpet) dell'export  nel 2007, ovvero prima della crisi, le esportazioni a prezzi correnti valgono oggi 180 per la pelletteria e poco meno di 120 nel complesso. Solo nel 2016 il settore ha registrato un lieve calo (-4,64%), seguito però da un'immediata ripresa nei primi mesi del 2017 con un parziale che vede nel primo trimestre  un balzo del 15,45 per cento.  

I principali mercati di sbocco sono quelli europei, al cui interno spiccano la Svizzera e la Francia. La Svizzera è però un mercato intermedio, come per l'Asia è Hong Kong che è terza nei mercati prima di Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Giappone e Cina.

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