Una mostra per immagini su Sandro Pertini da oggi alle Oblate

FIRENZE – Una mostra di immagini per ricordare, ma soprattutto per far ricordare alle generazioni più giovani la grande figura del "presidente più amato dagli italiani", quel Sandro Pertini che ha legato il suo nome alle vicende più difficili della storia nazionale del '900 e a quella del suo movimento operaio.

 

La mostra è stata inaugurata stamani alla presenza della vicepresidente e assessora alla cultura Monica Barni e della vicesindaca Cristina Giachi presso la Biblioteca delle Oblate di via dell'Oriuolo, e sarà aperta fino al 20 ottobre; la realizzazione è dovuta alla Fondazione di studi storici Filippo Turati-Centro studi e documentazione Sandro Pertini ed a cura del Professor Stefano Caretti e del professor Maurizio Degl'Innocenti.

 

"Pertini non ha bisogno di presentazioni, verrebbe da dire. Ma è davvero così?- si è chiesta Monica Barni -. Ho provato a chiederlo a due liceali diciottenni: uno l'aveva sentito appena nominare, l'altro non sapeva proprio chi fosse. Per questo la Regione ha voluto fortemente questa mostra pensando a loro, ai giovani di oggi che non hanno avuto la fortuna di poterne apprezzare la statura morale come accaduto anche per chi, negli anni Settanta, era ancora un bambino".

 

"Il nostro obiettivo è far circolare le immagini che i due curatori, che ringrazio davvero, hanno organizzato ricreando il percorso di vita di un uomo ancora d'esempio per tutti per la coerenza e la fedeltà a se stesso e ai propri ideali. Un obiettivo che raggiungeremo se sapremo sollecitare l'interesse di tante amministrazioni in Toscana e in Italia, sensibili al richiamo di una personalità parte integrante della Storia (quella con la esse maiuscola) di questo Paese".

 

"Mi sembra che sia nel momento storico colmo di incertezze che stiamo vivendo che ci sia più bisogno del punto di riferimento offerto dall'azione e dal pensiero di Sandro Pertini – ha concluso la vicepresidente – mentre ci sforziamo di combattere ancora intolleranza, guerre, miserie e intolleranza".

 

 

 

 

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