Venezia: “l’alluvione è anche frutto di un uso sconsiderato del suolo”

Venezia: “l’alluvione è anche frutto di un uso sconsiderato del suolo”

Non solo eventi atmosferici ‘estremi’ ma anche lo sfruttamento delle falde all’origine dell’acqua alta ‘monstre’ che ha messo in ginocchio la Serenissima. INTERVISTA CON RICCARDO MARTELLI, presidente Ordine Geologi Toscana

Il fenomeno dell’acqua alta  si manifesta quando soffiano a lungo venti provenienti da sud-sud-est, come lo scirocco, di forza superiore ai 25 chilometri all’ora. Sono questi venti che spingono l’acqua marina all’interno della laguna. L’ingresso dell’acqua avviene attraverso le bocche aperte nel lungo cordone di sabbia che, da Chioggia a punta Sabbioni, fa da barriera tra l’Adriatico e il bacino lagunare. Poiché il bacino è molto poco profondo, esso è costretto ad accogliere molta più acqua di quella che può contenere: il livello perciò si alza fino a sommergere strade e piazze di Venezia.

Ad aggravare il fenomeno concorrono l’influenza della Luna, che provocando le maree alza il livello dell’Adriatico (il massimo di acqua alta, infatti, si verifica quando si ha l’alta marea), e le piene dei fiumi Adige e Po: la grande quantità d’acqua che essi scaricano, soprattutto d’inverno, nelle immediate vicinanze della laguna viene spinta anch’essa dal vento verso l’interno.

Ma c’è anche, come sempre, una concausa legata allo sfruttamento intensivo delle risorse da parte dell’uomo, in questo caso le falde acquifere. ASCOLTA L’INTERVISTA

 

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