Via Francigena toscana, l’unico tratto italiano interamente fruibile in sicurezza

FIRENZE - L'itinerario della Francigena è stato introdotto per la prima volta nel 1994; dieci anni dopo viene promosso come Grande Itinerario Culturale e dal giugno 2014, data dell'apertura ufficiale, diventa un prodotto turistico dall'elevato tasso di attrattività tanto che, secondo i dati Istat, il 13% del movimento turistico regionale è attribuibile ai comuni del tratto toscano.

La Regione nel 2009, avviando la creazione di un vero e proprio prodotto turistico, ha redatto il Master Plan con il quale, oltre ad un primo finanziamento di 3,3 milioni di euro, è stata adottata una metodologia innovativa per la costruzioni del 'prodotto' condividendo le scelte sulla tipologia di interventi da realizzare con diversi soggetti (istituzioni, associazioni) ma anche coinvolgendoli nel cofinanziamento degli stessi.

Pochi anni dopo, con l'adozione del Piano Operativo 2012-2014, sono state corrette alcune delle carenze del Master Plan e messi a disposizione 13 milioni di euro di risorse regionali per fare della Francigena un percorso non soltanto fruibile in totale sicurezza ma anche, appunto, un prodotto turistico di grande fascino.

Attualmente infatti il tracciato è l'unico dell'intero percorso italiano, ad essere interamente fruibile in sicurezza e ben segnalato. Tra gli interventi effettuati da sottolineare anche la creazione di aree di sosta attrezzate, punti di approvvigionamento di acqua potabile e servizi dedicati, oltre alla realizzazione di interventi di ingegneria naturalistica per la sua valorizzazione. Da segnalare anche la realizzazione di una rete WiFi che attualmente si compone di 57 Hotspot dislocati in 19 comuni lungo il percorso, con un progetto in corso di estenderla con altri 30 punti.

L'offerta ricettiva (calcolata in un raggio di 1km dal tracciato escursionistico) conta 1200 strutture con netta prevalenza dell'extralberghiero (il numero arriva a 2600 se consideriamo le strutture nei comuni attraversati). Il percorso ufficiale, da Canterbury a Roma, è lungo 1800 km ed articolato in 79 tappe attraverso 4 Paesi (Inghilterra, Francia, Svizzera, Italia). Quello italiano attraversa 7 regioni e 140 Comuni con 44 tappe mentre il tratto toscano, 370 km, attraversa 38 Comuni per complessive 15 tappe. Tenendo una media di 25 km al giorno (a piedi) il tratto toscano è percorribile in 15 giorni.

Recentemente, con delibera di giunta, la Regione ha approvato i tre tipi di tracciato: escursionistico, in bici e a cavallo ed inviato al MIBACT la richiesta di riconoscimento ufficiale all'interno del percorso italiano.

Riguardo ai flussi turistici, non esistono attualmente studi e statistiche precise. A parte il dato indicato da Istat relativamente all'incidenza sul movimento turistico regionale pari al 13%, si può osservare come negli ultimi tre anni, in concomitanza con il procedere degli interventi di infrastrutturazione e messa in sicurezza, il movimento stesso sia cresciuto in modo consistente fino a poter parlare, secondo stime approssimative, di circa 150mila pernottamenti riconducibili a circa 20mila fruitori nel 2014 (una stima relativa al 2010 indicava circa 3000 fruitori).

Sempre nel 2014 l'Università di Firenze ha condotto alcune rilevazioni con lo scopo di inquadrare meglio il profilo dei fruitori. Ad esempio relativamente all'età viene smentita l'opinione che questi siano soprattutto anziani: gli over 50 restano comunque la fetta più cospicua (53%) ma interessante è il fatto che più di un fruitore su 4 ha meno di 35 anni.

La motivazione più forte a intraprendere un viaggio non è quella religiosa (28% dei casi) bensì quella legata all'incontro e allo scambio di esperienze (37%). Per seguire il percorso, malgrado l'invasione di ausili tecnologici, prevalgono ancora le mappe cartacee (56%). La provenienza degli escursionisti per tre quarti è italiana ma gli stranieri sono in netta crescita, soprattutto francesi ma anche tedeschi, spagnoli, olandesi e inglesi. Infine, sulla scelta di fare un'esperienza sulla Francigena prevalgono il passaparola, sia attraverso amici che attraverso il web (74%).

 

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