🎧 Pellicciari: “La PaD ci svela il rischio di una democrazia svuotata”

🎧 Pellicciari: “La PaD ci svela il rischio di una democrazia svuotata”

Da mesi viviamo in un regime di democrazia bloccata, senza partecipazione. Quali sono i rischi della PaD (politica a distanza)? lo abbiamo chiesto al professor IGOR PELLICCIARI, docente di relazioni internazionali ad Urbino ed alla Luiss G.Carli

“In diversi contesti nazionali, parlamenti e governi hanno potuto continuare a “riunirsi” e deliberare (anche) attraverso l’innovazione dei regolamenti e l’ausilio (temporaneo) delle “piattaforme”. In tempi di restrizioni agli spostamenti, i cittadini hanno potuto votare a distanza: via posta o via web. Hanno trovato nello spazio online nuove opportunità di partecipazione. Più di quanto fosse già avvenuto in epoca pre-pandemica, sono così emerse forme inedite di mobilitazione immobile. Contaminazioni tra online e offline” dice il professor Pellicciari.

“La politica, tuttavia, non può esaurirsi nella dimensione individuale” aggiunge Pellicciari . “Alla lunga, nessuna piazza virtuale, per quanto sconfinata, contiene la stessa spinta politica di quella reale. Una piattaforma online non accoglie la spinta politica di un’agorà fisica, né le permette di esprimersi. Svariati Leader politici carismatici, al pari degli influencer star dei social, hanno perso smalto nel periodo del primo lockdown. Confinati nel cyberspazio, distanziati dal loro popolo, hanno perso la “connessione” con i loro follower”.

“Nelle relazioni internazionali, l’ingresso della PAD ha segnato più involuzione che evoluzione rispetto alle abitudini pre-pandemiche. Tra gli aspetti negativi delle liturgie istituzionali da remoto, vi è stata la debolezza di contenuti di eventi e summit on-line, accomunati da ridondanza e bassa efficacia decisionale” prosegue Pellicciari.

Che sottolinea “a  venire meno nella stagione 2020\21 è stata la portata politica degli eventi internazionali, per un intreccio di motivi sia organizzativi che simbolici. Summit a distanza hanno annullato occasioni di confronto, mediazione e negoziazione a latere degli eventi ufficiali, in genere sconosciute alle cronache ma decisive per l’aiuto che danno al continuo ricalibrarsi delle politiche estere a confronto La debolezza dell’evento internazionale in remoto non è stata tanto nell’assenza fisica dei leader, quanto delle delegazioni che in genere viaggiano al loro seguito, protagoniste assolute di un dietro le quinte denso di sostanza diplomatica, venuto oggi completamente a mancare”.

“Infine -conclude Pellicciari- ad aggravare il senso di inconsistenza della PAD in politica estera è stata la scoraggiante banalità delle raffigurazioni e coreografie ufficiali a corredo degli eventi, come quella del leader di Governo seduto compunto al tavolino davanti ad un televisore, simile ad un candidato ad un colloquio di lavoro o ad uno studente un po’ attempato collegato da casa. Se in un summit da remoto il collegamento web è disturbato, si tratta di un disguido tecnico; invece Ursula Von der Leyen che resta senza sedia ad Ankara è uno schiaffo alla Ue. Politico, proprio perché avvenuto in presenza”.

 

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