Ristoratore suicida: protesta colleghi, non cada dimenticatoio 

Ristoratore suicida: protesta colleghi, non cada dimenticatoio 

“Ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni: da mesi denunciamo le difficoltà che ci ritroviamo a vivere tutti quotidianamente, fino ad oggi nessuno ci ha ascoltati. Chiediamo che questi drammi non cadano nel dimenticatoio perché quanto successo non accada mai più. Perché a noi sembra che dopo pochi giorni le istituzioni si siano già dimenticate di questa tragedia”. Lo ha affermato Pasquale Naccari, portavoce del gruppo Ristoratori Toscana, al presidio di oggi a Firenze in ricordo di Luca, il ristoratore fiorentino morto suicida lo scorso 22 agosto.

Secondo il rappresentante del gruppo, “gli unici che ci hanno provato a dare una mano sono state le istituzioni comunali, concedendo per esempio i tavolini all’aperto. Ma per il resto nessun aiuto concreto è arrivato. E non siamo i soli a non aver avuto sostegni: tutto il commercio, ambulanti, tassisti, partite Iva”.
Una delegazione di Ristoratori Toscana è stata poi ricevuta dall’assessore regionale al commercio Stefano Ciuoffo. “Gli abbiamo portato tutte le nostre richieste – spiega Naccari – intanto, un numero verde per aiutare, tramite commercialisti, avvocati e specialisti, chi è in difficoltà, un aiuto economico per chi non ce la fa ad andare avanti con la sua attività e, ancora, indennizzi per le attività chiuse per quarantena, il blocco dei leasing ed il rinvio delle rate. Infine, non dimentichiamoci che l’accesso al credito è fermo al palo e questo è inammissibile”.
Per il fratello del ristoratore suicida, “le uniche persone che ci sono state vicine sono qua in piazza”, “oltre al sindaco Dario Nardella e al suo staff, a Confcommercio, a lavoratori autonomi e partite Iva; Confcommercio ha fatto anche un fondo per i bambini (i due figli del fratello deceduto, suoi nipoti, ndr). Per il resto non ho visto niente”. “Vado avanti – ha concluso – perché ho da fare veramente tante cose, e pensare ai due bambini di mia cognata”.

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