Ambiente: Fridays For Future Italia scrive una lettera al governo per un piano alternativo

Ambiente: Fridays For Future Italia scrive una lettera al governo per un piano alternativo

La settimana scorsa è uscita un’analisi del Guardian che dice che il Recovery Plan dell’Italia sarà il peggiore in Europa dal punto di vista ambientale, uno dei 4 peggiori di tutto il G20.

Fridays for future ha scritto, con gli scienziati del CNR e i professori universitari una lettera al governo, proponendo un Recovery Plan alternativo in 7 punti.
“L’idea di base che vogliamo far passare è che il Recovery Plan vuole delineare l’Europa dei prossimi 70 anni, per cui non può essere scritto solo da 70enni. Le reazioni di fronte alla pandemia ci hanno mostrato che la crisi climatica non è mai stata trattata come una crisi. Eppure entrambe riguardano tutti quanti, colpendo le categorie più fragili con maggiore violenza. E per entrambe le soluzioni coincidono con grandi cambiamenti su scala globale.
Come per la pandemia, l’inazione si paga duramente. La differenza è che, superato il punto
di non ritorno, non avremo nessun “vaccino” per salvarci. Ci troviamo quindi in un momento cruciale; tuttavia, i pacchetti di stimolo approvati dal nostro paese sono stati “i peggiori in Europa” dal punto di vista climatico ed ecologico, e tra i quattro peggiori di tutto il G20. Tra sette anni, ai livelli di emissioni attuali, avremo finito il Budget di CO2 che ci dà il 67% di possibilità di limitare il surriscaldamento globale entro 1.5°C rispetto ai livelli preindustriali. La comunità scientifica ci dice chiaramente che un mondo più caldo di oltre 1.5 mette a rischio le nostre stesse condizioni di vita, e neanche le migliori tecnologie – che comunque non abbiamo ancora sviluppato – potranno invertire i processi che si innescheranno”.
È questo il messaggio del Green Stimulus Index elaborato da Vivid Economics, che analizza quanto i pacchetti di stimolo post Covid dei vari paesi favorirebbero la transizione ecologica.
I sette punti che non devono mancare sono consultabili al sito.

“Inserire la parola “green” nel Recovery Plan non significa agire per il clima. Non ci importa
quante volte la ripetete. Ciò che ci importa è vedere degli obiettivi chiari, e che vengano
raggiunti. D’altronde, quando noi studenti facciamo un esame, non ci viene chiesto quante
ore abbiamo passato sui libri, ma di dimostrare che abbiamo raggiunto dei risultati e appresogli argomenti. Il tempo sta scadendo. Questa è la nostra ultima possibilità. Tutto il resto è propaganda”. Conclude la lettera.

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