Arezzo, parla teste: “quando ho saputo della morte di Martina andai dai carabinieri”

Arezzo, parla teste: “quando ho saputo della morte di Martina andai dai carabinieri”

Lo ha detto in aula durante il processo in corso al tribunale di Arezzo, Mattia, il 29enne di Urbino che Martina Rossi aveva conosciuto in discoteca poco prima della tragedia.

“Martina era una ragazza normale. Si stava divertendo in Spagna. Era allegra. Aveva un vestitino verde, lo ricordo perché è il mio colore preferito. Abbiamo parlato della vacanza e anche di arte perche io ho un tatuaggio di Dali’ su un polso ed era il suo artista preferito. Era serena”.

La ragazza è morta precipitando dal sesto piano il 3 agosto 2011 a Palma di Maiorca e della cui morte sono ritenuti responsabili in conseguenza di un tentativo di stupro due giovani aretini, Alessandro Albertoni e Luca Vanneschi che aveva conosciuto in discoteca poco prima della tragedia.
Davanti al collegio presieduto dal giudice Angela Avila, il teste ha proseguito: “Ci siamo baciati. Quando ci siamo salutati, le ho lasciato il mio contatto Facebook. Ho saputo tramite la trasmissione televisiva ‘Chi l’ha visto?’ che Martina era morta e che mi stavano cercando. E mi sono presentato spontaneamente dai carabinieri”.

“La dinamica della caduta di Martina Rossi dal sesto piano dell’hotel Sant’Ana di Palma di Maiorca (Spagna) il 3 agosto 2011 è incompatibile con un suicidio”. Lo ha detto il perito del pm, Marco Sartini, al processo in corso per la morte della studentessa genovese.

“Se invece si fosse gettata dal balcone – ha detto – o qualcuno l’avesse spinta, la traiettoria avrebbe dovuto essere più arcuata, e il punto di impatto sul terreno sarebbe stato più distante rispetto al balcone della camera 609 che era occupata dai due aretini”.

 

 

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