Manifestazione dei giornalisti toscani a Firenze il 1 giugno

Manifestazione dei giornalisti toscani a Firenze il 1 giugno

Previsto una manifestazione a Firenze per sviluppo del settore giornalistico e contrasto al precariato. Presidio l’1 giugno organizzato da Ast e OdG Toscana.

La manifestazione è programmata l’1 giugno alle 11.00 in via Cavour a Firenze, davanti a prefettura e Consiglio regionale. L’iniziativa è stata organizzata da Associazione Stampa Toscana e consiglio regionale dell’Ordine dei Giornalisti nell’ambito della mobilitazione promossa a livello nazionale dalla Fnsi, con “l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sul profondo stato di difficoltà in cui si trova, in Italia, tutto il sistema dell’informazione, vittima di leggi superate e di una crisi economica senza precedenti nell’editoria”.

Nella nota di presentazione alla manifestazione si spiega che in Italia i “posti di lavoro vengono cancellati in misura sempre maggiore, testate storiche in difficoltà anche per l’uso ormai abituale degli ammortizzatori sociali con conseguenti, pesanti tagli alle buste paga. Precariato dilagante, con giornalisti costretti a collaborare per pochi euro a pezzo anche se ormai parti integranti delle redazioni” oltre alle “querele bavaglio e tanti altri fenomeni che minano il sistema dell’informazione”.

Associazione Stampa Toscana e Ordine dei Giornalisti sostengono che “oggi, con il Pnrr abbiamo un’occasione unica per rilanciare il settore e progettarne il futuro. L’informazione, pilastro della democrazia di ogni paese, non può venire esclusa dalle risorse del Piano. I giornalisti in piazza chiedono al Governo un impegno serio per risolvere problemi che si trascinano da decenni. Le priorità saranno scritte, nero su bianco, su un documento che verrà distribuito durante la manifestazione e consegnato al prefetto di Firenze, Alessandra Guidi, dal presidente dell’Ast, Sandro Bennucci e dal presidente del Consiglio dell’Ordine della Toscana, Carlo Bartoli”.

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🎧 Il Consiglio regionale vota l’abrogazione dell’emendamento sulle concerie

🎧 Il Consiglio regionale vota l’abrogazione dell’emendamento sulle concerie

“Sì” unanime del Consiglio regionale della Toscana sull’abrogazione dell’emendamento sugli scarichi industriali delle concerie. Il Consiglio abroga l’articolo 12 della legge 32/2020.

Approvata all’unanimità dal Consiglio regionale della Toscana la proposta di legge che cancella l’emendamento in materia di scarichi industriali delle concerie, finito all’attenzione della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) fiorentina.

La discussione sulla legge numero 40, che va ad abrogare l’articolo 12 della legge regionale 32/2020 e a modificare l’articolo 13 bis della legge regionale 20/2006, è iniziata nella seduta ieri e si è conclusa con l’approvazione unanime di questa mattina. Il testo, è stato spiegato, interviene in materia di tutela delle acque dall’inquinamento e, in particolare, sulle disposizioni regionali che disciplinano la depurazione delle acque a carattere prevalentemente industriale.

Oltre all’abrogazione dell’articolo 12, l’emendamento sostituisce lo stesso articolo 13-bis, disponendo che non rientra nel servizio idrico integrato la gestione degli impianti di depurazione di acque reflue a carattere prevalentemente industriale, anche se di totale o parziale proprietà pubblica. Gli impianti, se di proprietà pubblica, possono essere concessi in uso agli attuali gestori previa stipula di apposita convenzione con i comuni proprietari. Essi possono essere utilizzati, per una quota minoritaria, anche per la depurazione delle acque reflue urbane.

I soggetti gestori del servizio idrico integrato possono stipulare apposite convenzioni con i gestori di questi impianti, al fine di realizzare la depurazione delle acque reflue urbane, dietro il pagamento di un corrispettivo determinato dall’Autorità idrica toscana (Ait); infine che è attribuita al dirigente della struttura regionale competente, l’autorizzazione al gestore di questi impianti a smaltire rifiuti liquidi, “limitatamente alle tipologie compatibili con il processo di depurazione e a condizione che non sia compromesso il possibile riutilizzo delle acque reflue e dei fanghi”.

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Nuovo parco pubblico di nove ettari a Bagno a Ripoli

Nuovo parco pubblico di nove ettari a Bagno a Ripoli

Nuovo parco pubblico di nove ettari a Bagno a Ripoli. L’Amministrazione comunale acquisterà la grande area verde attualmente di proprietà di un privato.

Un nuovo parco pubblico di circa nove ettari sta per nascere a Bagno a Ripoli, in provincia di Firenze. Il parco sorgerà tra il centro abitato di Sorgane e il giardino Nano Campeggi ai Ponti. L’area, che oggi versa in stato di abbandono, è di proprietà privata e sarà acquisita a breve dal Comune di Bagno a Ripoli. Ad annunciarlo è la stessa Amministrazione Comunale.

Il parco assisterà a un imponente restauro del patrimonio verde esistente con decine di specie arboree autoctone come olmi, aceri campestri, cipressi e querce, insieme al recupero dei percorsi storici ospitati al suo interno, e alla valorizzazione delle numerose sorgenti che caratterizzano la collina di Sorgane. Sarà dotato di un nuovo percorso in legno di circa 700 metri leggermente sopraelevato che ne permetterà l’attraversamento e ospiterà un’area giochi, un punto ristoro e uno spazio biblioteca.

Il Sindaco di Bagno a Ripoli ha spiegato le ragioni del progetto: “Quest’area nel 2011 era stata inserita nel piano strategico come zona idonea ad ospitare nuove case. Oggi quella previsione viene archiviata per sempre, con un cambio di rotta totale e una precisa scelta politica che privilegia il verde pubblico e la sostenibilità. Una scelta proposta e condivisa con la popolazione durante il percorso partecipativo previsto dall’iter per la revisione degli strumenti urbanistici”.

Casini sottolinea la volontà di “procedere in tempi molto rapidi, sfruttando le opportunità concesse dal Recovery Fund e dai prossimi bandi ministeriali, a partire da quello dedicato alla rigenerazione urbana del ministero dell’Interno in scadenza il 4 giugno, siamo in una fase progettuale già molto avanzata”.

“Dopo il parco di Grassina, si aggiunge un altro tassello alla Bagno a Ripoli di domani – conclude Casini – che mette al primo posto la sostenibilità. Si valorizza l’identità del territorio, la sua vocazione paesaggistica, con una fetta di città che finalmente torna a vivere”.

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Le “Comunità resilienti” della Regione Toscana alla Biennale di Venezia

Le “Comunità resilienti” della Regione Toscana alla Biennale di Venezia

Le “Comunità resilienti” della Regione Toscana arrivano alla Biennale di Venezia. Baccelli: “Toscana unica nella cura e valorizzazione di territorio e paesaggio”.

La Regione Toscana partecipa all’esposizione dedicata alle “Comunità resilienti”. La mostra nasce dall’invito dell’architetto Alessandro Melis, curatore presso il Padiglione Italia della diciassettesima Biennale di Architettura di Venezia, che si svolge dal 22 maggio al 21 novembre.

Partecipano all’esposizione 16 realtà italiane, città e territori ritenuti dai curatori esempi virtuosi per azioni e politiche di gestione del patrimonio pubblico alle diverse scale di intervento, impegnate attivamente sui temi della bellezza, della sostenibilità e della resilienza delle comunità e dei territori.

L’assessore alle Infrastrutture e al Governo del territorio della Regione Toscana Stefano Baccelli spiega: “La Toscana è l’unica realtà regionale presente. La testimonianza della Regione, rappresentata con un breve video che utilizza modalità espressive coerenti con il contesto della mostra, è tesa a raccontare quell’approccio ormai consolidato e distintivo della Toscana nella cura e nella valorizzazione del territorio e del paesaggio, quali espressioni materiali e visibili della cultura, della storia e dell’identità regionale, fatta di tante realtà locali diffuse e radicate nel territorio”.

Il filo conduttore dell’esposizione è il valore del patrimonio territoriale toscano, riconosciuto come bene comune costitutivo dell’identità regionale e posto a fondamento dei due strumenti cardine delle politiche di governo del territorio, la legge regionale n.65/2014 e il Piano Paesaggistico. “Questi due strumenti – prosegue Baccelli- ci mettono in grado di proseguire un lavoro importante messo in atto con grande impegno sia da parte della Regione che delle amministrazioni locali, con politiche di pianificazione efficaci per la riduzione del consumo di suolo, che favoriscono il riuso e la rigenerazione del patrimonio edilizio esistente, garantendo così una corretta gestione del territorio e delle risorse disponibili”.

Per attuare gli obiettivi contenuti nella legge e nel Piano Paesaggistico, la Regione affianca i Comuni offrendo il sostegno finanziario agli interventi di rigenerazione urbana degli insediamenti esistenti, sia nelle città di medie dimensioni che nelle realtà più periferiche.

“Un approccio resiliente, come quello che sta seguendo la Toscana- coclude Baccelli-, richiede un continuo dinamismo ed anche la capacità di cogliere le nuove opportunità offerte dalle innovazioni tecnologiche, per accrescere le conoscenze ed essere preparati ad affrontare i cambiamenti”. Grazie a un accordo con l’Agenzia Spaziale Italiana ed alla collaborazione con le Università ed altri Enti di ricerca toscani, da circa due anni la Regione sta lavorando ad un sistema innovativo per l’utilizzo delle immagini rilevate dai satelliti nazionali a supporto delle politiche territoriali.

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I messaggi in ricordo di Giovanni Falcone

I messaggi in ricordo di Giovanni Falcone

In occasione dell’anniversario della scomparsa del magistrato Giovanni Falcone, avvenuta a Capaci 29 anni fa, sono stati numerosi i ricordi e i messaggi di ringraziamento diffusi dai politici attraverso i propri canali di comunicazione e profili social.

Il Sindaco di Firenze Dario Nardella ha onorato il ventinovesimo anniversario dalla morte di Falcone con un tweet sul proprio profilo: “Non dimenticheremo mai #GiovanniFalcone e tutti coloro che persero la vita. La mafia si può e si deve sconfiggere”.

Anche il Ministro della Salute Roberto Speranza ha colto l’occasione per ricordare la figura di Giovanni Falcone con un post su Facebook: “Il 23 maggio del 1992 le vite di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo e dei tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro furono spezzate nella strage di Capaci. Non smetteremo mai di lottare per liberare il nostro Paese dalla Mafia”.

Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, tramite il proprio canale Telegram, ha ricordato l’anniversario della strage di Capaci: “Con il sacrificio della vita Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro ci hanno dimostrato l’amore per l’Italia, quella che vive nel solco della legalità. Oggi sta a noi continuare a dar gambe al loro insegnamento senza dimenticarli mai”.

A queste dimostrazioni di “Come ogni 23 maggio, il pensiero va a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Con l’impegno a non dimenticare mai, a non piegarsi mai, a continuare a combattere ogni giorno per la legalità e contro tutte le mafie”. Lo ha scritto su Fb il presidente del del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, nel 29/o anniversario della strage di Capaci.

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