Santa Croce, 47enne muore sul lavoro

Santa Croce, 47enne muore sul lavoro

L’operaio 47enne è morto precipitando da un’altezza di circa tre metri nel magazzino di un’azienda di materiali edili a Santa Croce sull’Arno (Pisa). Abitava a Santa Maria a Monte, un comune vicino

Un operaio di 47 anni è morto in uno stabilimento di Santa Croce sull’Arno (Pisa), situato nella zona di via del Bosco. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco e il 118 che nello stesso intervento ha assistito anche un collega del deceduto. Accertamenti già avviati dai carabinieri e dal personale Asl della Medicina del Lavoro.  Secondo quanto si apprende l’operaio 47enne è morto precipitando da un’altezza di circa tre metri nel magazzino di un’azienda di materiali edili a Santa Croce sull’Arno (Pisa).

Abitava a Santa Maria a Monte, un comune vicino. La dinamica dell’infortunio sul lavoro è tuttora al vaglio dei carabinieri e dei tecnici della medicina del lavoro. Nell’incidente è rimasta ferita anche un’altra persona che non risulta in pericolo di vita. Sul posto sono intervenuti il 118 e i vigili del fuoco ma la caduta è risultata fatale per il 47enne morto subito a causa dei traumi e delle lesioni e il medico del 118 non ha potuto fare altro che constatare il decesso.

In Toscana dal 2016 al 2020 si è registrato un morto sul lavoro a settimana. Da inizio anno nella nostra regione 26 persone hanno perso la vita sul luogo di lavoro, in Italia le vittime sono state più di tre al giorno da gennaio a fine agosto

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Fucecchio, sindaco scrive a prefetto per chiedere più ‘sicurezza’

Fucecchio, sindaco scrive a prefetto per chiedere più ‘sicurezza’

In particolare la richiesta arriva in seguito ad alcune aggressioni e furti messi in atto nei giorni scorsi  Fucecchio da un 25enne di origini tunisine, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati contro la persone e contro il patrimonio.

La convocazione di un Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica dedicato allo spaccio di sostanze stupefacenti e altre situazioni di degrado nel centro storico cittadino. è questo il contenuto di una lettera invita dal sindaco di Fucecchio (Firenze), Alessio Spinelli, ed indirizzata  al prefetto di Firenze, Alessandra Guidi.

In particolare, spiega una nota del comune di Fucecchio,  la richiesta arriva in seguito ad alcune aggressioni e furti messi in atto nei giorni scorsi da un 25enne di origini tunisine, già conosciuto alle forze dell’ordine per reati contro la persone e contro il patrimonio.

“Quello che è accaduto negli ultimi giorni – ha detto il sindaco di Fucecchio – è inaccettabile. Non è possibile che una persona più volte fermata dai carabinieri, e a cui sono stati contestati vari reati, continui indisturbato a terrorizzare le persone e a sfasciare le vetrine dei negozi. Questo senso di impunità è assolutamente intollerabile in uno stato civile. I cittadini non si sentono tutelati in un loro diritto basilare, quello della sicurezza”. Il primo cittadino, infine, ha segnalato il problema dell’ex teatro Excelsior, la cui gestione spetta all’Istituto vendite giudiziarie, a causa di numerose segnalazioni di persone che, violando la legge, viene vista accedere al proprio interno, manifestando ” una situazione di pericolo e di degrado”.

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Campi B. : dopo investimento nessun automobilista si è fermato a soccorrere Benigno

Campi B. : dopo investimento nessun automobilista si è fermato a soccorrere Benigno

E’ quanto emergerebbe dalle analisi delle telecamere della zona, acquisite dai carabinieri. Gli occhi elettronici avrebbero registrato il passaggio di diverse vetture, in entrambi i sensi di marcia. Massimiliano Benigno era molto conosciuto a Campi Bisenzio

Per la morte del 47enne di Campi  è indagata per omicidio stradale e omissione di soccorso una 31enne della provincia di Pistoia. La donna, individuata dai carabinieri, coordinati dal pm Beatrice Giunti, sempre grazie alle telecamere e ai frammenti del paraurti della sua auto sequestrati sul posto, nel corso dell’interrogatorio avrebbe confessato, raccontando di essersi accorta del 47enne solo all’ultimo momento e di non essere riuscita a evitarlo. In base al suo racconto l’uomo si sarebbe trovato già steso a terra quando è stato investito. La versione sarebbe confermata anche dai primi risultati dell’autopsia, secondo i quali il decesso sarebbe stato provocato da uno schiacciamento toracico, lesione compatibile con la circostanza che il 47enne fosse steso a terra. Sempre in base ai primi risultati dell’esame autoptico, è probabile che l’uomo sia deceduto sul colpo per le gravi lesioni riportate.

Intanto la notizia di oggi è che, dopo l’investimento costato la vita a Massimiliano Benigno,  trovato senza vita all’alba dell’11 ottobre a Campi Bisenzio (Firenze) in via Chiella, sul luogo dell’incidente sarebbero transitati numerosi automobilisti, nessuno dei quali si sarebbe fermato per dare l’allarme. E’ quanto emergerebbe dalle analisi delle telecamere della zona, acquisite dai carabinieri. Gli occhi elettronici avrebbero registrato il passaggio di diverse vetture, in entrambi i sensi di marcia.

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Toscana, possibili criticità tpl domani per Green pass

Toscana, possibili criticità tpl domani per Green pass

Ma per il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani, la Toscana è poco sensibile ad appello no vax. ‘Governatori c.destra strizzano occhi a contrari certificato’

Possibili disservizi domani nel trasporto pubblico locale in Toscana a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo dell’esibizione del green pass. Lo rende noto la Regione Toscana a seguito delle’incontro organizzato stamani con prefetture, Città metropolitana di Firenze, le Province e le aziende titolari della gestione del trasporto pubblico locale su gomma e ferro, One scarl, Trenitalia spa, Tft e Toremar.

“Sono emerse potenziali criticità a garantire il servizio legate all’entrata in vigore dell’obbligo e, in base alla ricognizione fatta stamani sentendo le varie aziende, è possibile che si possano creare disservizi che ad oggi non sono completamente prevedibili”, spiega la Regione Toscana. “Insieme alle prefetture e agli Enti locali – riferisce l’assessore toscano ai trasporti Stefano Baccelli – abbiamo raccomandato alle aziende di effettuare una programmazione atta a garantire il servizio prioritariamente nelle fasce di utilizzo da parte degli studenti e pendolari, segnalando la necessità di proseguire, nei prossimi giorni, il monitoraggio del possesso della certificazione verde, in modo che i dipendenti forniscano le informazioni richieste con il preavviso necessario al fine di soddisfare le predette esigenze organizzative”.

“Quando è stata fatta l’ultima manifestazione no Green pass a Firenze me l’avevano preannunciata davanti alla Regione Toscana, ma in quelle due ore non ho visto nessuno. Vedendo la sensibilità che si è creata sul tema, anche complici i fatti inqualificabili di Roma, ho la sensazione che questa volta sarà una manifestazione con partecipanti, ma ho fatto questo esempio per dire che in condizioni normali l’appello no vax in Toscana non ha mai corrisposto ad una particolare sensibilità”.

Così il presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha risposto, a margine di un evento, a chi chiedeva se fosse preoccupato della manifestazione contro il Green pass in programma domani a Firenze. Per Giani “i toscani si stanno dimostrando un popolo molto sensibile alla vaccinazione, altrimenti oggi non saremmo i primi come estensione della prima dose”, dato che mi ha “confermato ieri il generale Figliuolo sulla base dei dati che hanno al ministero”. Sull’obbligo del Green pass nei luoghi di lavoro che scatterà domani Giani ha detto che “ci sono alcuni governatori del centrodestra che si sono espressi su questo tema. Ho la sensazione che sia una questione più che altro politica, perché ho visto queste forze strizzare spesso l’occhio ai no Green pass. Spero che superino questa impostazione, il governo è stato molto chiaro e netto nelle sue disposizioni. Al presidente Draghi bisogna essere riconoscenti, ci ha messo la faccia”. Secondo Giani “spostare, per coloro che non si vogliono vaccinare, l’intermittenza di ogni tampone da 24 a 72 ore mi sembra sbagliato”.

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Tramvia a San Marco, FdI: ‘Pd vuole sventrare Firenze’

Tramvia a San Marco, FdI: ‘Pd vuole sventrare Firenze’

Il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio Alessandro Draghi insieme al consigliere Jacopo Cellai hanno lanciato  la raccolta di firme contro il progetto, con un gazebo in piazza San Marco.

“La tramvia non deve arrivare fino a piazza San Marco, E’ evidente che il Pd non ha a cuore il patrimonio artistico e architettonico della nostra città”. “In un momento in cui è in corso un’indagine che ha messo sotto la lente di ingrandimento i rapporti tra Comune e società che gestisce la tramvia ci pare inopportuno iniziare nuovi lavori con nuovi finanziamenti”. lo hanno dichiarato il capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Vecchio Alessandro Draghi insieme al consigliere Jacopo Cellai, nel corso di una conferenza stampa in cui è stata lanciata la raccolta di firme contro il progetto, con un gazebo in piazza San Marco. Tra i presenti anche il capogruppo in Consiglio regionale Francesco Torselli e il vicepresidente dell’assemblea nazionale Paolo Marcheschi. Oltre al gazebo (che ‘girerà’ vari luoghi della città fino a fine novembre), sarà possibile firmare online ( https://docs.google.com/forms/d/1eGWKcHqHhfaxiyJ39ryvXeuBUPoAuO 26mzv3Ln3Qjg0/edit?usp=sharing )  e col Qr code.

“Con l’approvazione della Vacs, cioè la variante della tramvia che collegherà piazza della Libertà a piazza San Marco, il Pd si appresta a sventrare Firenze, sacrificando parte del nostro patrimonio storico, architettonico ed artistico” hanno aggiunto Draghi e  Cellai, sottolineando che  “oltre ai lavori necessari per i binari, infatti, verranno apposti fili, pali e ganci sui palazzi d’epoca, deturpando in maniera irreversibile una delle aree più belle e significative della città. Il progetto è totalmente sbagliato perché elimina posti auto danneggiando i residenti, utilizza una tecnologia obsoleta, non ha utilità pratica, e inoltre nessun abitante è stato coinvolto attivamente nella decisione”.

NELL’AUDIO, L’INTERVISTA A PAOLO MARCHESCHI

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