Nardella, elimineremo progressivamente pali della Tramvia

Nardella, elimineremo progressivamente pali della Tramvia

Firenze, il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine di un evento a Palazzo Vecchio, parlando con i giornalisti a proposito dei pali della tramvia davanti alla stazione di Santa Maria Novella, ha annunciato l’intenzione di toglierli.

“Le nuove linee tranviarie sicuramente saranno molto più sostenibili anche dal punto di vista estetico. Del resto, i pali della tramvia così come si possono mettere, si possono togliere quindi non c’è niente di irrimediabile, anzi con il progresso tecnologico noi saremo tra le prime città d’Italia senza pali”.

Lo ha detto “Stiamo procedendo in modo molto concreto – ha aggiunto Nardella -, Hitachi sta lavorando su una sperimentazione per predisporre batterie sugli attuali tram in circolazione in modo che possano percorrere tratti senza linea di contatto. Anche Alstom ci risulta abbia già sperimentato in Europa un tram senza batterie. Il nostro obiettivo è quello di ridurre progressivamente la presenza di pali alla stazione, fino a toglierli tutti con queste nuove tipologie di tram”.

Tale intervento, ha concluso Nardella, “avrà un costo maggiore che valuteremo nel momento in cui le società del consorzio ce lo renderanno noto, ma siamo pronti a sostenere questo costo maggiore perché tutto ciò che va verso un miglioramento dell’impatto estetico per una città come Firenze deve essere valutato con grande attenzione e promosso”

Per quanto riguarda il mercato Cure 98% lavoro è fatto ha detto il sindaco, “siamo a buon punto, stamattina ho fatto visita al mercato, ho parlato con gli ambulanti, con i negoziati e in generale vedo grande soddisfazione. Mancano le panchine, qualche rastrelliera, nelle prossime settimane si provvederà anche a questo aspetto così come alla definitiva impermeabilizzazione della tettoia e alla rifinitura di tutto ciò che riguarda il manto stradale, marciapiedi, aiuole. Ma insomma siamo al 98% di lavoro fatto”.

“Il mercato funziona molto bene – ha aggiunto – grazie anche al parcheggio retrostante che abbiamo realizzato sia per gli operatori, sia per i residenti che i clienti. Anche i negozi interni si stanno allestendo, ne abbiamo visti due in fase di allestimento e quindi siamo abbastanza contenti”.

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Tromba d’aria Versilia, danni florovivaismo

Tromba d’aria Versilia, danni florovivaismo

Viareggio, la tromba d’aria che ieri ha interessato la Versilia ha causato danni alla produzione florovivaistica: diverse serre a Torre del Lago, nel comune di Viareggio, sono state scoperchiate e anche divelte secondo quanto rende noto Coldiretti Lucca facendo un primo bilancio delle conseguenze del maltempo.

“Per fortuna – spiega Maurizio Fantini, direttore Coldiretti Lucca – non ci sono stati feriti. La tromba d’aria ha colpito con inaudita violenza la zona est di Torre del Lago dove sono presenti diverse importanti aziende agricole del settore. Di fronte a questi eventi siamo impotenti. La nostra organizzazione è vicina alle imprese”.

Con l’ultima ondata di maltempo, spiega sempre l’associazione, “sale il conto degli eventi estremi di un autunno pazzo in cui si sono registrati in media 4 nubifragi al giorno fra tempeste di pioggia, neve, vento, trombe d’aria e grandine, con un aumento del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

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Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

Corteo per Piazza Dalmazia e Piazza Fontana

🔈Firenze, circa 300 persone hanno partecipato nonostante il freddo intenso e la pioggia ad un corteo in ricordo di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi dal neofascista Gianluca Casseri il 13 dicembre 2011 in piazza Dalmazia, a Firenze e per “non dimenticare la strage di piazza Fontana” del 12 dicembre 1969.

Il corteo è partito proprio da piazza Dalmazia, è transitato per il quartiere di Rifredi e poi è ritornato nella stessa piazza teatro dell’agguato.

Hanno partecipato la comunità senegalese (colpita anche dall’omicidio di Idy Diene sul ponte Vespucci) e quella curda, in solidarietà con tutte le vittime del fascismo, del razzismo e della violenza di genere.

Diversi gli striscioni tra cui ‘Noi non dimentichiamo: Pinelli vive’. È stato ricordato anche Lorenzo Orsetti, caduto in Rojava mentre lottava al fianco del popolo curdo: tra i presenti c’era il padre Alessandro.

“Queste manifestazioni servono per unire, col desiderio, ha spiegato Alessandro Orsetti, “di un mondo diverso. Andiamo oltre il colore della pelle, l’appartenenza a uno Stato, le possibilità economiche”. Si deve “sognare un mondo migliore, dove si superano i confini e si vive in un mondo diverso”.

“La città di Firenze – hanno detto Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune – risponde al fascismo e al razzismo con determinazione, senza arretrare di un passo e cedere alla paura”.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Antonella Bundu e Dmitrij Palagi, consiglieri comunali di Sinistra Progetto Comune ed alcuni ragazzi:

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Blitz dei Carabinieri nella notte, arresti per traffico stupefacenti

Blitz dei Carabinieri nella notte, arresti per traffico stupefacenti

Firenze operazione dei Carabinieri iniziata la notte tra mercoledì e giovedì, coordinata dalla Procura Distrettuale Antimafia di Firenze, finalizzata a contrastare il traffico di stupefacenti su larga scala.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Firenze hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP di Firenze nei confronti di 8 soggetti localizzati nelle province di Firenze, Pistoia, Pisa e Vibo Valentia.

Le indagini, che sono il frutto di una precedente operazione conclusa nel maggio 2019, hanno permesso di disvelare un fiorente traffico di sostanze stupefacenti nella provincia di Firenze, con il coinvolgimento di un soggetto contiguo alla ‘ndrangheta in provincia di Vibo Valentia.

Il provvedimento è stato emesso a conclusione delle indagini dirette dal Sost. Proc. Dott.ssa Giuseppina Mione e svolte, nel periodo ottobre 2018 – marzo 2019, dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Firenze, che hanno consentito di disvelare un fiorente traffico di sostanze stupefacenti.

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Rapporto Criminalità in Toscana: crescita gruppi criminalità organizzata

Rapporto Criminalità in Toscana: crescita gruppi criminalità organizzata

🔈Firenze, presentato il terzo rapporto sui fenomeni di criminalità curato dalla Scuola Normale superiore di Pisa su incarico della Regione Toscana.

Il rapporto conferma quanto emerso nei due precedenti anni: le quattro mafie storiche, a guardare le carte dei tribunali, continuano infatti a non manifestarsi con una presenza di insediamenti stabili sul territorio. Sono però sempre più riconoscibili le ‘tracce’ di una crescita di gruppi di criminalità organizzata nel territorio.

Le cosche considerano la Toscana come una terra di conquista. Preferiscono, piuttosto che colonizzare, esternalizzare a gruppi autoctoni o mimetizzarsi. Ma non si limitano a riciclarvi denaro ma la usano anche per farvi affari.

Gli episodi emersi nel 2018 chiariscono la logica del ‘fare impresa’ delle mafie in questa regione: più che ‘sostituirsi’ al mercato ricercando forme di oligopolio criminale nell’economia legale, pare che la strada battuta sia quella di mettersi ‘ al servizio’ del mercato attraverso l’esercizio abusivo del credito, l’erogazione di servizi illeciti finalizzati a reati tributari ed economici o all’abbattimento dei costi di impresa attraverso attività illecite di intermediazione del lavoro o nel ciclo dei rifiuti.

È stabile, dice sempre il rapporto, il numero delle condanne definitive per associazione mafiosa, ma sono in calo i procedimenti definiti. Le sequenze e i numeri dell’Istat dal 2010 al 2017 passati al setaccio dalla Scuola Normale raccontano in ogni caso di un aumento del rischio di criminalità.

È il caso dell’elevato tasso delle denunce per estorsione e riciclaggio, ma anche degli attentati (sia pur in modo più lieve). Rimangono alte, rispetto al Centro Nord, anche le denunce con aggravante mafiosa.

Diminuiscono però, in linea con il trend già registrato l’anno passato, quelle per contraffazione, rapine in banca, sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione o per reati che hanno a che fare con droghe e stupefacenti.

Grosseto, Livorno, Prato e Massa-Carrara si confermano le province con il più elevato rischio di penetrazione criminale. Prato in particolare rimane al primo posto in Italia per numero di persone denunciate per reati di riciclaggio, con un aumento esponenziale a partire dal 2012 e livelli venti volte superiori al tasso nazionale. Livorno continua a registrare il tasso medio annuo più elevato per quanto riguarda le segnalazioni per traffico e spaccio di stupefacenti, seguito da Firenze.

Si tratta di un mercato tra i più internazionalizzati d’Italia e il 63,76% delle persone denunciate in tutta la Toscana sono straniere. Per alcuni prodotti l’intera filiera è straniera. Il porto di Livorno guadagna anche il primato nazionale per cocaina sequestrata nel 2018: 530 chili, che è una parte considerevole dei 589 recuperati in tutta la regione che catapultano la Toscana al terzo posto in Italia dopo Veneto e Lazio.

Prato conquista invece il primo posto nella regione per produzione, con 17 mila piante di marijuana sequestrate negli ultimi dieci anni. I beni confiscati alla criminalità organizzata in Toscana sono anch’essi in aumento: tolti i provvedimenti dall’esito ancora incerto, si tratta di 572 beni immobili, distribuiti in 67 comuni, ovvero il 23 per cento del territorio regionale. Di questi 145 sono quelli già destinati, come ad esempio la tenuta di Suvignano assegnata alla Regione Toscana.

La matrice camorristica è la più ricorrente, con quasi il 40 per cento dei beni, seguiti da Cosa nostra (11,5%) e ‘ndrangheta (6,2%). Quel che rimane è riconducibile alla Sacra Corona Unita, la Mala del Brenta o associazioni mafiose originarie del Lazio.

Quanto ai fenomeni di corruzione, le statistiche comparate prese in esame dal rapporto segnano un aumento percentuale, tra il 2016 e 2017, anche dei cosiddetti ‘crimini dei colletti bianchi’.

Crescono del 150 per cento le malversazioni, raddoppiano i reati di concussione, in crescita del 67 per cento gli abusi di ufficio e del 37 per cento i reati societari.

Il coinvolgimento di manager pubblici in vicende di corruzione risulta in Toscana ancora più marcato che nel resto d’Italia. Nell’analisi degli episodi che si sono succeduti nel 2018 emerge come, accanto ad imprenditori (29 casi) e funzionari o dirigenti pubblici (21 casi), in quasi la metà dei casi – 17 su 38 – vi siano coinvolti professionisti come avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti, geometri, ragionieri, medici ma anche intermediari e faccendieri.

Ad aprire i lavori è stato l’assessore alla legalità della Toscana Vittorio Bugli, seguito dal Prefetto di Firenze Laura Lega, mentre hanno illustrato il rapporto Donatella Della Porta e Salvatore Sberna per la Scuola Normale Superiore e da Alberto Vannucci per l’Università di Pisa.

Da segnalare anche l’intervento del generale Giuseppe Governale, direttore della Dia, la direzione investigativa antimafia, mentre le conclusioni sono state fatte dal presidente della Regione Toscana Enrico Rossi.

Gimmy Tranquillo ha intervistato l’assessore alla legalità della Toscana Vittorio Bugli ed il generale Giuseppe Governale, direttore della Dia, la direzione investigativa antimafia:

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