Il Museo Novecento riapre al pubblico

Il Museo Novecento riapre al pubblico

Martedì 2 giugno il Museo Novecento riapre al pubblico con una preview straordinaria in occasione della Festa della Repubblica dalle 15.00 alle 20.00. In via del tutto eccezionale sarà esposta Concetto spaziale. Attesa di Lucio Fontana, opera donata dall’artista al Comune di Firenze dopo l‘alluvione del 1966 per ricordare come la città di Firenze seppe reagire dopo una simile catastrofe anche grazie all’arte.

Il quadro di Fontana sarà esposto su una parete dipinta con i colori della bandiera italiana per celebrare la festa della nostra Repubblica, una giornata particolarmente sentita in questo periodo di ripartenza e di desiderata rinascita per tutti noi. Saranno visitabili anche la Collezione Permanente e tutte le mostre temporanee dedicate a Allan Kaprow, Fabio Mauri, Elena Mazzi, Emanuele Becheri e Michele De Lucchi.

Da sabato 6 giugno il Museo sarà aperto al pubblico nei giorni di sabato, domenica e lunedì con orario 15.00-20.00 (ultimo ingresso ore 19.00). Gli ingressi saranno contingentati ed è consigliato provvedere all’acquisto dei biglietti on line, con prenotazione obbligatoria sul portale http://bigliettimusei.comune.fi.it/.

Vi ricordiamo che la prenotazione online è obbligatoria anche per chi ha diritto a riduzioni o entrata gratuita e per i piccoli gruppi accompagnati da guide turistiche. Una volta completato l’acquisto è sufficiente stampare la ricevuta e/o conservare l’email di conferma dell’avvenuta transazione e presentarla all’ingresso del museo scelto. Questa modalità permette di evitare code in biglietteria e riduce gli affollamenti nelle sale, grazie all’assegnazione della fascia oraria in cui accedere al museo.

Resta valida la Card del fiorentino (€10 con validità un anno) ma anche con questa serve la prenotazione online: le persone che l’avevano acquistata prima del lockdown possono passare a ritirarla al Museo Novecento oppure a Palazzo Vecchio o al Museo Bardini previa prenotazione (al numero 055 2768224 o scrivendo a info@muse.comune.fi.it da lunedì 1 giugno). Chi la volesse acquistare lo può fare recandosi direttamente nelle biglietterie dei tre musei sopra indicati, sempre previa prenotazione (al numero 055 2768224 o scrivendo a info@muse.comune.fi.it

I musei riapriranno in assoluta sicurezza. Per farlo il Comune ha adeguato e attrezzato tutti gli spazi acquisendo i dispositivi di sicurezza, i beni e servizi necessari a garanzia della tutela della salute dei visitatori e degli operatori, e viene garantita un’azione regolare e ripetuta di sanificazione degli spazi. Sono inoltre stati approntati protocolli specifici e dettagliati per consentire un accesso sicuro e una visita pienamente soddisfacente per gli utenti con rilevazione della temperatura corporea all’ingresso del percorso, obbligo dell’uso delle mascherine, mantenimento della distanza di sicurezza, accesso ai percorsi museali contingentato.

Per accogliere nel modo migliore i visitatori un mediatore culturale MUS.E sarà presente all’inizio del percorso museale per introdurre alla visita.

Contemporaneamente proseguono tutte le attività online proposte dallo staff del Museo in questo periodo di lockdown in modo da continuare a raccontare, anche virtualmente, il grande patrimonio civico della città di Firenze per tutte quelle persone che ancora non potranno tornare a visitare di persona il museo

 

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Disco delle settimana: The Haggis Horns “Stand Up For love”

Disco delle settimana: The Haggis Horns “Stand Up For love”

Definiti da Mark Ronson “la migliore sezione fiati del pianeta”, dopo 20 anni di carriera e collaborazioni importanti, The Haggis Horns tornano in splendida forma con Stand Up For Love, il terzo pubblicato per la loro stessa etichetta, la Haggis Records.

The Haggis Horns esplodono sulla scena musicale nel 1999 come band e sezione fiati, facendo la prima apparizione sull’album di debutto di The New Mastersounds lo stesso anno.

Composti da una sezione fiati e ritmica tra le migliori del Regno Unito, The Haggis Horns hanno suonato dal vivo e registrato con noti artisti musicali tra cui Mark Ronson, Corinne Bailey Rae, Lou Donaldson, Amy Winehouse, Lily Allen, Martha Reeves, Jamiroquai, John Legend & The Roots, The Cinematic Orchestra, Morcheeba, Roots Manuva, Finley Quaye, Nightmares On Wax.

L’album, il quinto della band inglese, è una perfetta dimostrazione di funk classico, con digressioni jazz, soul ed una puntatina verso il reggae (nel brano che da il titolo all’album), accompagnato dalle linee vocali di John McCallum (collaboratore della band dal 2006).

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Disco della settimana: X “Alphabetland”

Disco della settimana: X “Alphabetland”

A quarant’anni da ‘Los Angeles’ la leggenda del Punk westcoastiano, gli X di Exene Cervenka, John Doe, Billy Zoom e DJ Bonebrake, ritornano in formazione originale con un album sorprendente.

A 27 anni dall’ultimo lavoro della band (Hey Zeus! in cui Billy Zoom non era presente) e lontano dalle atmosfere malinconiche di See How We Are, Alphabetland è un disco fresco, potente, che richiama filologicamente, anche nel suono, i lavori dei primi anni della band, agli albori del punk rock made in USA.

Un lavoro di undici tracce inedite, fatta eccezione per Delta 88 Nightmare, risalente alla fine degli anni ’70 e per la prima volta pubblicata in un album, e per Cyrano deBerger’s Back, scritta da John Doe ai tempi dei Flesh Eaters, ma da tempo nel repertorio anche degli X e già pubblicata dal gruppo in See How You Are, primo album senza Billy Zoom del 1987.

Dopo una serie di reunion live con la line up originale, la lotta contro brutte malattie di Exene e Billy e vari progetti solisti, inciso in due velocissime session, l’album doveva essere pubblicato ad agosto 2020, la band ha invece deciso di anticipare l’uscita in formato digitale tramite BandCamp per far ascoltare il nuovo lavoro ai propri fan nel periodo del prolungato lockdown.

Il disco, pubblicato infine per Fat Possum, ripropone il classico stilema della band: le inconfondibili armonie vocali di John e Exene su velocissime strutture punk’n’roll, intente a cantare di libertà, orgoglio, divertimento e differenze di classe.

In All the time in the world, strano brano sperimentale che conclude Alphabetland, è presentela chitarra di Robby Krieger dei Doors, quasi a chiudere un ciclo con i primi quattro album del gruppo, prodotti da Ray Manzarek.

Scopri di più sul sito ufficiale della band www.xtheband.com

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Disco della settimana: The Phenomenal Handclap Band “Phb”

Quarto album del folle collettivo newyorkese originariamente nato intorno a due dj proiettati nei tardi ’70 più lisergici e danzerecci, arricchito da musicisti e vocalist di classe. Dentro ci trovate un po’ di tutto, da Sly & The Familly Stone a AIR, Primal Scream, Sheila & B. Devotion, Asha Puthli, Blondie, Tame Impala, ABBA, Stereolab, Ozric Tentacles e un pizzico di Eurofestival.

La formazione attuale di The Phenomenal Handclap Band è composta dall’amministratore della band Daniel Collas, insieme al polistrumentista Juliet Swango e al manipolatore di synth Monika Heidemann. La band, che ha ricevuto gli apprezzamenti di Paul McCartney e che ha supportato live artisti come Bryan Ferry o Franz Ferdinand, rispetto agli esordi più “acidi” ha virato in teriritori smaccatamente pace-pop mantenendo suono e attitudine assolutamente “vintage” e sofisticati.

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Disco della Settimana: Tom Misch & Yussef Dayes “What Kinda Music”

Disco della Settimana: Tom Misch & Yussef Dayes “What Kinda Music”

Un’incredibile collaborazione tra due artisti provenienti da due mondi diversi, uno dei progetti più unici e originali dell’ultima stagione. L’album è appena uscito su Blue Note Records, una delle etichette più leggendarie in circolazione, un marchio di qualità nel mondo del jazz attraverso gli anni.

Muovendosi in modo fluido attraverso elettronica, progressive jazz, vintage hip hop, un po’ di fusion e molto altro, Misch (giovane musicista e produttore britannico) e Dayes (talentuoso batterista jazz) portano l’ascoltatore in un viaggio sorprendente e spontaneo, inebriante e avvincente – una visione singolare che fonde il DNA di entrambi i musicisti con risultati spettacolari. Tra le collaborazioni Rocco Palladino, Kaidi Akinnibi e il rapper americano Freddie Gibbs.

Il lavoro di Tom Misch & Yussef Dayes è stato anticipato dalla title track accompagnata da un video diretto da Douglas Bernardt e dal documentario che ne racconta la genesi.

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