Antropocene, come l’uomo sta distruggendo la Terra

Antropocene, come l’uomo sta distruggendo la Terra

La Fondazione Stensen per la prima volta distributore in tutta Italia di ‘Antropocene, come l’uomo sta distruggendo la Terra’. Da giovedì 19 settembre nelle sale il film girato in 20 Paesi con immagini mozzafiato

Dalle cave di marmo di Carrara (dove oggi le macchine riescono a strappare alla montagna in un giorno quello che una volta ne richiedeva manualmente almeno quindici) alle miniere di lignite in Germania (dove vengono abbattuti interi villaggi, chiese comprese, per far posto agli scavi); dalla riserva di rinoceronti in Kenya (messi a rischio dal feroce bracconaggio) alla barriera corallina australiana (sempre più minacciata dall’acidificazione dei mari).

Un incredibile viaggio, potentemente visivo con immagini mai viste prima, in 6 continenti e 20 Paesi. E’ il film documentario Antropocene – L’epoca umana, girato in quattro anni in tutto il mondo, che affascina e al contempo fa riflettere sul tema sempre più urgente della conservazione del nostro mondo.

Girato dalla coppia di cineasti Jennifer Baichwal e Nicholas de Pencier insieme al noto fotografo Edward Burtynsky, il film arriverà in tutte le sale italiane dal 19 settembre e sarà distribuito nel nostro Paese dalla Fondazione Stensen, che per la prima volta in assoluto diventa distributore di un film, insieme alla società Valmyn. La prima proiezione allo Stensen sarà giovedì 19 alle ore 21. 

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Anteprima all’Odeon di “C’era una volta a… Hollywood”

Anteprima all’Odeon di “C’era una volta a… Hollywood”

Martedì 17 settembre (ore 22.15) al Cinema Odeon di Firenze, che presenta in anteprima nazionale di “C’era una volta a… Hollywood” (versione originale con sottotitoli in italiano) l’attesissimo nuovo film di Quentin Tarantino presentato al Festival di Cannes

Il nuovo attesissimo film di Quentin Tarantino, presentato in concorso al Festival di Cannes, e interpretato da un cast stellare: Leonardo Di Caprio, Brad Pitt, Margot Robbie, Al Pacino, Kurt Russell.

Nono film di Quentin Tarantino, C’era una volta… a Hollywood è ambientato nella Los Angeles del 1969, quella che è stata tragicamente segnata da un evento sanguinoso e terribile: la cosiddetta strage di Cielo Drive, quella avvenuta 9 agosto di quell’anno, quando quattro membri della “Famiglia” di Charles Manson fecero irruzione nella villa di Roman Polanski e Sharon Tate situata al 10050 di quella via di Bel-Air, e uccisero tutti presenti: la compagna del regista, che era incinta di suo figlio, e i loro amici Wojciech Frykowski, Abigail Folger e Jay Sebring. Tra le vittime, anche Steven Parent, un ragazzo che si trovava lì per caso. Tarantino fa viaggiare in parallelo la vita e la storia di Sharon Tate con quelle di un attore in cerca di una svolta nella sua carriera, Rick Dalton, vicino di casa di Polaski e Tate, e della sua controfigura e migliore amico, Cliff Boothe.

Per interpretare il ruolo della bella e sfortunata attrice è stata scelta l’australiana Margot Robbie, quella lanciata da Martin Scorsese con The Wolf of Wall Street e poi candidata all’Oscar per la sua interpretazione in Tonya, il film biografico sulla vicenda della pattinatrice Tonya Harding. Alcuni dei gioielli che indossa nel film sono appartenuti alla vera Sharon Tate, e sono stati concessi alla produzione dalla sorella dell’attrice, Debra.

Nei panni di Dalton e Boothe ci sono invece, rispettivamente, proprio il protagonista di The Wolf of Wall Street, Leonardo DiCaprio e Brad Pitt, che Tatantino ha definito la coppia d’attori capace delle dinamiche più eccitanti dai tempi di Paul Newman e Robert Redford. Il primo ha lavorato con Tarantino in precedenza nel western Django Unchained, dove interpretava il ruolo dell’odioso e sadico schiavista Calvin J. Candie; il secondo invece è stato il tenente Aldo Raine (detto Aldo l’Apache) di Bastardi senza gloria. Nel film appaiono poi attori come Emile Hirsch (che è Jay Sebring), Margaret Qualley (figlia di Andie McDowell), Timothy Olyphant, Dakota Fanning, Bruce Dern, Al Pacino, Mike Moh (nei panni di Bruce Lee), Luke Perry, Damian Lewis, Maya Hawke, Rumer Willis e Scoot McNairy, solo per citarne alcuni. Kurt Russell, che con Tarantino ha lavorato in Deathproof e in The Hateful Eight, è la voce narrante della versione originale del film, e appare anche in un cammeo nei panni di uno stuntman.

Il film sarà in programmazione fino a domenica 6 Ottobre.

Cinema Odeon- Piazza Strozzi Firenze

Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10

www.odeonfirenze.com

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Rock Contest IL FILM. Lunedì 16 settembre al Flower, al Piazzale!

Rock Contest IL FILM. Lunedì 16 settembre al Flower, al Piazzale!

Trent’anni di Rock Contest in un film. Nel documentario di Giangiacomo De Stefano, le testimonianze dei protagonisti del concorso e, per la prima volta, le immagini della finale 2018 con il tributo agli Offlaga Disco Pax. Lunedì 16 settembre ore 21.15 Flower Piazzale Michelangelo, ingresso libero. La proiezione sarà preceduta dalla presentazione a cura di Giustina Terenzi di Controradio con Giuseppe Barone (direttore artistico della manifestazione) e Stefano “Trevis” Luporini (storico presentatore del concorso).

 

Trent’anni di Rock Contest, il più importante e longevo concorso per gruppi emergenti in Italia, in un film. Il documentario, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5, è stato presentato in prima assoluta il 25 gennaio al Cinema La Compagnia di Firenze.

Prodotto da Controradio e Controradio Club con Sonne Film, in collaborazione con Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il film ripercorre, in poco più di quaranta minuti, tre decenni di musica italiana che si intrecciano con la storia di Firenze, attraverso le testimonianze di big come Manuel Agnelli, Dario Brunori, Piero Pelù, Lodo Guenzi e i Subsonica. Dalla nascita della radio nel 1977 “con un budget di centomila lire”, come raccontano gli organizzatori, alla prima edizione del concorso nel 1984, gli anni del Banana Moon, del Tenax, della new wave e di una scena musicale fiorentina che vantava band che sarebbero diventate iconiche, come i Litfiba o i Diaframma.

Un racconto cinematografico trans-generazionale che, toccando le innumerevoli derivazioni del rock, culmina nella memorabile finale del 2018, con il concerto di una superband d’eccezione: lo scorso primo dicembre, infatti, Max Collini e Daniele Carretti, insieme a Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna, hanno fatto rivivere, sul palco di un Auditorium Flog tutto esaurito, la storia di una band di culto, gli Offlaga Disco Pax, vincitori del contest fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è stata dedicata l’intera edizione del concorso. Gli Offlaga rappresentano il paradigma perfetto del Rock Contest: da band sconosciuta, hanno conquistato pubblico e critica, aggiudicandosi il primo premio, un contratto e la realizzazione di “Socialismo tascabile”, esordio discografico di una formazione che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana.

Numerose le testimonianze dei protagonisti della musica italiana, che intervengono nel corso del documentario: da Irene Grandi, che confessa che “quello al Rock Contest è stato il primo concerto in un palazzetto” a Manuel Agnelli che ritiene il concorso “una delle cose di qualità che sono rimaste in questi anni”; da Piero Pelù, che afferma che “per l’Italia il Rock Contest è un punto di riferimento, una sorta di brodo primordiale” a Lodo Guenzi che la ritiene un’esperienza “bellissima, un pezzo di vita”. E ancora, Samuel e Boosta dei Subsonica, che rivelano di aver partecipato al Rock Contest appena quattordicenni con un embrionale progetto hip hop.

Il documentario Rock Contest è una produzione dell’emittente radiofonica Controradio e dell’associazione Culturale Controradio Club con la collaborazione di Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e con il sostegno di SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori.

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Green Day primi headliner per Firenze Rocks 2020

Green Day primi headliner per Firenze Rocks 2020

Firenze Rocks si prepara a tornare nel 2020! Giunto alla quarta edizione, il festival fiorentino lancia i primi nomi che vedremo sul palco della Visarno Arena: si tratta di Green Day e Weezer che si esibiranno giovedì 11 giugno 2020

I Green Day sono una delle band più iconiche della loro generazione. Formato nel 1986 a Berkeley (CA), il gruppo ha venduto oltre 70 milioni di copie e accumulato oltre 10 miliardi di streams. Il disco che li ha rivelati al mondo, Dookie, uscito nel 1994, ha venduto 10 milioni di copie e raggiunto la certificazione Diamante, riaccendendo l’interesse popolare e i riflettori sul genere punk rock e proiettando la band verso una carriera costellata di successi e hit planetarie.  Nel 2004 i Green Day hanno pubblicato la rock opera American Idiot che ha catturato l’attenzione di un’intera nazione, vendendo oltre 7 milioni di copie negli Stati Uniti e portando a casa il Grammy Award come miglior Album Rock. Nel 2010 è stata realizzata una versione teatrale di American Idiot  che ha debuttato a Broadway e ha ricevuto grandi consensi di critica e pubblico.
Il nuovo tour partirà il 13 giugno da Parigi e toccherà moltissime città in Europa, facendo tappa anche a Milano (Ippodromo SNAI San Siro) il 10 giugno, prima di approdare a Firenze Rocks.
Ad oggi i Green Day hanno vinto 5 Grammy Awards e sono stati inseriti nella Rock and Roll Hall of Fame.

I Weezer, band multi-platino vincitrice di un Grammy Award, hanno recentemente pubblicato il nuovo singolo dal titolo “The End of the Game”, che anticipa il quattordicesimo album in studio “Van Weezer”. L’ispirazione per il nuovo album arriva dalle radici musicali metal della band. Rivers è un grande fan dei KISS, Brian adora i Black Sabbath, Pat ama Van Halen e i Rush e Scott è da sempre fan degli Slayer e dei Metallica.

I biglietti per la data saranno disponibili per l’acquisto in anteprima esclusiva per i titolari di carte Intesa Sanpaolo a partire dalle ore 10.00 di lunedì 23 settembre 2019 sul sito www.ticketone.it/intesasanpaolo per 48 ore. La messa in vendita generale avverrà a partire dalle ore 11.00 di mercoledì 25 su www.ticketmaster.it, www.ticketone.it e in tutti i punti vendita autorizzati.

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Van Gogh e il Giappone al cinema Odeon

Van Gogh e il Giappone al cinema Odeon

Van Gogh e il Giappone al cinema Odeon di Firenze. Il docu-film dedicato all’intenso legame tra il grande pittore e l’arte giapponese. Lunedì 16 settembre (ore 16.30 – 18.30 – 21) e martedì 17 (ore 16.30 – 21)

Diretto da David Bickerstaff, il docu film propone un viaggio tra le bellezze della Provenza, l’enigma del Giappone e le sale della mostra ospitata nel 2018 al Van Gogh Museum di Amsterdam. Grazie alle lettere dell’artista e alle testimonianze dei suoi contemporanei, questo commovente docufilm rivela l’affascinante storia del profondo, intenso legame tra Van Gogh e l’arte giapponese e il ruolo che l’arte di questo paese, mai visitato dall’artista, ebbe sul suo lavoro.

Oltre a indagare la tendenza del “japonisme”, Van Gogh e il Giappone ci guiderà attraverso l’arte del calligrafo Tomoko Kawao e dell’artista performativo Tatsumi Orimoto per comprendere appieno lo spirito e le caratteristiche dell’arte del Sol Levante. Quando il periodo Edo terminò, nel 1868, e il Giappone si aprì all’Occidente, Parigi venne infatti inondata di tutto ciò che era giapponese sotto forma di oggetti decorativi e stampe colorate impresse con matrici di legno chiamate ‘ukiyo-e’ (letteralmente “immagini del mondo fluttuante”). Van Gogh rimase affascinato da tutti gli elementi di questa straordinaria cultura visiva e dal modo in cui potevano essere adattati alla ricerca di un nuovo modo di vedere. Lesse le descrizioni del Giappone, acquistò stampe per tappezzare la sua stanza e studiò attentamente le opere giapponesi soffermandosi sulle figure femminili nei giardini o sui bagnasciuga, su fiori, alberi e rami contorti: apprezzava di quei lavori linee e purezza compositiva tanto da farne una fonte d’ispirazione imprescindibile per la sua pittura.

Nel 1888, del resto, Parigi era diventata per Vincent una città troppo frenetica. Per questo il pittore decise di partire per il sud della Francia, alla ricerca di nuovi spunti e di una vita a più stretto contatto con la natura. In Provenza, Van Gogh scoprì un paesaggio magnifico, una luce potente, una popolazione dai costumi tradizionali e per certi versi “esotici”, capaci di dialogare con la sua visione idealizzata del Giappone e con il suo “sogno” giapponese. Quelli che seguirono furono per lui anni prolifici, ma anche estremamente travagliati, che diedero linfa vitale ad alcune delle opere più iconiche della sua intera produzione, come I Girasoli e i suoi celebri ritratti.

Cinema Odeon Firenze

Tel. 055-214068

Biglietto: euro 10

www.odeonfirenze.com

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