Scandicci: manifestazioni e sciopero contro chiusura Makarenko

Scandicci: manifestazioni e sciopero contro chiusura Makarenko

Annuncio sindacati sulle manifestazioni contro la scelta di chiudere la scuola Makarenko dopo l’esito negativo incontro con Comune Scandicci

Manifestazioni di protesta che culmineranno in uno sciopero del personale educativo contro la scelta di chiudere la scuola per l’infanzia Makarenko a Scandicci. E’ quanto annunciano la Rsu del Comune, la Fp Cgil e la Uil Fpl dopo che ha “avuto esito negativo l’incontro avvenuto questa mattina con il Comune di Scandicci alla presenza della prefettura”.

Esito negativo, spiegano i sindacati in una nota, “dovuto al fatto che l’Amministrazione comunale non desiste dal proprio intento di volere chiudere la scuola Makarenko. Le lavoratrici manifesteranno la loro contrarietà per una scelta unilaterale, sbagliata, maturata senza alcun confronto preventivo, che vuole chiudere una scuola prestigiosa, importante, a cui una parte significativa della comunità di Scandicci si oppone ormai da mesi”.

Per Giovanni Iorio della Fp Cgil, Flavio Gambini della Uil Fpl e Marco Rizzo della Rsu del Comune di Scandicci, “è evidente l’intento di ridurre la proposta pubblica di servizi all’infanzia, di ridimensionare l’offerta educativa comunale, di risparmiare sul personale comunale e di favorire così i soggetti privati che operano soprattutto nell’ambito dei nidi, dove ormai la dimensione privata ha proporzioni analoghe a quella pubblica. La rappresentanza sindacale unitaria e le organizzazioni sindacali sosterranno le azioni di protesta delle lavoratrici del settore che chiedono un netto ripensamento rispetto ad una scelta fortemente penalizzante per il futuro dei bambini, delle bambine di Scandicci e di chi opera al servizio della scuola pubblica”.

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Terzo settore: Spinelli, tante realtà rischiano di chiudere

Terzo settore: Spinelli, tante realtà rischiano di chiudere

È stato presentato stamani il terzo rapporto sul Terzo settore in Toscana, presentato nel corso di un evento in streaming

Sono quasi settemila (6.777) le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale e le cooperative sociali attive in Toscana alla fine del 2019

Secondo l’ultimo censimento Istat, le istituzioni no profit (formalizzate e non) sono oltre 27.000, hanno più di 51.000 dipendenti e funzionano grazie al contributo di quasi 470.000 volontari. Si tratta di 74,5 organizzazioni ogni 10.000 residenti, contro una media nazionale di 59,6. I volontari sono 125 ogni 10.000 residenti, contro una media italiana di 91.

Sono questi alcuni dati che emergono dal Terzo rapporto sul Terzo settore in Toscana, presentato oggi dalla Regione nel corso di un evento in streaming.

“La fotografia che ne emerge – commenta l’assessora regionale al sociale, Serena Spinelli – è quella di una realtà radicata e diffusa, con un ampio e diversificato ventaglio di attività e servizi che rappresenta un grande patrimonio per questa regione, per la coesione sociale e la solidarietà. Un bene prezioso che intendiamo continuare a valorizzare e a sostenere in questa fase difficile anche per le realtà che si occupano di economie sociali e solidali. La Toscana per questo vuole puntare molto sulla coprogrammazione e coprogettazione tra istituzioni e terzo settore, per sviluppare interventi e azioni condivise sui territori”.

Il Terzo Settore in Toscana (che comprende 3.287 associazioni attive principalmente nei settori sociale e sanitario, 2.915 associazioni nei settori culturale-educativo e sportivo-ricreativo e 575 cooperative sociali). In Toscana si rileva anche una buona capacità di creare lavoro, con 14 dipendenti ogni 1.000 residenti, un dato in linea con quello nazionale.

“La pandemia – prosegue l’assessora – ha avuto pesanti ripercussioni negative sul Terzo settore e la Regione sta facendo e continuerà a fare tutto quello che è nelle sue possibilità. Deve essere evitato il rischio che molte realtà si trovino costrette a chiudere, c’è bisogno di ulteriori risorse dal Governo e di consentire al terzo settore forme garantite di accesso al credito. Ci sono però anche segnali positivi su cui occorre far leva. Si registra un’alta capacità di adattamento, tanto che una su tre ha cambiato le proprie modalità organizzative. Abbiamo registrato un calo dei volontari più anziani, ma una positiva crescita di quelli più giovani. Voglio ringraziarli tutti e tutte, ribadendo che la Toscana può esserne orgogliosa e che sono un elemento essenziale ed imprescindibile per il sistema di welfare e per la qualità della vita nelle nostre comunità locali”.

Un sostegno importante al settore è arrivato dalle Fondazioni di origine bancaria toscane, che nel periodo 2015-2019 hanno erogato 105 milioni di euro a favore del Terzo Settore toscano. E anche i valori relativi al 5 per mille sono significativi, con oltre 20 milioni di euro nel 2019 destinati dai cittadini a soggetti del terzo settore operanti in Toscana.

Regione Toscana sostiene da anni gli enti del Terzo Settore ed ha destinato 4,2 milioni nel 2020, per contributi finalizzati a fronteggiare l’emergenza sanitaria Covid-19 in ambito sociale. Per l’anno 2021 è in uscita un avviso con circa 6 milioni di euro volto a fronteggiare le conseguenze dell’emergenza sanitaria sugli enti del Terzo Settore.

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Fuga gas a Lastra a Signa, 32 persone allontanate da casa

Fuga gas a Lastra a Signa, 32 persone allontanate da casa

Due edifici sono stati evacuati a Lastra a Signa , in lungarno Buozzi, a scopo precauzionale per una fuga di gas causata da alcuni lavori di scavo. 32 persone allontanate

Per una fuga di gas a Lastra a Signa sono intervenuti i vigili del fuoco, il nucleo Nbcr (Nucleare biologico chimico radiologico), la polizia municipale e i tecnici dell’azienda del gas.

Sono complessivamente 32 le persone allontanate dalle proprie abitazioni in via precauzionale dopo la rottura di un tubo del gas causata da alcuni lavori di scavo nella zona di Ponte a Signa a Lastra a Signa (Firenze). Lo rende noto l‘Amministrazione comunale spiegando che è stata riaperta via Livornese e il ponte a Signa, rimasti chiusi per alcune ore per motivi precauzionali.

Rimane interdetta la circolazione in via di Sotto, da via del Leccio a via De Amicis. La rottura, spiega una nota, è avvenuta intorno alle 8 in corrispondenza del cantiere dei lavori per la realizzazione della rampa di collegamento tra via di Sotto e il ponte sull’Arno. Subito sono intervenuti i vigili del fuoco, i carabinieri, la polizia municipale e tecnici del Comune.

Le 32 persone evacuate, di cui un paio di nuclei familiari (7 persone), sono state ospitate per alcune ore nei locali messi a disposizione del Comune. Nessun disagio per le scuole del territorio che sono state allertate e prolungheranno l’orario di apertura nel caso di ritardo di qualche genitore all’orario di uscita.

“L’area è stata messa in sicurezza – spiega la sindaca Angela Bagni – e adesso si continuerà a lavorare per il rispristino della rottura. Da subito è stato aperto il Coc (Centro operativo comunale) per dare assistenza alle persone che sono state allontanate dalle proprie abitazioni e che in questo momento stanno già rientrando”

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Coronavirus in Toscana: 1.163 nuovi casi, età media 42 anni. 28 decessi

Coronavirus in Toscana: 1.163 nuovi casi, età media 42 anni. 28 decessi

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.192 (29 in più rispetto a ieri, più 2,5%), 171 in terapia intensiva (3 in meno rispetto a ieri). Il bollettino odierno del Coronavirus in Toscana

Sono 1.163 i positivi in più rispetto a ieri (1.122 confermati con tampone molecolare e 41 da test rapido antigenico). Dall’inizio dell’epidemia in Toscana sono 159.333 i casi di positività al Coronavirus. I nuovi casi sono lo 0,7% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei 1.163 nuovi positivi odierni è di 42 anni circa (il 22% ha meno di 20 anni, il 21% tra 20 e 39 anni, il 34% tra 40 e 59 anni, il 17% tra 60 e 79 anni, il 6% ha 80 anni o più).

Le persone guarite crescono dello 0,5% e raggiungono quota 135.347 (84,9% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 16.532 tamponi molecolari e 8.381 tamponi antigenici rapidi, di questi il 4,7% è risultato positivo. Sono invece 13.257 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui l’8,8% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 19.259, +2,3% rispetto a ieri. Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 1.192 (29 in più rispetto a ieri, più 2,5%), 171 in terapia intensiva (3 in meno rispetto a ieri, meno 1,7%).

Oggi si registrano 28 nuovi decessi: 13 uomini e 15 donne con un’età media di 74,3 anni. Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 6 a Firenze, 4 a Prato, 4 a Pistoia, 1 a Massa Carrara, 3 a Lucca, 4 a Pisa, 3 a Livorno, 2 a Siena, 1 a Grosseto.

Alcuni dei decessi comunicati agli uffici della Regione nelle ultime 24 ore si riferiscono a morti avvenute nei giorni precedenti.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia in regione.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (1.122 confermati con tampone molecolare e 41 da test rapido antigenico). Sono 43.512 i casi complessivi ad oggi a Firenze (251 in più rispetto a ieri), 13.385 a Prato (104 in più), 14.656 a Pistoia (141 in più), 9.912 a Massa (57 in più), 16.404 a Lucca (158 in più), 20.529 a Pisa (106 in più), 12.192 a Livorno (79 in più), 14.465 ad Arezzo (141 in più), 8.426 a Siena (95 in più), 5.297 a Grosseto (31 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 526 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 370 nella Nord Ovest, 267 nella Sud est.

La Toscana si trova al 13° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 4.280 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 4.906 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 5.185 casi x100.000 abitanti, Massa Carrara con 5.111, Pistoia con 5.001, la più bassa Grosseto con 2.399.

Complessivamente, 18.067 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi, che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (402 in più rispetto a ieri, più 2,3%). Sono 40.749 (650 in più rispetto a ieri, più 1,6%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 15.854, Nord Ovest 15.222, Sud Est 9.673).

Le persone complessivamente guarite sono 135.347 (704 in più rispetto a ieri, più 0,5%): 54 persone clinicamente guarite (23 in meno rispetto a ieri, meno 29,9%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 135.293 (727 in più rispetto a ieri, più 0,5%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Sono 4.727 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 1.586 a Firenze, 324 a Prato, 357 a Pistoia, 457 a Massa Carrara, 447 a Lucca, 543 a Pisa, 339 a Livorno, 299 ad Arezzo, 195 a Siena, 114 a Grosseto, 66 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 127,0 x100.000 residenti contro il 163,1 x100.000 della media italiana (12° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (235,6 x100.000), Firenze (157,9 x100.000) e Pisa (128,6 x100.000), il più basso a Grosseto (51,6 x100.000).

Alcuni dati della campagna di vaccinazione

Si è avviata dal 27 dicembre 2020 la campagna vaccinale anti-Covid. Alle 12.00 di oggi sono state effettuate complessivamente 313.380 vaccinazioni, 10.293 in più rispetto a ieri (+3,4%), tenendo presente che le Aziende del Sistema Sanitario Regionale proseguono per l’intera giornata. La Toscana è la 6° regione per % di dosi somministrate su quelle consegnate (il 76,1% delle 412.040 consegnate), per un tasso di vaccinazioni effettuate di 8.418 per 100mila abitanti (media italiana: 7.615 per 100mila).

 

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Covid-19, firmato l’accordo per lo sviluppo degli anticorpi monoclonali

Covid-19, firmato l’accordo per lo sviluppo degli anticorpi monoclonali

Si tratta di oltre 38 milioni di euro di investimento per arrivare a produrre 100 mila dosi ogni tre mesi

Unire le forze e sostenere le migliori eccellenze della ricerca scientifica made in Tuscany contro il Covid-19. Sono questi i principi strategici alla base della firma di oggi, 2 marzo, dell’accordo di programma per lo sviluppo degli anticorpi monoclonali per il Covid-19 tra il Ministero dello sviluppo economico, la Regione Toscana, la società Toscana Life Sciences Sviluppo e Invitalia spa, una società a partecipazione statale. L’accordo prevede la realizzazione di un programma di sviluppo industriale, articolato in due progetti: uno “d’investimento produttivo” e l’altro “sperimentale”, finalizzato allo sviluppo e successiva validazione clinica di un anticorpo, per sconfiggere la patologia derivante da Sars-Cov-2.

L’investimento complessivo dell’intera operazione è di oltre 38 milioni di euro, di cui 26 milioni fanno capo a risorse pubbliche (25 milioni e 500mila euro sono a carico del Mise e 500mila euro della Regione Toscana).

Le risorse finanziarie messe a disposizione dal Mise e dalla Regione Toscana, formalizzate nell’accordo, serviranno a sostenere il programma di sviluppo industriale, promosso dalla Toscana Life Sciences Sviluppo srl, da realizzare nell’area industriale di Siena, entro il 2023.

“Questo è il risultato raggiunto grazie alla ricerca e a professionalità di altissimo valore, che abbiamo in Toscana e che ci invidiano in ogni parte del mondo. Su questo abbiamo scommesso e su questo continueremo a investire, con fiducia e speranza, perché abbiamo le tecnologie e i ricercatori per dare vita in modo strutturato a un sistema decisamente all’avanguardia di lotta alla pandemia – dichiara il presidente Eugenio Giani -. Insieme all’assessore alla sanità Simone Bezzini abbiamo firmato un accordo, che segna un passaggio storico in Italia nella cura dei pazienti Covid. Quando questo farmaco sarà approvato, una volta superate tutte le prove cliniche necessarie, potrà essere prodotto, già dalla prossima Estate, per l’Italia e non solo”.

“E’ un punto di arrivo, ma anche l’inizio di un nuovo cammino verso un futuro in cui avremo gli strumenti necessari per combattere la pandemia – afferma l’assessore Bezzini -. Questo è stato possibile grazie alla Fondazione Tls, a un settore importantissimo dell’industria, legato a quello della scienza della vita, così innovativo e strategico da avere sviluppato una forte attrazione di investimenti nella nostra regione, in ambito sanitario ed economico, anche da parte di realtà internazionali”.

“L’accordo di oggi porta a compimento un progetto molto ambizioso e strutturato sia per lo sviluppo clinico dell’anticorpo monoclonale come terapia per l’infezione da Sars-Cov-2 sia per la riqualificazione di un impianto produttivo a Siena – spiega Fabrizio Landi, presidente di Tls Sviluppo -. Ricordiamo che ciò è stato possibile grazie a chi ha sempre creduto in noi e nel nostro modello, come la Regione Toscana, e a chi ci sostiene da mesi come il Ministro Speranza, il Mise e Invitalia. Quest’ultima è infatti appena entrata con una quota del 30% nel capitale della neo costituita società Tls Sviluppo”.

“Stiamo lavorando da tempo – aggiunge Andrea Paolini, direttore generale della Fondazione Tls – al massimo delle nostre capacità, per coniugare la componente di ricerca e sviluppo con quella della produzione. L’accordo strategico di oggi e il quadro più ampio in cui si inserisce sono per noi grande motivo di orgoglio e ci spronano a fare sempre meglio”.

Il progetto d’investimento produttivo è finalizzato all’attivazione e messa in esercizio del complesso industriale, denominato “Edificio 23”, sito in Siena, all’interno del campus scientifico di GSK (dove ha la sede legale e operativa Tls Sviluppo), consentirà, una volta ottenute le necessarie autorizzazioni, la produzione di almeno 100.000 dosi di soluzioni profilattiche e terapeutiche come anticorpi e vaccini, a trimestre. L’impianto industriale è già dotato di apparecchiature idonee alla produzione di proteine ricombinanti e polisaccaridi per uso umano. Sono previsti interventi edili di riqualificazione del complesso industriale, come anche l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature, che permetteranno di produrre su base industriale anche l’anticorpo sviluppato. L’investimento previsto è pari a 10milioni e 400mila euro.

Il progetto di sviluppo sperimentale è finalizzato allo sviluppo e successiva validazione clinica degli anticorpi monoclonali, idonei a debellare la patologia derivante da Sars-Cov-2 e all’ottenimento dell’autorizzazione per un loro uso emergenziale. Prevede un investimento finanziario di 27 milioni e 660mila euro.

 

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