Coronavirus in Toscana: 50 nuovi casi, età media 42 anni

Coronavirus in Toscana: 50 nuovi casi, età media 42 anni

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 150 (14 in meno rispetto a ieri), 32 in terapia intensiva (6 in meno rispetto a ieri). Il bollettino odierno del Coronavirus in Toscana

Sono 50 in più rispetto a ieri i nuovi casi positivi in Toscana (45 confermati con tampone molecolare e 5 da test rapido antigenico), che portano a 243.984 i casi registrati dall’inizio della pandemia. I nuovi casi sono lo 0,02% in più rispetto al totale del giorno precedente. L’età media dei 50 nuovi positivi odierni è di 42 anni circa (14% ha meno di 20 anni, 32% tra 20 e 39 anni, 34% tra 40 e 59 anni, 14% tra 60 e 79 anni, 6% ha 80 anni o più).

Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti Covid oggi sono complessivamente 150 (14 in meno rispetto a ieri, meno 8,5%), 32 in terapia intensiva (6 in meno rispetto a ieri, meno 15,8%).

I guariti dal Coronavirus in Toscana crescono dello 0,1% e raggiungono quota 234.478 (96,1% dei casi totali). Oggi sono stati eseguiti 6.813 tamponi molecolari e 6.990 tamponi antigenici rapidi, di questi lo 0,4% è risultato positivo. Sono invece 4.618 i soggetti testati oggi (con tampone antigenico e/o molecolare, escludendo i tamponi di controllo), di cui l’1,1% è risultato positivo. Gli attualmente positivi sono oggi 2.653, -6,9% rispetto a ieri.

Oggi si registrano 4 nuovi decessi: un uomo e 3 donne con un’età media di 87,5 anni.
Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 2 a Firenze, 1 a Siena, 1 a Grosseto.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia di Coronavirus in Toscana.

Di seguito i casi di positività sul territorio con la variazione rispetto a ieri (45 confermati con tampone molecolare e 5 da test rapido antigenico). Sono 67.364 i casi complessivi ad oggi a Firenze (21 in più rispetto a ieri), 22.568 a Prato (2 in più), 22.998 a Pistoia (3 in più), 13.310 a Massa (2 in più), 24.648 a Lucca (3 in più), 29.215 a Pisa, 17.488 a Livorno (3 in più), 22.853 ad Arezzo (3 in più), 13.850 a Siena (8 in più), 9.135 a Grosseto (5 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni. Sono 26 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 8 nella Nord Ovest, 16 nella Sud est.

La Toscana si trova al 12° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 6.651 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 7.179 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 8.814 casi x100.000 abitanti, Pistoia con 7.908, Pisa con 7.016, la più bassa Grosseto con 4.180.

Complessivamente, 2.503 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere o risultano prive di sintomi (184 in meno rispetto a ieri, meno 6,8%). Sono 10.697 (203 in più rispetto a ieri, più 1,9%) le persone, anche loro isolate, in sorveglianza attiva, perché hanno avuto contatti con persone contagiate (Asl Centro 5.980, Nord Ovest 3.972, Sud Est 745).

Le persone guarite sono 234.478 totali (244 in più rispetto a ieri, più 0,1%): 0 persone clinicamente guarite (stabili rispetto a ieri), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 234.478 (244 in più rispetto a ieri, più 0,1%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Sono 6.853 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 2.212 a Firenze, 596 a Prato, 627 a Pistoia, 525 a Massa Carrara, 666 a Lucca, 701 a Pisa, 416 a Livorno, 503 ad Arezzo, 332 a Siena, 184 a Grosseto, 91 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità toscano (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 186,8 x100.000 residenti contro il 214,9 x100.000 della media italiana (12° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (276,5 x100.000), Prato (232,8 x100.000) e Firenze (224,3 x100.000), il più basso a Grosseto (84,2 x100.000).

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🎧”Partecipate al crowfounding per Robin Food”: la prima cooperativa fiorentina autogestita dai rider

🎧”Partecipate al crowfounding per Robin Food”: la prima cooperativa fiorentina autogestita dai rider

Robin Food partirà da settembre: oggi al via la campagna di crowfounding. Progetto che unisce tutela dei diritti, sostenibilità ambientale e sostegno dell’economia locale

Un’alternativa etica e sostenibile alle grandi piattaforme del food delivery sul mercato: nasce Robin Food, prima cooperativa autogestita dai riders fiorentini. “Noi siamo sette soci fondatori e tutti noi facciamo questo lavoro da tanti anni, abbiamo visto la crescita del settore che ha portato tanti lati negativi. Conoscendoci lavorando in città e nelle manifestazioni di piazza ha portato a far nascere questo progetto circa un anno fa”, racconta Nadim Hammami, uno dei soci fondatori, rider da 5 anni

Un protocollo d’intesa con Nidil Cgil per garantire la tutela dei diritti dei lavoratori e il lancio di una campagna di crowdfunding per sostenere l’avvio delle attività, dall’acquisto delle bici elettriche allo sviluppo della presenza in rete: decolla il progetto di Robin Food, la cooperativa di delivery fiorentina interamente posseduta ed autogestita da rider.

Sono 7 i soci fondatori della cooperativa: Simone Di Giulio, Luca Manetti, Nadim Hammami, Duccio D’Agnano, Salvatore Settimo Micciché, Alessandro Fabbri, Mahmad Bakro.

Il gruppo ha partecipato alla terza edizione di Smart and Coop, il bando promosso da Legacoop Toscana e Fondazione CR Firenze per sostenere la nascita di nuove coop formate da giovani under 35, ed ha intrapreso con il supporto di Legacoop Toscana il percorso di costituzione in cooperativa.

“La nostra cooperativa vuol essere un’alternativa etica e sostenibile rispetto alle grandi aziende che dominano il mercato del food delivery – afferma Simone di Giulio, presidente di Robin Food – Principalmente ci concentreremo sul settore del food delivery, ma gestiremo la logistica anche di altri beni lavorando con le aziende del territorio.”

Tra gli elementi distintivi che danno valore aggiunto al progetto c’è la scelta della forma giuridica – la cooperativa -, che garantisce la partecipazione democratica di tutti i lavoratori ed un’equa ripartizione degli utili tra di essi.

Robin Food garantirà la tutela dei diritti fondamentali dei lavoratori: questa mattina è stato siglato un protocollo di intesa con Nidil Cgil Toscana attraverso il quale la cooperativa si impegna ad applicare correttamente ai propri soci lavoratori e lavoratori la disciplina del lavoro subordinato, secondo i ccnl di settore.

Robin Food vuole offrire un modello più solidale, in termini di commissioni e soluzioni, anche alla stessa ristorazione locale e contribuire a generare valore per il territorio, sotto forma di tasse che rimarranno all’interno della comunità. Per le consegne verranno utilizzati solamente mezzi di trasporto non inquinanti, come biciclette e mezzi elettrici e nei packaging verranno privilegiati materiali ecologici.

Per sostenere l’avvio dell’attività la cooperativa lancia una da oggi su Eppela una campagna di crowdfunding. La piattaforma sarà disponibile da settembre.

La cifra che la cooperativa punta a raggiungere è di 15.000 euro e sarà utilizzata per sostenere le spese dell’acquisto di e-bike aziendali, biciclette cargo per la logistica, pagare la presenza in rete ed altre eventuali spese relative al progetto.

La piattaforma che gestirà gli ordini in arrivo si appoggia a CoopCycle, federazione internazionale di cooperative che usano lo stesso software condiviso e che collaborano per proporre una alternativa etica e sostenibile al modello dominante nel settore del food delivery.

In podcast: l’intervista a Nadim Hammami, rider da 5 anni e uno dei soci fondatori di Robin Food a cura di Monica Pelliccia

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🎧 L’apicoltore che parla con le api: “Il mio apiario all’Elba per aiutare gli impollinatori”

🎧 L’apicoltore che parla con le api: “Il mio apiario all’Elba per aiutare gli impollinatori”

Il suo apiario si trova nell’Orto dei Semplici, nell’Eremo di Santa Caterina, a Rio nell’Elba, dove si proteggono alcune specie botaniche tipiche dell’Arcipelago che offrono nutrimento agli insetti impollinatori

Con un sibilo acuto riesce a calmare e immobilizzare le api. Roberto Ballini, apicoltore da 50 anni originario dell’Isola D’Elba studia i ronzii delle api per comunicare con loro.

A vent’anni era un ciclista professionista, dopo un infortunio ha deciso di trasferirsi sull’isola e dedicarsi alla sua passione per l’apicoltura. “Ho smesso di correre a 28 anni, andavo fortissimo”, racconta l’apicoltore Ballini, “Ero depresso, presi un esaurimento all’ospedale di Pisa dove ero ricoverato. Poi dalla finestra ho visto un alveare quando sono uscito dall’ospedale ho deciso di tornare all’Elba dove erano originari i miei genitori e dedicarmi alla mia passione: l’apicoltura”.

roberto ballini
Foto Controradio

“Abbiamo studiato che con un sibilo da 260 hz a 400 hz si calmano, poi quando faccio l’acuto a 290 hz le api si bloccano. C’è sempre il dilemma della scoperta, di capire le motivazioni”. Dal 2004 studia il sibilo delle api e le frequenze per comunicare con loro, individuate grazie anche all’aiuto di un fisico tedesco. Con un sibilo acuto riesce a calmarle, dopo aver aperto l’arnia.

Ballini studia il modo di comunicare con le api in un momento in cui gli insetti impollinatori sono in rapido declino a causa di pesticidi, variabilità climatica e malattie: “Quando aprivo le arnie prima le api venivano fuori come da una bottiglia di champagne, ora non è più così”

Il suo apiario si trova nell’Orto dei Semplici, nell’Eremo di Santa Caterina, a Rio nell’Elba, dove si proteggono alcune specie botaniche tipiche dell’Arcipelago.”Questo luogo era meta di pellegrinaggi di marinai, adesso mi prendo cura delle api che arrivano con varie patologie, le porto qui e cerco di curarle con le piante presenti nell’Orto dei Semplici”

In podcast: l’intervista a Roberto Ballini a cura di Monica Pelliccia

 

 

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🎧 Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nei borghi toscani

🎧 Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nei borghi toscani

Poppi, San Godenzo, Anghiari, Montespertoli e Castiglion Fiorentino saranno i comuni che ospiteranno le esposizioni delle Terre degli Uffizi, visitabili per tutto il 2021

Le Terre degli Uffizi: al via con cinque mostre nel segno delle celebrazioni per i 700 anni di Dante e del legame tra il territorio e le collezioni del museo. Poppi, San Godenzo, Anghiari, Montespertoli e Castiglion Fiorentino saranno i borghi che ospiteranno le esposizioni che saranno visitabili per tutto il 2021.

Promossa dalle Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cr Firenze, si tratta del primo passo Uffizi diffusi. Cinque mostre nei borghi toscani come primo passo del programma degli Uffizi diffusi.

Terre degli Uffizi, è stata presentata oggi a Villa Bardini che propone cinque rassegne con prestiti provenienti dalle collezioni del celebre museo fiorentina. Per realizzare il progetto stipulato un protocollo di intesa tra Gallerie degli Uffizi e Fondazione Cr Firenze, con durata quinquennale. Le mostre interessano le celebrazioni per i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri e approfondiscono il legame tra il territorio e le collezioni del museo. La prima esposizione è in programma a Poppi (Arezzo) dal 17 luglio al 30 novembre; seguono poi quella a San Godenzo (Firenze), dal 26 luglio al 5 settembre; ad Anghiari, sempre nell’Aretino, dal 12 agosto al 6 gennaio, poi a Montespertoli (Firenze) dal 25 settembre al 10 dicembre e infine a Castiglion fiorentino dal 2 ottobre al 6 gennaio.

“Terre degli Uffizi è il primo progetto che prende avvio dalla strategia degli Uffizi diffusi – ha detto Eike Schmidt, direttore delle Gallerie degli Uffizi -. In poche parole, è come un robusto ramo che parta dal tronco di un albero estremamente vitale, in fase di crescita. Come ‘colonna sonora ideale’ di questo progetto potremmo pensare a una grande canzone rock: Magical Mystery tour dei Beatles”.

“Questa operazione è molto importante per il nostro territorio e per il mondo dell’arte – ha commentato il presidente di Fondazione Cr Firenze Luigi Salvadori – perché valorizza quel grande museo diffuso che è una delle ricchezze della Toscana e dell’Italia”. Per il presidente della Toscana, Eugenio Giani, si tratta di “cinque mostre che ci permettono, da luglio a settembre, di poter dare il senso concreto degli Uffizi diffusi, anche se nella volontà del direttore Eike Schmidt e della Regione Toscana gli Uffizi diffusi devono diventare qualcosa che non sia solo mostre temporanee, ma anche strutture permanenti”.

 

In podcast: il direttore delle Gallerie degli Uffizi Eike Schmidt racconta Le Terre Degli Uffizi

 

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Un centinaio di manifestanti sul sagrato di Santo Spirito “Riprendiamoci gli spazi pubblici”

Un centinaio di manifestanti sul sagrato di Santo Spirito “Riprendiamoci gli spazi pubblici”

Prosegue la protesta contro la cordonatura del sagrato della basilica di Santo Spirito e contro il divieto di stazionamento. Presidio iniziato alle 21.

Non si placa la bufera sulla cordonatura e sul divieto di stazionamento nella Piazza Santo Spirito. Un centinaio di manifestanti appartenenti a diverse realtà di movimenti sociali fiorentini si sono ritrovati nella piazza con cartelli e strumenti musicali alle ore 21.

Dopo un breve discorso nella piazza hanno scavalcato la cordonatura del sagrato della basilica e hanno iniziato un presidio davanti all’entrata, con una jam session musicale improvvisata.

I manifestanti e le manifestanti chiedono che sia mantenuto l’accesso alle piazze pubbliche e si oppongono al divieto di stazionamento attualmente in corso nella piazza.

Santo Spirito
Foto Controradio

“Contestiamo la cordonatura e il divieto di stazionamento e proponiamo anche un’idea diversa di città, siamo tutti cittadini. Siamo giovani e ci teniamo al fatto che le nostre piazze non diventino dei luoghi privati”, spiega un manifestante. “Tra le nostre richieste c’è anche quella di avere a disposizione un bagno pubblico e gratuito nella piazza”.

Il presidio è continuato sul sagrato della chiesa sventolando cartelli che chiedevano “Santo Libero”, “Chiediamo socialità non recinzioni e telecamere”.

 

Santo Spirito
Foto Controradio

“Chiediamo un uso diverso della città, non possiamo stazionare nelle piazze se non consumiamo: non vogliamo essere considerati solo come consumatori”, continua un altro manifestante.

Nei giorni scorsi si erano susseguiti commenti negativi sulla cordonatura di Santo Spirito. Dopo la bocciatura di critici d’arte, storici ed ex-sovrintendenti e quella dei vicini e delle vicine il dibattito era in corso già dai giorni scorsi quando i vicini l’avevano definita ai nostri microfoni: “un insulto alla bellezza della piazza”, ” brutti e costosi” e che si chiedono se altre soluzioni -come l’utilizzo di steward -sarebbero potute essere possibili e anche perché queste misure vengano attuate solo nella Piazza di Santo Spirito.

Per la Basilica di Santo Spirito, nello specifico, inoltre, “senza limiti di giorni ed orari, sull’intero sagrato (sia davanti alla facciata principale della Basilica sia davanti alla facciata laterale) è vietato lo stazionamento, è vietato il consumo di cibi e bevande di qualsiasi genere; il transito è consentito unicamente per l’accesso alla basilica, fatte salve le iniziative promosse o autorizzate dal Comune di Firenze o dalle Autorità Religiose”. Anche qui, come già accade da alcune settimane.

Sulle scale sotto la basilica resterà vietato, 24 ore su 24, il consumo di cibi e bevande di qualsiasi genere, anche questa misura già entrata in vigore da alcune settimane, oltre al divieto di stazionamento nei giorni sopra indicati.

Il presidio di stasera è stato organizzato lunedì scorso durante un’assemblea pubblica.
“Durante l’assemblea persone di età e zone diverse di Firenze si sono trovate d’accordo nel dire che non possiamo permettere che piazze pubbliche ci vengano tolte poco alla volta.
Finalmente questo spazio vedrà una nuova socialità fatta di musica, divertimento e rispetto per questo luogo e per chi lo abita. Per questo motivo alle persone che parteciperanno all’iniziativa di domani è stato chiesto di portare sacchi della spazzatura e cestini per contribuire a tenere la piazza pulita. Tra le richieste ci sarà anche quella di un bagno pubblico e gratuito”, dichiarano gli organizzatori del presidio,”Siamo stanchi di queste ordinanze folli che sembrano volerci togliere ogni possibilità di creare una socialità a meno che non sia a pagamento”

 

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