Euro2021: l’Italia cerca il riscatto dopo 10 anni di anonimato

La Eurocopa mantendrá su denominación “Euro2020”

Un anno dopo lo slittamento che fece discutere e non poco l’intero mondo del calcio, per Euro2021 è solo tempo di partire. Poche settimane ancora e la massima competizione per nazionali in Europa andrà in scena regalando un’estate di intrattenimento e passione per tutti i tifosi. Che, finalmente anche in Italia, potranno riappropriarsi del loro posto in tribuna dal momento che si va verso l’apertura degli stadi, seppur a capienza ridotta.

Dall’Italia alla Francia si è pronti per la kermesse, che parte con qualche certezza, con le solite sorprese ed ovviamente coi pronostici. Chi soffierà lo scettro al Portogallo, trionfatore all’Europeo francese del 2016? I favori dei pronostici, secondo gli esperti del sito di scommesse sportive Rabona, sono tutti dalla parte dell’Inghilterra, protagonista nell’ultimo mondiale russo e forse con la squadra più competitiva dell’ultimo ventennio. I tre leoni, a secco di trionfi dall’ormai lontano 1966, hanno forse la grande occasione di riscattare più di trent’anni di magra. La finale che si giocherà a Wembley pare essere un incentivo nemmeno troppo leggero per Kane e compagni che punteranno tutto sulla grande qualità di una rosa che ha pochi rivali. Sono proprio gli inglesi ad essere considerati i favoriti per la vittoria finale.

Subito dopo si trova la Francia campione del mondo ed allenata fin qui ottimamente da Didier Deschamps. Che ha sì perso una finale in casa, ma ha anche stravinto un mondiale smentendo tutti gli scettici sulla gestione dell’ex juventino, reo di aver eliminato Benzema dalla selezione francese e di aver puntato tutto su una generazione talentuosa ma considerata fin troppo giovane. I risultati hanno dato ragione al tecnico dei Bleu, ed ora ad Euro 2021 il double è l’obiettivo minimo dei transalpini. Un risultato possibile per una selezione ricca di talenti, nuovi e già affermati.

 Ma, come in ogni competizione, alla fine può spuntarla anche la Germania, che i principali portali di betting segnalano sempre come possibile vincitrice. I tedeschi, che saluteranno Low per l’occasione, possono tornare al trionfo e chiudere un ciclo che ha visto portare a Berlino la coppa del mondo nel 2014.  Si tratta forse della nazionale che, assieme alla Spagna, ha avuto un ricambio generazione all’altezza. Per gli esperti proprio le Furie Rosse possono insidiare le squadre sopracitate: il ricambio, dopo i fasti vissuti tra il 2008 e il 2012, a cui ha fatto seguito qualche scivolone di troppo, infine c’è stato e la Spagna può contare sui suoi campioni, su una difesa che si è arricchita e un centrocampo che non ha perso la sua qualità. Più defilate ma da osservare anche Belgio e Italia.

Gli azzurri di Mancini devono riscattare più di un decennio di anonimato: dopo il Mondiale del 2006 i danni fatti in Italia sono noti, ora si offre la possibilità di riscatto. Non senza incognite è il caso di dire che gli azzurri possono essere la vera sorpresa del campionato europeo. Tenendo bene a mente un mantra: quando si parte sfavoriti, in Italia, spesso si vince. Ora la palla e il giudizio passano al campo, che è pronto a dare le sue risposte.

Investire in un anno incerto come il 2021: consigli, linee guida e strategie

Guida agli investimenti online sui mercati finanziari nel 2021 -  RovigoOggi.it

Grazie all’ingresso delle nuove tecnologie nel mondo della finanza e al conseguente accesso di massa a servizi prima fruibili da pochi, oggi la gamma di opzioni a disposizione degli investitori si è notevolmente ampliata: se nel passato, infatti, investire in soluzioni di qualità era molto difficile, oggi tutti possono accrescere il proprio capitale senza doversi imbattere in spese e rischi eccessivi.

Investire in un anno come il 2021, però, può chiaramente generare delle incertezze: l’economia è sopravvissuta ad un anno complesso come quello precedente uscendone estremamente forgiata. Comprensibile, quindi, la paura e l’insicurezza dei risparmiatori nell’individuare la soluzione più adatta alle loro esigenze.

Il primo suggerimento degli esperti è provare ad investire una cifra base, che possa consentire di calibrare i rischi e valutare bene la propria situazione personale. Molti, infatti, potrebbero pensare di rinviare la scelta di investire o rinunciarvi totalmente, ma non c’è nulla di più sbagliato: oggi i mercati si stanno muovendo molto più velocemente e i listini azionari stanno recuperando i valori perduti durante la crisi, riconfermandosi l’unica asset class con prospettive di rendimento positive di medio termine.

Ma quale sarebbe la strategia migliore per investire 20.000 euro? Ammesso che non esista una soluzione efficace per tutti e cambiando di persona in persona situazioni, esigenze e possibilità, la prima espressione chiave è ovviamente quella di “ridurre i costi e massimizzare i rendimenti”. Una volta definiti i propri obiettivi, importantissimo è anche capire dove investire e a chi rivolgersi: affidarsi a un consulente, rivolgersi a un broker o acquistare quote in un fondo di investimento. In questa scelta, risulta fondamentale comprendere la differenza tra consulenza finanziaria indipendente e consulenza tradizionale: la prima non riceve commissioni sull’investimento che consiglia, la seconda invece guadagna in base ai prodotti consigliati. Anche comporre il proprio portafoglio è difficile, il consiglio in questo caso è di scegliere prodotti diversificati, e di creare un Piano di accumulo regolare, versando una quota ogni mese, mettendosi al riparo da possibili fluttuazioni negative dei mercati: in questo modo il momento di ingresso, il timing, non sarebbe un problema.

Si tratta di una serie di accorgimenti relativi alla strategia migliore per investire 20.000 euro, che permettono al risparmiatore di investire in modo sicuro e profittevole: i consigli possono aiutare a riflettere, a prendere le scelte giuste in base alla propria situazione e a raggiungere nel tempo tutti gli obiettivi prefissati.

Qualità e quantità, le nuove sfide del mondo del gaming

Gaming in streaming: quale scegliere tra i servizi Microsoft, Google,  NVIDIA e Sony - HDblog.it

Il Covid-19 ha definitivamente mutato le abitudini delle persone. In Italia forse qualcuna in più, come dicono i dati dell’ultimo anno. I cittadini della Penisola hanno scoperto passioni mai esplorate, hanno conosciuto nuovi hobby, e l’aumento del tempo libero ha dato loro la possibilità di prestare attenzione ad elementi di routine troppo spesso accantonati.

Ogni settore ha così scoperto un autentico boom. Da quelli alimentari e legati al cibo fino ai motori, i social, l’intrattenimento. Proprio quest’ultimo settore, si può dire, sta giovando ancora oggi del permanere delle misure di contenimento della pandemia.

In particolare il mondo dei videogiochi e del gambling. Tutto ciò con buona pace degli utenti, che apprezzano, ma anche dei produttori, chiamati ad un ulteriore salto di qualità. Quando si parla di giochi, difatti, si parla anche di coniugazione dei concetti di qualità e quantità. Con una situazione in perenne divenire, oggi la qualità è importante ma la quantità ha assunto un valore maggiore, tanto nel mondo dei videogiochi da console, di cui vengono rilasciati aggiornamenti continui, finanche settimanali, tanto in quello delle slot machine online, dove le software house hanno cominciato a sviluppare quasi un titolo al giorno.

Il tutto in una rapida successione volta ad accontentare tutti gli step necessari per la produzione e pubblicazione di un titolo: certificazione, omologazione ed implementazione.Ciò comporta una rivisitazione sempre più frequente di uno stesso gioco che, su lungo termine, potrebbero avere un impatto negativo su operatori e giocatori.

Questo, assieme ad altri temi, è stato discusso da un gruppo di esperti, che ha cercato anche di ipotizzare scenari e soluzioni future. Da alcune analisi, a firma Leander Games, è emerso che le prestazioni massimali dei giochi adesso sono diminuite a due settimane.

Proprio per il consolidamento delle pubblicazioni di nuovi titoli, fino a 30 in un solo mese. I costi non sono aumentati, ma la qualità rischia di diminuire e di negare l’affezionamento dei giocatori ad un determinato titolo. Quando tutto sarà finito, questo potrebbe diventare un clamoroso boomerang.

Vi sono soluzioni? Certo che sì: alcuni operatori stanno lavorando su un altro fronte. Lo sviluppo di una trama applicata alla versione dei giochi prodotti, così da invogliare l’utente a legarsi ad un tema. Metodo, questo, sperimentato nel mondo delle slot con indubbi vantaggi.

Gli analisti si sono chiesti quali siano i fattori che determinano lo sviluppo di un gioco. Molti dati vengono acquisiti visualizzando l’attività dei giocatori in ogni sessione: quando entrano, quando e con che frequenza girano i rulli di una slot virtuale, quando se ne vanno e quando tornano a giocare.

I dati raccolti vengono utilizzati per sviluppare nuovi giochi: gli operatori, ora, devono solo decidere se creare più titoli o sceglierne pochi ma buoni. Un dubbio atroce.

Come viene utilizzato internet in Toscana?

La Toscana è storicamente una regione molto attenta alle novità ed alla tecnologia. Non a caso in questa regione tanto è stato fatto dal punto di vista della diffusione di internet veloce. La Toscana è stata tra le prime in Italia ad impegnare risorse pubbliche e mettersi al lavoro per portare la banda larga e poi la banda ultralarga nelle cosiddette ‘aree bianche’, ovvero i territori dove, per i i pochi abitanti, la distanza e la scarsa presenza di aziende, gli operatori privati hanno deciso di non voler investire. La rete in fibra ottica a cui sta lavorando Regione Toscana è in linea con la “Strategia Italiana per la banda ultra larga” e ha come obiettivi quelli fissati dall’Agenda Digitale Europea.

Complessivamente è prevista la copertura in banda ultra larga di oltre 640 mila unità immobiliari (abitazioni ed imprese) in 268 Comuni. Il progetto procede per lotti. Vista la quantità degli enti coinvolti, per velocizzare l’iter delle autorizzazioni la Regione ha promosso la sottoscrizione di diversi Accordi di Programma tra i soggetti chiamati al rilascio di autorizzazioni, pareri e nulla-osta. Sono stati sottoscritti complessivamente 6 Accordi di programma.

A questo punto il progetto può dirsi dunque avviato in tutti i territori. Molti sono già avanti tanto che a fine settembre 2019 è partita la commercializzazione in via sperimentale del servizio in fibra nei primi tre comuni dove è intervenuto il concessionario Open Fiber: Buonconvento (SI), Chianciano Terme (SI), e San Vincenzo (LI). Ad oggi sono attivabili i servizi FTTH nelle aree bianche di altri nove comuni toscani: Castel Focognano, Castel San Niccolò, Fauglia, Firenzuola, Grosseto, Montescudaio, Palazzuolo sul Senio, San Casciano dei Bagni, Talla. E sabato inizierà la vendita nei servizi in altri tre territori, stavolta nel grossetano: Roccalbegna, Santa Fiora e Semproniano.

Come viene utilizzato internet in Toscana

Detto della diffusione del web sul territorio regionale è ora il tempo di parlare di come viene utilizzata la rete in regione. Negli ultimi mesi molte attività sono state rivolte al tema dello smart working. Un tema molto influente in regione visto che sono sempre più i lavoratori che adottano questa soluzione. In Toscana sono diverse le iniziative che combinano la possibilità di soggiornare in mezzo alla natura e di continuare a svolgere con tutti i requisiti del caso, la propria professione lontani dall’ufficio.

Non siamo ancora in presenza di una rete organizzata e votata alla conversione delle strutture turistiche in destinazioni per il lavoro agile ma la strada sembra segnata, anche grazie alla partecipazione attiva degli enti locali. La startup innovativa Smartway, per esempio, ha sviluppato una piattaforma digitale per offrire a condizioni agevolate a Montepulciano una selezione di strutture ricettive (agriturismi, appartamenti nel centro storico, B&B e anche boutique hotel) agli amanti delle colline e della storia medievale senese. A Pontremoli, invece, nel cuore della Lunigiana, l’idea di attrarre smart worker da tutta Italia è venuta all’associazione di Turismo Responsabile Farfalle in Cammino, che con il patrocinio del comune ha lanciato un progetto senza scopo di lucro, Startworking.live, destinato per l’appunto a chi è in cerca di un alloggio per lavorare a distanza e per godere di panorami incantevoli durante le pause lavoro con l’immancabile roulette.

Il primo social network per la beneficenza

Pisa è la prima città al mondo ad aver creato un social network gratuito dedicato alla beneficenza, pensato per creare un filo diretto e una community tra enti no profit e donatori. Il progetto è stato creato e realizzato dalla Linari Medical srl, società attiva nella tele riabilitazione neurovisiva, attraverso lo sviluppo di un’app chiamata “Really Friend“, che è stata presentata ieri nella sede pisana di Confesercenti Toscana Nord.

La piattaforma digitale è già gratuitamente scaricabile su App Store e Google Play e ha come oggetto esclusivamente contenuti e attività di sostegno sociale, principalmente con raccolte fondi organizzate e certificate: su Really Friend non si chiede l’amicizia ma si diventa automaticamente amici di chi ha donato alla stessa campagna.  Per gli enti no profit pubblicare le campagne su Really Friend è semplice: basta descrivere il progetto, la sua durata e l’obiettivo economico della raccolta. In tempo reale su ogni campagna saranno visualizzabili gli importi donati e un countdown per il raggiungimento dell’obiettivo, senza alcun costo di registrazione né per gli utenti né per l’ente beneficiario, che avrà sempre l’obbligo di documentare come sono stati impiegati i fondi raccolti. La donazione invece ha un importo minimo di un euro.

Millennials, un universo con cui fare i conti


Tutto il mondo, e certo anche quello del gioco d’azzardo, sta guardando ad un nuovo universo. Quello dei Millennials, che hanno fatto irruzione e si sono presi la scena. Del mercato, s’intende. Così aziende di gaming stanno studiando tutte le strategie idonee per far breccia nel cuore di questa generazione, anche alla luce di mutati scenari dovuti alla pandemia.

Non potrebbe essere altrimenti, essendo quello dei Millennials un universo con cui fare i conti, soprattutto in vista del futuro: è su questo target che ci sarà da ragionare con maggior razionalità.

Aiden Shortt, CEO di Lilywhite Limited, ne ha ampiamente parlato in un articolo, pubblicato sul blog dello IAGR: “Missing The Millennials in translation”. Lucida analisi, la sua, che parte da uno stereotipo: quello di considerare i Millennials come una generazione difficile, all’insegna del me-me-me (egoistico “io, io, io”).

Sono queste le macchie di cui vengono spesso tacciati quelli nati tra il 1981 e il 1996, che le ricerce del PEW Research Center indica come istruiti, perlopiù conviventi e risparmiatori. Forbes, invece, da parte sua sostiene che questa generazione può diventare la più spendacciona di tutte, al momento in cui bilancia spesa e guadagni. Ma il Covid-19 ha prodotto nuovi cambiamenti. Quali?

Per Aideen, nel breve termine, lo status pro cambierà. E i Millennials dovranno fare i conti con una società che cura molto gli individui, e che prevede maggior responsabilità sociale, soprattutto nelle imprese.

Per il mercato del gioco d’azzardo, i Millennials sono un target in crescita esponenziale, pronto a diventare dominante nei prossimi anni e con cui l’industria intera dovrà fare i conti senza cadere nei soliti pregiudizi. Partendo da un assunto: coi Millennials cambiano anche stile di vita e potere di acquisto.

Ciò introduce ad altre riflessioni: quella primaria che prevede di pensare prima di tutto a concetti come “esperienza”, “vantaggio”, “occasione”, bypassando idee come brand e marchi che per questa generazione hanno un peso nettamente minoritario. Dunque più spazio alle start-up, anche nel mondo del gioco, per creare strategie che premino la personalizzazione e la caratterizzazione delle offerte.

Occhio di riguardo anche alla tecnologia: quella dei Millennials è la generazione iperconnessa, di smartphone, tablet, omnichannel, hi-tech. Una generazione che premia, anche qui, l’esperienza.

Si pensi al successo del betting virtuale o, meglio ancora, degli eSports, particolarmente apprezzati dai membri di questa generazione. Altro punto: la responsabilità sociale, a cui risultano essere sensibili praticamente tutti i Millennials. Attenti, cioè, a temi come ambiente, razzismo, sessualità.

L’Italia, con questa generazione, ha un rapporto già compromesso. Anche per la crisi post-Covid, i cui strascichi rischiano di essere disastrosi. Inoltre il Belpaese è primatista in Europa per il maggior numero di NEET, ovverosia tutti quei giovani tra 19 e 25 anni che non studiano né lavorano. Ma qualcosa nel Paese sta cambiando e stavolta non in peggio.

Basti pensare agli esempi virtuosi che, per i Millennials, arrivano dalla regione Toscana. Che ha rilanciato il suo turismo, nell’estate del Coronavirus, proprio puntando su questo target. Creando offerte a misura d’uomo, personalizzando e mirando al cuore del tutto: la voglia sconfinata che questa generazione ha di viaggiare. Una strategia importante se non altro per aprire la pista e migliorare i rapporti tra l’Italia e i suoi Millennials… L’articolo “I millennials sono il nuovo centro di gravità del gioco d’azzardo” proviene da www.giochidislots.com