Renzi: chi vota Pd vota per Fratoianni

Renzi: chi vota Pd vota per Fratoianni

Lo ha detto il leader Iv Matteo Renzi intervenendo al Caffè de La Versiliana a Marina di Pietrasanta (Lucca). “A Letta dico: se vuoi perdere le elezioni la prima cosa è dire aumento le tasse” ha aggiunto Renzi

Un fiume in piena. In molti sostengono che Renzi dà il meglio si sè in campagna elettorale (dimenticandosi però il 16% ottenuto dal Pd nel 2018). Di sicuro sul palco della Versiliana è apparso in gran spolvero.

“Oggi chi vota Pd vota per Fratoianni” e “chi vota Di Maio vota per Pd. Non siamo andati via per un problema caratteriale ma perché Pd ha perso se stesso” ha detto tra le altre cose.

“Dalla caduta del governo Letta -ha aggiunto Renzi–  ha fatto una serie di errori. Aveva tre possibilità: urlare allarme, ci sono i fascisti alle porte, lo ha fatto ed è stato un errore. Letta e Meloni poi sono molto amici. Poteva fare un appello repubblicano e chiamare tutti contro questo pericolo. Secondo punto, poteva dire io parto dall’agenda Draghi e poteva fa un raccordo con noi e Azione. Oppure dire io vado da solo con il Pd. Ha fatto invece un appello, ha lasciato noi fuori per rancore personale poi ha allontanato Azione. Poi se vuoi perdere le elezioni la prima cosa è dire aumento le tasse”.

“Io con M5s non ho governato, ho fatto un accordo per mandare a casa Salvini. Pur di bloccare Salvini ho fatto un accordo con i grillini” ha poi precisato Renzi. Che ha aggiunto ancora  “Sibilia ha detto che Calenda e Renzi sono i più antipatici del mondo. Chi è Sibilia? E’ ancora sottosegretario all’Interno, e lo è stato anche troppo, ed è uno che dice che lo sbarco sulla luna non c’è stato. Ma tra un antipatico e un incompetente chi è meglio votare?”.

Infine su Conte “Far cadere il governo Draghi e andare alle urne è un errore clamoroso di Giuseppe Conte su cui hanno messo il carico Salvini e Berlusconi” ha chiosato Renzi.

Che ha concluso “dire che Meloni è fascista è un errore. Ha ragioni culturali che non sono le mie, non è all’altezza di fare la premier per le sue idee economiche e per i suoi alleati”.

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Piombino: anche la CGIL contro il rigassificatore

Piombino: anche la CGIL contro il rigassificatore

La Cgil provincia di Livorno e la Cgil provincia di Grosseto esprimeranno parere contrario alla realizzazione del rigassificatore di Piombino, indipendentemente da qualsiasi proposta relativa ad opere compensative. Intanto la Regione chiede altri documenti a Snam per chiarire i dubbi e le criticità evidenziate dagli enti che hanno già inviato il loro parere al commissario straordinario

Altre nubi si addensano sulla realizzazione del rigassificatore di Piombino. La  Struttura commissariale della Regione Toscana ha infatti inviato a Snam uUna richiesta di integrazione dei documenti sul progetto , così, viene detto, da chiarire i dubbi e le criticità evidenziate dagli enti che hanno già inviato il loro parere al commissario straordinario. Mentre, a quelli già espressi, oggi si aggiunge anche il parere contrario della CGIL

“Operatività del porto di Piombino; rischio incidenti gravi dovuti ad aerei; danni all’ecosistema causati dallo sversamento di cloro: senza garanzie chiare su questi tre aspetti la Cgil provincia di Livorno e la Cgil provincia di Grosseto esprimeranno parere contrario alla realizzazione del rigassificatore di Piombino, indipendentemente da qualsiasi proposta relativa ad opere compensative. È quanto abbiamo scritto nel documento che abbiamo inviato oggi al commissario Eugenio Giani”.

Lo afferma il sindacato che, in una nota, spiega di aver incontrato, nei giorni scorsi, Giani e Snam per conoscere i dettagli del progetto.

“A quando si apprende – spiegano Fabrizio Zannotti, segretario Cgil Livorno e Monica Pagni, segretaria Cgil Grosseto – per le manovre di una metaniera in ingresso e in uscita dal porto di Piombino  servirebbero circa quattro ore, mentre per il suo scarico tra le 24 e le 48 ore. Se cosi fosse si genererebbero danni incalcolabili per i cittadini elbani per quanto riguarda la continuità territoriale, danni all’istruzione e alla sanità. Senza contare i contraccolpi negativi sul turismo e sul lavoro dei pescherecci”.

Zannotti e Pagni sottolineato inoltre che “l’impegno della banchina per circa tre anni potrebbe causare problemi alla siderurgia”. “Dalla documentazione che ci ha fornito Snam – aggiungono – non risulta inoltre una valutazione su ipotetici incidenti gravi causati da aerei o elicotteri. Una mancanza inaccettabile: riteniamo fondamentale allestire un piano di evacuazione. Un’esplosione con raggio di 1,5 km potrebbe infatti mandare in tilt la viabilità del porto di Piombino, isolandolo così dalla città e lasciando i cittadini e i lavoratori a gestire da soli l’emergenza”. Per Zannotti e Pagni è “importante anche trovare una soluzione per gli sversamenti di cloro: essi non sono infatti del tutto trascurabili e nel medio periodo potrebbero compromettere l’immagine dell’industria ittica di tutta l’area”.

Nel documento della Struttura commissariale  documento, firmato da Edo Bernini, responsabile del procedimento e direttore della direzione Ambiente ed energia della Regione, si  chiede invece a Snam “di integrare la documentazione depositata in riscontro” a quanto indicato da alcuni enti, tra cui i Vigili del fuoco di Livorno, Arpat, l’Autorità portuale, il Comune di Piombino, il Genio civile, il ministero della Transizione ecologica e quello delle infrastrutture. Si chiede inoltre di “integrare la documentazione con uno specifico studio relativo alle ricadute socio-econimiche del progetto”. La documentazione integrativa dovrà essere trasmessa entro il termine di 20 giorni dal ricevimento della comunicazione della Regione.

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Piombino, rigassificatore: sindaco contro Giani, “agisce in spregio democrazia e trasparenza”

Piombino, rigassificatore:  sindaco contro Giani, “agisce in spregio democrazia e trasparenza”

 “Il Comune di Piombino ha avanzato delle richieste nei confronti del commissario straordinario Eugenio Giani in ordine al procedimento per il rigassificatore: spiace constatare che il commissario continua ad agire in spregio ai principi di democrazia, trasparenza e partecipazione”.

Sul rigassificatore di Piombino si imfiamma ancor più lo scontro tra il comune e la Regione, con il presidente Giani chiamato direttamente in causa per il suo ruolo di commissario goverativo.

“Appena aperto il procedimento – spiega il sindaco di Piombino, Francesco  Ferrari in una nota – abbiamo avanzato tre richieste: la prima di avere integrazioni documentali sul progetto da parte di Snam, la seconda per far includere tra i soggetti ai quali viene richiesto un parere anche gli altri Comuni della Val di Cornia, quelli dell’Isola d’Elba, il Comune di Follonica e il Comitato salute pubblica e la terza, forse la più importante, era quella di avviare un’inchiesta pubblica”.

Giani, soiega ancora il sindaco di Piombino, ha accolto la prima richiesta concedendo a Snam venti giorni per integrare la documentazione originariamente prodotta, “gravemente carente sotto molti aspetti, anche, e soprattutto – spiega Ferrari – per quanto riguarda i numerosi rischi per la salute e la pubblica incolumità”.

Tuttavia, aggiunge il sindaco, “la Regione Toscana non ha sospeso il procedimento costringendo così tutti gli enti a esprimere il proprio parere senza avere il tempo di approfondire adeguatamente la documentazione integrativa che sarà depositata da Snam”, e il commissario Giani, “senza dare alcuna spiegazione sul motivo di questa scelta, ha accolto solamente i Comuni di San Vincenzo e Campiglia Marittima escludendo tutti gli altri e il Comitato salute pubblica. Se già questo non fosse sufficiente, ha rigettato la richiesta di avviare un’inchiesta pubblica” conclude ì il sindaco di Piombino, Francesco Ferrari, in merito al procedimento autorizzativo per il posizionamento del rigassificatore nel porto di Piombino (Livorno).

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