Att e Ristoratori Toscana offrono pranzo di Natale a malati oncologici soli

Att e Ristoratori Toscana offrono pranzo di Natale a malati oncologici soli

Il pranzo di Natale a domicilio per i malati oncologici soli. E’ questa l’iniziativa svolta oggi 25 dicembre 2020, dall’Associazione Tumori Toscana (Att) e Ristoratori Toscana per far vivere un Natale meno difficile a tutti quei pazienti curati a domicilio. Pazienti che, a causa delle restrizioni anticovid, si trovano a vivere una condizione di solitudine o di difficoltà economica.

I medici e gli infermieri dell’Att, che ogni giorno curano a domicilio i malati oncologici, hanno organizzato un giro di visite speciale per recapitare il pranzo di Natale a casa dei malati che si trovano in una situazione di particolare disagio. “È stato emozionante – ha detto Giuseppe Spinelli, presidente Att – portare, insieme al pranzo, un sorriso e un abbraccio a queste famiglie che stanno soffrendo. In un giorno come il Natale, specialmente in questo momento storico, è importante non dimenticarsi di chi sta combattendo una doppia battaglia, contro il tumore e contro il virus”.

Pasquale Naccari, presidente dei Ristoratori Toscana, ha sottolineato: “Stiamo attraversando un momento molto difficile, ma chi ha problemi di salute è ancora più fragile. Nel giorno di Natale abbiamo voluto essere vicini a tutti quei malati soli, che in questo anno particolare non sono vicini ai propri cari e alla propria famiglia”. Per Giani, “mai come quest’anno, scegliere di stare accanto ai malati di tumore può davvero fare la differenza per loro e i loro familiari”.

“Ancora una volta i fiorentini hanno messo in mostra il loro grande cuore solidale – ha detto Dario Nardella – e hanno teso la mano alle persone più fragili”. “Questo anno ha messo a dura prova anche la nostra città – ha detto Biffoni -. Ha fatto emergere nuove fragilità ma allo stesso tempo Prato ha dimostrato un senso di comunità fortissima”.

L’iniziativa, spiega una nota, ha avuto luogo nelle città di Firenze, Prato e Pistoia. Presenti, tra gli altri, il presidente della Toscana Eugenio Giani, insieme agli assessori regionali Simone Bezzini, Serena Spinelli, e Leonardo Marras, oltre ai sindaci di Firenze Dario Nardella, di Prato Matteo Biffoni, e di Pistoia Alessandro Tomasi, accompagnati da vari assessori.

L'articolo Att e Ristoratori Toscana offrono pranzo di Natale a malati oncologici soli proviene da www.controradio.it.

Coronavirus in Toscana: 613 nuovi positivi, 6 i nuovi decessi

Coronavirus in Toscana: 613 nuovi positivi, 6 i nuovi decessi

Gli attualmente positivi al Coronavirus in Toscana sono ad oggi, 25 dicembre 2020, 11.269, +2,7% rispetto a ieri. I ricoverati sono 1.009 (40 in meno rispetto a ieri), di cui 166 in terapia intensiva (5 in più). 6 i nuovi decessi: 5 uomini e una donna con un’età media di 75,5 anni.

I nuovi casi di coronavirus in Toscana sono lo 0,5% in più rispetto al totale del giorno precedente. I guariti crescono dello 0,3% e raggiungono quota 103.328 (87,5% dei casi totali). I tamponi eseguiti hanno raggiunto quota 1.841.106, 11.029 in più rispetto a ieri, di cui il 5,6% positivo. Sono invece 3.806 i soggetti testati oggi (escludendo i tamponi di controllo), di cui il 16,1% è risultato positivo. A questi si aggiungono i 3.850 tamponi antigenici rapidi eseguiti oggi.

Questi i dati – accertati alle ore 12 di oggi sulla base delle richieste della Protezione Civile Nazionale – relativi all’andamento dell’epidemia del coronavirus in Toscana. L’età media dei 613 casi odierni è di 46 anni circa (il 12% ha meno di 20 anni, il 24% tra 20 e 39 anni, il 37% tra 40 e 59 anni, il 20% tra 60 e 79 anni, il 7% ha 80 anni o più).

Si ricorda che a partire dal 24/06/2020, il Ministero della Salute ha modificato il sistema di rilevazione dei dati sulla diffusione del Covid-19. I casi positivi non sono più indicati secondo la provincia di notifica bensì in base alla provincia di residenza o domicilio.

Di seguito i casi di positività al coronavirus in Toscana, con la variazione rispetto a ieri. Sono 32.949 i casi complessivi ad oggi a Firenze (139 in più rispetto a ieri), 10.274 a Prato (50 in più), 10.355 a Pistoia (42 in più), 7.565 a Massa (47 in più), 12.229 a Lucca (80 in più), 16.468 a Pisa (83 in più), 8.442 a Livorno (74 in più), 10.408 ad Arezzo (32 in più), 4.782 a Siena (37 in più), 4.128 a Grosseto (29 in più). Sono 555 i casi positivi notificati in Toscana, ma residenti in altre regioni.

Sono 242 i casi riscontrati oggi nell’Asl Centro, 274 nella Nord Ovest, 97 nella Sud est.

La Toscana si trova al 11° posto in Italia come numerosità di casi (comprensivi di residenti e non residenti), con circa 3.168 casi per 100.000 abitanti (media italiana circa 3.329 x100.000, dato di ieri). Le province di notifica con il tasso più alto sono Prato con 3.987 casi x100.000 abitanti, Pisa con 3.930, Massa Carrara con 3.882, la più bassa Siena con 1.790.

Complessivamente, per coronavirus in Toscana, 10.260 persone sono in isolamento a casa, poiché presentano sintomi lievi che non richiedono cure ospedaliere, o risultano prive di sintomi (340 in più rispetto a ieri, più 3,4%).

Sono 21.481 (418 in meno rispetto a ieri, meno 1,9%) le persone, anch’esse isolate, in sorveglianza attiva perché hanno avuto contatti con persone contagiate (ASL Centro 6.091, Nord Ovest 11.546, Sud Est 3.844).
Le persone ricoverate nei posti letto dedicati ai pazienti COVID oggi sono complessivamente 1.009 (40 in meno rispetto a ieri, meno 3,8%), 166 in terapia intensiva (5 in più rispetto a ieri, più 3,1%).

Le persone complessivamente guarite sono 103.328 (307 in più rispetto a ieri, più 0,3%): 437 persone clinicamente guarite (48 in più rispetto a ieri, più 12,3%), divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione e 102.891 (259 in più rispetto a ieri, più 0,3%) dichiarate guarite a tutti gli effetti, le cosiddette guarigioni virali, con tampone negativo.

Purtroppo, oggi si registrano 6 nuovi decessi per coronavirus in Toscana: 5 uomini e una donna con un’età media di 75,5 anni.

Relativamente alla provincia di residenza, le persone decedute sono: 1 a Firenze, 1 a Pistoia, 2 a Siena, 2 a Grosseto.

Sono 3.558 i deceduti dall’inizio dell’epidemia cosi ripartiti: 1.210 a Firenze, 242 a Prato, 270 a Pistoia, 375 a Massa Carrara, 323 a Lucca, 403 a Pisa, 262 a Livorno, 212 ad Arezzo, 120 a Siena, 88 a Grosseto, 53 persone sono decedute sul suolo toscano ma erano residenti fuori regione.

Il tasso grezzo di mortalità per coronavirus in Toscana (numero di deceduti/popolazione residente) per Covid-19 è di 95,4 x100.000 residenti contro il 117,5 x100.000 della media italiana (11° regione). Per quanto riguarda le province, il tasso di mortalità più alto si riscontra a Massa Carrara (192,4 x100.000), Firenze (119,6 x100.000) e Pisa (96,2 x100.000), il più basso a Grosseto (39,7 x100.000).

Si ricorda che tutti i dati saranno visibili dalle ore 18.30 sul sito dell’Agenzia Regionale di Sanità a questo indirizzo: www.ars.toscana.it/covid19

L'articolo Coronavirus in Toscana: 613 nuovi positivi, 6 i nuovi decessi proviene da www.controradio.it.

Grosseto: violenze contro anziano disabile, allontanata parente

Grosseto: violenze contro anziano disabile, allontanata parente

Violenze fisiche e psicologiche nei confronti dell’anziano parente invalido a cui avrebbe dovuto badare. Questo è quanto è stato scoperto dai carabinieri di Grosseto che attraverso telecamere e microspie hanno documentato numerosi episodi di violenza commessi da una donna nei confronti dell’anziano.

Le violenze di questi mesi si sono tradotte in colpi vibrati con scope, mattarello, bottiglie, oltre a pugni alla testa, schiaffi, minacce con un coltello, e continue offese. Le indagini sono iniziate a settembre scorso, quando i carabinieri di Monterotondo Marittimo (Grosseto) sono venuti a conoscenza che un anziano uomo invalido, nato nel 1942, era da tempo vittima di maltrattamenti in casa. Le violenze, infatti, erano opera della donna che viveva con lui.

I militari di Grosseto si sono dunque attivati raccogliendo riscontri documentali e testimonianze di persone a lui vicine, che confermavano la presenza di segni delle violenze sul corpo dell’anziano. L’uomo, non essendo più in grado di esprimersi, non poteva riferire le sofferenze che quasi quotidianamente subiva. Nei confronti della donna è stata emessa la misura cautelare del divieto di avvicinamento all’anziano, che adesso è stato affidato ai servizi sociali del Comune.
Una situazione che era divenuta insostenibile a cui è stato messo fine grazie all’intervento dei carabinieri che hanno, appunto, fermato la donna.

L'articolo Grosseto: violenze contro anziano disabile, allontanata parente proviene da www.controradio.it.

Natale 2020 a Firenze: diverso, più intimo e (si spera), unico

Natale 2020 a Firenze: diverso, più intimo e (si spera), unico

Sono tanti i momenti che ricorderemo di questo 2020. Un anno che ha segnato le vite di tutti noi e che ha cambiato le nostre abitudini che davamo per scontate. Già, per scontate. Cosa c’è di più scontato del momento del Natale. Del ricongiungimento con un parente caro, con il nonno che ci allunga una banconota strizzandoci l’occhio, con quello zio che ci fa sempre tanto ridere, con quei parenti che durante l’anno sentiamo poco, “ma tanto ci si vede a Natale”. Seduti alla stessa tavola a raccontarci come va la vita. Il 2020 lo racconteremo, certo, lo racconteremo seduti tutti insieme. Ma l’anno prossimo, perlomeno. Quest’anno, appunto, sarà diverso.

Sarà un Natale diverso per Iacopo, una laurea in Scienze Politiche discussa online come molti suoi colleghi e le festività tra le mura casalinghe. “Il 16 dicembre ho discusso la mia tesi online – afferma Iacopo -, causa restrizioni, naturalmente, non ho potuto festeggiare con gli amici. Mi sono limitato a farlo in famiglia, così come questo Natale 2020 che passerò con babbo e mamma e mia sorella, anziché andare nel Lazio dai miei parenti. Quello che mi manca di più è lo spirito natalizio per le strade. Basta uscire un po’ per rendersi conto che non è un Natale come tutti gli altri”.
Un Natale all’insegna della sobrietà e di tavolate ristrette, come vuole il Dpcm emanato dal Governo il 3 dicembre. Misure necessarie per contenere il contagio da coronavirus. Misure che però si aggiungono a quelle di dieci mesi davvero difficili.

Simona lavora nel mondo della musica, ufficio stampa e agente di booking. Un settore in crisi da mesi e che a fatica sta provando a rialzarsi. Anche per lei Natale 2020 non sarà lo stesso.
“Penso che questo Natale sarà diverso perché ci mostra una grande contraddizione. Anno scorso dopo il pranzo con i parenti sentii una gran voglia di evadere di abbracciare i miei amici. Andai al concerto dei ‘New York SKA Jazz Ensamble’ alla Flog. Il 25 dicembre a scatenarsi sotto al palco assieme a tanti altri ragazzi, che come me avevano lo stesso desiderio di evadere di casa, dopo ore di costrizione tra panettone, tombolata e parenti. Quest’anno ti posso dire che mi mancano entrambe le cose. Mi manca non potermi scatenare ad un concerto, ma mi manca allo stesso modo non poter passare del tempo con la mia famiglia al completo. Mi manca vedere gli zii e mi manca stare con le persone che si riuniscono per ascoltare musica. E questo è davvero triste.”

Lo può confermare anche Andrea, “Un Natale diverso anche per me che quest’anno anziché riunire la famiglia a casa nostra ci limiteremo al pranzo senza le visite dei cugini e dei miei zii che abitano fuori dal Comune di Firenze”. Andrea prima della pandemia giocava a calcio in una squadra di Firenze. “Mi manca giocare a calcio e respirare l’odore dell’erba. Sfidarsi la domenica, allenarsi durante la settimana. È stato un anno difficile, ma sono sicuro che stiamo vedendo la luce in fondo al tunnel”.

David è uno studente fuori sede al Politecnico di Milano da due anni; prima delle restrizioni tra Regioni ha preso un treno per tornare a casa. “Perché il Natale va passato almeno in famiglia” – sostiene David che aggiunge – “ho passato gli ultimi mesi a Milano, lì le restrizioni si sono fatte sentire parecchio. Quest’anno sento che manca proprio lo spirito natalizio. Onestamente non mi sento neanche di scrivere gli auguri come ogni anno. Non è guardando un film in casa, come stiamo facendo ormai da molti mesi, che si esprime lo spirito del Natale. Mi piacerebbe andare a visitare un mercatino o passare il pomeriggio del 25 con i parenti a giocare a tombola. No, Natale 2020 non sarà lo stesso- Sarà invece un giorno molto simile a quelli che abbiamo vissuto in questi mesi”.

Molti settori sono stati colpiti dalla pandemia da Coronavirus, e tra questi figura sicuramente il mondo dello spettacolo. Cinema e teatri sono chiusi da molto tempo e il futuro è per molti, incerto. Alessandro, regista e attore però non si perde d’animo: “Quest’anno passerò il Natale con mia moglie e il nostro cane. L’ultimo spettacolo che ho portato in scena è stato a Febbraio, per adesso sto scrivendo molto e aspetto di poter tornare sul palco. Non è un periodo facile e la voglia di lasciarsi andare è tanta. Di chiudersi, di abbandonare il lavoro fatto fin qui. Ma spesso mi confronto con i miei colleghi e ci facciamo forza:  stiamo progettando tanto materiale per il 2021 che siamo sicuri, sarà di riscatto.”

Per  Beatrice non sarà il solito Natale. Abituata a viaggiare, in questo periodo ci si deve armare di pazienza. “Di solito a Natale sono abituata a viaggiare, ad andare dai miei parenti che vivono negli Stati Uniti. Non li vedo da l’anno scorso e mi mancano. Ma cerco di vedere le cose positive. Per esempio, quest’anno, per la prima volta, potrò stare con entrambi i miei genitori che di solito lavorano. Pranzeremo noi tre insieme e progetteremo il prossimo viaggio da fare non appena tutto questo sarà un ricordo.”

Filippo studia Economia in Germania e nei giorni scorsi è tornato a casa con un aereo. “Natale lo passo in famiglia in modo diverso quest’anno. Non mi potrò muovere e vedere i miei amici la sera del 25, come era nostra tradizione. Ma va bene così, ci siamo rivisti nei giorni scorsi all’aperto e rispettando il distanziamento. In Germania è un po’ diverso rispetto all’Italia” – mi spiega Filippo al telefono – “non abbiamo l’obbligo di mascherina negli spazi all’aperto e la mia Università ci consente di seguire le lezioni in presenza.  Inoltre a Francoforte, dove vivo io, funziona molto bene il delivery e anche se non è come andare a cena fuori, con i miei amici riusciamo sempre ad arrangiarci bene.”

C’è anche chi a differenza dello scorso Natale non ha più un lavoro o è in cassa integrazione da molti mesi. Anna fino a qualche mese fa aveva un lavoro. Non ha molta voglia di parlarne e questo Natale spera passi in fretta, come questo anno. “Penso che la pandemia ci abbia tolto tanta fiducia e che questo Natale sia diverso per ognuno di noi. Io sarò con mio marito e mia madre che vive con noi da qualche anno – afferma -. Sinceramente spero la situazione migliori, ma non credo nel breve periodo. Mi faccio forza ogni giorno e cerco di pensare in positivo”.

Un Natale 2020 che ricorderemo e che passeremo nell’intimità con i nostri affetti più stretti. Non sarà lo stesso, non sarà l’atmosfera che abbiamo vissuto gli anni precedenti. Iacopo, David, Beatrice, Andrea, Anna, Simona, Alessandro, hanno storie diverse e vivranno a modo loro questi giorni. Vivranno a modo loro, ma in fondo un po’ come tutti noi. Divisi e un po’ spauriti, ma con la speranza che sia solo per quest’anno. E che sia l’occasione per vedere il Natale e la vita, da un’altra angolazione. Come afferma Alessio: “La mia speranza, in un anno come questo, in cui siamo stati travolti da una alluvione sanitaria, economica, sociale ma anche emotiva e relazionale è che riemergano un poco di valori, di attenzione per l’altro, di comprensione e sopportazione”.

 

 

L'articolo Natale 2020 a Firenze: diverso, più intimo e (si spera), unico proviene da www.controradio.it.

Betori: “Difficile sarà sanare le lacerazioni dei cuori e le incertezze”

Betori: “Difficile sarà sanare le lacerazioni dei cuori e le incertezze”

Se “la pandemia ci auguriamo di vincerla nei prossimi mesi grazie a promettenti vaccini, più difficile sarà sanare le lacerazioni dei cuori, le incertezze e lo scoramento che si sono annidati dentro di noi”, ma “ci si salva solo insieme”. Sono queste le prime parole dell’omelia del cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, pronunciate ieri sera nell’omelia della Messa di Natale, celebrata nella cattedrale di Santa Maria del Fiore.

“Il nemico tenebroso che incombe su questi nostri giorni non è rivestito delle armature degli antichi eserciti invasori – ha proseguito Betori -, che rimbombano e terrorizzano. È invece un virus impalpabile, che minaccia la nostra salute e mette in crisi le relazioni sociali, il tessuto produttivo del Paese, la fiducia e il coraggio con cui porsi di fronte alla vita”.

“Più difficile – ha anche affermato Betori – sarà riprendere con saggezza e risolutezza la strada di un modo nuovo di pensare il tessuto economico, capace generare più giustizia, più inclusione, lavoro per tutti, un lavoro degno”. Ma “come orientarci in un momento di crisi? Il bambino nella mangiatoia di Betlemme sia la nostra luce – ha proseguito il Cardinale Betori -. La carne del Figlio di Dio non è il rivestimento di un’idea, ma la concretezza di una vita, una persona. La strada da intraprendere deve essere allora quella dell’incontro. Lontano da noi gli approcci ideologici che inquinano le relazioni e deformano la realtà, come pure badiamo a non lasciarci sedurre dalle lusinghe delle sensazioni”.

“La vita ci chiede incontro con l’altro, scoperta dell’altro, a cominciare da questo Altro che è il Figlio di Dio. Ci è chiesto un legame a Cristo e ai fratelli nella concretezza della loro realtà personale, delle loro storie, delle loro esperienze – ha detto sempre Betori -. Si rinasce attraverso uno sguardo libero posato sul volto dell’altro, così come fecero i pastori davanti a Gesù. L’apertura all’incontro, al dialogo, al camminare insieme diventa non solo facile ma doverosa quando ci riconosciamo figli di un unico Padre, fratelli con Gesù, ciascuno di noi ‘fratello universale’ per tutti”.

“La volontà di uscire dalle nostre chiusure per aprirci alla condivisione con gli altri, nella convinzione che ci si salva solo insieme, non regge soltanto i comportamenti virtuosi sviluppati in questi tempi di pandemia – ha anche sottolineato il cardinale Betori -, ma la struttura stessa della società, come ha ricordato Papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti'”.

L'articolo Betori: “Difficile sarà sanare le lacerazioni dei cuori e le incertezze” proviene da www.controradio.it.