Banca Etruria: slitta a settembre sentenza per ex dg 

Banca Etruria: slitta a settembre sentenza per ex dg 

La sentenza del gup di Arezzo Giampiero Borraccia sulla bancarotta di banca Etruria slitta a settembre: non ci sono più i tempi per il verdetto entro luglio.

E’ il senso dell’udienza nella quale l’ex direttore generale Luca Bronchi, uno dei quattro imputati che ha optato per il rito abbreviato, ha affrontato il penultimo tema della sua difesa quello della liquidazione da 1,2 milioni (700 mila euro netti) che banca Etruria gli concesse dopo la rottura del rapporto con l’ultimo presidente Lorenzo Rosi e il Cda.
Per l’accusa è bancarotta per distrazione, perchè quei soldi non dovevano essere pagati. Anzi è la madre di tutte le bancarotte perchè fu la prima a essere contestata nel marzo 2016, agli albori dell’inchiesta, con l’iscrizione nel registro degli indagati di tutto il consiglio d’amministrazione dell’epoca (tranne Giovanni Grazzini astenuto), di Rosi e dello stesso Bronchi.
Il gup Anna Maria Lo Prete corresse poi parzialmente il tiro, una parte della liquidazione (300 mila euro) era legittima a norma di contratto di lavoro, ma tutto il resto era una distrazione da bancarotta per la quale dispose il sequestro dei 400 mila euro residui.
La responsabilità, però, non era del Cda ma solo di Rosi e Bronchi, i due appunto ora a processo per quel capitolo di imputazione. La prossima volta, prima del controinterrogatorio dei pm, Bronchi affronterà l’ultimo capo di imputazione a lui contestato, quello relativo ai finanziamenti a Intermedia, società del finanziere Giovanni Consorte.

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