Bollettino meteo Toscana – Aggiornamento: 2021-05-15

OGGI: aumento della copertura fino a cielo molto nuvoloso sulle province centro-settentrionali con possibilità di isolate, deboli, piogge. Da parzialmente nuvoloso a nuvoloso altrove. In serata peggioramento sul nord ovest con precipitazioni sparse.
Venti: da ovest, sud ovest deboli o moderati con rinforzi su costa e rilievi.
Mari: tra poco mossi e mossi, tendenti a molto mossi in serata sui settori settentrionali.
Temperature: massime stazionarie intorno ai 19-21 gradi nelle zone di pianura (valori 3-4 gradi al di sotto delle medie del periodo).
DOMANI: molto nuvoloso o coperto. Piogge sparse nella prima parte della giornata, in particolare sulle province centro settentrionali. Tendenza ad attenuazione di nuvolosità e fenomeni in serata.
Venti: meridionali, deboli nell'interno, fino a moderati sulla costa settentrionale e sui rilievi con locali rinforzi.
Mari: mossi o molto mossi.
Temperature: in lieve aumento.
DOPODOMANI: inizialmente nuvoloso, ma con tendenza a generale rasserenamento nel pomeriggio.
Venti: moderati-forti occidentali.
Mari: molto mossi, fino ad agitati a nord dell'Elba.
Temperature: in lieve aumento.
Martedì 18: sereno o poco nuvoloso, salvo residui annuvolamenti nelle zone interne.
Venti: moderati occidentali in attenuazione.
Mari: da molto mossi a mossi.
Temperature: minime in sensibile calo e massime in contenuto aumento (in linea con le medie).
Mercoledì 19: da poco nuvoloso a parzialmente nuvoloso con possibilità di locali rovesci pomeridiani in Appennino.
Venti: deboli occidentali, fino a moderati sulla costa centrale
Mari: mossi.
Temperature: stazionarie.

🎧 Post-Covid, gli italiani ripartono da famiglia, salute, tecnologia

🎧 Post-Covid, gli italiani ripartono da famiglia, salute, tecnologia

È questo il quadro che emerge dalla ricerca “Fiducia, relazioni e comunicazione: la società italiana nell’era del Covid-19” condotta da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR.

Le parole d’ordine della “nuova normalità” italiana? Famiglia, salute, tecnologia. Il mondo è cambiato e così anche i nostri valori, il livello di fiducia e il nostro modo di relazionarci e comunicare. Ci fidiamo più della famiglia che di noi stessi, abbiamo riscoperto l’importanza della salute e della prevenzione e abbiamo una grande voglia di socialità, ma senza rinunciare agli aspetti positivi della tecnologia. È questo il quadro che emerge dalla ricerca “Fiducia, relazioni e comunicazione: la società italiana nell’era del Covid-19” condotta da BNP Paribas Cardif, tra le prime dieci compagnie assicurative in Italia, in collaborazione con l’istituto di ricerca Eumetra MR.

Una fotografia che mette a fuoco un indice di fiducia medio che tocca il 65%, con alcune stelle polari che continuano a guidarci più di prima – famiglia, amici e il lavoro, una vera e propria seconda casa nonostante la diffusione dello smartworking dove c’è molta fiducia nei colleghi, nel capo diretto e nel capo azienda. C’è grande riconoscenza verso il sistema sanitario, pubblico e privato, e non a caso la salute è il primo valore degli italiani, che credono anche nell’onestà e nel rispetto dell’ambiente. Più della metà degli italiani si fida delle assicurazioni, di cui apprezzano i servizi digitali offerti e la chiarezza del linguaggio utilizzato nonostante le difficoltà del periodo. Nel rapporto con i brand, anche nel comparto bancassurance, sono più che mai fondamentali serietà, trasparenza e attenzione al cliente. Nella sfera delle relazioni la quasi totalità degli italiani ritiene essenziale poter incontrare gli altri “dal vivo” anche se l’utilizzo di strumenti di comunicazione tecnologici, come le videochiamate, continuerà anche in futuro.

Gli italiani hanno molta fiducia in loro stessi: otto italiani su dieci (86%) ne hanno molta o abbastanza. La resilienza agli eventi degli ultimi 12 mesi è evidente: per il 52% la self confidence è rimasta uguale, per il 33% è addirittura aumentata. È stato certamente un anno «polarizzante»: le persone già molto in confidenza hanno incrementato la loro autostima, mentre chi era già poco sicuro di sé riporta un indebolimento.

Nella fiducia negli altri emerge tutto il familismo degli italiani. La fiducia nei famigliari (95% molto o abbastanza) è superiore anche rispetto a quella in se stessi, con il 71% che si fida molto. Al secondo posto gli amici (86%), anche se solo il 45% sostiene di fidarsi molto o moltissimo. La crisi Covid, tra paura di contagio e di comportamenti individuali poco responsabili, sembra però aver peggiorato la fiducia verso il prossimo, sia tra i conoscenti, le persone del proprio ambiente sociale, sia nella propria comunità o città (si fida molto o moltissimo il 16%), una percentuale molto vicina a quella degli sconosciuti (indice di fiducia forte 8%).

Sembra retorico, ma il luogo di lavoro rappresenta per gli italiani una seconda famiglia. La fiducia nell’azienda in cui lavorano è altissima (84%), appena sotto quella negli amici. La fiducia si distribuisce in modo abbastanza regolare fra le diverse figure in azienda: i colleghi (77%), il proprio capo (75%), lo stesso capoazienda (72%), ottengono indici abbastanza omogenei. Ad incrementare la fiducia nell’azienda sono in primo luogo la sua capacità di prestare attenzione ai dipendenti (58%) e la sua serietà e trasparenza (55%), seguiti dalla solidità, (43%), molto apprezzata di questi tempi, e dalla sua attenzione alla sostenibilità, sia sociale sia ambientale (31%). Serietà (43%), un buon rapporto qualità-prezzo (42%), vicinanza al cliente (40%) e sostenibilità (35%) sono inoltre gli elementi fondamentali per costruire la fiducia nei brand. Caratteristiche che possono essere proprie di grandi e di medie e piccole aziende, a conferma che, negli ultimi anni, anche realtà più nuove ma interessanti e credibili possono aspirare a livelli di fiducia tipici di marchi storici già affermati.

Le fonti di informazione che hanno ottenuto maggior fiducia durante la pandemia sono i telegiornali (51%), ritenuti i più credibili, seguiti da quotidiani e riviste online (27%) e i social (19%) che superano la stampa cartacea (17%). Ci sono poi altre figure che sono entrate a far «parte» delle famiglie degli italiani, raggiungendo un buon livello di fiducia, come l’esperto (57%) o il professore di un illustre ateneo (39%). Veridicità (56%), serietà (50%) e indipendenza (41%) sono i focus che determinano l’affidabilità dei media.

Per quanto riguarda la fiducia nelle istituzioni invece, le più credibili risultano quelle no profit (70%), scientifiche o sovranazionali (66%). Tutte le altre hanno indici piuttosto bassi, con una preferenza per le figure elettive locali, come i sindaci (59%) e i Presidenti di Regione (50%). Lo stato italiano (49%) e il Governo (36%) si posizionano invece più giù. Con l’emergenza, la stima degli italiani in tutte le figure politico-istituzionali sembra essere generalmente in calo. Discorso inverso per la fiducia nel sistema sanitario, con la sanità pubblica che tocca quota 81% (in aumento nell’ultimo anno per il 38% degli italiani) e quella privata il 78% (in aumento per il 23%). Oltre al medico di famiglia, esiste un significativo sentimento sociale di riconoscenza e fiducia nei medici ospedalieri, negli infermieri e nel personale sanitario ma anche nei farmacisti e nella medicina digitale.

Passiamo al mondo finance. Nel complesso emerge un quadro positivo che posiziona la fiducia verso assicurazioni, banche e credito al consumo attorno a metà classifica. Nel dettaglio, il 53% ha un livello elevato la fiducia nelle assicurazioni, di cui apprezzano soprattutto serietà e trasparenza (45%), attenzione ai clienti (40%) e il rapporto qualità-prezzo (37%). La fiducia nelle banche si attesta al 48%, mentre quella nelle società di credito al consumo al 40%.

I valori degli italiani

Circa il quadro valoriale, lo scoppio della pandemia ha posto l’accento sul valore fondamentale della salute, al primo posto (54%), seguito dall’onestà (51%), dalla famiglia (42%), dal rispetto della natura e dall’equilibrio interiore (entrambi al 41%). Interessante vedere come i giovani (18-24 anni) mostrino una struttura valoriale che punta sul rapporto con gli altri – credere nell’amore e nei sentimenti (30%) e star bene con gli altri (27%) – oltre che al miglioramento della propria cultura e conoscenza (31%) e all’essere ambiziosi (23%). D’altro canto, invece, le fasce più adulte (oltre i 55 anni) risultano i migliori difensori dei «grandi valori» come la salute (58%), l’onestà (58%) e la tolleranza (42%).

Le relazioni e la comunicazione

La sfera delle relazioni, che con la pandemia ha subito forti limitazioni, ci ha fatto riscoprire l’importanza dei rapporti con il prossimo, a volte dati per scontati. Quasi tutti gli italiani (93%) ritengono, infatti, essenziale poter incontrare gli altri e mantenere relazioni “dal vivo”. A conferma di questa tendenza, il 29% afferma che la propria voglia di socialità sia aumentata nell’ultimo anno. C’è però anche chi ha visto diminuire il desiderio di contatto con gli altri (17%), chiudendosi forse ancora di più a “riccio”. In generale, per circa un intervistato su dieci (27%) la relazione con la propria famiglia è migliorata, mentre per alcuni sono peggiorate non solo quelle con i conoscenti (21%), ma anche quelle con gli amici (19%) e i colleghi (15%). Tendenzialmente sono tutte superiori al 60% le percentuali di chi crede che, in realtà, il rapporto con parenti, amici, colleghi e conoscenti non abbia subito trasformazioni.

In questo «new normal», è la tecnologia che ci aiuta con i suoi mezzi a mantenere i contatti. Tra gli strumenti di comunicazione più diffusi spiccano soprattutto le videochiamate: il 43% degli italiani dichiara di usarle molto più di prima, con il 41% che esprime il desiderio di continuare a farlo. Rispetto all’era pre-Covid è cresciuto anche il numero di persone che hanno utilizzato di più messaggi (37%; con il 62% che intende continuare), telefonate (27%; 55%), email (24%; 36%) e social media (21%; 35%).

Anche le aziende (sia pubbliche che private) hanno dovuto adattarsi alle novità, cambiando il loro approccio nel contatto con il pubblico. Nel complesso le nuove modalità di comunicazione dividono in parti uguale le quote di chi segnala un peggioramento (23%) e di chi apprezza i miglioramenti (20%).

Nel comparto bancassurance, telefonate (29%) e email (26%) sono diventate essenziali, anche se il 24% ha comunque preferito gli incontri di persona in ufficio/sportello. Quando si parla di assicurazioni e banche, emerge proprio una certa voglia di relazionalità da parte degli italiani, con il 40% che per il futuro vorrebbe più incontri dal vivo. Ad aver soddisfatto i clienti in questi mesi di cambiamenti nel modo di usufruire dei servizi finanziari sono stati soprattutto la chiarezza nel linguaggio utilizzato (91%), i servizi digitali messi a disposizione e l’assistenza ricevuta (entrambi all’89%) e la velocità di risposta (84%). Tra tutte le misure messe in campo dal settore in questo periodo storico, il supporto e la solidarietà ai clienti attraverso bonus, sconti, sospensioni e rinvii dei pagamenti è stata quella che ha raccolto i consensi maggiori (34%).

L’accelerazione sull’uso della tecnologia, con l’introduzione su larga scala dello smartworking, ha trasformato anche la sfera lavorativa, dividendo la popolazione in parti quasi identiche: il 37% preferisce lavorare in ufficio, il 29% da casa e il 34% vorrebbe un mix tra le due modalità. Non va dimenticato, però, che circa metà del paese non può che lavorare in presenza, o perché il suo lavoro non prevede altra modalità (38%) o semplicemente perché non lo ha praticato neppure in questi mesi (14%). Inoltre, è molto positivo il giudizio dei dipendenti sul comportamento delle aziende in tema Covid, specialmente per quanto riguarda trasparenza (83%), qualità (82%), quantità (82%) e tempestività (81%) nelle comunicazioni.

Per il 45% della popolazione è aumentata negli ultimi 12 mesi l’attenzione nei confronti dei media, anche se un italiano su due (48%) dichiara di informarsi come prima. Anche in questo caso, vengono valutate positivamente sia la quantità che la tempestività delle informazioni (entrambe all’85%), ma meno la qualità (70%) e la trasparenza (63%).

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🎧 Firenze Greenway, alla scoperta della campagna urbana: 20 chilometri sulle orme del Poggi

🎧 Firenze Greenway, alla scoperta della campagna urbana: 20 chilometri sulle orme del Poggi

Venti chilometri in tre anelli da percorrere a piedi o in bicicletta per scoprire la campagna urbana e dare risposta al nuovo bisogno di città verde e agricola nascosta nella città storica e costruita. E’ Firenze Greenway, il progetto promosso da Comune di Firenze e associazione culturale Firenze Greenway, realizzato con il contributo dell’assessorato al Turismo nell’ambito del bando per la promozione della Firenze insolita. Un pacchetto di strumenti video, web con il sito dedicato e mappe in distribuzione presso gli Infopoint turistici per accompagnare il cittadino-viaggiatore. Un modo per interpretare il paesaggio ottocentesco creato da Giuseppe Poggi alla luce del nuovo desiderio di ritorno alla natura dei cittadini contro lo stress urbano: la campagna urbana diventa quindi la risposta alla storica contrapposizione città-campagna. Firenze Greenway è composta da tre percorsi che costituiscono tre anelli per complessivi 20 chilometri da percorrere a piedi e per la gran parte anche in bicicletta, con dislivelli piuttosto contenuti, dai 50 metri di altitudine di piazza di Porta Romana ai 118 di piazzale Galileo Galilei e ai 105 di piazzale Michelangelo.

“Firenze Greenway rappresenta un nuovo modo di vivere la città di Firenze – ha detto l’assessore al Turismo e ambiente Cecilia Del Re – e offre a cittadini e viaggiatori la possibilità di percorrere più di 20 chilometri immersi nel verde di giardini storici, paesaggi culturali e paesaggi agricoli perfettamente conservati, incontrando la città medievale e rinascimentale con i suoi monumenti e la natura delle colline che abbracciano il nostro sito patrimonio mondiale dell’umanità. La Greenway riconnette e collega parti diverse della città, permettendo di scoprire Firenze lentamente e in modo sostenibile, attraverso antichi percorsi come via di San Leonardo o via dell’Erta Canina, camminando lungo il viale dei Colli o percorrendo assi prospettici barocchi come lo stradone di Poggio Imperiale. Firenze Greenway è il cuore pulsante di una città viva, che è storia e al tempo stesso futuro: percorrendola riscopriamo le nostre radici per immaginare dall’alto delle sue vedute la città del domani. In prospettiva, vogliamo lavorare sulla cartellonistica in collaborazione con l’Istituto d’arte e andare alla ricerca di ulteriori fondi per la riqualificazione dei percorsi”.

“Firenze Greenway è un inno alla bellezza della nostra città – ha detto la presidente dell’associazione Firenze Greenway Maria Chiara Pozzana -. I camminatori che percorrono la Greenway scoprono la natura urbana nella città minerale, nella Firenze medievale e rinascimentale: vivono con l’esperienza diretta del camminare il dialogo tra arte e natura di Firenze, che possiamo definire unico al mondo per la vicinanza dei paesaggi culturali e dei paesaggi agricoli alla città costruita che diventa così città fertile, dove è possibile scoprire la natura di cui abbiamo tanto bisogno soprattutto in questo momento. L’insieme dei percorsi esiste già ma per diventare una Greenway deve essere conosciuta, comunicata, insegnata e organizzata. Firenze Greenway deve diventare anche uno strumento operativo capace di creare lavoro e sviluppare un nuovo tipo di economia legata al paesaggio e ai giardini. Il grande impegno per la realizzazione della Greenway dimostrato dal Comune, dall’assessore Cecilia Del Re e dall’Ufficio Firenze patrimonio mondiale e rapporti con Unesco con Carlo Francini, ci assicura che questa straordinaria eredità di cui tutti noi cittadini di Firenze siamo responsabili, potrà essere consegnata al futuro con una visione moderna ed europea”.

“Il progetto Greenway è all’attenzione del Piano di gestione del centro storico di Firenze dal 2006 – ha detto il responsabile ufficio Unesco Carlo Francini – e mai come ora è stato così importante per l’approccio legato al nostro benessere. In questo disgraziato periodo, funestato dalla pandemia, gli itinerari collinari intorno la nostra città sono stati una preziosa occasione per tenere insieme il binomio cultura e natura. La prospettiva immediata deve vedere l’impegno di tutte le amministrazioni coinvolte nel rendere i percorsi della Greenway pienamente e liberamente accessibili a tutti i cittadini”.

“Il progetto Firenze Greenway ha ottenuto il patrocinio come ‘ambasciatore di bellezza’ – ha detto Alessia del Corona, direttrice della Fondazione Italia Patria della Bellezza – per la capacità di innovare il percorso di valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale, oltre che paesaggistico”. “La Fondazione – ha aggiunto il presidente Maurizio di Robilant – ha lanciato una call rivolta al mondo delle agenzie di comunicazione, che hanno ‘adottato’ i progetti più meritevoli e significativi attraverso un’attività pro bono”. Tra questi, Studiolabo, che si occupa di branding, progettazione e produzione di eventi culturali. “Uno degli aspetti più significativi della nostra esperienza – ha detto Cristian Confalonieri, co-founder e creative director di Studiolabo – è creare network e sviluppare mappe. Il progetto Firenze Greenway ci ha colpiti per il suo potenziale aggregativo. È un luogo diffuso dove sperimentare forme di comunicazione e strumenti innovativi, un modo ’diverso dal solito’ per raccontare Firenze”. (sc)

I tre percorsi

Percorso dei colli

È il percorso principale della Greenway che forma un anello attraverso le colline e la città storica. Dal Giardino Bardini si passa al Giardino di Boboli, camminando al di sotto dei grandi bastioni del Forte di Belvedere. Si entra nel giardino nei pressi della Kaffeehaus e si prosegue nella parte alta fino al Giardino del Cavaliere, dal quale si ammira una vista magnifica sul paesaggio rurale ai lati di via di San Leonardo. Si scende attraverso il viottolone dei cipressi e, superata la vasca dell’Isola, si esce a Porta Romana dove si può entrare nel Parco delle Scuderie Reali, oppure percorrere il viale Machiavelli e raggiungere il primo Giardino del Bobolino. I tre Giardini del Bobolino si possono percorrere secondo l’asse prospettico pensato da Giuseppe Poggi, osservando i grandi alberi monumentali. Una scalinata in corrispondenza dei pochi elementi architettonici rimasti del parco divertimenti detto Tivoli, porta al piazzale Galileo. Si percorre il viale Galileo Galilei fino al piazzale Michelangelo che costituisce una sorta di parkway, un parco in linea con pochissimi dislivelli e che può essere percorso anche in bicicletta: questa parte del viale offre viste straordinarie sulla campagna circostante e sulla città di Firenze. Prima di entrare nel grande piazzale Michelangelo, si può percorrere l’anello intorno a San Miniato entrando nel folto bosco di cipressi del Parco delle Rimembranze con magnifiche viste verso la collina di Arcetri e Santa Margherita a Montici. Dal Piazzale si possono visitare il Giardino dell’Iris e il Giardino delle Rose e poi scendere attraverso le grandiose Rampe del Poggi tra grotte e fontane, fino a piazza San Niccolò e all’Arno. Oppure, visitati i due giardini, si può tornare al piazzale e percorrere il viale Michelangelo con interessanti aree verdi (come la piazzetta dedicata allo scrittore francese Anatole France), o percorsi rialzati tra il verde degli argini lungo il viale. Arrivati in fondo al viale Michelangelo a sinistra, si entra in via dei Bastioni e ci si collega alle Rampe del Poggi per poi scendere sull’Arno e ritornare verso il Giardino Bardini.

Percorso mediceo

Il secondo percorso attraversa numerosi magnifici luoghi medicei. Partendo dalla villa Bardini superati i bastioni del forte di Belvedere, si entra nel Giardino di Boboli e si attraversa il giardino scendendo lungo l’asse barocco del viottolone dei cipressi. Quindi, usciti sul piazzale di porta Romana, si entra nello stradone di Poggio Imperiale. Questi due viali monumentali sono stati disegnati da Giulio e Alfonso Parigi nei primi decenni del Seicento e costituiscono due straordinari assi prospettici barocchi incernierati nel fulcro del piazzale di Porta Romana: con uno sviluppo di quasi due chilometri, esaltano le due straordinarie architetture medicee. Il viottolone di Boboli è stato disegnato da Giulio Parigi come asse portante dell’ingrandimento barocco del giardino (1630-34): un viale costruito livellando le irregolarità della collina che, racchiusa all’interno delle mura medievali, aveva fino a quel momento mantenuto ancora caratteri rurali. Lo stradone che sale fino a Poggio Imperiale era originariamente di cipressi, disegnato anche questo da Giulio Parigi nel 1622 per volere della granduchessa Maria Maddalena d’Austria con l’obiettivo di costituire un accesso prospettico alla villa: un lavoro di ingentissime proporzioni eseguito tagliando e livellando la collina di Poggio Baroncelli. Quindi dalla villa di Poggio Imperiale si entra in via di San Leonardo e si percorre tutta la strada fino ad attraversare viale Galileo Galilei, dove si incontra lo Chalet Fontana, e si continua in via di San Leonardo incontrando numerose abitazioni storiche di artisti, musicisti e pittori.

Percorso medievale

Il terzo percorso è un vero e proprio saliscendi in antiche strade interrotte dalla costruzione del viale dei Colli. Partendo dalla Giardino Bardini si percorre via del Belvedere in discesa lungo le grandiose mura medievali della città fino alla postierla di San Miniato e da qui attraverso l’Erta Canina, costeggiando il giardino della Carraia (dove si trova un serbatoio dell’acquedotto disegnato da Giuseppe Poggi), si torna sul viale Galileo Galilei. Dal viale si ridiscende percorrendo il tratto più antico dell’Erta Canina, una delle strade più belle di Firenze, con magnifiche viste sui monumenti della città. Quindi si risale passando per via del Monte alle Croci e si torna sul viale Galileo Galilei per scendere nuovamente percorrendo la Scala Santa (interrotta dal viale dei Colli, ma che era destinata a raggiungere l’ingresso di San Salvatore al Monte) e tornare alla postierla di San Miniato.

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