Vaiolo scimmie, Regione Toscana: nessun allarme

Vaiolo scimmie,  Regione Toscana:  nessun allarme

Sul vaiolo delle scimmie, “nessun allarme, ma attenzione alta delle autorità sanitarie. La situazione è costantemente monitorata, sia a livello regionale che nazionale ed europeo”. Così l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini.

Sul vaiolo delle scimmie, “nessun allarme, ma attenzione alta delle autorità sanitarie. La situazione è costantemente monitorata, sia a livello regionale che nazionale ed europeo”. Così l’assessore regionale al diritto alla salute Simone Bezzini.

“Lo dimostra l’azione tempestiva dei nostri professionisti, che ringrazio, che hanno prontamente attivato tutti i protocolli previsti di fronte ad un caso sospetto, poi confermato – ha poi aggiunto Bezzini .- Il reparto di malattie infettive dell’Ospedale San Donato di Arezzo ha subito contattato lo Spallanzani di Roma, inviando i tamponi da esaminare. Teniamo alto il livello di attenzione, in stretto contatto con il Ministero, e sono pienamente funzionanti le reti di sorveglianza regionale, nazionale ed europea, in stretto raccordo tra loro”. “Mi sembra che su un caso non si debba oggettivamente generalizzare. Mi pare che anche le condizioni che sono state spiegate portino a dire che questo caso può essere assolutamente localizzato, e poi che la patologia venga superata”. Lo ha detto Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, a proposito del caso di vaiolo delle scimmie registrato in Toscana.

Quello che sta circolando in Europa e del quale è stata ottenuta la sequenza genetica, è il ceppo meno aggressivo del virus del vaiolo delle scimmie, quello originario dell’Africa occidentale, ma resta da capire quali siano le cause di questa diffusione fuori dal continente africano, ha osservato in merito  il virologo Francesco Broccolo, dell’Università di Milano Bicocca.

“Dal punto di vista scientifico è importante capire perché il virus si sia diffuso fuori dall’Africa, senza alcuna connessione apparente fra gli individui infetti, con casi che non sarebbero associati né a viaggi in Africa né all’importazione di animali malati”, rileva l’esperto. “Dal punto di vista sanitario non c’è allarmismo – prosegue – perché al momento ci sono stati soltanto casi di malattia lieve; inoltre l’infezione è avvenuta nella fascia d’età compresa fra 20 e 50 anni e questo è indicativo perché è la fascia scoperta dal vaccino del vaiolo. Questo – aggiunge – fa supporre che il vaccino contro il vaiolo copra ancora a distanza di anni”.

Per Broccolo “un altro motivo di preoccupazione, ma non di allarme, è che la malattia, a differenza del Covid-19, non è asintomatica e non passa inosservata, ma è ben visibile per le vescicole su mani, piedi e viso”. L’attenzione, di conseguenza, “in questo momento è soprattutto di natura scientifica: si tratta di capire perché fino al 13 maggio si osservavano solo una manciata di infezioni confinate in Africa e in altri Paesi solo pochissimi casi sporadici, legati a soggetti provenienti dall’Africa o all’importazione di animali infetti”. Dal 13 maggio, prosegue Broccolo, “assistiamo a un fiorire di infezioni, apparentemente non connesse fra loro. Questo potrebbe significare che non è avvenuta alcuna infezione interumana”. Ci si domanda, per esempio, se il virus del vaiolo delle scimmie stia mutando e se stiano avvenendo mutazioni che ne facilitino la diffusione e se i casi connessi fra loro derivino dallo stesso ceppo o da ceppi indipendenti.

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Bonetti: PNRR è occasione per riforme attese da anni, lavoriamo per semplificazioni

Bonetti: PNRR è occasione per riforme attese da anni, lavoriamo per semplificazioni

Lo ha affermato Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, a margine dell’iniziativa ‘Italia Domani – dialoghi sul Pnrr’ all’Innovation Center di Firenze. Secondo Bonetti, l’Italia con il Pnrr deve poter “affrontare le sfide del tempo che ci attende in modo preparato, sostenibile, in modo inclusivo, e soprattutto da leader come l’Italia deve e può essere anche a livello europeo”.

“Il Pnrr, bisogna dirlo con grande chiarezza, rappresenta per il nostro Paese” l’opportunità “per essere riformato”, per cui “non dobbiamo avere alcun tentennamento di percorso: il dialogo, la ricomposizione certamente è un metodo necessario, ma non può diventare un rallentamento o un blocco”. Lo ha affermato Elena Bonetti, ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, a margine dell’iniziativa ‘Italia Domani – dialoghi sul Pnrr’  all’Innovation Center di Firenze.

Secondo Bonetti, l’Italia con il Pnrr deve poter “affrontare le sfide del tempo che ci attende in modo preparato, sostenibile, in modo inclusivo, e soprattutto da leader come l’Italia deve e può essere anche a livello europeo”. Per questo, ha aggiunto la ministra, “il dialogo con l’Europa va avanti, e il governo intende mantenere tutti gli obiettivi e gli impegni che si è presa con l’Europa”.

“I processi di semplificazione sono necessari, lo abbiamo fatto con forza e continueremo a farlo” ha affermato ancora  Bonetti. “Sono già due i decreti – ha proseguito  nei quali abbiamo portato avanti con forza l’idea che la trasparenza non significa complicazione, e che quindi bisogna andare avanti con convinzione nel processo di semplificazione”. La ministra ha ribadito che il governo sta portando avanti la partita del Pnrr “con grande fermezza e grazie alla collaborazione delle Regioni, per cui è importante essere qui oggi in Toscana proprio per continuare questa collaborazione. Abbiamo mantenuto finora gli impegni presi”

“L’investimento sulla formazione e l’educazione per le nuove generazioni è prioritario: lo facciamo partendo dagli asili nido, 4,6 miliardi destinati alla creazione di nuove infrastrutture ma anche al sostegno per il funzionamento delle stesse” ha poi sottolineato   Bonetti, che ha ricordato anche “la formazione innovativa, penso al miliardo e cento nelle materie Stem, in particolare per colmare quel divario di genere su queste competenze; e ancora tempo pieno, infrastrutture sostenibili, scuola e sport che devono essere sempre più integrate. Questo si affianca alla grande azione che stiamo portando avanti per la formazione e la qualificazione del ruolo degli insegnanti, che è un’altra delle priorità delle riforme che viene chiesta appunto dalla realizzazione del Pnrr”.

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🎧 Lavoro, Toscana: firmato protocollo per sviluppo e occupazione in Valdarno

🎧 Lavoro, Toscana: firmato protocollo per sviluppo e occupazione in Valdarno

Reinserire i lavoratori disoccupati nel Valdarno. La soddisfazione del Comune di Cavriglia (Arezzo), da cui partì la proposta del protocollo, un anno fa.

Continua l’impegno nel lavoro della Toscana. Firmato in Regione un protocollo assieme ai 14 Comuni del Valdarno Fiorentino ed Aretino, per arginare le conseguenze della vertenza Bekaert e instaurare una sorta di modello, esportabile, anche per altre realtà. La storia della Bekaert non deve più accadare e questo protocollo mira a tutelare le lavoratrici e i lavoratori e la loro reintroduzione nel mercato occupazionale.

In podcast l’intervista all’assessora al lavoro regionale Alessandra Nardini e al consigliere per il lavoro Valerio Fabiani, a cura di Lorenzo Braccini. 

L’idea è nata nel maggio del 2021 dalla giunta comunale di Cavriglia, a seguito della crisi in cui versava la multinazionale Bekaert, che poi ha chiuso i battenti. L’obiettivo, poi raggiunto, era quello di riassorbire i lavoratori rimasti senza un impiego. Rimetterli a lavoro nei cantieri in via di definizione tra Valdarno Fiorentino e Aretino. Inoltre, questo protocollo prevede anche l’impegno di tutte le amministrazioni coinvolte a segnalare le necessità occupazionali che emergeranno in Valdarno, legate, in particolare, ai lavori connessi ai fondi del PNRR in arrivo.

“Questo protocollo riunisce le intenzioni degli enti – afferma Giulia Mugnai, sindaca di Figline Valdarno -, dei soggetti coinvolti che sono i sindacati, le categorie economiche e anche tutti i Comuni del Valdarno e della Valdisieve. Tutti hanno aderito a questo protocollo perchè è l’unico strumento che abbiamo facendo sinergia fra tutti i soggetti coinvoli per, in primo luogo, trovare una risposta alla ricollocazione di tutti i lavoratori ex beakaert. Molti in questi mesi hanno trovato un reimpiego, ma sono ancora decine quelli coinvolti nella vicenda, quindi a loro dobbiamo dare, in primis una risposta, un’opporunità per ritrovare lavoro sul territorio.”

“Ma questo protocollo serve anche e soprattutto – continua Mugnai -, come Comune lo abbiamo sempre sottolineato, per ribadire l’impegno sulla reindustrializzazione. Il sito oggi è all’abbandono da alcuni anni e questo non possiamo permettercelo perchè è uno dei siti più centrali, all’interno del nostro tessuto urbano. Serve un investimento credibile che lo faccia ripartire sotto il profilo industriale. Questo potrà portare rilancio allo sviluppo della vallata, ma anche altre opportunità di lavoro. Noi avevamo lì 318 posti di lavoro e ci siamo sempre dati l’obiettivo di riportare a Figline e Incisa quel numero di posti di lavoro. Questo significa salvare un territorio intero dalla desertificazione”, conclude la sindaca di Figline Valdarno.

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