Conferenza capitali europee della cultura, due opere di Emilio Isgrò nel Salone dei Cinquecento

Conferenza capitali europee della cultura, due opere di Emilio Isgrò nel Salone dei Cinquecento

d57672 05 Novembre 2018
In occasione della prima conferenza delle capitali europee della cultura e degli incontri della nuova edizione di Unity in Diversity, da oggi al 7 novembre, il Comune di Firenze presenta una grande installazione di Emilio Isgrò dal titolo “Nine Words for the World and Twenty for the Clouds”. L’installazione di Isgrò, a cura di Marco Bazzini e Sergio Risaliti, segue la presentazione delle due grandi Mappe di Alighiero Boetti avvenuta nella prima edizione del forum delle città del mondo, nel 2015. Le opere sono due grandi cancellature bianche su sfondo nero (7x4,5 m) che si stagliano sulla Tribuna dell’udienza e offrono ventinove semplici parole: nove per il mondo e venti per le nuvole, ovvero per un modo diverso di vedere la realtà fuggendo, così, dai luoghi comuni o dagli stereotipi. Proprio quello che da sempre propone la cancellatura di Isgrò. Di questa installazione l’artista ha scritto: “Tanti anni fa, quando cominciai a cancellare i primi libri, non immaginavo assolutamente che quel mio gesto così “distruttivo” –almeno all’apparenza – sarebbe diventato con il tempo un gesto di ricostruzione e di salvezza. Ero e sono convinto, infatti, che una società mediatica come la nostra, di impianto eminentemente visivo, avrebbe spinto a poco a poco a poco la parola umana nell’angolo buio del silenzio e della chiacchiera. Vanificando con ciò stesso la nostra capacità di riflettere e di pensare: che è poi la più democratica delle attitudini umane, essendo la parola alla portata di tutti, indipendentemente dal censo, dal sesso o dalla religione. Con il mio lavoro d’artista, in pratica, volevo preservare la parola dall’usura e dal logorio, così come Dio, nascondendosi agli occhi del suo popolo dietro il Roveto ardente, salva se stesso da un consumo troppo facile e menzognero. Così, quando mi è stato chiesto di creare un’opera che celebrasse questo incontro di sindaci in uno dei luoghi canonici della cultura mondiale – la strabiliante Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio –non ho esitato a scartare quelle parole obbligate come “verità”, “fraternità”, “giustizia”, con le quali gli uomini sperano di illuminare il loro percorso di vita. Ho preferito scegliere parole più semplici e trasversali come “avido”, “malinconia”, “scendere”, “salire” e perfino “gallina”. Insomma parole di tutti i giorni e quasi ovvie: perché è la naturalezza del vivere che dobbiamo riconquistare, la possibilità di vivere tutti insieme scambiandoci le parole come doni. Io ne ho scelte per il mondo e per le nuvole (cioè per voi) appena ventinove. Le altre le sceglierete voi assieme ai vostri popoli”.

Conferenza capitali europee della cultura, due opere di Emilio Isgrò nel Salone dei Cinquecento

Conferenza capitali europee della cultura, due opere di Emilio Isgrò nel Salone dei Cinquecento

d57672 05 Novembre 2018
In occasione della prima conferenza delle capitali europee della cultura e degli incontri della nuova edizione di Unity in Diversity, da oggi al 7 novembre, il Comune di Firenze presenta una grande installazione di Emilio Isgrò dal titolo “Nine Words for the World and Twenty for the Clouds”. L’installazione di Isgrò, a cura di Marco Bazzini e Sergio Risaliti, segue la presentazione delle due grandi Mappe di Alighiero Boetti avvenuta nella prima edizione del forum delle città del mondo, nel 2015. Le opere sono due grandi cancellature bianche su sfondo nero (7x4,5 m) che si stagliano sulla Tribuna dell’udienza e offrono ventinove semplici parole: nove per il mondo e venti per le nuvole, ovvero per un modo diverso di vedere la realtà fuggendo, così, dai luoghi comuni o dagli stereotipi. Proprio quello che da sempre propone la cancellatura di Isgrò. Di questa installazione l’artista ha scritto: “Tanti anni fa, quando cominciai a cancellare i primi libri, non immaginavo assolutamente che quel mio gesto così “distruttivo” –almeno all’apparenza – sarebbe diventato con il tempo un gesto di ricostruzione e di salvezza. Ero e sono convinto, infatti, che una società mediatica come la nostra, di impianto eminentemente visivo, avrebbe spinto a poco a poco a poco la parola umana nell’angolo buio del silenzio e della chiacchiera. Vanificando con ciò stesso la nostra capacità di riflettere e di pensare: che è poi la più democratica delle attitudini umane, essendo la parola alla portata di tutti, indipendentemente dal censo, dal sesso o dalla religione. Con il mio lavoro d’artista, in pratica, volevo preservare la parola dall’usura e dal logorio, così come Dio, nascondendosi agli occhi del suo popolo dietro il Roveto ardente, salva se stesso da un consumo troppo facile e menzognero. Così, quando mi è stato chiesto di creare un’opera che celebrasse questo incontro di sindaci in uno dei luoghi canonici della cultura mondiale – la strabiliante Sala dei Cinquecento di Palazzo Vecchio –non ho esitato a scartare quelle parole obbligate come “verità”, “fraternità”, “giustizia”, con le quali gli uomini sperano di illuminare il loro percorso di vita. Ho preferito scegliere parole più semplici e trasversali come “avido”, “malinconia”, “scendere”, “salire” e perfino “gallina”. Insomma parole di tutti i giorni e quasi ovvie: perché è la naturalezza del vivere che dobbiamo riconquistare, la possibilità di vivere tutti insieme scambiandoci le parole come doni. Io ne ho scelte per il mondo e per le nuvole (cioè per voi) appena ventinove. Le altre le sceglierete voi assieme ai vostri popoli”.

Maltempo, Renzi: “Colpa dei morti è l’abusivismo. Un condono in meno una casa in più”

Maltempo, Renzi: “Colpa dei morti è l’abusivismo. Un condono in meno una casa in più”

L’ex premier  replica a Matteo Salvini: “L’Italia piange decine di morti. Salvini dà la colpa ‘all’ambientalismo da salotto’, io credo invece che sia responsabilità dell’abusivismo edilizio. Chiedo al Governo di smettere con le polemiche e recuperare subito il progetto Casa Italia di Renzo Piano”.

“Questo Paese ha bisogno di un condono in meno e di una ”Casa Italia” in più”. Lo dice in un video postato su Tweet Matteo Renzi. “C’è una petizione che sta girando su Change.org -afferma l’ex premier- che chiede di ripristinare ”Casa Italia”, il progetto che il mio governo aveva voluto sulla base di un”idea di Renzo Piano, per lottare contro il dissesto idrogeologico”.

“Le risorse ci sono, vanno spese meglio e vanno coordinate. Per questo avevamo fatto tutti d”accordo il progetto ”Casa Italia”. Bene, Salvini e Di Maio come prima cosa hanno cancellato ”Casa Italia. Firmate anche voi la petizione- conclude Renzi- perché ”Casa Italia” torni a funzionare”.

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Uffizi: Schmidt, bene seconda sperimentazione sistema tagliacode

Uffizi: Schmidt, bene seconda sperimentazione sistema tagliacode

Bene la seconda sperimentazione del sistema tagliacode. Schmidt, “attesa inferiore ai 5 minuti”. Per Ponte Ognissanti un aumento di 10.000 visitatori dallo scorso anno

Un’attesa in media “ben inferiore ai cinque minuti” per entrare agli Uffizi col sistema ‘tagliacode’, alla sua seconda giornata di sperimentazione ieri, domenica a ingresso gratuito. Lo afferma il direttore del museo fiorentino, Eike Schmidt: “Con questo metodo – commenta -, una volta a regime, per la prima volta agli Uffizi le lunghe code dei visitatori nel loggiato antistante la Galleria potranno diventare solo un ricordo”.

Intanto per il ponte di Ognissanti i musei delle Gallerie degli Uffizi e il Giardino di Boboli hanno registrato 10mila visitatori in più dello scorso anno, per complessivi 70.184. In particolare gli Uffizi hanno avuto 29.539 visitatori, 21.863 Boboli, 18.782 Palazzo Pitti.

Il sistema ‘tagliacode’, in corso di elaborazione da 2 anni e messo a punto dal museo insieme all’Università dell’Aquila, si basa “su un tagliando rilasciato da chioschi interattivi – spiega una nota – che al momento dell’arrivo del visitatore gli assegnano l’orario di visita” in base al quale “non dovrà attendere per entrare”: è calcolato “con un modello statistico i cui algoritmi tengono conto di una pluralità di fattori, tra i quali tempi di visita e variabili di giornata” tra le quali anche le condizioni meteo. La prima giornata di sperimentazione é stata il 7 ottobre, con risultati definiti positivi.

 

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