Salvini: “Ceccardi brava in Europa, sceglieremo il candidato entro novembre”

Salvini: “Ceccardi brava in Europa, sceglieremo il candidato entro novembre”

Firenze, Matteo Salvini ha tenuto una conferenza stampa in Palazzo Vecchio insieme ai rappresentanti locali della Lega, principalmente per annunciare i programmi toscani in vista delle lezioni regionali del 2020. Il segretario della Lega ha iniziato la conferenza a Firenze chiedendo un minuto di silenzio per i Vigili del Fuoco morti ad Alessandria, e “per questa splendida comunità”.

L’argomento caldo è quello della corsa alle Regionali 2020. “Le scelte per la Toscana le fanno i toscani: vorrei che a guidare la Regione di qui ai prossimi anni fosse un amministratore locale”, le parole di Matteo Salvini. Apre dunque alla possibilità che il candidato per il centrodestra possa essere un soggetto che non abbia la tessera della Lega o di altro partito. “Non ci sarà alcun problema sulla scelta del candidato. Il nome arriva alla fine, c’è da scegliere fra tante persone di livello – aggiunge- . Faremo la scelta migliore, che sarà condivisa non solo con l’intero centrodestra, ma l’obiettivo è allargare a realtà civiche come in Umbria ed Emilia Romagna: non solo il classico centrodestra, ma esperienze veramente civiche che vadano a sostenere i nostri candidati”.

L’obiettivo del segretario della Lega è quello di far sì che il candidato sia scelto entro fine novembre, “visto che il 30 novembre saremo a cena in 1.000 a Firenze e presentare la squadra sarebbe un bel regalo di Natale. In merito al nome di Paolo Del Debbio, il giornalista televisivo che già aveva concorso alle elezioni regionali toscane del 1995, Salvini ha detto, scherzando, di “fargli la corte fino a un certo punto perché si rischia di incorrere nel reato di stalking. Paolo è un grande ma mi pare abbia altre esperienze professionali in corso”.

Sull’ipotesi dell’eurodeputata Susanna Ceccardi, già commissaria del partito in Toscana oltre che sindaco di Cascina, il leader leghista ha risposto dicendo: “Susanna è bravissima e penso che lavorerà molto bene in Europa, punto”. “Il bello di questo giro è che ci sono tanti uomini e donne che si mettono a disposizione e che sono in grado di governare bene questa terra, il totonomi sarebbe irrispettoso”, ha aggiunto.

Secondo il segretario della Lega “è drammatica questa perenne guerra a sinistra che si affaccia anche in Toscana”, riferendosi ai passaggi da Pd a Iv di consiglieri e assessori. “A me quelli che vanno e vengono – ha aggiunto – non stanno particolarmente simpatici. L’importante è che non facciano troppo danno. Quando litighi su Salvini pazienza, ma quando litighi sulla pelle degli operai è fastidioso”. Sull’eventualità che alcuni parlamentari M5s siano pronti a passare con la Lega ha detto di non essere “alla ricerca di nessuno ma è vero che da parecchie altre forze politiche ci chiedono di continuare la propria battaglia con la Lega. Se sono perbene siamo pronti ad accoglierle”.

Per la campagna elettorale Salvini ha detto: “Dove mi chiamano, nei limiti del possibile ovviamente con gli impegni da senatore, in aula e in commissione, ci sarò”. “Il 30 novembre – ha continuato – sarò all’Elba a inaugurare una nuova sede della Lega, sarò a Pisa a incontrare gli uomini della penitenziaria in carcere e in serata sarò al Tuscany Hall a Firenze per una cena con più di 1000 persone che come Lega non abbiamo mai fatto nella storia della Toscana. Dove mi invitano, vado”.

Sulle possibilità di vincere in Toscana, ha continuato, “in democrazia scelgono i cittadini ma c’è una bella aria di cambiamento. Dopo 50 anni gli umbri hanno mandato a casa la sinistra, a fine gennaio votano Emilia-Romagna e Calabria, poi toccherà a Toscana, Marche, Campania, Puglia. Tutte terre governate da una sinistra che a Roma sta lavorando ad uno spettacolo vergognoso, indecente, sulla pelle dei lavoratori dell’Ilva, inventandosi perfino tasse sui tappi di plastica o sulle bibite zuccherate”. Adesso, ha proseguito Salvini, “stiamo lavorando al programma per la Regione: infrastrutture, piano rifiuti, piano dell’acqua, sicurezza, sanità”.

Le parole di Salvini sulle elezioni regionali toscane ai microfoni di Gimmy Tranquillo.

La Lega starebbe dunque lavorando ad un’idea di Toscana indipendentemente dalle spaccature della sinistra, “mi ritengo totalmente diverso rispetto a Matteo Renzi”. Ciò che riguarda dunque quest’ultimo non gli interessa perchè “l’unica preoccupazione è che questi litigi a sinistra stanno bloccando il Paese”, ha aggiunto in merito alle dinamiche della compagine di governo. “Zingaretti vuole andare a casa, Di Maio vuole andare a casa, Renzi fa casino ma non vuole andare a casa perché sa benissimo che se si va a votare viene cancellato dalla faccia del Parlamento. Questi – ha continuato – stanno usando le loro poltrone e gli italiani come cavie e in particolare i toscani”. Su Italia Viva il segretario del Carroccio ha detto che “sta mettendo i bastoni fra le ruote a Conte e Zingaretti: auguro lunga vita a Italia Viva”.

Non solo temi nazionali. Anche le questioni locali sono state affrontate da Salvini durante la cofnerenza stampa a Firenze. Sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze “è importante che si faccia, perché qua la sinistra a vario livello fra Comuni, Province e Regioni sta bloccando lo sviluppo da anni”. “Poi occorre un piano per le infrastrutture, come occorre un piano per i rifiuti, come occorre ancora un piano per l’acqua. Purtroppo i toscani sono ostaggio dei litigi interni alla sinistra. C’è bisogno di viaggiare di più e meglio: io la vedo in maniera opposta ai 5 Stelle che vogliono tutto fermo, c’è bisogno di aeroporti, strade, autostrade, ponti e ferrovie”.

Sull’ex Ilva di Taranto Salvini ha detto di fare “una battaglia in difesa di un’azienda fondamentale per l’industria italiana, per un’Italia competitiva, non perché abbiamo azioni o bond di qualcuno”. “E’ stata una battaglia ideologica dei 5 Stelle, il Pd ha calato le braghe, mentre noi abbiamo combattuto e resistito mesi. Il Pd nel nome del potere ha calato le braghe e sacrificato 10mila operai”, ha detto Salvini sulla vicenda. “Io – ha precisato – non avrei toccato nulla rispetto a quello che c’era in corso. Il decreto imprese che era arrivato in aula con gli accordi che si erano presi non avrebbe sollevato il caos che invece gli emendamenti votati dalla sinistra hanno sollevato. Togliendo il cosiddetto ‘scudo’, venendo meno gli impegni presi, il Governo ha dato modo a questa multinazionale di andarsene in un quarto d’ora”.

Dichiarazioni sull’ex Ilva di Taranto raccolte da Gimmy Tranquillo.

 

Matteo Salvini ha anche dichiarato “massimo sostegno e solidarietà a Liliana Segre”, aggiungendo che “è surreale che ci siano minacce di morte di serie A e B, quasi che scrivere su un muro ‘Salvini crepa’ fosse un passatempo da democratici di sinistra”. Secondo l’ex ministro dell’Interno “ogni scorta in Italia, e ci sono 300 scorte, sono 300 sconfitte dello Stato, dal giudice antimafia al parroco, da Liliana Segre a Matteo Salvini. Oggi il sistema di scorte è una sconfitta, perché minacce e odio non dovrebbero esistere”. “Lavoreremo perché ci siano sempre meno odiatori”, ha concluso il segretario della Lega.

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Firenze, Matteo Salvini ha tenuto una conferenza stampa in Palazzo Vecchio insieme ai rappresentanti locali della Lega, principalmente per annunciare i programmi toscani in vista delle lezioni regionali del 2020. Il segretario della Lega ha iniziato la conferenza a Firenze chiedendo un minuto di silenzio per i Vigili del Fuoco morti ad Alessandria, e “per questa splendida comunità”.

L’argomento caldo è quello della corsa alle Regionali 2020. “Le scelte per la Toscana le fanno i toscani: vorrei che a guidare la Regione di qui ai prossimi anni fosse un amministratore locale”, le parole di Matteo Salvini. Apre dunque alla possibilità che il candidato per il centrodestra possa essere un soggetto che non abbia la tessera della Lega o di altro partito. “Non ci sarà alcun problema sulla scelta del candidato. Il nome arriva alla fine, c’è da scegliere fra tante persone di livello – aggiunge- . Faremo la scelta migliore, che sarà condivisa non solo con l’intero centrodestra, ma l’obiettivo è allargare a realtà civiche come in Umbria ed Emilia Romagna: non solo il classico centrodestra, ma esperienze veramente civiche che vadano a sostenere i nostri candidati”.

L’obiettivo del segretario della Lega è quello di far sì che il candidato sia scelto entro fine novembre, “visto che il 30 novembre saremo a cena in 1.000 a Firenze e presentare la squadra sarebbe un bel regalo di Natale. In merito al nome di Paolo Del Debbio, il giornalista televisivo che già aveva concorso alle elezioni regionali toscane del 1995, Salvini ha detto, scherzando, di “fargli la corte fino a un certo punto perché si rischia di incorrere nel reato di stalking. Paolo è un grande ma mi pare abbia altre esperienze professionali in corso”.

Sull’ipotesi dell’eurodeputata Susanna Ceccardi, già commissaria del partito in Toscana oltre che sindaco di Cascina, il leader leghista ha risposto dicendo: “Susanna è bravissima e penso che lavorerà molto bene in Europa, punto”. “Il bello di questo giro è che ci sono tanti uomini e donne che si mettono a disposizione e che sono in grado di governare bene questa terra, il totonomi sarebbe irrispettoso”, ha aggiunto.

Secondo il segretario della Lega “è drammatica questa perenne guerra a sinistra che si affaccia anche in Toscana”, riferendosi ai passaggi da Pd a Iv di consiglieri e assessori. “A me quelli che vanno e vengono – ha aggiunto – non stanno particolarmente simpatici. L’importante è che non facciano troppo danno. Quando litighi su Salvini pazienza, ma quando litighi sulla pelle degli operai è fastidioso”. Sull’eventualità che alcuni parlamentari M5s siano pronti a passare con la Lega ha detto di non essere “alla ricerca di nessuno ma è vero che da parecchie altre forze politiche ci chiedono di continuare la propria battaglia con la Lega. Se sono perbene siamo pronti ad accoglierle”.

Per la campagna elettorale Salvini ha detto: “Dove mi chiamano, nei limiti del possibile ovviamente con gli impegni da senatore, in aula e in commissione, ci sarò”. “Il 30 novembre – ha continuato – sarò all’Elba a inaugurare una nuova sede della Lega, sarò a Pisa a incontrare gli uomini della penitenziaria in carcere e in serata sarò al Tuscany Hall a Firenze per una cena con più di 1000 persone che come Lega non abbiamo mai fatto nella storia della Toscana. Dove mi invitano, vado”.

Sulle possibilità di vincere in Toscana, ha continuato, “in democrazia scelgono i cittadini ma c’è una bella aria di cambiamento. Dopo 50 anni gli umbri hanno mandato a casa la sinistra, a fine gennaio votano Emilia-Romagna e Calabria, poi toccherà a Toscana, Marche, Campania, Puglia. Tutte terre governate da una sinistra che a Roma sta lavorando ad uno spettacolo vergognoso, indecente, sulla pelle dei lavoratori dell’Ilva, inventandosi perfino tasse sui tappi di plastica o sulle bibite zuccherate”. Adesso, ha proseguito Salvini, “stiamo lavorando al programma per la Regione: infrastrutture, piano rifiuti, piano dell’acqua, sicurezza, sanità”.

Le parole di Salvini sulle elezioni regionali toscane ai microfoni di Gimmy Tranquillo.

La Lega starebbe dunque lavorando ad un’idea di Toscana indipendentemente dalle spaccature della sinistra, “mi ritengo totalmente diverso rispetto a Matteo Renzi”. Ciò che riguarda dunque quest’ultimo non gli interessa perchè “l’unica preoccupazione è che questi litigi a sinistra stanno bloccando il Paese”, ha aggiunto in merito alle dinamiche della compagine di governo. “Zingaretti vuole andare a casa, Di Maio vuole andare a casa, Renzi fa casino ma non vuole andare a casa perché sa benissimo che se si va a votare viene cancellato dalla faccia del Parlamento. Questi – ha continuato – stanno usando le loro poltrone e gli italiani come cavie e in particolare i toscani”. Su Italia Viva il segretario del Carroccio ha detto che “sta mettendo i bastoni fra le ruote a Conte e Zingaretti: auguro lunga vita a Italia Viva”.

Non solo temi nazionali. Anche le questioni locali sono state affrontate da Salvini durante la cofnerenza stampa a Firenze. Sulla nuova pista dell’aeroporto di Firenze “è importante che si faccia, perché qua la sinistra a vario livello fra Comuni, Province e Regioni sta bloccando lo sviluppo da anni”. “Poi occorre un piano per le infrastrutture, come occorre un piano per i rifiuti, come occorre ancora un piano per l’acqua. Purtroppo i toscani sono ostaggio dei litigi interni alla sinistra. C’è bisogno di viaggiare di più e meglio: io la vedo in maniera opposta ai 5 Stelle che vogliono tutto fermo, c’è bisogno di aeroporti, strade, autostrade, ponti e ferrovie”.

Sull’ex Ilva di Taranto Salvini ha detto di fare “una battaglia in difesa di un’azienda fondamentale per l’industria italiana, per un’Italia competitiva, non perché abbiamo azioni o bond di qualcuno”. “E’ stata una battaglia ideologica dei 5 Stelle, il Pd ha calato le braghe, mentre noi abbiamo combattuto e resistito mesi. Il Pd nel nome del potere ha calato le braghe e sacrificato 10mila operai”, ha detto Salvini sulla vicenda. “Io – ha precisato – non avrei toccato nulla rispetto a quello che c’era in corso. Il decreto imprese che era arrivato in aula con gli accordi che si erano presi non avrebbe sollevato il caos che invece gli emendamenti votati dalla sinistra hanno sollevato. Togliendo il cosiddetto ‘scudo’, venendo meno gli impegni presi, il Governo ha dato modo a questa multinazionale di andarsene in un quarto d’ora”.

Dichiarazioni sull’ex Ilva di Taranto raccolte da Gimmy Tranquillo.

 

Matteo Salvini ha anche dichiarato “massimo sostegno e solidarietà a Liliana Segre”, aggiungendo che “è surreale che ci siano minacce di morte di serie A e B, quasi che scrivere su un muro ‘Salvini crepa’ fosse un passatempo da democratici di sinistra”. Secondo l’ex ministro dell’Interno “ogni scorta in Italia, e ci sono 300 scorte, sono 300 sconfitte dello Stato, dal giudice antimafia al parroco, da Liliana Segre a Matteo Salvini. Oggi il sistema di scorte è una sconfitta, perché minacce e odio non dovrebbero esistere”. “Lavoreremo perché ci siano sempre meno odiatori”, ha concluso il segretario della Lega.

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Rossi: alleanza Pd-M5s non funziona e non è argine contro Salvini

Rossi: alleanza Pd-M5s non funziona e non è argine contro Salvini

“L’alleanza all’ultimo momento fra Movimento 5 Stelle e Pd non funziona neanche per costruire un argine contro questo dilagare di Salvini”. Lo ha detto Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, commentando il voto in Umbria.

“Non mi pare – ha aggiunto – che ci sia all’ordine del giorno, per quel che io penso, lo dico con grande rispetto per gli amici e compagni che la pensano diversamente da me, l’idea di un’alleanza strategica con il Movimento 5 Stelle”. Lo ha affermato Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, parlando a margine di un convegno sul Patto per lo sviluppo regionale organizzato dai sindacati oggi a Firenze.

“Conviene perdere da soli – ha proseguito Rossi, a margine di un convegno sul Patto per lo sviluppo della Toscana – perché tra noi e Movimento 5 Stelle ci sono differenze di valori nella concezione politica e nelle proposte concrete tali che una sconfitta, che in democrazia è sempre possibile, conviene averla sulla base però della visione della sinistra. Come abbiamo visto il Movimento 5 Stelle è un movimento che esprime una protesta che, quando poi diventa governo o si propone di diventare governo, o non ce la fa o curva a destra, e alimenta quindi le forze di destra”.

Per il presidente della Toscana Enrico Rossi “il declino dell’Umbria, che è una regione economicamente, invece, viva, operosa, è legato al fatto che è una zona interna, e cioè che mancano infrastrutture, che mancano strade, mancano treni, manca il digitale, mancano situazioni di connessione, mancano investimenti per la sicurezza e per l’ambiente, tutte questioni di carattere nazionale”. “Io – ricorda – una volta avevo proposto che si affrontasse il tema di questo vecchio dormiente che è l’Appennino, e ripropongo che il Pd faccia lo stesso, che affronti il tema nelle aree interne, tema che riguarda anche la Toscana”.

Per il Pd nazionale “abbiamo bisogno di un congresso per tesi dove si discute, dove i personalismi si mettono da parte, perché un leader, un segretario eletto ce l’abbiamo”. “Ridefiniamo la nostra linea – ha spiegato Rossi – il nostro profilo politico e culturale, i nostri valori fondamentali di riferimento, le classi sociali di riferimento che dobbiamo avere, che a mio parere sono ovviamente la classe lavoratrice, gli imprenditori che che sono impegnati, i poveri, i giovani che fra l’altro si stanno mobilitando in tutto il mondo e anche da noi. Quindi una base sociale possiamo averla, e su questa noi dobbiamo scommettere con idee nuove ma che affondano le proprie ragioni nel passato, affondano le proprie radici anche nella grande storia della sinistra europea e italiana. Nel momento in cui rinunciamo a questa storia ci condanniamo a perdere”.

“C’è una destra statalista, aggressiva, che legge bene i problemi ma non trova le soluzioni, e questi mesi di governo lo hanno statuito e certificato: ma non possiamo neanche abbandonarci all’idea che in un’alleanza col M5s si risolva il tema del posizionamento del Pd”. Lo ha affermato Matteo Biffoni, sindaco di Prato e presidente di Anci Toscana, presente al convegno insieme a Enrico Rossi.

Il dato dell’Umbria, ha detto Biffoni, “in parte era atteso, non in queste proporzioni. In Umbria noi avevamo già perso Perugia, Terni, Assisi. Un segnale di malessere verso il governo di centrosinistra era già arrivato dai comuni. Pensavamo tutti quanti, eravamo consapevoli, che sarebbe stata un’impresa molto ardua. Quando ti arrestano un assessore regionale ed un segretario regionale del partito oggettivamente le condizioni sono complesse: però i numeri della sconfitta, la proporzione della sconfitta, è oggettivamente qualcosa che fa riflettere”.

“Ha senso continuare con questo Governo se le scelte finali della finanziaria faranno l’interesse del Paese. Non mi fa paura discutere – ha spiegato Biffoni – con gli alleati e con tutti quelli che fanno parte di una coalizione si discute, ci si confronta, ci si arrabbia, ci si manda a quel paese, e poi dopo si riprende un caffè insieme. L’importante è che le scelte finali siano quelle giuste. Io voglio vedere l’esito di questa manovra”.

Secondo il sindaco di Prato, l’operato del governo così come la nuova legge di bilancio sarà positivo se “non solo anestetizza l’aumento dell’Iva, che sarebbero stati 700-800 euro a famiglia, per tutti, ricchi e poveri”, ma anche se “ricomincia a mettere i soldi tra le amministrazioni locali per far ripartire i lavori, se dà una mano a far ripartire l’economia”.

“Le elezioni regionali in Umbria ci hanno consegnato un risultato in gran parte previsto, con la vittoria della destra sovranista – comunica l’on. Di Giorgi -. Il Pd tiene, nonostante gli errori del passato, che già avevano consegnato le principali città della Regione alla destra, le inchieste nel campo della sanità,  e le recenti scissioni. Cede invece il Movimento 5 Stelle che probabilmente paga alcune ambiguità di troppo anche riguardo alla linea politica del Governo Conte”.

“Alla luce di questo risultati – prosegue -, il centrosinistra deve dire  basta alle polemiche che minano ogni giorno l’azione dell’esecutivo, e cominciare a lavorare seriamente sui territori per una proposta riformista di sviluppo nel segno della coesione sociale e dell’attenzione verso i ceti che hanno maggiormente sofferto gli effetti di questa perdurante crisi economica. Anche in Toscana bisogna avere il coraggio di scelte nette, che dimostrino nei fatti un cambio di passo, a partire dalle candidature, pur rivendicando i risultati del nostro buongoverno”.

“Chi intendesse – conclude Di Giorgi – invece proseguire con i veti, le polemiche, i distinguo e i trabocchetti, si assumerebbe una gravissima responsabilità storica, offrendo alle destre un’occasione unica per vincere anche nella nostra Regione.

L’intervista di Gimmy Tranquillo al governatore della regione Toscana, Enrico Rossi.

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Governo: Rossi, Conte tardivo e Pd non è finito nel tranello

Governo: Rossi, Conte tardivo e Pd non è finito nel tranello

“A mio parere, che il criptofascismo di Salvini sia stato denunciato in modo tanto chiaro, anche se tardivo da Conte, e che il Pd però non sia cascato nel tranello e non intenda sostenere un Conte bis, sono due buone notizie. Anzi ottime e per oggi mi accontento”.

Sono queste le parole del presidente della Toscana, Enrico Rossi, che ieri sera ha pubblicato un post sul suo account Facebook per esprimere le sue impressioni su ciò che era accaduto in Senato il giorno stesso. Rossi, commentando la seduta ha premesso che “Conte ha difeso l’azione del suo governo e, mentre era ancora seduto accanto a lui, ha accusato pesantemente Salvini: ‘Hai perseguito interessi personali e di partito’, ‘Non hai cultura delle regole’, ‘Mi preoccupa la tua concezione del potere’, ‘Incosciente uso di simboli religiosi'”. “Zingaretti – ha pure chiosato Rossi – ha replicato bene, allontanando le ipotesi di un Conte bis: ‘Non si autoassolva. Dov’era in questi 15 mesi?'”

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Crisi, Di Giorgi (PD): “bella giornata per la democrazia, oggi finisce un incubo”

Crisi, Di Giorgi (PD): “bella giornata per la democrazia, oggi finisce un incubo”

La parlamentare Dem sul dibattito in Senato e le dimissioni di Conte: “siamo finalmente fuori da un incubo, manifesto tutto il mio sollievo per essere fuori dopo 14 mesi dal governo gialloverde”

“Finalmente ci siamo liberati di Salvini ministro degli interni -dice Di Giorgi-. E’ una bella  giornata, si può aprire una nuova fase politica”.

Quale? “Zingaretti si è mosso in maniera saggia e con senso di responsabilità non ha fatto fughe in avanti, oggi ci sono le dimissioni e si aprono prospettive nuove. Ci stiamo preparando ad una nuova fase, magari in raccordo con i 5 stelle o anche alle elezioni se sarà impossibile trovare un accordo,  che noi non temiamo. Vedremo quello che dirà Mattarella. Se ci sono possibilità di nuove maggioranze ovviamente noi non ci tireremo indietro. Però vogliamo un governo vero, che ci porti a concludere la legislatura”.

Infine a proposito della dialettica interna del PD: “Renzi? Speriamo che sia d’accordo col segretario. E voglio sperare sia così. Lui ha voluto fare una sua proposta che si inquadra in un filone che era già stato preso in considerazione dagli organi dirigenti del Pd. ora però la fase è differente. Vedremo”

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