To Good To Go: A Firenze arriva l’applicazione contro lo spreco di cibo

To Good To Go: A Firenze arriva l’applicazione contro lo spreco di cibo

A Firenze sbarca l’applicazione contro gli sprechi di cibo. “To Good To Go”: troppo buono per buttarlo via. Questa è l’idea nata in Danimarca cinque anni fa che permette di comprare quel che forni e ristoranti non hanno venduto e da qualche mese attiva anche in Italia.

Una rete contro lo sperpero di cibo che a Milano, Torino e Bologna a soli 3 mesi dal  lancio di “To Good To Go” ha già raggiunto 120mila utenti e adesso anche a Firenze.

Come riporta il “Corriere Fiorentino”, basterà un click sul proprio smartphone per ordinare quello che si vuole a prezzi bassissimi: tra i 2 e i 6 euro. I ristoranti, forni, pasticcerie, supermercati e hotel iscritti all’applicazione potranno mettere in vendita le loro “Magic Box”, scatole a sopresa, con una selezione di prodotti e piatti freschi rimasti invenduti.

Come funziona per gli utenti. Una volta scaricata l’app, sara necessario geolocalizzarsi, cercare i locali aderenti, ordinare la propria scatola magica, pagare con il cellulare e andare a ritirarla. Tra le attività fiorentine che hanno già aderito all’iniziativa troviamo, Eataly, Forno Pintucci di Via delle Caldaie, Pasticceria Dolci Pensieri di via del Ponte alle Riffe e lo street food hawaiano Pokeria by Nima di Novoli e Ponte alla Carraia.

Per limitare l’uso di imballaggi i negozi aderenti a “To Good To Go” incoraggeranno i clienti stessi a portare da casa i contenitori e sacchetti propri.

“Ogni anno in Italia si sprecano oltre 10 milioni di tonnellate di cibo – fa sapere Eugenio Sapora, country manager per l-Italia, che aggiunge – l’obiettivo dell-applicazione è quello di creare una città dopo l’altra una rete anti spreco forte e consapevole che copra tutto il territorio nazionale.”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Kinkaleri al Museo Novecento

Kinkaleri al Museo Novecento

Firenze, 21 giugno 2019 – Una performance site specific intitolata Novecento, quella che i performer del gruppo Kinkaleri presenteranno lunedì 24 giugno dalle 18:30 alle 21 negli ambienti che ospitano la collezione permanente Alberto Della Ragione. Primo evento di un trittico che vedrà impegnati prossimamente tra luglio e ottobre il gruppo di ricerca e performance di Tel Aviv Public Movement e la coreografa e danzatrice Cristina Kristal Rizzo.

Con Novecento, Kinkaleri propone un percorso immaginario che mette in relazione alcune opere del XX secolo con il corpo danzante dei performer, un atto motorio che coinvolge la dinamica, l’immagine e la “scrittura”. Sì, perché i performer che si esibiranno faranno uso di un particolare codice – il CodiceK, inventato dagli stessi Kinkaleri -, un alfabeto gestuale che permette di trascrivere il simbolo alfabetico attraverso il proprio corpo, in continua dinamica nello spazio e nel tempo; una pratica coreografica dove una griglia rigida di traduzione tra alfabeto e gesto spalanca un luogo di libertà individuale sviluppando tutte le funzioni di un corpo impegnato in un movimento. La performance, realizzata nella sala della collezione permanente del Museo Novecento, nasce con la traduzione fisica/verbale dei titoli delle opere esposte, e instaura un dialogo tra il luogo che la contiene e il flusso di forme che produce. Come atto non unico, la performance sarà replicata, in modo sempre inedito, il 24 giugno e il 18 luglio prossimi.

“Un corpo si muove – spiegano i Kinkaleri- pronuncia attraverso se stesso cosa gli sta attorno in una prossemica gestuale senza tensione. Il corpo, come lo sguardo, si appropria dello lo spazio; nessun tentativo drammaturgico apparente, solo la persistenza. Esso traccia linee, costruisce forme, in un tempo dilatato; volume verso volumi nel silenzio di una sala dedita alla contemplazione, interrotto sporadicamente dal suono di alcune lettere pronunciate dalla sua bocca, che, come frecce colpiscono lo spazio, gli astanti, la storia dell’arte”.

“ Con il progetto Novecento di Kinkaleri – dice il direttore Sergio Risaliti – non solo avviamo un’ospitalità rivolta ai protagonisti della ricerca nel campo performativo e coreografico nazionale e internazionale, perché in questo caso si tratta anche di un affondo sul ‘corpo’ del patrimonio artistico del Museo stesso. Un’azione ermeneutica e creativa che serve a ridefinire e plasmare con altri linguaggi, diversi da quello espositivo e storico-artistico, la relazione del pubblico con le opere esposte nel Museo, agendo al tempo stesso sul doppio termine, o registro, di collezione e permanente, così come su quello di corpo e alfabeto. Questo di Kinkaleri è solo il primo episodio di un trittico che nei prossimi mesi vedrà coinvolti Public Movement (il 2 e 3 luglio) e Cristina Kristal Rizzo, un progetto all’insegna di una interdisciplinarietà che non può mancare al Museo Novecento”.

Kinkaleri nasce a Firenze nel 1995. I componenti si incontrano, unendo le loro esperienze e studi precedenti maturati in vari campi, con l’intenzione di realizzare dei progetti specifici, sollecitando quindi la volontà di operare intorno a delle idee concrete e curando sempre tutti gli aspetti necessari alle creazioni della propria attività. Kinkaleri opera fra sperimentazione teatrale, ricerca sul movimento, performance, installazioni, allestimenti, materiali sonori, cercando un linguaggio non sulla base di uno stile ma direttamente nell’evidenza di un oggetto. I lavori del gruppo hanno ricevuto ospitalità presso numerose programmazioni in Italia e all’estero, teatri, centri d’arte contemporanea, festival e spazi espositivi fra cui il Triennale/Teatro dell’Arte – Milano, Teatro Fabbricone – Prato, Teatro Grande – Brescia, Sophiensaele e KunstHalle Deutsche Bank – Berlino, Centre Pompidou – Parigi, Kaaitheater e KunstenFESTIVALdesArts – Bruxelles, Centro Pecci – Prato, Fondazione Gulbenkian – Lisbona, Kitazawa Town Hall – Tokyo, Oriental Pioneer Theatre – Pechino, Mercat de les flors – Barcellona, La Batie Festival – Ginevra, Festivan di Santarcangelo – Santarcangelo, Palazzo Strozzi – Firenze, Biennale Danza – Venezia, MAXXI – Roma. Dal 2001 Kinkaleri ha sede operativa a Prato nello spazioK, uno degli spazi dell’ex-area industriale Campolmi nel centro storico della città. Dal 2013 lo spazioK è Centro di Residenza Regionale sviluppando percorsi artistici appartenenti ai diversi campi della creazione e rivolti alle giovani generazioni, lo spazio è anche il luogo di is it my world? E Body To Be serie di appuntamenti curati dalla compagnia sulle arti della scena. Il gruppo è formato attualmente da Massimo Conti, Marco Mazzoni, Gina Monaco.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti

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Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Firenze, Bari, Napoli, Roma, Milano e Venezia rappresentate sulla bottiglia Coca-cola. Oguna delle città si mostrerà nelle fattezze di un personaggio che ne racchiude le caratteristiche. Si chiama “Face of the city”, un’edizione limitata illustrata da Noma Bar.

Firenze (nell’immagine primo volto da sinistra) rappresenta da una giovane donna che nei dettagli dell’abbigliamento rivela gli elementi simbolo del capoluogo. Milano è un hipster dalla barba che ha il profilo dello skyline meneghino e indossa una maglia decorata con i classici tram, mentre Napoli è una donna con al collo un Vesuvio che sbuffa e porta un cappello di pizza.

Ad interpretare il volto delle 6 città italiane è l’ispirazione dall’illustratore israeliano Noma Bar che racconta: “Ho cercato di catturare la vera anima di ogni città e di esprimerla attraverso la creazione diun personaggio”. “Guardando i volti delle persone – continua l’artista – è possibile riconoscere i simboli della città, l’architettura, il cibo e i paesaggi, ma è solo con uno sguardo più attento che si scorgono gli elementi distintivi di Coca-Cola”.

La direttrice marketing Coca-Cola Italia Giuliana Mantovano ha spiegato che “sei città, sei volti che raccontano una storia e celebrano il legame che da oltre novanta anni unisce Coca-Cola all’Italia”.

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Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Coca-cola: arriva bottiglia dedicata a Fiernze

Firenze, Bari, Napoli, Roma, Milano e Venezia rappresentate sulla bottiglia Coca-cola. Oguna delle città si mostrerà nelle fattezze di un personaggio che ne racchiude le caratteristiche. Si chiama “Face of the city”, un’edizione limitata illustrata da Noma Bar.

Firenze (nell’immagine primo volto da sinistra) rappresenta da una giovane donna che nei dettagli dell’abbigliamento rivela gli elementi simbolo del capoluogo. Milano è un hipster dalla barba che ha il profilo dello skyline meneghino e indossa una maglia decorata con i classici tram, mentre Napoli è una donna con al collo un Vesuvio che sbuffa e porta un cappello di pizza.

Ad interpretare il volto delle 6 città italiane è l’ispirazione dall’illustratore israeliano Noma Bar che racconta: “Ho cercato di catturare la vera anima di ogni città e di esprimerla attraverso la creazione diun personaggio”. “Guardando i volti delle persone – continua l’artista – è possibile riconoscere i simboli della città, l’architettura, il cibo e i paesaggi, ma è solo con uno sguardo più attento che si scorgono gli elementi distintivi di Coca-Cola”.

La direttrice marketing Coca-Cola Italia Giuliana Mantovano ha spiegato che “sei città, sei volti che raccontano una storia e celebrano il legame che da oltre novanta anni unisce Coca-Cola all’Italia”.

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Firenze: truffe dentisti ‘low cost’, indagini Gdf

Firenze: truffe dentisti ‘low cost’, indagini Gdf

Indagini di procura e guardia di finanza in corso a Firenze per presunte truffe e esercizio abusivo della professione di odontoiatra in seguito ad alcune decine di denunce fatte da pazienti che tra febbraio e settembre 2018 si sono rivolti alla catena di studi di dentisti ‘Implatomat’, con sedi anche a Milano e Civitavecchia, perché richiamati dai prezzi molto bassi su impianti di solito molto costosi.

Il caso venne sollevato da un servizio di Striscia la Notizia ma oggi il quotidiano La Nazione rende anche noto che l’inchiesta di procura e Gdf ipotizza che nella struttura, che adesso è chiusa, abbiano operato dentisti senza titolo abilitativo. Molti pazienti che si erano rivolti alla catena dentistica hanno denunciato di aver acceso, su consiglio della stessa struttura, un prestito da una società finanziaria collegata ma poi di non aver ricevuto le cure odontoiatriche attese.

Nelle denunce si parla di appuntamenti saltati, dentisti ‘spariti’ dopo una o due sedute, lavori mai iniziati, rimasti incompleti o con problemi causati da materiali scadenti. I pazienti avevano cominciato a pagare le rate dei prestiti ma quando hanno compreso di esser stati ‘abbandonati’ hanno deciso di fare denuncia alla guardia di finanza.

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