“I Curdi in Turchia vivono in uno stato di terrore”

“I Curdi in Turchia vivono in uno stato di terrore”

Intervista con Kasim, cittadino turco di etnia curda, che vive a Bursa, dopo diversi anni passati in Italia: siamo vicini ai nostri fratelli in Rojava ma  pochio si espongono perché il rischio della repressione è molto forte”

I Curdi in Turchia sono quasi 30 milioni, un quarto della popolazione. Qual è il loro stato d’animo in questo momento delicato e drammatico mentre l’esercito turco, quindi l’esercito dello Stato di cui sono cittadini, sta bombardano e massacrando i villaggi curdi al confine della Siria?

lo abbiamo chiesto in collagamento telefonico a Kasim che per molti anni ha vissuto in Italia

 

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Siria, Attacco Turchia: “Erdogan sta fomentando un dramma umano, ma la situazione è più complessa di quello che appare”

Siria, Attacco Turchia: “Erdogan sta fomentando un dramma umano, ma la situazione è più complessa di quello che appare”

A 30 ore dall’inizio dell’operazione militare “Fonte di pace” (Barış Pınarı), nel nord-est siriano, abbiamo intervistato la ricercatrice del Sant’Anna di Pisa, Sevgi Dogan

Ankara ha reso noto di aver colpito 181 obiettivi del Pkk, che ha reagito attaccando la città di confine di Ceylanpınar e le posizioni turche ad Afrin e Cerablus. Le parti si accusano vicendevolmente di crimini contro i civili. Il Pkk accusa la Turchia di aver ucciso intenzionalmente una famiglia di cristiani a Qamishli, mentre i turchi sostengono che le milizie curde stiano facendo fuoco contro i civili nelle aree sotto controllo di Ankara.

Ma come stanno vivendo il conflitto i circa 20 milioni di Curdi che vivono in territorio Turco, ovvero il 20% della popolazione complessiva?

Lo abbiamo chiesto alla ricercatrice Sevgi Dogan

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Raid Turchi in Siria: oggi manifestazione sotto consolato USA a Firenze

Raid Turchi in Siria: oggi manifestazione sotto consolato USA a Firenze

Alle 18.00 di oggi è prevista una manifestazione per i bombardamenti aerei turchi sul territorio del Rojava, nel nord della Siria. Il ritrovo sarà in Piazza Santa Maria Novella, per poi raggiungere il consolato USA a Firenze; l’iniziativa è promossa dall’Assemblea fiorentina per il Kurdistan.

“Il regime fascista turco di Erdogan, sconfitto alle ultime elezioni e segnato dalla crisi economica crescente, cerca di reagire alle difficoltà utilizzando l’arma del nazionalismo e della guerra contro i kurdi per recuperare consensi e mettere fine all’esperienza che si sta sviluppando in Rojava”, recita il comunicato rilasciato dall’Assemblea fiorentina per il Kurdistan che vedono una imminente guerra su quei territori, già martoriati dalla guerra allo Stato Islamico, come inevitabile conseguenza delle manovre “degli stati capitalisti e imperialisti, che cercano attraverso la guerra di espandere i propri interessi. E per fare questo, tutti gli attori regionali ed internazionali coinvolti, dagli USA alla Russia, dall’Iran alla Unione Europea, sono ben disposti a lasciare che la Turchia continui la sua guerra al movimento kurdo, dentro e fuori dai confini del paese, attraverso politiche di repressione, sostituzione etnica e di aperto sostegno a ciò che resta delle milizie jihadiste in Siria. Mentre Ankara continua ad utilizzare il ricatto dei profughi e dell’invasione migratoria come arma contro l’Unione Europea”.

“Come sta facendo da oltre 40 anni, il movimento kurdo non si arrenderà – prosegue il comunicato – Attraverso il PKK le YPG e le YPJ fà sapere che non ha intenzione di cedere alle minacce e in caso di occupazione turca difenderà il proprio territorio e resisterà come ancora resiste in Turchia”, perciò l’Assemblea tende a precisare che “come militanti internazionalisti continueremo ad opporci alle politiche di guerra e sfruttamento che i nostri governi sostengono direttamente anche quando in maniera ipocrita elogiano i kurdi per il loro contributo fondamentale nella lotta contro l’ISIS” e che sosterrà “il movimento kurdo ed il suo progetto di liberazione fondato su anticapitalismo, emancipazione di genere, ecologismo ed abbattimento delle frontiere nazionali, etniche e religiose”. “Continueremo – conclude l’Assemblea fiorentina per il Kurdistan – ad essere attivi nella solidarietà, portando con noi l’esempio di Lorenzo Orso Tekosher, giovane internazionalista morto combattendo in Rojava”.

Parteciperà a questa manifestazione anche l’Iniziativa antagonista metropolitana (Iam), che già ieri ha sfilato, con una cinquantina di persone, per le vie del centro di Firenze in segno di protesta dei raid turchi sui territori nord della Siria. “Ad essere sotto le bombe da oggi sono proprio gli uomini e le donne che hanno combattuto Isis in Siria – sottolinea in una nota l’Iam -, costruendo l’alternativa alle barbarie dello Stato Islamico, fatta di convivenza tra popoli, libertà di culto e democrazia. Sono le Ypg e le Ypj che uniscono il popolo arabo e curdo nella lotta per un futuro di pace e democrazie in Medioriente. Lo stesso futuro per il quale il nostro concittadino Lorenzo Orsetti ha donato la sua vita”.

“L’aggressione di Erdogan e il lasciapassare di Trump sono inaccettabili – prosegue la nota – e dovrebbero portare l’Ue ad intervenire per fermare il massacro in corso. Ma così ancora non è. Sarebbe doveroso che chi in questa città ha espresso massimo cordoglio per Lorenzo ‘Orso’ pochi mesi fa, il sindaco Nardella e il comune di Firenze, prendano posizione contro il massacro che la Turchia sta e vuole continuare a portare avanti”.

Il movimento ‘Fridays For Future’ si è detto a favore dell’iniziativa e parteciperà alla manifestazione, con l’obiettivo della difesa delle popolazioni colpite e della “rivoluzione ecologista del Rojava”. Come si legge dal comunicato rilasciato, nel Rojava “si sta sperimentando da anni una nuova forma di società che sfida il sistema capitalista che sta distruggendo il nostro pianeta, tenendo al centro l’ecologia, l’autodeterminazione delle donne e una democratizzazione radicale di tutti gli aspetti della vita. In questo territorio devastato dal profitto, dal disboscamento, dallo sfruttamento, dall’estrattivismo e dalle monocolture si sta tentando giorno dopo giorno di creare dal basso un nuovo equilibrio ecologico”.

“Nonostante i molti progetti in atto, come rimboschimento, creazione di riserve naturali e infrastrutture per lo smaltimento dei rifiuti eco-compatibile – prosegue il movimento ecologista – e l’aver impedito ad oggi a molte multinazionali come McDonald’s di aprire punti vendita e fare profitto su questi territori, le strutture dell’Autonomia Democratica sono ancora in una situazione materiale difficile, e in questo momento si trovano a dover far fronte a un attacco militare diretto che vuole distruggere questa esperienza rivoluzionaria”, perciò affermano di sentirsi “vicini ad una rivoluzione ecologica di questo tipo e ne traiamo esempio. Il Rojava non sarà una prateria per la speculazione delle grandi multinazionali che estraggono le risorse e inquinano per i loro profitti”.

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Ehm (M5S): Vicini a popolo Curdo per stabilità e pace

Ehm (M5S): Vicini a popolo Curdo per stabilità e pace

Oggi in commissione esteri della Camera  un’audizione dei rappresentanti della regione del Rojava (Kurdistan siriano) nei confronti dei quali tutte le forze politiche hanno espresso vicinanza.

“Esprimo profonda apprensione di fronte alla minaccia concreta turca di intervento militare in Siria, nei territori abitati dal popolo curdo. Operazioni militari di questo tipo sicuramente non faciliterebbero il mantenimento dell’equilibrio di un’area già provata da anni di conflitto durante i quali i curdi hanno avuto un ruolo fondamentale nel contrasto a Daesh”. È quanto afferma in una nota la deputata del MoVimento 5 Stelle in commissione Esteri alla Camera Yana Ehm.
“Oggi in commissione abbiamo avuto un’audizione importante dei rappresentanti della regione del Rojava (Kurdistan siriano) nei confronti dei quali tutte le forze politiche hanno espresso vicinanza. L’unica strada da seguire in questa delicata situazione è quella del dialogo e della pace per cercare di non alterare una seppur precaria stabilità raggiunta in seguito alla dura lotta contro il terrorismo”, continua la deputata.
“La testimonianza portata oggi in commissione ci ha fatto conoscere una realtà di convivenza civile tra popolazioni di diversa religione e cultura che rischia di essere distrutta da interessi militari. Di fronte a questa minaccia auspichiamo l’attenzione costante da parte dell’Europa e delle forze internazionali per il raggiungimento di una soluzione politica della crisi in atto”, conclude Ehm.

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Turismo: TripAdvisor vara Report su recensioni, 1mln false

Turismo: TripAdvisor vara Report su recensioni, 1mln false

66 milioni di recensioni sono state inviate a TripAdvisor nel 2018 dalla community globale di viaggio, ognuna è stata analizzata utilizzando una tecnologia avanzata di individuazione frodi e 2.7 milioni di recensioni sono state soggette a un’ulteriore valutazione umana da parte dei moderatori dei contenuti. Il 4.7% di tutte le recensioni inviate al sito è stato respinto o rimosso dalla tecnologia avanzata di analisi di TripAdvisor oppure manualmente dal team di moderazione; il 2.1% è stata giudicata falsa e la maggioranza di queste (73%) è stata bloccata prima di essere pubblicata.

Sono i risultati del primo Report sulla Trasparenza delle recensioni pubblicato oggi da TripAdvisor, la piattaforma di viaggi a cui milioni di viaggiatori in tutto il mondo si affidano per le sue recensioni di viaggio. ”Il che significa che abbiamo impedito che più di 1 milione di recensioni false fossero mai pubblicate su TripAdvisor”, sostiene il report che che analizza un insieme di dati di un intero anno sulle recensioni inviate al sito dalla community di viaggio globale.

“Essere certi che TripAdvisor sia una piattaforma fidata per i nostri utenti e business è una massima priorità per noi. Negli anni abbiamo continuato a fare progressi con i nostri sistemi avanzati di individuazione delle frodi ma è una battaglia quotidiana e siamo ancora lontani dall’essere completamente soddisfatti” ha dichiarato Becky Foley, Senior Director of Trust & Safety at TripAdvisor. “Anche se stiamo vincendo la lotta contro le recensioni false su TripAdvisor, possiamo proteggere solo il nostro angolo di Internet. Finché altre piattaforme di recensioni non intraprenderanno azioni aggressive, i truffatori continueranno a sfruttare i business più piccoli ed estorcere loro denaro. È tempo che altre piattaforme come Google e Facebook scendano in campo per unirsi a noi nel contrastare con forza questo problema”.

Il report inoltre spiega l’impegno di TripAdvisor nell’individuare i recensori a pagamento: i recensori a pagamento sono individui o aziende che tentano di vendere recensioni degli “utenti” ai business presenti su TripAdvisor. Dal 2015 TripAdvisor ha bloccato l’attività di più di 75 siti che tentavano di vendere recensioni, incluso un individuo che l’anno scorso è stato condannato a 9 mesi di carcere dal Tribunale Penale di Lecce.

“La pubblicazione da parte di TripAdvisor di questo report mostra l’importanza che viene data alla trasparenza e soprattutto risponde pienamente all’esigenza di affidabilità per i turisti/viaggiatori e per gli operatori” ha dichiarato Giorgio Palmucci, Presidente di ENIT. “I dati contenuti mostrano chiaramente il livello di controlli e verifiche che vengono realizzati dal sito per evitare le frodi”.

“Le recensioni dei consumatori sono diventate essenziali per milioni di attività turistiche nel mondo. È il progresso, ammesso che, come recentemente raccomandato dal World Committee on Tourism Ethics, queste recensioni siano affidabili e imparziali” ha commentato Pascal Lamy, Chairman of the World Committee on Tourism Ethics at the UNWTO (World Tourism Organization). “È quindi incoraggiante vedere che piattaforme come TripAdvisor si impegnino nell’essere trasparenti su come monitorano, controllano e gestiscono le recensioni che ricevono al fine di evitare abusi e frodi”.

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