Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Tre sono gli indagati per la morte di Erika Lucchesi. Della procura di Firenze risultano indagati il legale rappresentante del locale, il presunto spacciatore e una terza persona. Le accuse contestate sono quelle di morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

I tre sono indagati per la morte della 19enne avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca di Sovigliana a Vinci (Fi). La procura contesta in particolar modo al rappresentante legale di non aver impedito ciò che sarebbe stato giuridicamente obbligato a impedire per la sua qualifica, ossia il presunto episodio di spaccio che poi avrebbe portato alla morte della giovane.
Il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga poi consumata dalla giovane è stato individuato ed è al momento irreperibile. Questo pomeriggio il pm titolare delle indagini, Fabio Di Vizio, conferirà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della ragazza.

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Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Morte Erika Lucchesi: tre indagati

Tre sono gli indagati per la morte di Erika Lucchesi. Della procura di Firenze risultano indagati il legale rappresentante del locale, il presunto spacciatore e una terza persona. Le accuse contestate sono quelle di morte in conseguenza di altro reato e spaccio di sostanze stupefacenti.

I tre sono indagati per la morte della 19enne avvenuta nella notte tra sabato e domenica scorsi nella discoteca di Sovigliana a Vinci (Fi). La procura contesta in particolar modo al rappresentante legale di non aver impedito ciò che sarebbe stato giuridicamente obbligato a impedire per la sua qualifica, ossia il presunto episodio di spaccio che poi avrebbe portato alla morte della giovane.
Il presunto spacciatore che avrebbe ceduto la droga poi consumata dalla giovane è stato individuato ed è al momento irreperibile. Questo pomeriggio il pm titolare delle indagini, Fabio Di Vizio, conferirà l’incarico per l’esecuzione dell’autopsia sul corpo della ragazza.

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Uccise figlio di un anno, chiesto l’ergastolo per il padre

Uccise figlio di un anno, chiesto l’ergastolo per il padre

La procura di Firenze ha chiesto la pena dell’ergastolo nel processo con rito abbreviato per l’uomo, 34enne, che il 17 settembre 2018 uccise a coltellate il figlio di un anno. La sentenza è attesa nel pomeriggio.

L’omicidio del piccolo di appena un anno avvenne durante una lite in famiglia a Scarperia (Firenze), successivamente l’uomo tentò di fare lo stesso con la convivente e con la figlia di 7 anni. Secondo quanto emerso, prima della commissione dell’omicidio la donna aveva presentato diverse denunce a carico del convivente. In una perizia eseguita sul 34enne, nell’ambito di una precedente inchiesta per maltrattamenti, sempre verso la convivente, è scritto che l’uomo era socialmente pericoloso e che per questo doveva curarsi ma poteva essere controllato con i farmaci.

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Firenze: Berlusconi indagato anche per attentato a Maurizio Costanzo

Firenze: Berlusconi indagato anche per attentato a Maurizio Costanzo

Ai reati contestati dalla Procura di Firenze a Silvio Berlusconi, si aggiunge quello per l’attentato al giornalista Maurizio Costanzo del 14 maggio 1993. Questo è quello che si evince dalla documentazione rilasciata dai pm di Firenze ai legali dell’ex Premier. I documenti sono stati depositati alla Corte d’Assise d’appello di Palermo nel processo sulla trattativa Stato-mafia e richiesti dai legali di Berlusconi in vista della sua deposizione.

La Procura Toscana ha infatti riaperto l’indagine sulla stagione stragista di Cosa nostra. I difensori hanno presentato istanza per sapere se il loro assistito è indagato in procedimenti connessi a quello in corso a Palermo e capire così se debba essere sentito come indagato di procedimento connesso. Questa condizione permette infatti di potersi avvalere della facoltà di non rispondere, o come teste puro.

La stagione stragista comprende gli attentati di Milano, Firenze e Roma del 1993, il fallito attentato all’Olimpico del ’94. Alla richiesta dei legali dell’ex Premier, la procura ha risposto con l’elenco dei reati ipotizzati nei suoi confronti. Nella ricostruzione dei pm infatti egli avrebbe agito in concorso con Cosa nostra e sarebbe coinvolto nell’intera pianificazione stragista. Sono compresi sia il fattilo attentato contro Costanzo che il mancato omicidio del pentito Salvatore Contorno del 14 aprile 1994 a Formello.

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Ambulatori abusivi realizzati in casa scoperti dalla Gdf nel fiorentino

Ambulatori abusivi realizzati in casa scoperti dalla Gdf nel fiorentino

A seguito di un’intensificazione dell’attività informativa e di controllo in tale ambito, i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze hanno individuato nel periodo estivo, a Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino, due ambulatori abusivi in condizioni igieniche precarie.

I due sedicenti medici di origini cinesi, che utilizzavano degli appartamenti come ambulatori illegali, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Firenze per esercizio abusivo della professione medica e sono stati sequestrati oltre 73.000 dispositivi medici, farmaci e flaconi, di cui alcune decine di migliaia stivati in un furgone utilizzato per lo stoccaggio.

Nel primo caso, un cinese di 52 anni esercitava la professione medica in un appartamento, trasformato in un ambulatorio di fortuna, sito nella periferia di Campi Bisenzio, il cui accesso era sorvegliato da telecamere a circuito chiuso. All’interno, i militari della Compagnia Pronto Impiego di Firenze hanno trovato e sottoposto a sequestro diversi dispositivi medici e farmaci, tra cui alcuni assoggettati a prescrizione medica. A seguito dello sviluppo dell’attività, venivano rinvenuti ulteriori 60.000 farmaci e 7.600 euro in contanti in un furgone adibito a magazzino, di cui aveva disponibilità.

Circostanze similari sono state riscontrate anche nel secondo caso, quando i militari hanno fermato una persona mentre usciva con alcune scatole di medicinali da un condominio di Sesto Fiorentino, zona Osmannoro, nel quale non vi era alcuna indicazione dell’esistenza di studi medici. Anche in questa circostanza, all’interno di un appartamento dello stabile, anch’esso video-sorvegliato, i militari identificavano un 51enne di origini cinesi mentre era intento a preparare alcuni medicinali che riportavano indicazioni in lingua sinica, sprovvisti dell’autorizzazione all’immissione in commercio. Circa 13.000 i prodotti medicali rinvenuti e sequestrati.

Entrambi i locali ove hanno operato le Fiamme Gialle fiorentine erano stati adibiti ad ambulatorio rudimentale, in modo del tutto abusivo e in pessime condizioni igieniche. L’esercizio abusivo della professione medica è un reato per il quale è prevista la reclusione fino a 3 anni e la multa fino a 50.000 euro. La posizione dei due “medici” è ora al vaglio delle Fiamme Gialle dal punto di vista fiscale, in relazione alla tassazione dei proventi illecitamente conseguiti.

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