Sopralluogo Ministra De Micheli cantiere Foster e manifestazione NoTav

Sopralluogo Ministra De Micheli cantiere Foster e manifestazione NoTav

🔈Firenze, si è avuta oggi la visita della Ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti Paola De Micheli, al cantiere del Nodo Alta Velocità di Firenze.

“L’approfondimento che abbiamo fatto in questi primi giorni al ministero su questo cantiere – ha spiegato la ministra De Micheli – ci segnala quanto la realizzazione di questa opera aiuterebbe i pendolari, perché consentirebbe la realizzazione piena del progetto regionale del potenziamento del 40% del traffico regionale, legato soprattutto alla qualità della vita quotidiana dei pendolari”.

In merito ai tempi per la ripartenza dei lavori, De Micheli ha detto di non voler fare “promesse sul piano politico”, precisando che “c’è un cronoprogramma che Rfi ha studiato, l’amministratore delegato mi ha voluto accompagnare. C’è una serie di questioni che riguardano la società e non il governo”.

“Sul ferro, come governo, vogliamo investire tanto – ha detto poi Paola De Micheli – Stiamo facendo un ragionamento molto positivo, e sono molto grata ai miei colleghi del M5S, sulle opere da fare per il futuro, perché devo dire che c’è una piena condivisione ad esempio sul grande investimento sul ferro”.

Con l’amministratore delegato di Rfi, ha spiegato De Micheli, “abbiamo concordato di mandare l’accordo di programma rapidamente, in queste ore al Parlamento perché deve passare il vaglio delle commissioni, ma anche nei progetti dei prossimi anni tenderemo a investire molto sul tema del ferro, perché è una risposta ambientalmente sostenibile alle questioni di traffico che spesso soffocano le grandi città e i grandi agglomerati urbani”.

In Toscana, ha aggiunto il ministro, “elettrificazione, raddoppio delle linee saranno risposte che tenteremo dove sono già finanziate di accelerare, e là dove non sono finanziate di finanziarle quanto prima, perché questo è il modo di togliere sia traffico merci che di persone dalle strade il più possibile. Più rendiamo più efficiente questo sistema, più realizziamo la missione di questo governo che è di rivoluzione ambientale. Su questo coi colleghi dei 5 Stelle sia del governo che della maggioranza abbiamo una grande condivisione”.

Al sopralluogo, hanno partecipato anche l’AD di Rfi Maurizio Gentile, il sindaco Dario Nardella ed il governatore toscano Enrico Rossi.

Gimmy Tranquillo ha intervistato il Governatore della Toscana Enrico Rossi e la Ministra Paola De Micheli:

Mentre era in corso il sopralluogo della ministra De Micheli, il movimento alcuni esponenti del movimento Fridays for Future, teneva un presidio fuorri dal cantiere insieme ad alcuni attivisti dei comitati della piana fiorentina.

Gimmy Tranquillo ha intervistato Milena, un’attivista dei comitati e LOrenzo del movimento Fridays for Future:

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Trasporti: quasi 1 milione e mezzo per la sicurezza di treni e autobus

Trasporti: quasi 1 milione e mezzo per la sicurezza di treni e autobus

La Regione Toscana ha stanziato circa 1 milione e mezzo di euro per aumentare la sicurezza a bordo di treni e autobus. L’investimento consentirà di incrementare i servizi di controllo e tutela dell’utenza. Sarà assunto inoltre personale apposito dalle aziende di trasporti.

Queste iniziative sono state discusse nella ‘Cabina di regia sulla sicurezza a bordo treni e dei mezzi di trasporto pubblico locale’ coordinata dal Prefetto di Firenze con la partecipazione di tutte le Prefetture della Toscana, del questore di Firenze, della Polfer, di Trenitalia, Rfi, delle aziende di trasporto pubblico su gomma e delle organizzazioni sindacali di settore.

“Un servizio di qualità deve per forza essere anche un servizio in sicurezza”, ha detto l’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli. “Inoltre per la prima volta – ha aggiunto –  è stato finanziato anche un progetto per la sicurezza sui bus, che prevede anche personale di sicurezza sulle linee segalate come più critiche dagli autisti e dalle aziende di trasporto”.

Per quanto riguarda il trasporto su ferro è stato fatto un investimento di 400.000 euro per consentire agli agenti il libero accesso sui treni regionali in cambio della loro disponibilità a qualificarsi come membri delle forze dell’ordine ed intervenire in caso di minacce alla sicurezza dei passeggeri o del personale in servizio. Gli agenti si attiveranno inoltre su richiesta del capotreno o per loro stessa iniziativa. Dovranno  aiutare nell’identificazione dei viaggiatori sprovvisti di biglietto o con titolo di viaggio irregolare ma anche per far scendere dal treno i passeggeri dei quali il personale addetto, per vari motivi, chiederà l’allontanamento.

Altri 700.000 euro invece saranno aumentati i punti di assistenza alla clientela. Oltre ai 17 già presenti, verranno individuati altri 6 nelle stazioni ferroviarie di Arezzo, Siena e Grosseto, oltre a Firenze Santa Maria Novella e Pisa Centrale già interessate dal progetto di Trenitalia. Verranno inoltre aggiunte 8 unità di squade itineranti di addetti alla sicurezza alle 16 già presenti.

Per quanto riguarda il trasporto su gomma sono stati investiti 300.000 euro. Essenziale è la collaborazione del gestore del servizio, attualmente One scarl. Con la somma verrà finanziata: l’attività di formazione per il personale viaggiante specie per la gestione di situazioni aggressive e alla mediazione dei conflitti; l’installazione di protezioni e barriere a tutela del conducente e le telecamere a bordo. Inoltre saranno incentivate le campagne di sensibilizzazione sulla tutela del viaggiatore e il monitoraggio delle corse più critiche. Si aggiunge anche la presenza di addetti alla vigilanza in analogia con le ‘pettorine blu’ delle stazioni ferroviarie.

Secondo la Polfer in Toscana, da gennaio al 31 agosto di quest’anno, sono stati denunciati 35 episodi di aggressione, fisica o verbale, di cui 32 a bordo dei treni e 3 in stazione. In particolare ci sono stati 15 casi di spintonamenti, strattonamenti e schiaffi, 20 di minacce e oltraggio. Si precisa però che molti sono gli episodi non denunciati e che costituiscono un deterrente all’uso del mezzo pubblico. Lo stesso vale per il servizio di trasporto pubblico locale su gomma, dove si sono registrati numerosi casi di aggressioni, spesso ai danni di conducenti e controllori che hanno riportati ferite e contusioni.

Intervista di Chiara Brilli all’assessore regionale ai trasporti Vincenzo Ceccarelli.

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Rogo Rovezzano: inquirenti, attentato a sicurezza trasporti

Rogo Rovezzano: inquirenti, attentato a sicurezza trasporti

Viaggiatori inviperiti, stazioni bloccate, treni fermi, ritardi di ore, cancellazioni:  l’Italia ferroviaria è stata letteralmente spaccata in due a causa di un incendio ad una cabina elettrica che regola la circolazione Alta Velocità situata all’altezza della stazione di Rovezzano a Firenze. I lavori di ripristino sono terminati intorno alle 13 e 30, ma le pesati ripercussioni sono proseguite per tutta la giornata. A Firenze i ritardi hanno raggiunto punte di tre ore. Molti i turisti ma tanti anche i pendolari in attesa. Affollate anche le biglietterie e la sala d’attesa. Sul posto  presente anche la Protezione civile.

La procura di Firenze, a quanto apprende l’Adnkronos, ha aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di attentato alla sicurezza dei trasporti (art. 432 Cp) sull’incendio doloso appiccato a una cabina elettrica lungo la ferrovia a Rovezzano, alla periferia sud di Firenze, che ha mandato in tilt il traffico dei treni. Al momento si procede contro ignoti.

“Non riusciamo a trattenere la nostra emozione” nel vedere come “sia sufficiente accendersi una sigaretta all’aria aperta in campagna sotto la luna” per mandare in tilt questo “gigante coi piedi d’argilla” . E’ il testo apparso stamani su un noto sito web di area anarchica in cui si parla di Rovezzano.

“Se sara’ confermata la pista anarchica, verificheremo eventuali collegamenti con i No Tav che negli ultimi giorni hanno aggredito le Forze dell’Ordine: in ogni caso, da tutti i partiti e dall’intero governo ci aspettiamo una dura condanna delle violenze e un deciso Si’ alla Torino Lione”, ha detto il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

“Da questa mattina, da quando si e’ verificato l’incendio di Rovezzano e la conseguente crisi del trasporto ferroviario nazionale e regionale come Regione Toscana abbiamo fatto tutto quanto in nostro potere per rispondere agli utenti che ci chiamavano per chiedere spiegazioni e segnalare disagi, ci siamo mossi con Rfi e Trenitalia perche’ venissero intensificate le comunicazioni, sia a bordo che nelle stazioni, abbiamo seguito passo passo quello che stava succedendo e informato i cittadini attraverso i nostri canali”. Lo afferma l’assessore regionale alle infrastrutture della Toscana, Vincenzo Ceccarelli. “Speriamo – continua – che la situazione possa tornare presto alla normalita’, ma alla luce di quanto e’ successo ritengo necessario pretendere che nel minor tempo possibile si faccia chiarezza su responsabili e dinamica dei fatti, dato che un atto che pare essere doloso e manda in crisi l’asse principale del sistema di trasporto ferroviario nazionale puo’ essere a tutti gli effetti considerato un vero e proprio attentato terroristico. E come tale punito con la massima severita’ e rapidita'”.

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Strage Viareggio: attesa per sentenza, commozione tra familiari vittime

Strage Viareggio: attesa per sentenza, commozione tra familiari vittime

E’ iniziato a Palazzo di giustizia di Firenze il processo d’appello per la strage alla stazione di Viareggio del 29 giugno di 10 anni fa: 32 le persone che morirono a causa del deragliamento e dell’incendio di un vagone cisterna con gas gpl di un treno merci. La sentenza dovrebbe arrivare dopo le 13. Sono presenti i parenti delle vittime, con addosso le magliette con scritto ‘Noi non dimentichiamo’, ed è arrivato a Firenze anche il sindaco di Viareggio Giorgio Del Ghingaro. Al momento non risulta presente Mauro Moretti, l’ex ad di Rfi condannato in primo grado a 7 anni.

‘Viareggio 29 giugno 2009, niente sarà più come prima’: la frase, con sotto le foto delle 32 vittime, comprare su uno dei numerosi striscioni affissi questa mattina all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Firenze, dov’è attesa la sentenza per la strage di Viareggio. Un altro cartello ritrae l’ex ad di Rfi Mauro Moretti, condannato a 7 anni in primo grado, vestito come un detenuto. Un altro ancora chiede ‘Verità, giustizia e sicurezza’. Tra i numerosi familiari  c’è chi trattiene a stento le lacrime, chi ancora abbraccia il vicino di sedia per riuscire a gestire l’emozione del momento.

Tra loro anche Daniela Rombi, madre di Emanuela Menichetti, morta a 21 anni per le gravi ustioni riportate a seguito dell’esplosione del vagone cisterna alla stazione di Viareggio: “Non ne posso più dell’attesa – racconta – queste ultime ore sono quelle che sfiniscono del tutto”. “Voglio credere – aggiunge – che questa sia una sentenza doverosamente giusta, lineare. Non vedo cos’altro possono fare se non prendere atto del nostro appello e di quello della procura e aumentare le pene”. “Lui secondo noi – afferma ancora parlando dell’ex ad di Rfi Mauro Moretti – era responsabile e poteva fare cose che avrebbero evitato questa strage”.

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Strage Viareggio: “per Moretti accuse forzate”

Strage Viareggio: “per Moretti accuse forzate”

Così stamani l’avvocato Armando D’Apote, nell’arringa difensiva tenuta nel processo di appello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009.

Le accuse mosse a Mauro Moretti per quanto riguarda il suo ruolo di ad di Fs sono “forzature, difficili da capire se non nell’ottica di dover cercare qualcosa”. Così stamani l’avvocato Armando D’Apote, nell’arringa difensiva tenuta nel processo di appello per la strage di Viareggio del 29 giugno 2009. Per quanto riguarda le accuse contestate a Moretti in qualità di ad di Fs, D’Apote ha chiesto l’assoluzione del suo assistito “perché il fatto non sussiste o perché non lo ha commesso”: già in primo grado era stato assolto. Alla precedente udienza di martedì scorso invece D’Apote aveva già chiesto l’assoluzione di Moretti in relazione al suo ruolo di ad di Rfi, per il quale il tribunale di Lucca lo ha condannato a 7 anni.

I contenuti presentati dal pubblico ministero – ha proseguito l’avvocato difensore – non sono accettabili”. “Cercare di individuare una responsabilità dell’ad di Fs – ha ribadito D’Apote – è un grave errore del pm”.

Il legale ha spiegato che “l’holding Fs non fa parte del sistema ferroviario, inteso come insieme delle linee, delle infrastrutture e del materiale rotabile progettato per percorrere dette infrastrutture. Questo era già stato compreso nella sentenza di primo grado”. La holding Fs, ha detto ancora, “ha funzioni di guida e coordinamento”” e tra le competenze del suo ad ci sono “la ricezione dei pareri di conformità e la validazione degli investimenti e disinvestimenti” definite dal legale “attività dal profilo formale”.

L’avvocato ha ricordato tra l’altro i risultati positivi ottenuti da Fs sotto la direzione di Mauro Moretti, tra cui una diminuzione degli infortuni sul lavoro.

Anche stamani  Moretti era presente in aula. Il calendario del processo di appello prevede una pausa fino al 9 aprile, quando inizieranno le repliche dei pm, delle parti civili e delle difese. Questi interventi sono previsti anche nelle udienze successive dell’11, 12 e 15 aprile.

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